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Scaricare e addossare una colpa (ep. 1033)
Scaricare e addossare una colpa
DURATA MP3: 11 min. circa
Ci sono alcune differenze tra scaricare e addossare. Inoltre c’è qualche affinità anche col verbo accollare, di cui ci siamo già occupati.
A partire dal numero 1001, gli episodi di questa rubrica sono solamente per i membri dell’associazione.
L’episodio contiene anche i ripassi di 18 episodi precedenti.
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La sgrammaticatura istituzionale – POLITICA ITALIANA (Ep. n. 35)
La sgrammaticatura istituzionale (scarica audio)
– Indice episodi del linguaggio della politica
Trascrizione

Bentornati nella rubrica di Italiano semplicemente dedicata al linguaggio della politica.
Una parolina che ogni tanto si vede usare quando si parla di politica è sgrammaticatura.
Normalmente infatti una sgrammaticatura indica un errore grammaticale.
Un compito pieno di sgrammaticature è pertanto un compito pieno di errori di grammatica.
Il fatto è che parlando di politica, a questo termine si associa l’aggettivo istituzionale o anche costituzionale.
Cos’è una sgrammaticatura istituzionale o costituzionale?
Si tratta sempre di una specie di errore in fondo, perché qualcuno già da qualche anno, ha pensato di usare questa espressione in occasione di episodi in cui c’è stato un modo scorretto di applicare le regole istituzionali.
Le istituzioni ad ogni livello e anche i personaggi che ricoprono cariche politiche hanno un compito preciso, dettato dalle leggi, cioè dalla costituzione o altre norme o da regolamenti, e anche il modo di assolvere a queste funzioni è definito, se non dalle norme, dalla prassi. Assolvere in questo caso significa compiere, adempiere. Parliamo di doveri.
Ebbene, ci sono casi in cui tali compiti o tali comportamenti non sono stati rispettati esattamente come si doveva ma si sono verificate scorrettezze, inesattezze, errate interpretazioni delle norme, o comportamenti non esattamente coerenti con la figura ricoperta da un personaggio delle istituzioni o dalle istituzioni stesse.
Spesso si parla di conflitti sulle competenze dei vari organi amministrativi o di governo.
Vi faccio alcuni esempi:
Una regione Italiana e alcuni comuni entrano in conflitto perché i comuni hanno organizzato degli incontri per prendere decisioni di interesse comune, ma non hanno coinvolto la Regione su una questione sulla quale è proprio la Regione a stanziare le risorse.
La regione pertanto lamenta una sgrammaticatura istituzionale, cioè una scorrettezza, o, nel migliore dei casi, un errore.
Vediamo un ultimo esempio riguardante una sgrammaticatura costituzionale:
La costituzione prevede che un cittadino italiano possa non andare a votare durante un referendum, ma un pubblico ufficiale non può indurre all’astensione i cittadini, non può cioè consigliare loro di non andare a votare o convincerli in tal senso.
Qualora questo accada qualcuno potrebbe parlare di sgrammaticatura costituzionale.
In tal caso (come nel precedente esempio) si sta utilizzando una modalità alternativa per denunciare una scorrettezza, un errore o, come in questo ultimo esempio, un atto illegittimo.
Così, una dichiarazione inopportuna, ad esempio con contenuti razzisti di una carica istituzionale viene derubricata (cioè declassata) come sgrammaticatura istituzionale, come a dire:
Queste dichiarazioni il presidente non può dirle perché non è previsto dal regolamento.
In un altro paese magari sarebbero state richieste le sue dimissioni per una questione così importante.
Ci vediamo al prossimo episodio di italiano dedicato al linguaggio della politica.
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754 L’ammonimento e l’ammonizione
L’ammonimento e l’ammonizione
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Trascrizione
Dopo aver visto il monito, cioè il serio avvertimento lanciato da chi paventa serie conseguenze, vediamo oggi l’ammonimento.
Ma se parliamo dell’ammonimento non possiamo non parlare dell’ammonizione.
