860 Disfare e disfarsi, il disfacimento la disfatta

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Trascrizione

Siete mai stati nei mercatini dell’usato?

Ebbene, li trovate capi d’abbigliamento di cui le persone si sono liberate. Sono capi di seconda mano che si possono acquistare.

Ho appena usato il verbo liberare nella forma riflessiva: liberarsi di qualcosa significa dare via, vendere o gettare qualcosa (o qualcuno) che non vogliamo più.

Es:

Mi devo liberare di tutti questi impegni di lavoro se voglio divertirmi un po’.

Posso usare anche il verbo disfarsi, forma riflessiva di disfare.

Voglio disfarmi di tutte queste cose inutili che ho in casa

L’assassino, dopo aver commesso l’omicidio, di è disfatto del telefono

Ci si può disfare anche di una persona, proprio come liberarsi. Il senso è lo stesso. Significa anche cedere a un’altra persona.

“Disfarsi di” qualcosa o di qualcuno ha questo significato, ma se usiamo il verbo non nella forma riflessiva, il significato cambia. Ma anche disfarsi, se non aggiungiamo “di”, cambia di significato.

Es:

Con l’aumento della temperatura, il pupazzo di neve ha iniziato a disfarsi.

Potremmo dire sciogliersi, distruggersi, squagliarsi. In generale si può disfare qualunque cosa che abbia comportato un sforzo nella costruzione, come il pupazzo di neve, appunto. La neve si scioglie, il pupazzo di neve si disfa.

Avete notate che disfare contiene “fare” con “dis” come prefisso.

Questo prefisso spesso, infatti, rovescia il senso buono o positivo della parola che il prefisso precede. È molto usato in molti termini del linguaggio medico per indicare una alterazione, una malformazione, un’anomalia, un cattivo funzionamento. Pensate alla distrofia ad esempio.

C’è quasi sempre qualcosa che non va quando c’è il prefisso dis.

Allora, davanti a “fare“, che indica una costruzione, questo prefisso indica una distruzione, quindi disfare è il contrario di fare. Lo stesso accade con onore e disonore, simile e dissimile, piacere e dispiacere, la continuità e la discontinuità. Altre volte non è così semplice ma in generale (non sempre) il prefisso dis conferisce un senso negativo.

Esiste l’espressione “fare e disfare” che indica il comportamento di una persona che fa ciò che vuole, costruisce e distrugge, fa e disfa come vuole lei. Es:

Il dittatore è stato abituato a fare e disfare nel suo paese

Un’espressione simile è fare il bello e il cattivo tempo.

Disfare dunque è simile a distruggere, scomporre, sciogliere, liquefare, decadere, disgregarsi.

Non sempre però c’è qualcosa di negativo o qualcosa che non va.

Disfare le valigie è una cosa che si fa alla fine di ogni viaggio.

Significa togliere i vestiti dalle valigie perché siamo tornati a casa o siamo arrivati in albergo. Le valigie si fanno alla partenza e si disfano all’arrivo.

Anche il letto, quando è disfatto, non è una tragedia. Semplicemente bisogna sistemarlo, bisogna rifare il letto, prendere le lenzuola e sistemarle per bene, sistemare i cuscini, rimettere eventualmente la coperta o un copriletto e sistemarlo per bene, proprio come vorremmo trovarlo quando entriamo nella nostra stanza d’albergo.

In genere però, come detto, disfare qualcosa è un’operazione che esprime l’azione contraria del fare, ma in senso negativo.

Parlando di politica, c’è chi vorrebbe disfare l’unione europea.

Il nuovo governo sta disfacendo tutto ciò che ha fatto il governo precedente.

Nello sport si usa spesso:

Non è disfacendo il gioco avversario che si vince.

Parlando di morale e di questioni sociali, si usa spesso il termine disfacimento:

Per disfacimento si intende la rovina di una comunità che non ha più obblighi morali e sociali.

