Prendere la mano, prenderci la mano, farci la mano (ep. 963)

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Trascrizione

Ricordate l’episodio dedicato al verbo prendere? In quella occasione abbiamo visto che questo verbo si può usare in tante occasioni diverse.

Non vi ho parlato però di “prendere la mano“. E’ interessante perché esiste anche “prenderci la mano“.

Non pensate all’uso proprio di queste espressioni, perché voglio parlarvi del loro utilizzo figurato

Vediamo qualche esempio:

Sono diventato molto veloce a scrivere episodi. Ormai ci ho preso la mano.

Spesso non riesco a fare episodi brevi come vorrei, perché mentre parlo mi vengono in mente altre cose da spiegare e mi faccio prendere la mano.

La prima frase significa che ho acquisito molta abilità nello scrivere episodi e ora lo faccio velocemente e con facilità. Ci ho preso la mano a scrivere episodi, cioè mi sono abituato, sono diventato pratico, non ho più difficoltà particolari e mi trovo a mio agio nel farlo.

Questo accade quando si prende la mano a fare qualcosa: si acquista familiarità e si diventa abili e veloci.

“Ci ho preso la mano” è diverso da “mi ha preso la mano” e da “mi sono fatto prendere la mano”.

Infatti nella seconda frase, quando dico che “mi faccio prendere la mano”, sto dicendo che la situazione mi sfugge di controllo. Significa che durante l’episodio, mentre parlo, mi vengono in mente altre informazioni da spiegare e finisco per andare oltre quello che avevo pianificato inizialmente. Sto parlando del fatto che qualcosa inizia a “sfuggirmi di mano“, non riesco a controllarmi come vorrei.

Questo accade quando una persona si fa prendere la mano.

Come distinguere il significato di questi due utilizzi del verbo prendere?

Beh, a forza di leggere e fare esempi alla fine ci prenderete la mano.

All’inizio però, se volete assicurarvi di non sbagliare, potete evitare di usare in entrambi i casi il verbo prendere.

Infatti nella prima frase potete anche usare “farci la mano“.

La frase diventa:

Sono diventato molto veloce a scrivere episodi. Ormai ci ho fatto la mano.

Farci la mano” è anche più intuitivo da capire. Come a dire che la vostra mano si sta abituando a fare delle cose e sbaglia sempre meno. Chiaramente il senso è che avete imparato a fare qualcosa a forza di farla.

Queste conunque sono tutte espressioni informali che però si usano moltissimo.

Es::

Ci ho fatto la mano a fare le pizze = ci ho preso la mano a fare le pizze

Non ero bravo con l’inglese ma poi con la pratica ci ho fatto/preso la mano.

E’ difficile preparare un buon caffè, ma una volta che ci hai fatto/preso la mano è molto semplice.

Ti sei fatto prendere la mano dalle scommesse sportive? Stai attento perché i soldi finiscono presto!

Ho insegnato a mia nonna a usare Tik Tok, ma adesso si è fatta prendere la mano e passa tutto il giorno a guardare video!

L’azienda si è fatta prendere la mano con gli investimenti rischiosi e ora sta affrontando una grave crisi finanziaria.

Non sono ancora bravo a usare il congiuntivo. Ho bisogno di fare esercizi finché non ci prendo la mano.

Difficile gestire tre bambini. Spero che col tempo migliorerà e ci prenderò la mano.

Una volta che il gioco ti ha preso la mano, devi chiedere aiuto perché da solo non riesci a smettere di giocare!

In sintesi: prenderci la mano = diventare bravi e veloci, mentre quando ti prende la mano o quando ti fai prendere la mano, o quando qualcosa ti prende la mano, allora stai perdendo il controllo.

Adesso vi propongo due alternative formali alle due frasi iniziali che riporto:

Informale: Sono diventato molto veloce a scrivere episodi. Ormai ci ho preso la mano.

Formale: Sono diventato molto abile nella stesura di episodi: ho acquisito una notevole dimestichezza in tale attività.

