782 Uno che è uno!

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Uno che è uno!

Trascrizione

Ma è mai possibile che non c’è una volta, dico una che è una, che fai ciò che ti dico?

Una frase di questo tipo, comprensibile da tutti gli italiani di ogni luogo, può creare problemi ad un non madrelingua, ma sicuramente il tono della voce aiuta a capire.

Non troverete in nessun dizionario una spiegazione di questa locuzione, neanche uno che è uno, ma almeno un sito, da oggi, lo troverete. Parlo di Italiano semplicemente, ovviamente.

Questo è un modo enfatico per dire “uno/a solamente” e si usa insieme al “almeno”, “neanche”, o “manco” o “nemmeno”.

Con questa locuzione si vuole sottolineare in modo enfatico, la necessità o la mancanza di qualcosa.

All’inizio ho detto:

E’ mai possibile che non c’è una volta, dico una che è una, che fai ciò che ti dico?

Mi sto lamentando, ad esempio con mio figlio che non mi obbedisce mai, cioè neanche una volta, nemmeno una volta, manco una volta. “Manco” è una forma colloquiale equivalente a neanche e nemmeno.

Avrei potuto dire:

E’ mai possibile che non c’è neanche una volta, che fai ciò che ti dico?

Quindi, dire “neanche uno che è uno” o “neanche uno” è praticamente la stessa cosa ma nel secondo caso c’è molta meno enfasi.

In realtà se uso questa locuzione non c’è bisogno di aggiungere “neanche”, “manco” o “nemmeno”.

Il senso, se dico semplicemente “solo uno/a”, è lo stesso, ma è molto meno enfatico e dicendo “neanche uno/a che è uno/a” sottolineo ancora di più il fatto che non accade mai.

Dire “una che è una” è come dire: “Non è mai successo, neanche una sola volta”.

Anche quando si utilizza “almeno“, sebbene il senso sia diverso, posso in realtà ometterlo, e questo perché dalla frase generalmente il senso si capisce ugualmente.

Es:

Mi puoi dire almeno un motivo valido, dico uno che è uno, per cui dovrei perdonare il tuo tradimento?

Mi puoi dire un motivo valido, dico uno che è uno, per cui dovrei perdonare il tuo tradimento?

diminuendo l’intesità potrei dire semplicemente:

Puoi dirmi un solo motivo per cui dovrei perdonare il tuo tradimento?

Uno (1) è un piccolo numero, e in questo modo si fa notare che sebbene una sola volta, o un solo caso, o un solo motivo ecc. sarebbe comunque da considerare poca cosa, neanche quel piccolo numero si è mai verificato.

Il tono è ovviamente molto importante e di solito, mentre si parla, si fa il gesto con la mano indicando il numero 1 con il dito (il dito indice, mi raccomando!).

A volte, come avete visto, si inserisce anche “dico” e questo è un altro modo per dare enfasi alla frase, per sottolineare questo numero esiguo,

Vediamo altri esempi:

Non ho neanche un amico. Se dovessi indicare una persona che è una che non mi ha mai tradito, non riuscirei a farlo!

Tra i membri dell’associazione Italiano Semplicemente, non ce n’è uno che è uno che è insoddisfatto della sua scelta.

Spesso si tratta di persone arrabbiate, altre volte si sta soltanto cercando di sottolineare qualcosa.

Non esiste un italiano che è uno che non abbia mai mangiato gli “spaghetti”

Ho cercato disperatamente dei biglietti per andare a vedere la partita della Roma, ma non se ne trova uno che è uno!

Inutile che continui a fare previsioni su chi vincerà il festival di San Remo. Non c’hai indovinato neanche una volta che è una!

Adesso è arrivato il momento del ripasso delle espressioni precedenti. Allora vi chiedo, cari membri, per una volta, per favore mi fate un ripasso, dico uno che è uno, che non ha bisogno di correzioni? Sono proprio cattivo oggi!