Stiamo assistendo a un lento disfacimento della famiglia nella società contemporanea

Il disfacimento morale della società

In senso materiale possiamo parlare di un corpo, un tempo bellissimo ma in rapido disfacimento con l’età o per colpa di un’alimentazione sbagliata.

Vogliamo parlare adesso della disfatta?

Una disfatta è una sconfitta militare disastrosa o, in senso figurato, un clamoroso fallimento o una sconfitta sportiva schiacciante.

C’è in qualche modo anche una distruzione anche in questi casi, ma è più un grave insuccesso o una pesantissima sconfitta, quindi comunque dopo una disfatta bisogna ricominciare daccapo. Anche disfatta deriva dal verbo disfare.

Si parla spesso anche della disfatta di un partito alle elezioni. Evidentemente i risultati sono stati disastrosi per quel partito.

Sconfitta e disfatta sono dunque molto vicini come significato. È la gravità della sconfitta, la sua pesantezza che fa la differenza.

Va bene, adesso ripassiamo qualche episodio precedente altrimenti tutto il lavoro fatto finora rischia di essere disfatto nel giro di qualche settimana.

Ulrike: Parlando di politici, molti di loro credono che fanno il meglio per il loro paese, ma sembra che non vedano le eccessive corsie preferenziali, né le bustarelle, e fanno pie promesse per arrivare al governo! E tu come la vedi?

Irina: il problema è che quando devi votare e scegliere, questo voto spesso è un voto di scambio! E quand’è così non c’è possibilità di svoltare per il paese.

Peggy: molte volte penso che queste siano soltanto elucubrazioni mentali, ma il mio contributo oggi deve fungere da campanello d’allarme!

Estelle: I tuoi commenti potrebbero sollevare un polverone di critiche, ma è pur vero che la situazione economica mondiale fa acqua da tutte le parti!

Albèric: sono del tuo stesso avviso, ma meglio stare alla larga della politica. È sempre un di più andare a toccare questi temi scottanti in un ripasso!

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818 Perdite e sconfitte

Perdite e sconfitte (scarica)

Trascrizione

Danielle: attualmente mi trovo in vacanza e appena fuori del nostro appartamento, all’improvviso, si è scoperta una grossa perdita d’acqua dall’asfalto. Credo che dovranno intervenire urgentemente altrimenti si potrebbe rompere l’asfalto e magari qualche automobile potrebbe finire male.

Allora mi è subito venuto in mente questo termine: “perdita“.

In questo caso ho parlato di una perdita d’acqua, che si verifica quando dell’acqua esce da dove non dovrebbe uscire.

Una perdita d’acqua proviene dalla rottura di un tubo o anche da una guarnizione di gomma che non funziona più.

Se vedete dell’acqua sul pavimento o sul muro, probabilmente avete una perdita da qualche parte, oppure avete lasciato il rubinetto aperto.

Il rubinetto perde? Questo accade quando, pur chiudendo il rubinetto dell’acqua, continua a uscire un po’ d’acqua dal rubinetto. La cosa potrebbe anche farti perdere la pazienza…

Comunque meglio la perdita d’acqua che la perdita dei capelli. A quella generalmente non c’è rimedio.

Anche la perdita del fiato è abbastanza preoccupante perché si vede che siete affaticati e avete bisogno di riposare. Evidentemente avete corso a perdifiato. A meno che non abbiate visto una ragazza (o un ragazzo) tanto bella da far perdere il fiato.

Quest’ultima è un’espressione idiomatica.

Il fiato si perde anche col caldo o col freddo eccessivo. Quest’ultima è anch’essa una sensazione, provocata dall’improvviso cambio della temperatura però, e non dalla bellezza di una persona.

Questa perdita di fiato può essere considerata positiva, ma mai come quella relativa alla perdita di peso 🙂

Comunque, quello che mi interessa oggi è distinguere la perdita dalla sconfitta.