Informale: Spesso non riesco a fare episodi brevi come vorrei, perché mentre parlo mi vengono in mente altre cose da spiegare e mi faccio prendere la mano.

Formale: Mi capita frequentemente di non riuscire a creare episodi concisi secondo il mio desiderio, poiché durante la mia esposizione mi vengono in mente ulteriori argomenti da spiegare e finisco per prolungare il discorso oltre misura.

Bene. Adesso un piccolo ripasso. Mi raccomando, non vi fate prendere la mano ok?

Altrimenti diventa troppo lungo. Ma ornai ci avete fatto la mano coi ripassi, quindi credo che ce la farete.
Marcelo: Ultimamente sto cercando di seguire un’alimentazione più sana e leggera. Ho iniziato a evitare cibi troppo elaborati.
Hartmut: Bravo. Credo che tutto sia questione di equilibrio. La solerzia nell’approccio all’alimentazione è fondamentale.
Estelle: Ho sentito parlare di una nuova dieta a base di superalimenti. Ho qualche dubbio però. Sai, trovare qualcuno che sia veramente credibile è merce rara!
Marcelo: anche perché c’è di che confondersi con tutte le informazioni disponibili sulla rete.
Irina: Mah, io non credo nelle diete estreme. Tutt’al più, cerco di mangiare con moderazione.
Ulrike: io sono alle prese con la decisione di seguire uno stile alimentare più vegetariano. Da sempre nella mia famiglia, a parte io, non si mangia carne. E’ un retaggio che mi spinge giocoforza in questa direzione.
Angela: a me piacerebbe trovare una versione più leggera dei miei piatti preferiti. Avete qualche consiglio?

André: Da parte mia ti dico: non demonizzare alcun cibo; cerca di variare il più possibile.
Irina: Io sono per gli ingredienti freschi e genuini.
Jennifer: personalmente devo ancora svezzarmi da certe abitudini alimentari poco salutari. Mica facile.

Peggy: Dai, È una bella sfida, ma hai la stoffa per farcela! Poi non è così difficile no?
Paul: si fa presto a dire che non è difficile!

Marcelo: La vuoi finire una buona volta di spegnere gli entusiasmi?

Carmen: C’era da aspettarselo, anche stavolta è finita con un litigio!

– –

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675 Fare voli pindarici

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Trascrizione

Giovanni: episodio 675 della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente.
amente un insegnante.

Di cosa parliamo oggi? Non mi viene in mente niente. Oggi batto un po’ la fiacca.

Vedo però una mano alzata. Prego Bogusia, suggerisci pure l’argomento del giorno.

Bogusia: Ciao ragazzi, io non batto la fiacca, anzi. Però di volta in volta mi viene voglia di leggere qualcosa di leggero, qualche libro giallo o poliziesco che dir si voglia. A volte mi sento un’anima in pena e penso che sia tempo sprecato.

Devo ammettere che questa volta però non me ne pento. Non solo ogni due per tre mi imbatto nelle frasi che impariamo con due minuti di Italiano Semplicemente, ma spuntano continuamente frasi nuove. Visto che il libro che sto leggendo verte sulla criminalità, voglio sincerarmi riguardo alla loro funzionalità.

Ne prendo una che mi va a genio particolarmente. Mi piace proprio di brutto! Vorrei condividerla con voi, e al contempo ci sta scappando anche un ripasso. Ma bando alle ciance, la frase è fare i voli pindarici.

Che razza di frase è mai questa? Di primo acchito, dopo aver letto le spiegazioni diverse, pensavo che avesse quasi lo stesso significato di saltare di palo in frasca cioè cambiare spesso l’oggetto del discorso, parlare o scrivere senza nesso logico. In effetti qualcosa c’è di simile. Però mi prende un po’ alla sprovvista il fatto che questo significato, così pare, può diventare positivo quando qualcuno riesce a destreggiarsi, cioè riesce a giostrarsela con le parole talmente bene che al di là del filo conduttore del discorso principale, mostra notevoli capacità digressive, e così riesce ad inserire, senza fare figuracce, anzi, direi uscendone con successo, altri argomenti apparentemente senza alcun nesso.

