898 Allargarsi

Allargarsi (scarica audio)

Trascrizione

Giovanni: Oggi vi parlo di una cosa che faccio sempre quando realizzo un episodio della rubrica che si chiama “2 minuti con italiano Semplicemente”: mi allargo spessissimo.

Probabilmente lo farò anche oggi, perché due minuti non bastano quasi mai per spiegare bene un concetto. Cercherò di allargarmi il meno possibile comunque.

Allargarsi significa divenire più largo; ampliarsi, estendersi. E’ chiaramente la versione pronominale e intransitiva di allargare.

Questa che vi ho dato è chiaramente la definizione dell’uso proprio, perché qualunque cosa che abbia una larghezza, qualora questa larghezza aumenti, posso usare questo verbo:

La strada si allarga dopo la curva.

Il fiume in questo punto sembra piccolo, ma più avanti si allarga di una decina di metri.

A noi interessa chiaramente di più l’uso figurato però.

Allargarsi infatti si può usare con un significato simile a esagerare o andare oltre. Non si tratta di andare oltre nella larghezza fisica però, ma nel tempo, ad esempio, quando si impieghi più tempo del previsto in una attività, oppure con le spese, cioè quando si spende più del previsto, oppure quando si mangia in misura maggiore di quanto doveva farsi, per qualunque motivo, oppure ancora quando si sta parlando delle qualità di una persona o delle caratteristiche di qualcosa e si esagera un po’.

Si tratta di un uso sempre abbastanza colloquiale, perché in tutte queste occasioni si potrebbe tranquillamente usare il verbo esagerare, ma se usiamo il verbo allargarsi, si sta ponendo l’attenzione sulla persona che “si allarga”, cioè che esagera.

Vediamo qualche esempio:

Dobbiamo dividere questa torta in 5 parti perché siamo in 5 persone. Inizia tu a tagliare la tua parte e vedi di non allargarti.

Quindi cerca di non esagerare, non prenderti più di quanto ti spetta, non tagliare un pezzo di torta più grande del dovuto.

Tra gli episodi che abbiamo visto in passato, ci sono abbastanza similitudini con il verbo “sforare” e anche con “calcare“. Infatti quando si “calca la mano“, ad esempio, si sta esagerando. Si tratta anche in quel caso di eccedere, esagerare, ma allargarsi ha più a che fare con l’egoismo personale, con la superbia, con l’opportunismo, mentre calcare la mano si preferisce usare quando si esagera sgridando una persona, rischiando di offenderla, E’ molto vicino a “Insistere eccessivamente” rischiando di offendere o di punire in modo esagerato. L’enfasi è maggiormente sulla persona che sta esagerando, che sta facendo o dicendo qualcosa di troppo a fini egoistici. IN genere si tratta di questo tipo di esagerazioni.

Vedete quindi che esagerare è molto generico come verbo e molto più semplice da usare. Quando si affina il proprio linguaggio si riesce anche a capire se è il caso di usare una particolare espressione.

Sforare invece come si è visto, si usa quasi sempre solo in due occasioni: quando si eccede rispetto al tempo a disposizione o quando si esagera con le spese. Quindi abbastanza specifico come utilizzo.

Due ultimissimi usi di allargarsi sono, sempre relativamente al linguaggio informale, per descrivere una persona che si è ingrassata, quindi si è fisicamente “allargata” (sempre informale) e nell’espressione “mi si allarga il cuore” che si usa quando si riceve una notizia o quando si ascoltano delle parole che hanno un effetto confortante, consolante:

Dall’ospedale hanno detto che tuo figlio sta meglio e non è più in pericolo di vita: una notizia che mi allarga il cuore.

Le parole del papa di questa mattina allargano il cuore

La solidarietà delle persone allarga il cuore di chi soffre.

Le storie che danno speranza allargano il cuore.

