“BASTA”, UNA PAROLA CHE NON NE PUÒ PIÙ

Basta

Audio livello intermedio in preparazione

episodio 1236

Trascrizione

Oggi,cari amici di Italiano semplicemente, vi parlo di una parolina piccolina che apre e chiude infinite conversazioni, mette fine alle discussioni, reprime sfuriate, tronca rapporti e, sorprendentemente, può anche rassicurare: “basta”.

VI Farò un elenco di utilizzi, alcuni simili tra loro, altri meno. Inevitabilmente abbiamo già altri episodi in cui abbiamo esplorato espressioni e locuzioni in cui compare questa parola o espressioni analoghe. Ne parlerò nel corso della spiegazione e metterò dei collegamenti ipertestuali (dei link) agli episodi in questione.

Allora:

1. “Basta” come imperativo: smetti!
È l’uso più intuitivo.

È un’esclamazione che segnala che qualcuno ha superato il limite.

In questo caso, “basta” è quasi un ordine: corto, secco, definitivo. Evidentemente si è raggiunto un limite.

2. “Basta + verbo all’infinito”: è sufficiente fare X
Qui entriamo in un territorio più razionale: basta (cioè è sufficiente) una sola azione per ottenere un risultato.

  • Per capire l’italiano basta ascoltare ogni giorno.
  • Per perdere peso basta camminare 40 minuti al giorno.

È un “basta” che potremmo chiamare funzionale: descrive un requisito sufficiente. Solitamente questo uso prevale nelle conversazioni orali. Un po’ informale diciamo.

3. “Basta che…”: condizione minima
Simile al precedente, ma introduciamo una subordinata, perché c’è un “che”:

  • Va bene anche domani, basta che mi avvisi prima.
  • Puoi restare quanto vuoi, basta che non dai fastidio.

È l’uso da manuale della condizione necessaria. Fino ad un certo punto,che viene specificato, si può arrivare. Non oltre.

Somiglia a: la cosa importante è che…, ciò che conta è che…, sempre che…

4. “Basta” come sufficienza in senso quantitativo.
Qui “basta” è un giudizio, spesso soggettivo, sulla quantità.

  • Ne vuoi ancora? No, basta cosi.
  • Due bicchieri di vino? Bastano.
  • Non serve tutto quell’olio, ne basta un filo.

È il “basta” del frigorifero, del piatto, della spesa. Si può anche dire: può bastare, possono bastare, può bastare così.

5. “Basta!” nel senso di “mi sono stancato / non ne posso più”
Quando arriva la goccia che fa traboccare il vaso.

È il “basta” da sfuriata.

  • Basta, ora parlo io!
  • Basta, non sopporto più queste riunioni infinite!
  • Basta! Non è possibile! Quando arriva l’ennesimo ritardo del treno.

È la versione emotiva, spesso usata quando si è in preda al panico o quasi. È anche uno sfogo chiaramente.

6. “Basta?” per chiedere conferma
Modalità garbata, spesso detta con un tono di voce che sale verso la fine.

  • Te ne verso ancora? Basta?
  • Va bene così? Basta?

Significa: “ti può bastare?”, “è sufficiente?”, “ancora?”.

7. “E basta!” per chiudere definitivamente
È un’estensione che si usa per troncare polemiche. Aggiungere la e all’inizio rafforza l’idea della stanchezza e della voglia di smetterla.

  • Non voglio più sentirne parlare, e basta!
  • Ho detto che non vengo, e basta!

A volte si rafforza ancor di più con un “cavolo!”, “per la miseria”, “maledizione”

  • E basta, maledizione!

8. “Basta poco” e varianti idiomatiche
Ci sono alcune espressioni cristallizzate, molto comuni:

  • Per farmi felice basta poco.
  • A volte basta un attimo per cambiare tutto.
  • Per litigare basta una sciocchezza.
  • Basta saperlo!

Qui “basta” è parte di un sintagma fisso che indica una minima quantità o estrema facilità.

9. “Basta che sia…” come preferenza flessibile

  • Non mi importa, basta che sia comodo.
  • Andiamo dove vuoi, basta che sia vicino.

È il “basta” della tolleranza: non ho grandi pretese, mi adeguo. Quindi si esprime una preferenza in modo flessibile.

10. “Basta” come conclusione di un discorso
È simile a “fine”, “punto”.

  • Insomma, ho fatto tutto ciò che potevo. Basta.
  • Abbiamo deciso di rimandare. Basta.

Chiusura asciutta, quasi burocratica. Non c’è emozione,non è uno sfogo stavolta. Simile a “tutto qui”, “niente di più e niente di meno”.

Ok definitiva, con “basta” potete:
fermare, concludere, condizionare, chiedere, lamentarvi, rassicurare e perfino addolcire un discorso.

Alla fine, basta una sola parola per fare tutto questo.

E se qualcuno trovasse comunque da ridire…

Basta, non se ne parla più. Anzi no, adesso basta un piccolo ripasso e l’episodio possiamo considerarlo chiuso.

Ripasso in preparazione a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente