Sfruculiare

Sfruculiare (scarica audio)

episodio 1256

Trascrizione

Buongiorno a tutti gli amanti della lingua italiana e benvenuti su Italiano semplicemente.

In questo episodio della rubrica “2 minuti con Italiano semplicemente” parliamo del verbo sfruculiare, un curiosissimo verbo che ha origine a Napoli e che si usa prevalentemente al centro sud ma si comprende e si usa un po’ in tutto lo stivale.

Sfruculiare significa stuzzicare, provocare qualcuno o, se vogliamo usare un altro verbo simile, punzecchiare qualcuno in modo insistente. È anche simile, nel senso materiale, al verbo sfregare.

Non è detto che se sfruculiamo qualcuno lo facciamo per cattiveria, anzi, in genere lo si fa in modo bonario o scherzoso.

Lo scopo di sfruculiare in genere è proprio quello dì infastidire o far spazientire una persona. Spazientire significa far perdere la pazienza a una persona.

L’obiettivo è dunque provocare una reazione.

Se dico “smettila di sfruculiarmi!” significa che devi smetterla di infastidirmi o di punzecchiarmi, di provocarmi.

A Napoli poi si usa l’espressione “Non sfruculiare la mazzarella di San Giuseppe!”, che si usa come avvertimento per non abusare della pazienza di qualcuno e rischiare una reazione. Ci torniamo tra un po’.

Comunque, in generale sfrucugliare, sfruculiare o sfruguliare, con la g, si usa nel senso di stuzzicare insistentemente qualcuno finché lui o lei perde la pazienza.

Ma possiamo anche sfruculiare un foruncolo, perché ci dà fastidio, ma evidentemente stiamo esagerando anche in questo caso, e potremmo peggiorare la situazione e provocare arrossamenti o persino infezioni.

Possiamo usare questo verbo ad esempio quando vogliamo impicciarci e facciamo domande a ripetizione, e così facendo diamo fastidio, insistiamo troppo.

Vuoi smettetela di sfruculiarmi?

Può però essere usato anche nel senso si spulciare, frugare o cercare con curiosità tra diverse cose.” Sfruculiare tra le carte“, ad esempio , significa rovistare, scartabellare, spulciare dei documenti o esaminare documenti e scartoffie con attenzione, spesso alla ricerca di qualcosa di specifico o per pura curiosità.

Vediamo qualche esempio e poi passiamo al ripasso degli episodi precedenti.

A forza di sfruculiare tra le carte, ho trovato il colpevole del reato.

Perché stai sfruculiando tra i miei documenti? Fatti gli affari tuoi.

Smettila di sfruculiarmi con tutte queste domande. Mi stai infastidendo.

Aspettate perché volevo un attimo tornare al detto napoletano “non sfruculiare la mazzarella di San Giuseppe!” che in napoletano diventa “”Nun sfruculià’ a mazzarella ‘e San Giuseppe”.

La Mazzarella (con la a) è una mazza, cioè un bastone. Il bastone di San Giuseppe è un bastone che si trova nella chiesa di San Giuseppe dei Nudi.

L’origine dell’espressione non è certa, ma probabilmente è legata al fatto che i fedeli toccavano continuamente il bastone e ne staccavano persino delle schegge, delle piccole parti; per questo il custode richiamava ripetutamente le persone affinché non la toccassero. Da questa situazione è nato probabilmente l’attuale modo di dire.

In generale, l’immagine è abbastanza chiara: se continui a sfruculiare, cioè a provocare e stuzzicare, rischi di attirarti una reazione, come se qualcuno impugnasse quel bastone per rimetterti in riga, per farti capire che stai esagerando.

Per questo, bastone a parte, il significato figurato del detto è: “non provocare troppo.” “Non cercarti guai.” “Non tirare troppo la corda.” “Non stuzzicare chi potrebbe reagire.”

E adesso, nella speranza di non sfruculiare troppo i membri dell’associazione Italiano Semplicemente, chiedo loro un ripasso delle espressioni precedenti, parlando di consigli.

Qual è il consiglio migliore che ti abbiano mai dato? L’hai seguito?

Estelle: Secondo me il migliore consiglio è quello richiesto. In tal caso costituisce un’aiuto prezioso e resta solo farsi sotto e andare avanti. Al contrario, i consigli dati spontaneamente sono raramente seguiti. Quelli hanno spesso sentore di rimprovero.

Marcelo: personalmente non sono del tuo stesso avviso!
Ricordo sempre i consigli ricevuti e sono pronto ad accoglierli di buon grado.

Carmen: anch’io ne faccio tesoro, sapendo che mi torneranno utili prima o poi.

Edita: Quando sono messo/a alla prova e provo frustrazione, faccio mente locale finché non trovo un consiglio che calzi a pennello con la situazione.

Anne Marie: Giusto, è un modo molto efficace per trovare la quadra!

Julien: Il miglior consiglio che ho ricevuto è: costanza e tenacia sempre.
Ma, a dire il vero, non arrivo sempre al traguardo e devo correggere il tiro!

Nancy: Chi insiste e resiste, aggiunge e conquista! Questo è il miglior consiglio mai ricevuto. Voi come la vedete?

690 Non mi sconfinfera

Non mi sconfinfera (scarica audio)

Trascrizione

Giovanni: Oggi, sperando che la cosa sia di vostro gusto, vorrei proporvi un verbo adatto a esprimere gradimento o mancanza di gradimento. Il verbo è sconfinferare

Vi sconfinfera?

Se vi sconfinfera, allora sicuramente trovate questo verbo gradevole, quindi vi aggrada, vale a dire che vi va a genio.

Se ricordate l’espressione “andare a genio“, potete stare tranquilli, perché sconfinferare la potete sempre usare in sostituzione.

Quando qualcosa ci piace, incontra i nostri gusti, va sempre bene usare questa espressione, ricordandoci che comunque è sempre una modalità informale, direi abbastanza simpatica anche, ma non è il caso di usarla con sconosciuti o in contesti formali o al lavoro.

Cominciamo a dire che “non mi sconfinfera“, quindi con la negazione, si usa di più rispetto a “mi sconfinfera“.

Sconfinferare

Quando una cosa non mi sconfinfera, potrei dire che non si confà ai miei gusti, non corrisponde ai miei gusti. C’è qualcosa che non va, che non mi convince, che non mi piace, ma è un modo abbastanza leggero di esprimere questa mancanza di gradimento.

Ovviamente se invece qualcosa mi sconfinfera, è l’opposto. Il tono è colloquiale, a volte buffo e sicuramente amichevole.

Ci sono molti verbi abbastanza simili. Per rendere bene l’idea del significato, dovete sapere che sconfinferare trasmette anche un senso di fiducia, quindi è simile a ispirare.

Se una persona, istintivamente, mi ispira fiducia, posso dire ad esempio che mi sconfinfera, o che ha una faccia che mi sconfinfera.

Leggermente meno informali sono verbi come ammaliare, intrigare, invogliare, solleticare, stuzzicare, ma qui c’è anche il senso del desiderio, cosa che non c’è nel verbo sconfinferare.

Spesso “mi sconfinfera” possiamo tradurlo come “mi piace l’idea“.

Vi sconfinfera l’idea di andare al cinema?

Assolutamente analogo, anche come grado di familiarità, e più vicino nel significato è il verbo sfagiolare, molto simpatico anche questo.

Vediamo qualche altro esempio:

Vi sconfinfera il modo di insegnare italiano che utilizza Italiano Semplicemente?

Agli amanti della grammatica sicuramente non sconfinfera per niente un metodo che la mette in secondo piano!

Dunque vi piace? Vi va a genio? Incontra i vostri gusti? È di vostro gradimento? Si confà ai vostri gusti? Vi aggrada?

L’arredamento di questa casa non mi sconfinfera. Devo assolutamente cambiare qualcosa e renderlo più moderno.

Vi piacciono gli spaghetti? Ci sono mille ricette, mille modi diversi di mangiarli, e potete usare il condimento che più vi sconfinfera.

Ascolta, domani avevo pensato di andare a vedere l’ultimo film della Walt Disney al cinema. Pensaci. Vedi se ti sconfinfera la cosa e fammi sapere.

Adesso ripassiamo, e se vi sconfinfera, potremmo parlare di filosofia.

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

Irina: cioè dovremmo parlare della concezione della vita? Che pesantezza!

Ulrike: in effetti… comunque se l’obiettivo è mettere a punto un bel ripasso, lasciatemi il tempo di dare una scorsa agli episodi passati prima.

Hartmut: Gli stoici credono che molto spesso noi non siamo capaci d‘influenzare gli eventi del mondo e persino le nostre vite private. Allora per non risentire del destino potenzialmente infame e destreggiarci con tutto ciò che accade, dovremmo controllare le nostre opinioni sugli eventi. Questa è la chiave, a loro dire, verso la felicità e il successo. Cosa ne pensate?

Peggy: Interessante! A pensarci meglio però, sono solo parzialmente d’accordo con questi concetti. Preferisco più credere che uno, volendo, possa dare seguito ai propri desideri. Io la vedo così. Si può riuscire a influenzare gli eventi soprattutto nelle nostre vite private.
Tra l’altro, credo quanto mai che un nostro semplice sorriso possa avere la sua influenza sul prossimo, e magari successivamente su qualche evento della sua vita.

Marcelo: Sono d’accordo che fintantoché c’è dedizione e costanza è possibile raggiungere uno scopo, ma la felicità è un percorso, e se si è capaci di vivere virtuosamente, magari i beni materiali non saranno una preoccupazione costante e il grosso della vita trascorrerà liscia.

Harjit: Raga, bravi! Anch’io raccolgo la provocazione di buon grado, e vorrei farlo con un discorso all’insegna della filosofia, ma va a capire perché, di punto in bianco, mi è venuto il mal di testa e mi vedo costretta ad abbandonare. Credetemi, non è un pretesto!