Dico questo perché quando si perde una partita parliamo di sconfitta, ma se un calciatore si fa male torniamo al concetto di perdita.

Ronaldo si fa male e per tre partite non potrà giocare. Una perdita importante per la squadra.

Ci sarà una regola? Certo!

Come definizione del termine perdita troviamo “una improvvisa mancanza di una determinata disponibilità, associata spesso a detrimento, danno, rovina”.

Insomma qualunque cosa sia a disposizione e all’improvviso non lo è più. In questi casi possiamo parlare di una perdita. In genere le perdite sono sempre brutte notizie!

La perdita dei capelli ne sono un chiaro esempio, ma possiamo parlare anche della perdita della vista e della vita.

Quando hai perso la vista?

La perdita della vista risale al 2020.

Che è come dire che ho perso la vista nel 2020.

Si possono anche avere perdite al gioco. In questo caso sono i soldi che non ci sono più.

Riferito a persone, vi si associa il significato di morte.

Ho perso mio padre nel 1973.

È stata una grave perdita per me.

Si usa molto comunque in campo economico:

Quest’anno siamo in perdita.

Questa è una eccedenza dei costi sui ricavi in operazioni economiche.

I costi superano i ricavi. Quindi siamo in perdita.

La sconfitta è una perdita? No, perché non è qualcosa che avevamo e che poi abbiamo perduto.

La sconfitta è invece un insuccesso. Si parla di guerre, di battaglie o di competizioni sportive. La cosa che conta è che ci sia un avversario che ci sconfigge.

La sconfitta è l’esito (il risultato) negativo di una guerra o di una battaglia o di una partita, gara, competizione, anche politica.

Possiamo anche parlare dell’eliminazione di una malattia o di un male sociale o morale.

La sconfitta dell’aids.

Come sconfiggere il corona virus?

Esistono anche le sconfitte amorose, le più difficili da digerire forse.

Quello che non dobbiamo fare comunque è confondere la perdita con la sconfitta.

Eppure si può perdere la vita, un posto di lavoro ma anche una partita e la guerra.

Eppure la perdita della vita è la perdita del posto di lavoro indicano la perdita di qualcosa che prima si aveva e all’improvviso non si ha più.

Va bene, lasciamo perdere adesso e facciamo un ripasso di qualche episodio passato. Poi i membri possono rispondere a 10 domande per testare la comprensione dell’episodio di oggi.

Chi vuole mettersi alla prova può diventare membro collegandosi alla pagina italianosemplicemente.com/chi-siamo

Essere membri di Italiano Semplicemente significa anche avere accesso a tutti gli episodi del sito, a tutti gli audio-libri, al corso per principianti e alle lezioni di italiano professionale e italiano commerciale.

Insomma, cosa aspettate? Vi prometto che non sarà una perdita di tempo!

Adesso il ripassino.

Ulrike:
Se il presidente chiede un ripassino e nessuno alza le terga per abbozzarne uno, cosa significa?

Peggy:
Che vuoi che ti dica. Può darsi che manchi solo un bell’assist, un qualcosa che apra una breccia per tuffarsi nell’elenco della rubrica.

Estelle:
Vabbé, sono sincero/a. Io semplicemente non oso uscirmene con un ripasso improvvisato. Pavento che vengano a galla tutte le mie lacune linguistiche. Quale vergogna!

Sofie:
Macché vergogna Estelle, non esiste proprio! Buttati! Cimentarsi nell’esercizio di rispolverare le espressioni precedenti della rubrica è proprio un metodo edificante per colmare le nostre lacune. E poi c’è sempre Gianni, instancabilmente disposto a correggere il nostro lavoro.

Esercizi

1) La _ _ _ _ _ _ _ di nostra madre ci ha colpito duramente

2) In tre partite abbiamo avuto due vittorie e una _ _ _ _ _ _ _

3) La morte di nostra madre è stata una _ _ _ _ _ _ _ insopportabile.

4) Ci deve essere una _ _ _ _ _ _ _. Sento puzza di gas.

