Sfumare

Sfumare (scarica audio)

episodio 1270

Trascrizione

Oggi amici parliamo del verbo sfumare, un verbo molto interessante perché ha diversi significati. Lo facciamo all’interno della rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente“.

Il primo significato è quello più concreto, legato ai colori. Quando un colore sfuma, passa gradualmente a un altro, senza un confine netto. Il concetto di fumo aiuta perché se c’è del fumo nell’aria, la vista un po’ ne risente. Non si vede più molto bene e gli oggetti non hanno più dei contorni netti. C’è un cambiamento nell’aspetto delle cose. Quindi c’è il concetto legato alla vista e quello legato al cambiamento.

Il cielo sfuma dall’azzurro al rosa al tramonto.

Sfumare quindi significa rendere i contorni meno marcati, più delicati. E quando i contorni sono meno mercati, in senso figurato possiamo usarlo quando c’è meno certezza sulle cose, quando subentra un cambiamento di questo tipo: qualcosa di certo che si dissolve, che svanisce,

Nella lingua di tutti i giorni è molto più frequente in effetti il significato figurato.

Se un’occasione sfuma, significa che non si realizza, che va perduta. È diffusissimo questo utilizzo.

L’accordo è sfumato all’ultimo momento.

Le speranze di vittoria sono sfumate negli ultimi minuti della partita.

Si può anche dire:

È sfumata la possibilità di ottenere il finanziamento.

Tutti gli italiani usano queste frasi.

In questi casi nessuno ha deciso esplicitamente di rinunciare: semplicemente la possibilità si è dissolta poco a poco.

Se restiamo sul semplice cambiamento, inteso come semplice trasformazione, troviamo un altro uso, sebbene meno comune comune: sfumare in…, cioè trasformarsi gradualmente in qualcos’altro.

La discussione è sfumata in una lunga chiacchierata.

Il sorriso è sfumato in un’espressione di tristezza.

Un uso elegante e persino poetico in alcuni casi.

Infine, nelle cucine italiane si sente spesso dire sfumare con il vino. Lo abbiamo già accennato una volta, in un episodio dedicato alla parola “sfumatura“.

In questo caso sfumare significa aggiungere vino (o un altro liquido) durante la cottura per far evaporare l’alcol e dare sapore al piatto.

In questo caso il collegamento con il fumo aiuta a capire il significato: quando il vino entra in contatto con un alimento molto caldo, si alza una nuvola di vapore, che ricorda il fumo. In realtà non è fumo, ma soprattutto vapore acqueo, insieme ai vapori prodotti dall’evaporazione dell’alcol.

Prima di aggiungere il brodo, sfuma il riso con il vino bianco.

In conclusione, sfumare richiama sempre l’idea di un cambiamento graduale: un colore che cambia, un’occasione che svanisce, un’espressione che si trasforma o il vino che evapora durante la cottura.

Espressione utile: veder sfumare un sogno, cioè assistere alla fine di una speranza o di un progetto che sembrava ormai a portata di mano.

Adesso ripassiamo parlando di abitudini alimentari. La parola ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

Marcelo: Dacché ho cambiato alimentazione, prova e riprova*, ho capito, che il connubio perfetto è mangiare bene senza rinunciare al gusto.

Karin: Io sono abbastanza precisa. Certo, ci sta che ogni tanto mi conceda un dolce, e non sta in piedi dire che per questo mi sono conciata male o che tutta la mia dieta è da buttare.

Nency: Sepete, nel viterbese ce n’è assai di ottimi prodotti locali che ti rendono felice nonostante una dieta ferrea.

Christophe: Mio fratello mi ha detto che sembro uno scheletro per via della dieta e che mangio da schifo ma gli ho risposto per le rime : ognuno mangi come crede, e ognuno somiglia a ciò che mangia, caro il mio salsicciotto!

Danielle: Detto ciò , voglio sperare che i più capiscano che le abitudini alimentari non si giudicano da un singolo pasto: il vero discrimine è quello che facciamo ogni giorno.

220 – LE SFUMATURE

Audio

Trascrizione

Buongiorno amici, oggi parliamo delle sfumature, un termine interessante che potete usare in tantissime occasioni diverse.