Quindi le parole confortanti, che consolano chi le ascolta, che danno una gioia profonda, si può dire che allargano il cuore.
Ricapitolando l’uso di allargarsi e le sue peculiarità: esagerare è molto generico, sforare si usa prevalentemente quando si eccede con il tempo o con le spese, mentre calcare (non inteso come sostantivo ma come verbo, e mi riferisco all’espressione calcare la mano) si usa quando si esagera in un comportamento che potrebbe ferire o offendere qualcuno. Quando ci si allarga invece (attenzione: ci si allarga, e non si allarga) mi sto riferendo alla persona che esagera in un atteggiamento egoistico o nell’enfatizzazione delle qualità di qualcosa o qualcuno.
Adesso, dopo che mi sono allagato abbastanza anche oggi, vediamo un bel ripasso:
Ulrike: Ciao Anne Marie, ti vedo un po’ giù. C’è qualcosa che non va?

Anne Marie: non esattamente. È solo che un mio collega mi ha spiattellato in faccia che ormai sono entrata negli anta, un fatto che di per sé non sarebbe neanche grave, ma il modo in cui me l’ha detto mi ha dato fastidio.

Marcelo: Ma Anne Marie, non te la prendere, sai già com’è fatto Giuseppe. Non brilla per intelligenza emotiva.

Anne Marie: Si lo so, lo so. Ed è anche un buon collega. Forse ce l’ho solo con me stessa. Invece di prenderla con filosofia o di controbattere al suo discorso l’ho ascoltato imperterrita, sono cioè rimasta impalata come un salame.

Danielle: questo è proprio il colmo. Qualcuno ti insulta passami il termine – e tu ce l’hai con te stessa?

Anne Marie: Non dirmelo, lo so… È solo che ha toccato un tasto dolente sai… Però adesso basta: me ne voglio fare una ragione, meglio che mi rimbocco le maniche (ché ho un sacco da fare, tra l’altro) e giro pagina!

Segue una spiegazione (solo orale) del ripasso.

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897 Ripromettersi

Ripromettersi (scarica audio)

Trascrizione

Giovanni: Qualche episodio fa abbiamo visto un uso particolare del verbo promettere.

Oggi invece mi riprometto di spiegarvi il verbo ripromettere (basta aggiungere “ri” all’inizio). Questo verbo si usa in realtà anche e soprattutto in senso pronominale: ripromettersi.

Infatti ripromettersi ha un senso simile a “promettere a sé stesso”.

Invece ripromettere si usa soprattutto nel senso di promettere due volte.

Dunque oggi occupiamoci di ripromettersi: si tratta di una vera promessa verso sé stesso?

Come si fa a promettere qualcosa a sé stesso? In realtà significa proporsi, impegnarsi (con sé stesso) a fare qualcosa.

Vediamo qualche esempio:

Con l’inizio dell’anno, mi riprometto di fare maggiore attività sportiva.

Quindi mi sto proponendo di stare più in forma. Questo è ciò che voglio, questo è un impegno che prendo con me stesso. Ovviamente nutro forti speranze nel fatto che riuscirò a farlo, mi aspetto che questo obiettivo sarà raggiunto, perché in fondo sempre di una promessa si tratta, anche se l’ho fatta a me stesso.

Un verbo che si usa spesso soprattutto quando ci si sente un po’ in colpa o quando ci si deve giustificare per non aver ancora fatto qualcosa. Qualcosa che avrei dovuto fare ma che per un qualunque motivo ancora non ho fatto. Adesso però è il momento di farlo.

es:

Mi riprometto di finire il lavoro che ho iniziato entro una settimana

Si tratta di qualcosa in più di una semplice intenzione. qualcosa di più di una cosiddetta “disposizione d’animo”. Un conto è essere ben disposti verso un obiettivo, se non ci sono particolari ostacoli, un altro conto è fare una promessa.