5) Con la _ _ _ _ _ _ _ di WATERLOO, Napoleone ha subito notevoli _ _ _ _ _ _ _ in termini di uomini.

6) Guarda che _ _ _ _ _ _ _ che c’è nel bagno!

7) La _ _ _ _ _ _ _ di peso la ritengo una _ _ _ _ _ _ _ se l’obiettivo è ingrassare.

8) quella di Caporetto è una _ _ _ _ _ _ _ per l’Italia.

9) È sinonimo di défaillance, fallimento, batosta, débâcle, disfatta: _ _ _ _ _ _ _

10) Per i gladiatori, la _ _ _ _ _ _ _ della vita era una immediata conseguenza di una _ _ _ _ _ _ _ nel Colosseo

Soluzione

1) La PERDITA di nostra madre ci ha colpito duramente

2) In tre partite abbiamo avuto due vittorie e una SCONFITTA

3) La morte di nostra madre è stata una PERDITA insopportabile.

4) Ci deve essere una PERDITA. Sento puzza di gas.

5) Con la SCONFITTA di WATERLOO, Napoleone ha subito notevoli PERDITE in termini di uomini.

6) Guarda che PERDITA che c’è nel bagno!

7) La PERDITA di peso la ritengo una SCONFITTA se l’obiettivo è ingrassare.

8) quella di Caporetto è una SCONFITTA per l’Italia.

9) È sinonimo di défaillance, fallimento, batosta, débâcle, disfatta: SCONFITTA

10) Per i gladiatori, la PERDITA della vita era una immediata conseguenza di una SCONFITTA nel Colosseo

Vincere e perdere

Vincere e perdere (scarica audio)

Quanti sono i sinonimi di vincere e perdere?

Sono parecchi, ognuno con la sua sfumatura di significato. Se avete venti minuti di tempo da dedicarmi li scoprirete tutti.

Un episodio che potete ascoltare più volte se volete. Alla fine faremo anche un esercizio di ripetizione.

Allora, puo cambiare l’intensità, il tono, il contesto, l’emozione.

Solitamente si parla di sport, ma non si vincono e perdono solamente le partite.

Esistono anche le competizioni, le gare, i conflitti, le dispute, gli scontri, i confronti, gli incontri, le battaglie, le guerre, i dibattiti, quindi potremmo parlare anche di politica, di confronti tra uomini, donne, militari, politici e via dicendo.

In moltissimi campi c’è chi vince e c’è chi perde, e vincere e perdere sono sempre i verbi più usati indubbiamente.

La particolarità di questi due verbi è che sono i più generici e quelli che hanno un contenuto emotivo meno intenso.

Per questo motivo ha più senso usarli quando vogliamo dare una semplice comunicazione, quando vogliamo informare. Per lo stesso motivo si usa meno indicando l’avversario e più indicando cosa è stato vinto o perso.

Non è vietato indicare l’avversario, ma conta di più l’informazione che l’emozione:

La Roma vince lo scudetto

Il partito X vince le elezioni.

Il tennista y perde la finale.

Il pugile z ha vinto gli ultimi 20 incontri.

Giovanni ultimamente perde con tutti gli avversari.

La nostra proposta alla fine ha vinto.

La partita è stata vinta con la strategia.

L’Italia ha vinto la coppa del mondo nel 2006

Quando invece voglio dire che la vittoria è avvenuta contro un avversario specifico, posso usare, è questo è ciò che avviene solitamente, il verbo battere.

Se si batte qualcuno si tratta di un avversario.

Si può battere anche un record però.

Non si vince il record, perché il record non è l’oggetto della vittoria, il premio in palio.

Il record si supera, quindi si fa meglio degli altri che ci hanno preceduto. In pratica battendo il record si battono tutti gli avversari.

Verbo molto utilizzato in tutti i campi, il verbo battere.