Bogusia: Buongiorno ragazzi. Mi dispiace dovervi comunicare che oggi il nostro presidente sarà assente. Mi vedo costretto dunque a fargli da facente funzioni. In quanto tale aspetto da ognuno di voi una frase di ripasso entro stasera. Non mi aspetto tante frasi da voi, ma almeno una che è una, dico, me la volete inviare?
Albèric: Ah, siamo alle solite. Smettila, il tuo modo di fare mi va un po’ di traverso. Non sei all’altezza del nostro presidente. Abbassa la cresta.
Irina: Smorziamo i toni ragazzi e torniamo a bomba. Se ho capito bene dobbiamo fare una frase di ripasso utilizzando un’espressione facente parte della rubrica dei due minuti vero?
Bogusia: Verissimo Irina. Non è che volevo lanciare un diktat. Volevo tout court incentivarvi a parlare in questo giorno della voce. Riguardo alle critiche mosse nei miei confronti poc’anzi, dico, ditemi uno che è uno, tra noi, che è in grado di sostituire il presidente!

715 Prettamente e squisitamente

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Prettamente e squisitamente

Giovanni: qualche episodio fa ci siamo occupati di mero e mera. Ricordate?

Irina: ah, ricordo poco quell’episodio. Allora vorrà dire che mi toccherà andarlo a rivedere. Se oggi lo stai rispolverando, gatta ci cova!

Giovanni: è una buona idea rivederlo. Comunque ti aiuto. In quell’episodio siamo partiti dal concetto di “solo“, “solamente” e “soltanto“, degli avverbi che si imparano abbastanza presto studiando l’italiano.

Questi avverbi servono per limitare, per circoscrivere, per delimitare, per restringere, per contenere, per diminuire o per lamentarsi o accontentarsi.

Ad esempio:

Adriana: Ho mangiato solo poca pasta oggi. Ecco perché di punto in bianco mi è venuta fame!

Harjit: Abbiamo guadagnato solamente 1 euro. Oltretutto dobbiamo fare metà ciascuno…

Peggy: Studio italiano soltanto da qualche mese. Il mio Italiano ancora è quello che è.

Giovanni: grazie per questi esempi. Se non si fosse capito è stato anche un pretesto per ripassare qualche episodio passato. Due piccioni con una fava, come si suol dire.

Allora, abbiamo visto, alla fine dell’episodio sopracitato, che esiste anche l’avverbio meramente, che talvolta si può usare in alternativa all’aggettivo:

Ad esempio:

E’ una mera questione formale

Può diventare:

È una questione meramente formale

Abbiamo detto poi che mero, mera e meramente si usano come per dire “nient’altro che“, “non c’è altro“, come a voler circoscrivere o limitare il più possibile, a volte per far capire che non c’è alcun pericolo, o che non c’è un secondo fine, che si può stare tranquilli: niente paura.

Si usa quindi per sminuire qualcosa di importanza (non sono io a prendere le decisioni, io sono un mero esecutore).

A volte quindi meramente serve a rassicurare, altre solo per fare chiarezza, per non generare confusione, altre ancora per indicare purezza (es. il mero costo di un prodotto).

Ma – e veniamo all’argomento di oggi – esistono anche altri avverbi, perché non sempre l’obiettivo è uno di quelli appena descritti. Non solo, almeno.

Avrete capito che si tratta di un argomento valevole di approfondimento.

Allora lo vogliamo approfondire?

Se ad esempio voglio indicare una caratteristica unica, esclusiva, vale a dire che voglio sempre escludere tutto il resto, ma con l’obiettivo non di sminuire ma di esaltare questa caratteristica, o semplicemente isolarla, beh, allora voglio una cosa diversa rispetto a prima.

Non ha senso allora usare “meramente“. Posso però usare “squisitamente“.

Sapete che squisito è molto simile a buono, anzi “buonissimo”, se parliamo di cibo. Simile a delizioso anche.

Questo cibo è squisito!

E infatti anche “squisitamente” si può usare in cucina, per descrivere un piatto, una pietanza, qualcosa che apprezziamo:

Un piatto squisitamente delicato

Una pietanza squisitamente cucinata

Vogliamo esaltare una caratteristica: la delicatezza ad esempio, o la cucina. È un bel complimento.