Non dico che si tratti di un giuramento, perché spesso semplicemente si tratta di qualcosa che ci si aspetta, quindi si tratta di una aspettativa verso un obiettivo che riteniamo raggiungibile comunque con un certo sforzo e impegno.

Ad esempio:

Con questo nuovo lavoro mi riprometto di guadagnare abbastanza per pagarmi l’affitto di casa e vivere dignitosamente

Dunque è come se dicessi che mi impegnerò moltissimo per ottenere quanto mi sono ripromesso.

Non devo rendere conto a nessun altro all’infuori di me stesso, perché lo sto promettendo a me stesso e basta.

Questo non significa però che non posso ripromettermi di raggiungere un obiettivo parlando con una persona che in qualche modo è interessata direttamente a questo obiettivo. Posso ad esempio parlare col mio capo e ripromettermi di partecipare a tutte le riunioni dell’ufficio.

Questa resta comunque una assunzione di impegno e quindi somiglia anche molto ad una promessa.

A proposito di promessa, esiste anche il sostantivo “ripromessa“.

Es:

Ho nascosto i soldi in un cassetto, con la ripromessa che appena uscito dalla prigione sarei passato a riprenderli.

Siamo stati a cena da Giovanni, e lui ci ha fatto mangiare tante specialità italiane. Ad un certo punto ci siamo dovuti fermare perché stavamo scoppiando, con la ripromessa di tornare al più presto per degustare i secondi ed i dolci.

Ci siamo salutati con la ripromessa di vederci un’altra volta nei prossimi giorni.

Si tratta quindi di propositi verso il futuro.

Spesso come negli ultimi due esempi visti, le ripromesse si fanno in compagnia, nel senso che io prometto a te, tu prometti a me, ed ognuno di noi promette e sé stesso.

Anche questa è una ripromessa: un impegno comune versi sé stesso e gli altri.

Sicuramente quindi possiamo trovare molte occasioni anche per usare il sostantivo ripromessa.

Un bel modo per promettersi qualcosa a vicenda, un obiettivo comune da raggiungere, un impegno che si prende insieme.

Un’ultima cosa. Avrete notato che la preposizione da usare è “di”. Altre volte invece ripromettersi è seguito da “che”.

Mi riprometto di smettere di fumare

Mi riprometto che smetterò di fumare.

Infatti si usano di e che per specificare il proposito da raggiungere.

In realtà, molto più raramente, si usa anche “da”:

Giovanni si ripromette molto dal figlio.

In questo caso però è come dire che Giovanni si aspetta molto dal figlio.

Una modalità poco usata ma vale la pena menzionarla.

Si può tradurre anche come: Giovanni spera di ottenere molto dal figlio.

In questi casi però si tratta non di un impegno ma di una aspettativa.

Allora possiamo sempre usare questo verbo in questo modo quando parliamo di aspettative, di ciò che ci si aspetta da qualcosa o da qualcuno:

Spero che non vogliate ripromettervi da me grandi cose, perché io non potrei accontentarvi.

Quindi non vi aspettate da me niente di importante, non dovete credete di ottenere da me grosse cose, non abbiate alte aspettative da me.

Non possiamo riprometterci nulla dalla riforma dalla giustizia appena approvata.

Evidentemente non dovremmo avere grosse aspettative, non dobbiamo aspettarci grossi risultati da questa riforma.

Quest’ultimo utilizzo (con la preposizione da) è, oltre che poco diffuso, è anche poco adatto a conversazioni informali.

Adesso ripassiamo.

marcelo

Marcelo: Sai che a quest’ora faccio sempre la mia passeggiata quotidiana.

Ad ogni modo farò un tentativo per non dare adito a lamentele da parte tua. Non sia mai!
Non vorrei rovinare questa promettente giornata!

Tra l’altro, se non farò errori sarò ancora più ringalluzzito e mi farebbe correre più veloce che mai!

