La disamina

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episodio 1284

Trascrizione

Oggi parliamo della disamina.

La disamina cos’è?

Chi non conosce questo termine potrebbe pensare che ha qualcosa in comune con l’anima! E invece no!!

L’anima non c’entra nulla. Anche perché non si scrive allo stesso modo. La emme e la enne sono invertite.

Disamina è un sostantivo e la domanda è: indica qualcosa che viene esaminato? Deriva quindi dal verbo esaminare?

Sì, deriva da esaminare, ma non indica qualcosa che viene esaminato. Disamina indica piuttosto l’esame stesso, l’analisi approfondita, accurata, dettagliata, attenta di qualcosa.

Se faccio la disamina di un problema, per esempio, significa che analizzo quel problema attentamente, esaminandone i vari aspetti.

Possiamo quindi dire che una disamina è una sorta di analisi dettagliata, spesso con l’obiettivo di arrivare a una valutazione o a una conclusione.

Ma attenzione, perché c’è un’altra cosa interessante.

Disamina deriva da disaminare, che è una variante antica di esaminare. E come si usa questa parola?

Per esempio:

Il rapporto contiene una disamina dettagliata della situazione economica.

Cioè: il rapporto analizza ed esamina dettagliatamente la situazione economica.

Oppure:

Prima di prendere una decisione, è necessaria un’attenta disamina dei dati.

In questo caso la disamina è l’analisi approfondita dei dati.

È una parola abbastanza formale, che troviamo soprattutto nella lingua scritta, per esempio in testi giornalistici, amministrativi, politici o professionali.

Nel linguaggio quotidiano, probabilmente diremmo più semplicemente analisi, esame, valutazione o approfondimento.

Vi faccio notare poi che il verbo disaminare esiste ma si usa di rado. Oggi si preferisce quasi sempre usare “esaminare” o la formula “fare una disamina“.

Quindi, quando incontrate la parola disamina, non pensate all’anima! Pensate piuttosto a qualcuno che prende qualcosa, lo esamina per bene, cioè lo esamina come si deve e ne analizza tutti gli aspetti.

Una disamina insomma, è un’analisi fatta con attenzione, con scrupolo. Qualcosa fatto a modo, potremmo anche dire.

Potrebbe venire in mente una questione parlando della disamina. Parlo del prefisso “dis”.

In questo caso non è il prefisso “dis-” con valore negativo o oppositivo, come in disonesto, disaccordo, disfare.

Il termine disamina non si usa normalmente nel linguaggio comune proprio perché è abbastanza formale. Allora in normali conversazioni meglio usare parole più semplici e comuni, come analizzare, esaminare, valutare, e, a posto di disamina, meglio usare semplicemente esame e analisi.

Per esempio, invece di dire:

Facciamo una disamina del problema

possiamo dire:

Analizziamo il problema

Oppure:

Esaminiamo il problema

Oppure

Facciamo una analisi attenta/accurata del problema.

In un contesto professionale o in un testo scritto, invece, disamina può essere perfettamente appropriato.

Quindi, se incontrate questa parola, niente panico e soprattutto niente anima! Pensate semplicemente a una analisi approfondita. Adesso ripassiamo parlando proprio di disamina.

Rauno: bene, abbiamo quasi concluso, ma prima di approvare il documento, direi di fare il punto della situazione e verificare ogni dato con la massima accuratezza.

Edita: Sono d’accordo: serve una disamina approfondita, perché dobbiamo discernere ciò che è realmente importante da ciò che è secondario.

Julien: Io rifinirei soprattutto gli ultimi dettagli, perché una piccola sbavatura, in un documento di questo tipo, potrebbe intaccarne la credibilità.

Sofie: A spanne i dati sembrano corretti, ma non prenderei nulla per scontato: meglio assodare ogni informazione.

Carmen: intatti dopo una mia attenta analisi emerge, sottotraccia, una certa incoerenza tra le due parti del documento.

Christophe: Allora facciamo un’ultima verifica con senso critico così, al di là di ogni ragionevole dubbio, potremo considerare conclusa la disamina.

Danita: sei il solito precisino tu! E vabbè, aggiudicato!

CILS B2

465 per scrupolo

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Sapete cos’è lo scrupolo? Se sei una persona scrupolosa lo devi sapere!

Cominciamo da qui allora. Una persona scrupolosa è una persona potremmo dire attenta, ma non nel senso di concentrata, ma una persona che ci tiene particolarmente a fare le cose per bene. È una persona che è attenta a non trascurare le cose importanti e spesso anche le cose che sembrano meno importanti ma che però, secondo lei, potrebbero essere più importanti di quello che sembra. O importanti per altri e non per sé stessi. Allora, per scrupolo, è meglio curare anche questi aspetti.