Entrambi i termini derivano dal verbo ammonire.
L’ ammonimento è sempre un avvertimento, proprio come il monito, ma è meno grave e poi è vicino anche al concetto di rimprovero.
L’ammonimento serve a mettere in guardia una persona contro eventuali manchevolezze, cose sbagliate, errori che si potrebbero fare o che si sono già fatti ma non si devono ripetere.
In realtà un ammonimento è anche simile a un consiglio o un preavviso, perché se dico ad esempio:
Gli ammonimenti del padre di Marco hanno giovato al ragazzo
Marco ha forse fatto qualcosa di sbagliato?
È probabile ma non è detto. Il padre però deve dirgli quali secondo lui sono gli errori da evitare e consigliagli delle strade da seguire. Ci può anche essere affetto in un ammonimento. Meno nel monito.
Non perdere troppo tempo a divertirti, pensa soprattutto a studiare
Non bere troppo, soprattutto se devi guidare
Non fare più come l’ultima volta che sei uscito senza soldi
Questi sono tutti ammonimenti. In genere le conseguenze nel non seguire questo “consiglio” sono meno gravi rispetto al monito.
Poi non c’è bisogno di essere un presidente o un uomo troppo importante per dare un ammonimento. Questo accade prevalentemente col monito, come abbiamo visto. L’ammonimento è più paterno, più vicino, c’è più preoccupazione piuttosto che minaccia ed è più adatto ad un genitore, un professore o il presidente di un’associazione (ogni riferimento è puramente casuale).
L’ammonimento dunque viene sempre dall’alto verso il basso ma l’obiettivo è, potremmo dire, quello di mettere in guardia una persona.
Se invece voglio solo rimproverare o punire una persona, e farle capire che ha sbagliato, non gli do un ammonimento ma una ammonizione.
Ti devo ammonire per il tuo errore.
Direi che ammonire è simile a sgridare che però è molto colloquiale. Dall’altra parte c’è il verbo redarguire, che ha un uso più formale e professionale. Questo verbo lo vediamo meglio in un episodio della sezione verbi professionali.

Per capire meglio la differenza tra l’ammonizione e l’ammonimento pensate a un arbitro che mostra il cartellino giallo ad un calciatore dopo che questo ha fatto un brutto fallo ad un avversario.
L’arbitro, mostrandogli il cartellino giallo, gli dà un’ammonizione, cioè lo ammonisce, che è si un avvertimento ma è anche una punizione.
Infatti se da una parte l’ammonizione significa che il prossimo fallo potrebbe costargli l’espulsione (questo è l’avvertimento: attento, che il cartellino rosso, cioè l’esplulsione, si avvicina!) dall’altra lo sta punendo e per questo è stato ammonito cioè ha ricevuto un’ammonizione.
Se invece l’arbitro, anziché dargli l’ammonizione gli dicesse:
Stai attento che al prossimo fallo ti ammonisco!
Questo è un ammonimento.
Viene dall’alto, diciamo così, da una autorità come un arbitro, paragonabile ad un padre di famiglia, e per questo l’ammonimento è un termine adatto in questo caso.
Potremmo chiamarlo al limite anche monito, però appare un po’ esagerato e più distante.
Analogamente al monito, anche l’ammonimento può consistere in un fatto, senza il bisogno che venga da una persona.
La sconfitta della Juventus contro la Roma fu un ammonimento per tutte le squadre che ancora dovevamo affrontare la squadra romanista.
In questo caso monito è ammonimento sono intercambiabili.
Riguardo al verbo da usare, dare va benissimo, ma si può usare anche lanciare, come per il monito. Direi che usare il verbo lanciare però aumenta la distanza, quindi diminuisce la componente affettuosa.
Non è un caso che i lanci avvengano da lontano, no? Per dare qualcosa invece basta stare molto vicini, come dare un bacio.