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894 Non promettere nulla di nuovo/buono

Non promettere nulla di nuovo/buono (scarica)

Trascrizione

Giovanni: Quella di oggi è una espressione che si ascolta abbastanza di frequente quando si parla delle condizioni atmosferiche e non solo.

Il cielo oggi non promette niente di buono.

La serata non promette bene

Il ragazzo promette molto bene

E’ interessante l’uso del verbo “promettere“.

In generale promettere significa impegnarsi a fare o dare qualcosa, prendere un impegno. E’ simile anche a garantire. Posso promettere a qualcuno un regalo, un premio, un pagamento, posso promettere il mio voto, il mio aiuto, la mia sincerità, posso promettere mia figlia in sposa a qualcuno, posso promettere di comportarmi bene eccetera.

Le promesse sono in genere sempre rivolte a qualcuno e di solito è sempre una o più persone a fare una promessa, attraverso la parola. Le promesse si fanno e si ricevono, hanno solitamente un mittente e un destinatario.

In senso figurato però le cose cambiano:

Quel ragazzo promette di diventare un campione

Giovanni promette proprio bene a scuola

In questi casi (come negli esempi fatti all’inizio) non si sta facendo una promessa a parole, ma si tratta di pensare al futuro, di far prevedere determinati sviluppi, di preannunciare una evoluzione.

Non è un caso che negli esempi appena visti, le promesse non hanno un destinatario preciso. Inoltre non sono fatte a parole. Non è Giovanni che ha fatto una promessa infatti. E neanche quel ragazzo ha fatto una promessa a nessuno. Semplicemente si fa un’ipotesi sul futuro basandosi sullo stato attuale dei fatti.

Quel ragazzo sembra molto bravo e quindi si pensa possa diventare un campione. Lo stesso si può dire di Giovanni, che i primi giorni di scuola sembra avere ottimi profitti e così si immagina che continuerà a farlo.

Quindi se il cielo promette pioggia, allora questo significa che guardando il cielo adesso, viene da pensare che nel futuro prossimo pioverà.

Il cielo fa temere che pioverà, il cielo minaccia pioggia.

Se la campagna promette un raccolto abbondante, allo stesso modo, questo significa che ci sarà probabilmente un raccolto abbondante.

Se mi trovo in dolce compagnia di una bella ragazza, ad un certo punto potrei pensare che “la serata promette bene”. Evidentemente penso che ci saranno sviluppi positivi, nei termini che vi lascio immaginare…

Si tratta sempre di pensare alle possibili evoluzioni di una situazione e, sia che siano positive, sia negative, posso usare il verbo promettere:

Il cielo promette pioggia

La serata promette bene

La serata promette male

Il ragazzo non promette nulla di buono: ha cominciato l’anno scolastico con due brutti voti.

Si usa anche nella formula “nulla di nuovo”. Vi faccio un esempio.

Oggi piove e domani? È difficile che le cose cambieranno. Il tempo non promette nulla di nuovo per domani.

Da notare che l’aggettivo promettente ha invece solamente un accezione positiva:  “Gianni è un promettente calciatore” o “abbiamo un futuro promettente davanti”.  Promettente allora significa che dà bene a sperare per il futuro:

Un giovane promettente; uno studente promettente, un attore promettente, un inizio promettente, un affare promettente. Tutte le cose promettenti fanno pensare solamente ad un futuro positivo.

Adesso un bel ripassino.

Marcelo: Un ripassino hai detto? Adesso sto facendo una passeggiata e più tardi sono stato commissionato per un lavoro molto importante. Allora non posso assumere questa incarico! Dolente!

Ulrike: Hai capito Marcelo! Perfino durante una passeggia se ne esce con un ripasso. Ce ne fossero di studenti come lui!

Irina: Magari potessi annoverarlo tra i miei studenti. Lo porterei ad esempio in tutte le classi. I miei alunni, invece, dicono senza pudore e remora, che non amano sedersi alla scrivania per darsi allo studio.

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promettere

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