La Roma batte la Juventus, (normalmente è il contrario),

il ciclista ha battuto tutti i record del mondo,

il politico è stato battuto in un confronto televisivo.

In questi casi si parla sempre di vittoria e di sconfitta, ma si indica il vincitore e lo sconfitto, la squadra vincitrice e quella battuta, vinta, sconfitta.

Il vincitore batte il perdente, mentre il perdente è (o “viene”) battuto dal vincitore.

Passiamo ad abbattere, che sembra simile a battere ma non lo è molto in realtà.

Prima di tutto c’è più intensità, nel senso che, quando uso abbattere per indicare la vittoria contro un avversario, l’essere abbattuto è molto più umiliante che essere battuto.

Possiamo usarlo quando c’è una vittoria netta, schiacciante, indiscutibile, quando cioè il vincitore umilia l’avversario con la propria superiorità; quando chi vince mostra tutti i limiti dell’avversario, che in questo caso viene abbattuto dal vincitore.

Un verbo molto intenso, che si usa, fuori delle competizioni anche al posto di uccidere. Gli animali vengono abbattuti ad esempio.

Anche i bersagli possono essere abbattuti. Infatti abbattere significa anche provocare la caduta, far cadere, buttare giù, mandare a terra.

Nel pugilato significa far cadere l’avversario a terra, cioè, in gergo pugilistico, “metterlo al tappeto”.

Nei confronti di un avversario, quando l’umiliazione è molto pesante, possiamo usare anche i verbi distruggere, schiacciare, eclissare e asfaltare.

Notare che questi verbi utilizzano un’immagine figurata. La distruzione di un avversario usa l’immagine di un avversario fatto a pezzi, come un oggetto.

E schiacciare? Le noci si schiacciano; c’è l’immagine di una compressione, di una pressione.

Questo verbo si usa non solo per indicare una vittoria, ma una superiorità, una netta supremazia che normalmente si risolve in una vittoria.

Spesso si parla infatti di vittoria schiacciante, ciò netta, indiscutibile, inequivocabile. Nessuno può mettere in discussione una vittoria schiacciante.

Anche schiacciare, come potete immaginare, ha una forte componente emotiva.

Come anche asfaltare, verbo abbastanza recente, coniato in ambito politico nel senso figurato.

Deriva dall’asfalto, il materiale usato per ricoprire le strade percorse dalle automobili. Le strade quindi vengono asfaltate, e se lo usiamo con gli avversari, asfaltare un avversario è molto umiliante. Anche questa è una netta vittoria. Abbastanza offensivo usare asfaltare.

Anche eclissare è abbastanza forte. Si usa l’immagine di un pianeta o una stella che viene oscurata, completamente nascosta da un altro corpo celeste.

Possiamo usarlo per una singola sfida, e in questo caso significa superare di gran lunga. Ancora una volta è una vittoria schiacciante.

Più in generale possiamo usare eclissare nel senso di far passare l’avversario in secondo piano nell’attenzione o nella stima generale.

Potremmo dire che Dante Alighieri ha eclissato i poeti contemporanei.

Poi esiste anche il verbo stravincere, che indica sempre una netta vittoria.

C’è anche il verbo superare, che è abbastanza freddo, diciamo così, o forse dovrei dire “tecnico”.

Non c’è una intensità in questo caso. È simile a vincere, ma si usa nei confronti di un avversario. “Superare un avversario” significa battere l’avversario, vincere contro questo avversario.

Il verbo in questione in realtà non si usa solo in questo modo, in ambito di una competizione.

Anche un esame può essere superato. Si va avanti, si passa al prossimo esame, si lascia questo esame alle proprie spalle.

Anche gli ostacoli e i problemi si possono superare e il senso è lo stesso.

È la stessa cosa che avviene anche quando un corridore ne supera un altro, quando una macchina supera un’altra macchina. Questo in realtà è l’utilizzo principale del verbo superare. Ciò non toglie che possa essere usato anche al posto di battere, sconfiggere, vincere contro un avversario. In questo caso, come detto, non c’è però emozione.