Ho letto che la frase è stata coniata prendendo spunto dal poeta greco Pindaro e dalla sua poesia. Forse vale la pena di ritagliarsi del tempo per andare a vedere di cosa si tratta.

Ma io a questo punto devo tagliare corto perché non sono per le pappardelle e tantomeno mi sento portata per la poesia.

Voi invece spesso e volentieri vedo che ne parlate. Allora vedo di smetterla di parlare e scappo. Ciao.

Anthony: Grazie Bogusia, argomento interessante. I voli pindarici, lo hai detto tu stessa, è una locuzione usata per indicare, in un qualsiasi discorso scritto o parlato, un passaggio da un argomento a un altro, ma si tratta di effettivamente una digressione dall’argomento principale.

Con digressione si intende una deviazione del discorso, nel quale vengono a inserirsi temi o argomenti più o meno lontani da quello centrale.

Giuseppina: Si usa il termine volo perché solitamente si prende l’aereo per spostarsi il luoghi lontani. Questa è l’immagine della lontananza, ma una lontananza concettuale e non fisica.

In effetti ci sono similitudini col saltare di palo in frasca, e quest’ultima espressione l’abbiamo già spiegata in un passato episodio. La differenza in effetti sta (a volte) nell’abilità riconosciuta a chi riesce a fare voli pindarici per collegare degli argomenti apparentemente molto lontani. La lontananza c’è e rimane, ma quando si usa l’espressione fare dei voli pindarici, spesso si apprezza il tentativo fatto e anche il risultato ottenuto. Altre volte invece non lo si apprezza affatto.

Ulrike: Altre volte ancora, e questa è una grande differenza rispetto all’espressione “saltare di palo in frasca, la locuzione si usa per indicare dei passaggi troppo arditi, rischiosi, a volte prematuri, che è meglio non fare.

Ad esempio:

Un calciatore di una squadra di calcio potrebbe pensare che dopo 5 vittorie di fila si possa ambire a vincere lo scudetto.

L’allenatore però potrebbe replicare dicendo che è meglio non fare voli pindarici e restare con i piedi ben saldi per terra.

Irina: Quindi in questo caso la locuzione fare voli pindarici ha un senso simile a restare attaccati alla realtà, non fare il passo più lungo della gamba. Questa è un’altra espressione che Si può usare in occasioni simili quando si azzarda, cioè si rischia molto, oltre le proprie possibilità

Si potrebbe anche usare, similmente, al posto di montarsi la testa.

Ulrike: Sapete che montarsi la testa significa porsi un obiettivo troppo ottimistico, credere troppo nelle proprie possibilità. Si utilizza in contesti spesso offensivi, di giudizio sull’operato di una persona.

Una ragazza lo potrebbe dire a un suo spasimante ad esempio. Uno che non deve fare voli pindarici con lei. Sarebbe un po’ offensivo dire che non si deve montare la testa.

Cosa ti sei messo in testa? Ti sei montato la testa forse? Non sei il mio tipo!

Anthony: Invece fare i voli pindarici si potrebbe usare nel senso di non correre troppo, non lavorare troppo con l’immaginazione.

Si, mi piaci, ma meglio non fare voli pindarici, è solo una settimana che usciamo insieme. Vacci piano!

Giuseppina: Riguardo alle due occasioni diverse con cui normalmente si usa l’espressione di oggi, l’uso citato dai dizionari, l’unico, resta però il primo, legato alle digressioni da un argomento.

Es:

Ho dovuto fare voli pindarici per riuscire a giustificare il mio comportamento.

Inutile che cerchi di fare voli pindarici con questa disinvoltura per passare da un argomento all’altro. Ti ho chiesto di spiegarmi una cosa ben precisa. Mi sembra evidente che non sei preparato.

Ci vediamo al prossimo episodio.