719 Tout court

I file audio e trascrizione in PDF di tutti gli episodi sono disponibili ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente

ENTRA – REGISTRATI

Tout court

Giovanni: oggi vediamo una espressione che si usa abbastanza spesso ma direi che non si tratta di linguaggio popolare.

È molto usata in tv, dai giornalisti e più in generale da persone con una cultura mediamente più elevata.

Vi dico subito che troveremo molti punti in comune con alcuni episodi recenti.

È un’espressione che contiene due parole francesi: tour court, che hanno il significato rispettivamente di “tutto” e “corto“.

In italiano sarebbe quindi “tutto corto“, ma se dovessimo cercare un’alternativa di uso comune, questa sarebbe rappresentata dalla locuzione “in breve“. Però quando cerchiamo di sostituire una parola con un’altra, una locuzione con un’altra, un’espressione con un’altra, ci perdiamo sempre qualcosa.

Vi faccio qualche esempio:

In questa rubrica, chiamata due minuti con Italiano Semplicemente, per riuscire a rispettare la durata degli episodi, devo tout court entrare nell’argomento, senza troppi giri di parole.

Vedete che in questo esempio alla fine ho aggiunto “senza troppi giri di parole”.

In realtà avrei anche potuto evitarle, perché tout court esprime esattamente questo concetto.

Devo farla breve, non devo farla troppo lunga, devo sintetizzare, per poter rispettare la durata dei due minuti. In breve, devo fare ciò che non sto facendo oggi…

Il concetto di brevità espresso da questa locuzione è da intendere in senso molto ampio. In questo esempio che ho fatto ha il senso di “non perdere troppo tempo”, ma in altre circostanze questa brevità può voler dire “non c’è bisogno di specificare”, oppure “bruscamente“, o “senza perdere tempo” o anche “senza spendere parole in più”.

Es:

Sono stato promosso da responsabile del settore alimentare a responsabile del negozio tout court.

In questo caso significa “responsabile e basta”, oppure sono diventato semplicemente “il” responsabile, accentuando col tono l’articolo il.

Un altro esempio:

La mia ragazza ha detto che voleva parlarmi, e appena ci siamo visti mi ha detto “non ti amo più”. Proprio così, tout court.

Un’altra espressione simile è “senza troppi preamboli“.

Il termine preambolo lo abbiamo già incontrato quando abbiamo parlato di previo e previa. Rende abbastanza l’idea del tagliare corto, di andare subito al dunque, di non perdersi in chiacchiere inutili. Abbiamo anche una lezione di Italiano Professionale che riguarda il concetto di sintesi.

Comunque come avete visto dagli esempi, a volte il fatto di non aggiungere altro, può dare un senso aggiuntivo alla frase: una mancanza di delicatezza, oppure completare la frase quando ci si aspetta una specifica (responsabile tout court, direttore tout court eccetera).

Si tratta spesso di qualcosa espresso con una perentoria concisione (abbiamo già visto anche il termine conciso) senza essere accompagnato dai necessari chiarimenti.

Questi chiarimenti sarebbero necessari, sarebbe utile sapere qualcosa in più, anche solo per una questione di gentilezza, educazione o sensibilità. Invece no.

Prima ho detto che è simile all’espressione italiana “senza tanti preamboli“.

Un preambolo inizia con “pre” quindi viene prima, come “precedente”, “previo” eccetera, e infatti rappresenta un discorso introduttivo – questo è un preambolo – una premessa fatta con l’intento (l’obiettivo) di ritardare o di attenuare l’effetto di una rivelazione o di una richiesta.

Allora se dico qualcosa senza tanti preamboli, non voglio attenuare nulla, col risultato però di poter risultare brusco, offensivo anche, indelicato.

Se sono brusco, questo significa che ho detto qualcosa o ho fatto qualcosa che riflette o denota mancanza di tatto o di riguardo, di delicatezza.

La mancanza di preamboli è però solo uno dei significati di “tout court“.

State attenti quando nei prossimi episodi ripasserete questa locuzione.

Ci vuole un contesto in cui magari siete rimasti colpiti o turbati dalla mancanza di una spiegazione, oppure quando, come detto, ci si aspetta una specifica che invece non c’è, o più semplicemente significa “in breve” o “senza fare altro” o anche “semplicemente“.