Le sfumature nascono dai colori, come probabilmente sapete. Non esistono infatti solo i colori classici: rosso, giallo, verde eccetera, ma esistono anche le sfumature di ogni colore, quando ci spostiamo gradualmente fra le varie tonalità di colore.

Ad esempio se prendiamo il blu, esiste il blu scuro, il blu marino, il blu notte e tanti altri ancora.

Il termine sfumatura è simile alla stessa tonalità, o a gradazione, ma la sfumatura si usa anche al di fuori dei colori.

Ad esempio se andate dal parrucchiere, esiste la sfumatura nel senso del colore dei capelli, e in questo caso ci sono le sfumature di tendenza ogni anno, quelle che vanno più di moda. Ma esiste anche la sfumatura relativa alla lunghezza dei capelli. In alcune aree della testa spesso si fanno delle sfumature, cioè si fa un taglio graduale dei cappelli, un taglio sfumato. Prima corto, poi più lunghi, poi ancora più lunghi, ed in questo modo i capelli diminuiscono progressivamente di lunghezza, senza fare tagli netti.

Il fatto è che le sfumature hanno un legame col verbo sfumare, che è simile ad attenuare, dissolvere, disperdere.

Anche in cucina c’è la sfumatura, e “sfumare” in cucina significa bagnare con un liquido alcolico (vino o liquore) e lasciare evaporare completamente l’alcol.

In generale possiamo usare le sfumature in ogni campo: ciò che conta è che ci sia una gradazione, qualcosa di non netto. Posso parlare di qualsiasi cosa, anche del linguaggio. Anche il linguaggio può avere delle sfumature: qualcosa di accennato, qualcosa che si avverte appena, non definito, non del tutto evidente. La sfumatura è quindi una caratteristica sfumata.

Nelle sue parole c’era una sfumatura d’ironia.

Quindi si notava qualcosa di ironico nelle sue parole, sebbene questa sensazione non è netta, evidente al massimo.

Nel discorso di Giovanni ho notato alcune sfumature interessanti

Cioè ho notato dei dettagli, delle sfumature appena accennate all’interno del suo discorso.

Anche una canzone può avere una sfumatura di rock o di jazz eccetera

Ci sono anche molte parole italiane con sfumature differenti a seconda dell’utilizzo.

Mariana (Brasile): Vorrei fare una considerazione circa le mie qualità in cucina: con i primi piatti non ho problemi, e neanche con i secondi piatti, A scanso di equivoci, uso solo ingredienti biologici, ma spesso i miei dolci vengono duri e in questi casi  vanno di traverso a chi li mangia. Altre volte sono bruttini da vedere, altre volte li tolgo anzitempo dal forno e quindi lievitano poco … insomma coi i dolci proprio non è cosa!  

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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Le specialità italiane – EST EST EST

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Trascrizione

Giovanni: buongiorno a tutti e bentornati su Italiano Semplicemente.

Se sei uno straniero che sta cercando di migliorare il proprio italiano questo è il posto giusto per te. Io sono Giovanni e oggi ci occupiamo di vino. Sapete che l’Italia, checché se ne dica, non la batte nessuno in termini di vini e cibo. La rubrica in questione è denominata “le specialità italiane” ed è curata da mia madre Giuseppina, che oggi vi racconta qualcosa su un vino bianco laziale, cioè della regione Lazio, nel Centritalia.

Ricevo molti apprezzamenti, molti complimenti per questa rubrica, ed allora vi lascio volentieri nelle parole di Giuseppina. Ci sentiamo dopo

Giuseppina: Se parliamo di eccellenze nazionali non possiamo dimenticare il vino.

Le nostre regioni ne producono tante varietà, bianchi o rossi, tutti ottimi,  ma io voglio farvi conoscere un vino della mia zona, quello della Tuscia Viterbese.

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Esattamente a Montefiascone e nei paesi vicini, si produce un eccellente vino: l’est est est.

E’ un vino bianco al quale è stata riconosciuta la DOC (denominazione di origine controllata). Ha un gusto secco, pieno, ed un aspetto limpido e brillante. Buono fresco, con tutti i tipi di pietanze.

Ora però vi racconto l’origine di questo nome particolare:

Nell’anno mille, esattamente nel 1111, Enrico V, re di Germania si stava recando a Roma per ricevere la corona del Sacro Romano Impero.