È così anche per il successo e l’affermazione. Questi sono sostantivi e non verbi, ma possiamo ugualmente usarli se il nostro scopo non è umiliare, o sottolineare la superiorità di chi vince contro chi perde, ma semplicemente comunicare chi ha vinto e chi ha perso.

L’ultimo successo del Barcellona contro il real Madrid risale al 2020 (ad esempio).

L’ultima affermazione del Barcellona contro il real Madrid risale al 2020.

Esiste comunque anche il verbo affermarsi.

Il Barcellona si afferma contro il Real Madrid.

Il senso è sempre lo stesso: la vittoria del Barcellona contro il real Madrid.

Il Barcellona batte il real Madrid.

Possiamo però anche dire:

Il Tennista si è affermato tra i primi 3 del mondo.

È simile quindi anche a “portare sé stessi”, “farsi valere”, quindi non è necessariamente come vincere, ma anche conseguire un buon risultato.

Ci si può affermare anche come un buon medico.

È simile ad imporsi e anche emergere e avere la meglio e avere successo. Se mi affermo contro un avversario comunque vuol dire che l’ho battuto.

Se poi vogliamo dire che è stato un ampio successo, ma senza umiliare chi ha perso, possiamo dire che è stato un trionfo.

Un trionfo normalmente si ha quando si ha una superba affermazione. Ricordiamoci che non vogliamo umiliare chi perde, quindi non possiamo usare verbi troppo forti, come asfaltare, eclissare o abbattere.

Trionfare indica ugualmente una vittoria schiacciante, netta, ma è maggiormente legata all’onore e alla conquista di un premio finale, come una medaglia d’oro alle olimpiadi o ai mondiali. Il trionfo infatti ha a che fare con la folla che acclama i vincitori.

Comunque anche le vittorie non schiaccianti hanno dei modi particolari per essere indicati.

Una vittoria di misura è una vittoria ottenuta con il minimo scarto, come, nel calcio, si indicano le vittorie con un solo gol di differenza: 1-0, 2-1 eccetera.

Una vittoria risicata indica ugualmente una vittoria ottenuta col minimo vantaggio. Una vittoria sul filo di lana è invece una vittoria ottenuta all’ultimo momento, come quella in zona Cesarini, di cui abbiamo già parlato.

Notate come la vittoria non è come la vincita. C’è anche in questo caso una competizione, un gioco, ma si usa la vincita quando si indica il ricavato di questa competizione o anche di una scommessa. Specie se si parla di soldi.

Giovanni ha realizzato una grossa vincita.

Significa che Giovanni ha vinto del denaro. Molto denaro in questo caso.

Esiste però anche la rivincita.

Questa ha più a che fare con le competizioni. La rivincita è una seconda prova che può essere concessa all’avversario perdente o sconfitto, nel gioco e nello sport in generale.

Hai perso. Vuoi la rivincita?

Cioè: vuoi giocare ancora? Vuoi avere l’opportunità di provare a battermi dopo aver perso?

Una rivincita si può concedere:

Ho vinto ma ti concedo la rivincita.

Vale a dire: ti darò l’occasione per rifarti.

Una rivincita si può negare (il contrario di concedere) :

Non puoi negarmi la rivincita!

Si può prendere:

Voglio prendermi la rivincita, e stavolta ti sconfiggerò.

A proposito di sconfiggere. Di questo verbo ancora non abbiamo parlato. Un verbo molto adatto alle battaglie e alle guerre, in ambito militare quindi.

Sconfiggere equivale a battere e superare. Si usa molto nello sport:

È il terzo avversario sconfitto in un mese

Sconfiggeremo chiunque si opporrà alla nostra squadra.

Dobbiamo ancora riprenderci dall’ultima sconfitta subita

Venendo dal linguaggio militare è abbastanza forte come verbo.