Avete capito che l’essere scrupolosi non è una brutta cosa, è fondamentalmente un pregio, e possiamo sicuramente annoverare questo aggettivo come positivo, ma c’è una componente di ansia verso il fare tutto per bene, verso l’adempimento al proprio dovere nel miglior modo possibile. Anche solo per non avere pensieri preoccupanti in futuro.

Questo potremmo chiamarlo “spiccato senso del dovere”, “attenzione verso tutte le cose”, ma appunto c’è un po’ di preoccupazione, di inquietudine e di ansia, appunto.

La locuzione “per scrupolo“, che ho usato prima, è spesso usata da chi ha un atteggiamento scrupoloso.

Se io ad esempio faccio un errore in un episodio, un membro dell’associazione potrebbe dirmi:

Rafaela: Che facciamo, glielo diciamo a Giovanni che ha fatto un errore in un episodio? Magari si offende, però è importante correggere gli errori. Io per scrupolo glielo dico, tanto sono sicuro che capirà.

In questo esempio, chi ha parlato si è fatto venire uno scrupolo: glielo dico o non glielo dico?

Si usa anche in questo modo lo scrupolo. “Farsi venire uno scrupolo” o “porsi uno scrupolo” o semplicemente “farsi uno scrupolo” .

Significa pensare a qualcosa che potrebbe essere importante e il fatto stesso di porsi il problema, senza trascurarlo, senza far finta di niente, senza dire che non è importante, questo stesso fatto è “farsi uno scrupolo“.

Uno scrupolo nasce, o viene, nel momento in cui viene in mente una cosa che non sai se trascurare oppure no.

In questi casi sorge anche un dubbio, c’è incertezza, ma quando decidiamo di non trascurare questa cosa, lo facciamo per scrupolo.

Se vedo una persona che mi sembra un po’ pallida in viso, forse credo che stia male, allora dico: come stai?

Mi è venuto lo scrupolo di farle questa domanda, perché aveva il viso pallido.

Per scrupolo, mi sono detto, meglio che chiedo, non si sa mai…

Gli scrupoli quindi, avendo molto a che fare con i dubbi, sono tipici delle persone che mettono sempre tutto in discussione, e anche di quelle che si preoccupano molto, o che sollevano sempre incertezze, e sono anche anche tipici delle persone altruiste, che pensano al prossimo e che si pongono spesso il problema che le proprie azioni possono danneggiare gli altri.

C’è chi si fa molti scrupoli, (cioè chi si fa venire molti scrupoli) ma c’è anche chi non si fa mai scrupoli. Queste persone vanno dritte per la loro strada e spesso danno consigli di questo tipo agli altri:

Non devi farti scrupoli! Perché ti stai facendo tutti questi scrupoli?

Vale a dire: non porti dubbi, domande, preoccupazioni eccessive. Non avere remore. Non ti fare problemi, non pensare troppo alle conseguenze delle tue azioni. In poche parole “non farti scrupoli“. Questa è un’espressione piuttosto forte perché chi non si fa scrupoli generalmente si intende come una persona fredda, cattiva, senza affetti, nella vita, negli affari, al lavoro. Stanno ovunque le persone senza scrupoli. E’ molto simile  all’essere spregiudicati, perché anche queste non stanno molto attente alle conseguenze delle proprie azioni, ma anche e soprattutto per sé stesse. Questa è la differenza. Senza scrupoli invece è molto più simile a “senza remore“. Anche questa l’abbiamo già spiegata.

Tornando a “per scrupolo“, Espressioni simili sono:

Per sicurezza

E anche:

Nel dubbio

A scanso di equivoci

Per non saper né leggere né scrivere

Queste ultime due, come ricorderete, le abbiamo già trattate. E c’è anche un bell’episodio che riguarda i dubbi in generale.  Ci sono differenze ovviamente. “A scanso di qualcosa” si usa più per evitare qualcosa, per scansare qualcosa, mentre l’ultima espressione (per non saper né leggere né scrivere), oltre che più colloquiale, si usa sopratutto per stare al sicuro, per cautelarsi verso qualcosa di incerto e spesso è anche sintomo di furbizia, Lo scrupolo invece oltre ad essere meno informale, sottolinea maggiormente a volte la preoccupazione, altre volte l’attenzione a non trascurare cose importanti. Spessissimo è una forma di attenzione verso altre persone.

Ecco, direi che dopo aver spiegato “per non saper né leggere né scrivere“, “a scanso di” e “senza remore” ho ritenuto, per scrupolo, di spiegarvi anche l’espressione “per scrupolo”.

In questo modo probabilmente, riuscirete a usar bene ogni modalità nel modo più opportuno.

E voi siete persone scrupolose?

Lejla: Ho una curiosità: vi viene mai lo scrupolo di chiudere sempre il gas e l’acqua prima di andare in vacanza?

Ulrike: io sempre, acché possa stare tranquilla per tutta la vacanza.

Natalia: io a volte me ne dimentico. Ma tanto che vuoi che succeda?

Monica: e fu così che trovò la casa allagata…