Un vescovo tedesco del suo seguito, amante del buon vino, per essere certo di gustare solo il meglio della produzione italiana,  escogitò un astuto stratagemma.

Si fece infatti precedere, di un paio di giorni, lungo il suo tragitto, dal fedele servo e coppiere Martino che aveva il compito di ispezionare la zona prima dell’arrivo del padrone.

Quando Martino , trovava un vino buono doveva segnalare la locanda con la scritta “est” che significava “vino buono”.

Arrivato nella cittadina di Montefiascone nel Lazio settentrionale, trovò un vino talmente buono che ripeté per tre volte il segnale convenuto con l’aggiunta di sei punti esclamativi. Così accanto alla porta dell’osteria scrisse a grandi lettere: est!! est!! est!!

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Il cardinale quando arrivò, apprezzò così tanto questo vino che rimase a Montefiascone per tre giorni, prima di riprendere il suo viaggio verso Roma.

Che ne dite, facciamo un brindisi?

Giovanni: bene, allora mia madre vi ha parlato della Tuscia viterbese. Si tratta di una zona (la Tuscia) che non è una regione amministrativa, ma un territorio abbastanza esteso, grande, che prende parte del Lazio, dell’Umbria e della Toscana.

La Tuscia la possiamo anche chiamare Etruria, dove vissero gli Etruschi parecchi anni fa. Quindi la Tuscia viterbese è la parte di questo territorio che si trova in provincia di Viterbo, una città che si trova a nord rispetto a Roma.

Anche il comune di Montefiascone si trova nella Tuscia viterbese quindi.

Poi vorrei fare chiarezza su alcuni termini usati da mia madre. Vediamo la seguente frase:

Un vescovo tedesco del suo seguito, amante del buon vino, per essere certo di gustare solo il meglio della produzione italiana,  escogitò un astuto stratagemma.

Il seguito (attenzione alla pronuncia) è un gruppo di persone che fanno scorta o compagnia a un alto personaggio, un personaggio importante. Quindi il seguito del vescovo tedesco è un gruppo di persone che accompagna il vescovo.

Escogitò un astuto stratagemma: Il verbo è escogitare. Significa trovare con la mente. Quando si pensa intensamente ad una soluzione, per risolvere un problema spesso si usa questo verbo: escogitare.

Quindi quando si escogita qualcosa, si riflette, si pensa, si immagina, si cercano idee per risolvere un problema.

Si può escogitare un trucco, un rimedio, una soluzione, o anche uno stratagemma. La parola stratagemma di solito si usa per indicare una finta mossa, come per ingannare qualcuno, una mossa intesa a disorientare e sorprendere il nemico. Potremmo parlare di espediente, un furbo, un astuto espediente.

Si tratta sempre di superare un problema, un impedimento. In questo caso si potrebbe semplicemente parlare di idea. Il vescovo, molto più semplicemente, ha avuto una buon’idea.

Infine parliamo del “segnale convenuto”:

Arrivato a Montefiascone, Martino trovò un vino talmente buono che ripeté per tre volte il segnale convenuto. 

Il segnale convenuto è il segnale (la scritta EST) che Martino aveva convenuto con il vescovo tedesco. Insieme avevano convenuto, cioè avevano deciso, si erano accordati su un segnale. Si erano quindi messi d’accordo su un segnale, avevano concordato che il segnale dovesse essere la scritta “EST” questo era il segnale che avevano convenuto, o semplicemente il segnale convenuto.

Concludiamo col brindisi: il brindisi è un movimento che si fa, è un atto, l’atto di alzare i bicchieri e farli toccare tra loro, farli tintinnare tra loro, dopodiché si beve alla salute di qualcuno, in segno di augurio.

E quando si fa un brindisi non si dice “tin tin” come suggerirebbe la parola “tintinnare” ma in Italia si dice “Cin cin”, entrambi sono suoni onomatopeici ma “cin cin” deriva dal cinese e significa “prego, prego”.

Si dice spesso anche “prosit” quando si fa un brindisi, oppure potete dire semplicemente “alla salute” ed al prossimo episodio di ItalianoSemplicemente.com.

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