Annientare è decisamente più forte però. Sempre molto adatto in ambito militare. Nello sport è nella politica si usa abbastanza spesso. Simile a asfaltare e abbattere. Annientare contiene “niente”, che è ciò che rimane dell’avversario sconfitto. Non rimane niente!

Molto simile a distruggere anche.

Come possiamo chiamare una sconfitta inaspettata?

Possiamo chiamarla défaillance.

Sarebbe una debolezza improvvisa, e non si usa solo nelle competizioni. Si tratta di una figuraccia ad ogni modo.

La nostra squadra ha vinto tutte le partite. Abbiamo avuto una sola défaillance per aver sottovalutato l’avversario.

Invece una grossa sconfitta è una batosta, o una débâcle, o anche una disfatta. Spesso si usa anche una sonora sconfitta. Altre volte anziché di vittoria si parla di una lezione impartita agli avversari.

Vorrei concludere con due verbi particolari: sbarazzarsi e liberarsi.

Si usano spesso con la preposizione di per indicare la cosa di cui si parla:

Mi sono sbarazzato del mio avversario.

La Juventus si sbarazza facilmente delle piccole squadre.

Sbarazzarsi è assolutamente analogo a liberarsi, che però è più tenue, più leggero come verbo. Sbarazzarsi è sicuramente più umiliante.

Sono verbi che, in senso proprio si usano con le cose che fanno fastidio, gli impedimenti, gli intralci, i problemi, le cose inutili.

Quando ci si libera o ci si sbarazza di un avversario, sicuramente si batte, si supera questo avversario, che adesso non dà più fastidio, non è più di intralcio.

In genere si usano frasi di questo tipo:

Il calciatore si libera facilmente degli avversari e fa gol.

La Juventus si sbarazza senza problemi delle squadre meno blasonate.

L’attaccante si sbarazza della stretta marcatura del difensore prima di segnare il gol della vittoria

Vedete che non si usano solo per indicare una vittoria. Sono due verbi sinili a superare, sebbene stavolta c’è una componente emotiva.

Concludiamo con il verbo conquistare, che si usa con i trofei, i titoli e i traguardi in generale.

Quindi conquistare lo scudetto è come vincere lo scudetto. Simile anche a ottenere e raggiungere.

Ottenere una qualificazione equivale a conquistare e raggiungere una qualificazione.

Adesso facciamo un esercizio di ripetizione:

Khaled: Ho vinto la coppa del mondo.

Irina: Ho battuto tutti gli avversari

Bogusia: Il record è stato battuto

Anthony: Abbattere l’avversario.

Andrè: Abbiamo vinto nettamente

Hartmut: È stata una vittoria schiacciante

Irina: Siamo stati distrutti dall’avversario. Era troppo forte

Olga: Stavolta dobbiamo asfaltare i nostri avversari politici

Ulrike: Battendo il record abbiamo eclissato i campioni del passato

Rauno: Qual è il prossimo avversario da superare?

Lejla: Stiamo avendo un successo dopo l’altro.

Rafaela: Dobbiamo affernarci come miglior gruppo aziendale

Sofie: La Juventus si è imposta sul Real Madrid

Ulrike: Dopo il trionfo dei mondiali del 2006, l’Italia non ha più vinto.

Emma: Ci si aspettava una superba affermazione invece è arrivata una vittoria di misura

Bogusia: Abbiamo vinto sul filo di lana

Rauno: Dopo la vittoria risicata della scorsa settimana, adesso gli avversari vogliono la rivincita.

Olga: Mi aspetto una sonora sconfitta dal prossimo incontro!

Sofie: Ci distruggeranno, sono troppo più forti di noi.

Irina: L’ultima volta ci hanno annientato. Stavolta dobbiamo impartire una lezione agli avversari.

Lejla: Ci dobbiamo sbarazzare dei nostri avversari

Emma: Prima di tutto, bisogna superare gli avversari sul piano atletico.

Sofie: L’obiettivo è conquistare la coppa del mondo