Questo è uno degli utilizzi di squisitamente, che ci fa capire che apprezziamo qualcosa.

Allora, in senso figurato, possiamo usarlo anche per altre caratteristiche da esaltare, anche al di fuori della cucina.

Questo piatto ha un sapore squisitamente italiano

Il tuo accento è squisitamente British

La tua casa ha un aspetto squisitamente retrò.

Avrete notato che siamo abbastanza vicini anche a “tipicamente“, perché parliamo a volte di una caratteristica tipica, ma è qualcosa che spesso ci piace molto.

Non è detto che ci piaccia però.

Squisitamente, quando precede una caratteristica, può semplicemente voler dire “in modo del tutto caratteristico“. Non è detto che ci piaccia l’accento british o una casa dall’aspetto retrò.

Quindi è come “tipicamente”, ma ancora di più: molto tipicamente, una caratteristica incredibilmente tipica.

Questa tipicità può diventare unicità, per descrivere caratteristiche uniche, che non possono essere di altri, che non si possono descrivere diversamente.

Insomma si tratta di qualcosa di esclusivo.

Qui arriviamo ad un significato simile a solamente, soltanto, solo, esclusivamente, unicamente, che però sono avverbi “freddi”, che non trasmettono altro che il concetto di limitazione.

Perché insegno italiano? Per ragioni squisitamente legate al piacere di farlo.

La casa è crollata per motivi squisitamente tecnici. Nient’altro.

Sto sempre circoscrivendo, come se usassi esclusivamente, o semplicemente, o soltanto, solamente, ma do maggiore enfasi, senza sminuire però, perché non voglio sminuire, altrimenti userei “meramente” .

Esistono anche le questioni squisitamente teoriche, i motivi squisitamente personali, o un aspetto squisitamente sportivo, politico, tecnico e via dicendo.

In questi casi andrebbe bene anche “puramente“, che come si è visto in certe condizioni è anche però un sinonimo di meramente. Attenzione quindi.

Non sentitevi però obbligati ad usare un avverbio, perché infatti spesso sono intercambiabili. La scelta, all’inizio, cade sempre su solo, soltanto, solamente.

Al massimo, da un livello B1 in poi si usa “esclusivamente” o “unicamente“. Poi però si può sentire il bisogno di aggiungere qualcosa in più.

A volte vogliamo far chiarezza, altre volte rassicurare, altre vogliamo esprimere un piacere.

Ho dimenticato però di parlarvi di “prettamente”

Qui non c’è piacere. Non c’è neanche il senso di sminuire che troviamo in meramente.

Si usa in modo simile quando vogliamo indicare qualcosa di caratteristico, autentico, puro, tipico, anche con l’obiettivo di escludere altre possibilità:

Un’opinione prettamente personale

Come a dire: è solo mia. È riservata, è autentica, genuina.

Il termine “daje” è un termine prettamente romanesco.

È tipico, caratteristico della lingua romanesca. Non si usa altrove.

Dimmi tutte le informazioni su di te, iniziando da quelle prettamente anagrafiche

Anche qui siamo vicini al senso di solamente, solo e soltanto. Somiglia molto a “specificamente” perché si tratta di qualcosa di specifico.

Mi licenzio per questioni prettamente personali.

Allora come ci oganizziamo? Come ci dividiamo i compiti? Giovanni si occupa delle questioni prettamente tecniche. Luca si occupa invece delle relazioni pubbliche. Maria delle questioni prettamente economiche.

È ovvio che c’è meno “emozione” (passatemi il termine) rispetto a “squisitamente” e infatti prettamente ha un uso maggiormente tecnico, anzi direi “prettamentetecnico.

Altre volte invece squisitamente si usa per fare una distinzione più marcata. Prettamente esprime una specifica caratteristica, mentre squisitamente esclude meglio tutto il resto.