Adesso vi lancio una provocazione (sapete che anche le provocazioni possono essere lanciate?). La provocazione è questa: ripassiamo qualche episodio precedente usando la parola “espediente“, che spieghiamo la prossima volta. Anzi facciamo che la spieghiamo tra due episodi.
Karin: questo mi sembra un bell’espediente per aumentare l’interesse verso i prossimi episodi.
Komi: sì, una bella trovata da parte tua. Non che noi abbiamo bisogno di stimoli aggiuntivi, ma comunque apprezziamo il tuo tentativo Gianni, tant’è che abbiamo subito raccolto la tua provocazione.
Segue una spiegazione del ripasso
561 Come non detto
Come non detto (scarica l’audio)
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Trascrizione
Giovanni: ciao ragazzi, come state? Vi va oggi di vedere insieme un’espressione italiana?
Ho giusto qualche minuto di tempo da dedicarvi.
Ho appena espresso un mio proposito, una mia volontà.
Capita spesso di fare dei programmi riguardanti il futuro, proprio come questo che ho appena fatto io con voi.
Ma come si sa, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.
Cosa dire in questi casi? Cosa posso dire quando accade qualcosa che smentisce immediatamente ciò che ho appena detto?
Ebbene questa è una delle tante situazioni in cui si può dire: “come non detto“, che è l’abbreviazione di “come se non fosse stato detto” oppure “fate finta che ciò che ho appena detto io non lo abbia mai detto”, “scusate, ho sbagliato a dire questo” eccetera.
Potrei anche aver dimenticato qualcosa che mi viene in mente subito appena ho finito di pronunciare la frase.
Es:
Oggi possiamo andare al cinema che ne dite?
Ah, no, adesso che ci penso ho un impegno! Allora come non detto. Al cinema ci andiamo domani?
Potrebbe anche accadere qualcosa di inaspettato che cambia tutto:
Es: sto guardando una partita in TV e la Roma sta vincendo contro il real Madrid.
Allora dico: come è forte la Roma vero? Questa volta vincerà sicuramente.
Proprio in quel momento fa un gol il real Madrid.
Come non detto!
Un ultimo esempio:
Anche stavolta volevo fare un episodio di due minuti, non più lungo, per dare un senso al nome della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente ma come non detto, perché è abbastanza arduo spiegare un concetto in pochissimo tempo senza lasciare dubbi di chi ascolta o legge.
Almeno ascoltiamo un ripasso che renderà l’episodio più piacevole perché non sia mai detto che qualcuno si lamenti perché non riesce a memorizzare tutti gli episodi della rubrica.
Anthony: Ragazzi ieri parlavo con e mentre cazzeggiavamo ha sfoderato un’idea un po’ così. Mi fa…
Irina: so che sei restio a farlo ma ogni tanto devi fare uno strappo alla regola e guardare della TV spazzatura. È un ottimo metodo per imparare la lingua che parla l’italiano medio.
Anthony: La mia risposta? Sì potrebbe dire che l’ho apostrofata come si deve. Le ho anche detto “cosa ho fatto per finire nel mirino dei tuoi consigli così abbaglianti.”
Irina: Ma pensa te! Come sarebbe a dire che dovresti guardare una roba simile. Sei un tipo che usa verbi come apostrofare ed eseguire e poi aggettivi tipo abbagliante, quando, che so, fare e strepitosi andrebbero bene.
Sofie: e perché mai ti è venuta l’idea di risponderle picche a questa richiesta e addirittura con un tono così aggressivo? Del resto, non mi risulta una proposta così improbabile. Ha un certo fondamento. Tra l’altro mi piacerebbe quanto mai guardare qualsiasi programma con lei. Sarebbe una mera scusa per . . .
Mariana: allora . . . torniamo a bomba. immagino che non si sia data per vinta. Una volta, mi ha proprio tallonato di brutto cercando di convincermi di qualcosa che non mi andava a genio Alla fine, vista la sua insistenza, mi vedevo costretto a dare forfait.
Per il ripasso di oggi ragazzi questo è quanto!