La pronuncia, l’avete capito ormai è “tu cur” e non c’è bisogno di imitare la erre francese.

Vi faccio altri esempi e poi vi lascio (non posso più dire tout court ormai) al ripasso:

Potrebbe essere utile, per contrastare la pandemia, vietare tout court l’attività fisica all’aperto? Oppure diciamo che bisogna farlo con la mascherina o che bisogna mantenere la distanza di sicurezza?

Non si può parlare tout court di “no vax“, ma distinguere in coloro che sono contrari al vaccino, coloro che sono contro il green pass e coloro che hanno paura dell’ago, dell’iniezione.

Vogliamo impedire tout court ai soggetti non vaccinati di lavorare, senza stare troppo a pensare alle varie categorie?

Per non ingrassare, nessun alimento deve necessariamente essere eliminato tout court

Vedete che è anche simile a “a prescindere” (che abbiamo già trattato) in questa circostanza, perché anche con “a prescindere” è un po’ come dire “senza considerare altro”, “senza distinguere”.

La similitudine con “semplicemente” rende “tout court” anche non molto lontano da, in alcuni casi, “meramente“, “prettamente” e “squisitamente”. Come dimenticare anche questi episodi recenti?

Certo, in questi casi molto spesso manca la componente della mancanza di tatto o di riguardo. Con prettamente prevale la specifica, con meramente prevale lo sminuire un concetto, con squisitamente infine prevale il piacere o la volontà di escludere il resto.

Considerata la loro affinità comunque, e anche la loro diversità volendo potrei usarli in una stessa frase. Ci provo:

Il mero concetto di sintesi non basta a spiegare tutti gli usi della locuzione “tout court”. A volte ha uno scopo prettamente legato alla necessità di sintetizzare, altre volte invece racchiude un aspetto squisitamente legato all’indelicatezza. Comunque, a prescindere dai diversi contesti e dai miei esempi, dovrete comunque provare a usare questa locuzione nei prossimi ripassi. Questo vale anche per coloro che amano la grammatica. Il metodo della grammatica, di per sé, pur non potendolo considerare tout court erroneo, non può ritenersi, a mio avviso, esaustivo. Non so se i membri convengono con me, e se questo può servire da pretesto per fare un ripasso di qualche episodio passato.

Ulrike: Va bene, convengo con con te, allora ritagliamoci un po’ di tempo per parlare del tempo che passa. A mio parere occorre guardare la sostanza e non la forma. Di quanto possa sembrare lunga una settimana, un mese, un anno, io me ne frego proprio. Un giorno, quando arriverà la resa dei conti, avrà importanza ciò che abbiamo fatto col tempo a nostra disposizione, ossia se saremo in grado di guardare indietro senza remore e senza rimpianto.

Albèric: No!!!! Non ci posso credere! Ancora un ripasso per rispolverare il passato? Ma io non lo so! Io mi domando e dico se questo gruppo non stia prendendo una brutta piega! Come dice il poeta francese: occorre essere assolutamente moderni per tenere il passo guadagnato. Vuol dire che si deve pensare prima al futuro e non darsi alle lamentele sul passato. Scusatemi ma non ne ho per nessuno oggi!

Marcelo: Ma Albèric, sei un po’ sopra le righe oggi. Non si parla di scrivere alla ricerca del tempo perduto ma solo di fare il solito esercizio di ripasso e volendo prendere due piccioni con una fava. Ma non te ne voglio, sei pur sempre un amico di Italiano Semplicemente. A che pro arrabbiarsi cosi? Si tratta solo di unire l’utile al dilettevole.

Peggy: Macché Albéric, vacci piano e smorza un po’ il tono. Fatto sta che il nostro passato e il nostro futuro sono un binomio inscindibile, anche tu dovrai rendertene conto. Altrimenti ci fai cadere le braccia con le tue uscite che lasciano il tempo che trovano.

Danita: Bene ragazzi, mi sembra che siate tutti ben disposti nei confronti di Albèric! Ho solo una cosa da dire in merito: Albèric, non ti curar di lor ma guarda e passa. 
Anche a me, comunque, per la cronaca, piace guadare in avanti, tant’è vero che del senno di poi ne sono piene le fosse.