Bene. Dopo questa lunga disquisizione, che spero abbiate gradito, vi saluto.

Ringrazio i membri dell’associazione Italiano Semplicemente che hanno partecipato alle frasi di ripasso e saluti tutti.

505 Il contentino

Il contentino (scarica audio)

Trascrizione

contentino

Sei contento? Sei contenta?
Se lo sei, allora saprai sicuramente cos’è un contentino.
Purtroppo però il contentino non è un piccolo contento! Non esiste il piccolo contento!
Se io sono contento, potrei dire che sono felice, sebbene la felicità non equivalga esattamente alla contentezza.
Infatti la contentezza è uno stato d’animo simile alla felicità, ma è più relativo a una soddisfazione per un episodio accaduto, mentre la felicità è più grande, più importante, coinvolge il soddisfacimento dei maggiori desideri della propria vita, un appagamento totale.
Il contentino invece è un premio di consolazione. Che significa? Significa che avere un contentino non ci dà la felicità, e neanche la contentezza, ma qualcosa in meno, solo per non essere completamente insoddisfatti. A questo serve il contentino, a non essere completamente insoddisfatti.
In realtà non fa piacere ricevere un contentino, perché somiglia molto ad una presa in giro.
L’uso più frequente di questo termine è nell’espressione “dare un contentino“, che consiste in un piccolo premio o altra cosa in sostituzione di quanto si doveva dare. Il contentino quindi viene dato solo per non scontentare totalmente l’altra parte, l’altra persona, per non far restare troppo male questa persona, che si aspettava qualcosa in più. In questo modo questa persona non protesterà o comunque sarà meno delusa.
Es:

Un bambino che si aspetta un bel cellulare nuovo, fiammante, come regalo di compleanno riceve invece un walky talky, che rappresenta il contentino per non farlo piangere.

Chi si aspetta un cagnolino potrebbe invece ricevere, come contentino, un bel peluche che abbaia con le pile.
In tempi di crisi economica causata dal Covid, le famiglie che hanno perso un lavoro devono accontentarsi del contentino che gli dà il governo, qualche centinaio di euro al mese.

Il termine contentino allora è sicuramente legato all’avverbio “almeno“, che esprime, in modo simile, un qualcosa di cui accontentarsi, simile a “soltanto”, “solamente”, “se non altro”, quindi qualcosa di piccolo o meno importante che è sempre meglio di niente.
Adesso possiamo ripassare qualche espressione già spiegata, ma non ascolterete la voce di madrelingua italiani. Speriamo che come contentino possano andare bene anche le voci dei membri dell’associazione.

Ulrike (Germania)
Ciao amici, probabilmente verrò meno nel gruppo negli prossimi giorni. Può darsi che non me la senta.

Olga (Saint Kitts e Nevis)
Beh.. non restare sul vago. Il. Motivo di questa tua possibile defezione è legato a qualcosa di bello o di brutto?

Rauno (Finlandia)
Ma come sarebbe a dire defezione? È un parolone direi. È risaputo nel gruppo che lei oggi si è vaccinata. Ovviamente sta paventando eventuali postumi del vaccino.

Emma (Taiwan)
Certo, penso ne abbia ben donde. Però benché ci sia qualche rischio di danni collaterali dei vaccini, io sto scalpitando nell’attesa del mio turno.

Irina (Stati Uniti)
Anch’io! Sono convinta che la paura di eventuali rischi di subire gravi danni in seguito ad un’infezione da Covid lasci il tempo che trovi.

Wilde (Brasile)
Ciò non toglie che ci siano preoccupazioni senz’altro comprensibili. Urge continuare a chiedere lumi agli scienziati sui rischi e l’utilità dei vaccini.

Carmen (Germania)
Speriamo che saranno all’altezza in merito. Però malgrado tutti i dubbi, l’unica via d’uscita dalla pandemia è la vaccinazione della stragrande maggioranza dei cittadini di ogni paese. Si parla di una percentuale pari a qualcosa come il 70 o l’80 percento. Altro che storie!

n. 161 – APPENA – 2 minuti con Italiano semplicemente

File audio

Trascrizione

Giovanni: Oggi episodio n. 161 della rubrica “2 minuti con Italiano Semplicemente“. Parlerò molto veloce però per stare nei tempi. ok?

Ho appena pronunciato il numero 161, pronunciando appena 3 numeri (1,6 ed 1), ed appena ho pronunciato questa parola per la terza volta mi sono accorto che l’ho fatto in tre modi diversi. Però non appena me ne sono accorto mi sono detto: bisogna spiegare bene questo termine e lo farà appena avrò un attimo di tempo. Ecco, adesso che ho appena iniziato a registrare questo episodio, mi sono appena accorto che esistono 4 diverse modalità di utilizzo, e non tre!! Immagino che sarete appena appena confusi, ma vedrete che “non appena” avrò terminato tutto sarà più chiaro.

Vi gira la testa?

Qualcuno di voi dirà:

Appena appena!

Bene, allora vi spiegherò velocissimamente la parola “appena“.

Un termine ostico da digerire, e per capirlo serve solamente fare degli esempi.

Primo utilizzo di appena:

Mi sono appena accorto che… (eccetera)

Ho appena mangiato

Abbiamo appena visto Maria

Avete appena finito.

In questo indica qualcosa che è iniziato da poco tempo, pochissimo tempo, come quando ho detto all’inizio: “ho appena pronunciato il numero 161“, vale a dire che l’ho fatto pochi istanti fa. Si parla di poco tempo dunque.

Secondo utilizzo:

Ho mangiato appena una mela

Lavorerò appena 2 ore

Ho pronunciato appena 3 numeri

Ho studiato appena 1 ora

L’episodio dura appena 2 minuti

In questo caso significa solo, solamente, soltanto. Si usa non solo con i numeri comunque. Permane tuttavia il concetto di “poco”:

Mi sento appena confusa (cioè un pochino, un poco confusa)

Spesso indica che c’è della fatica a raggiungere quel “poco”, quindi è come dire: “a fatica”, “a stento”, “al massimo”.

Era buio, non c’era luce, ci si vedeva appena!

Dammi appena un goccio di vino, ma proprio un goccio ok? Non più di un goccio!

Siamo arrivati appena in tempo! Che fatica!

Terzo utilizzo: abbiamo due attività.

Appena mi sono accorto di aver sbagliato, ho subito corretto

Appena mi alzo, faccio la doccia

Appena vado a casa, corro in giardino per dare un bacio al mio cavallo!

Anche qui indica, come nel primo caso, un tempo breve, ma tra due attività:

Quando finisce la prima attività, immediatamente, inizia la seconda. Potete anche sostituire “appena” con: “subito dopo che”.

Appena inizia a piovere apro l’ombrello

Lo farò appena possibile!

In tutti questi casi, e solo in questi casi della terza categoria, posso anche dire “non appena“.

Quindi:

Non appena mi sono accorto di aver sbagliato, ho subito corretto

Non appena mi alzo, faccio la doccia

Non appena vado a casa, corro in giardino per dare un bacio al mio cavallo!

Non appena inizia a piovere apro l’ombrello

Lo farò non appena possibile

Adesso, come al solito, esercitiamoci con le espressioni passate:

Prima però, vi devo dire che appena appena, detto due volte di fila, significa “poco, pochissimo”, si usa molto:

Vuoi ancora un po’ di pasta?

– Appena appena! Grazie

C’era una luce appena appena percettibile.

Se fossi passato appena appena prima, la macchina mi avrebbe colpito. Che fortuna.

Ripasso:

Andrè (Brasile 🇧🇷)

Siamo alle solite, sotto Natale si mangia e si festeggia troppo intorno alla tavola e ci si dimentica del vero significato della festa. E dire che si rischia di accusare il colpo se la bilancia farà venire a galla la nostra esagerazione. Vuoi mangiare fino a scoppiare? Nulla quaestio, ma cerca di fare almeno una buona azione.

Rauno (Finlandia): L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!