653 Essere alle prese con

Essere alle prese con (scarica audio)

Trascrizione

Giovanni: Ecco un’altra espressione che sarà molto usata nei vostri ripassi in quanto molto semplice e al contempo adatta a essere usata in molte occasioni.

L’espressione è “essere alle prese con” qualcosa o qualcuno

Molti studenti già la conosceranno sicuramente ma vale sicuramente la pena di spiegarla.

Già conosciamo (si fa per dire) i molteplici usi del verbo prendere nella lingua italiana, e per coloro che vogliono farsi un’idea di quanto ho appena detto vi consiglio di dare un’occhiata all’episodio dedicato al verbo prendere.

Essere alle prese con qualcosa, come vi dicevo, è molto semplice perché significa essere impegnati in un’attività che presenta delle difficoltà o quantomeno comporta molto tempo.

Tutto qui.

Esempio.

Sono quasi due anni che l’intera umanità è alle prese con un virus.

Sapete di cosa sto parlando vero?

I poliziotti sono alle prese con dei manifestanti no-vax che stanno creando problemi.

Mia madre è sempre alle prese con le faccende domestiche.

Sono stato fino alle 21 alle prese con un cliente.

L’espressione non si usa per tutte le attività ma solo quelle lunghe e/o impegnative.

Pertanto non potete dire che, ad esempio, siete alle prese con l’ascolto di un album dei Pink Floyd poiché trattasi di un’attività piacevole.

Si deve usare sempre la preposizione “con” o le preposizioni articolate col e coi e al limite cogli, collo, colla e colle, sebbene queste ultime tre generalmente non si usano e si preferisce usare con lo, con la e con le.

Sono alle prese con lo (collo) scarico del water che non vuole funzionare

Sono alle prese col la (colla) prova di grammatica

Sono alle prese con le (colle) solite faccende domestiche

Sono alle prese coi (con i) vicini che si lamentano dei rumori

I calciatori sono alle prese cogli (con gli) impegni delle squadre nazionali.

Per due giorni sono stato alle prese col (con il) solito problema alla schiena

La parola adesso ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente che sono stati alle prese con ripassi impegnativi recentemente. Anche questo non è da meno direi.

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

Marguerite (Francia): pare che il Covid stia riprendendo vigore. Troppi pochi vaccini ancora. Fintantoché non l’avremo sconfitto non sarò tranquillo.

Ulrike (Germania): io sono molto facile al contatto con gli altri, amo la vita sociale. Quanto ancora potrò resistere? Se penso alla vita che facevo prima mi viene subito il magone.

Edita (Repubblica Ceca): A me invece piace stare da solo. Faccio di necessità virtù Anche se questo non va per la maggiore.

Cat (Belgio): Non so se e quando riuscirò a farmene una ragione di questa situazione. Vivere all’insegna della malattia e della distanza sociale? Proprio non è cosa per me!

Marcelo (Argentina): per farcela occorre vaccinarsi di più, altrimenti forniamo un assist al virus che crea varianti in continuazione!

Marguerite (Francia): Se è vero com’è vero che i virus vanno sconfitti con i vaccini, bisogna cercare di convincere questi no-vax, che pensano che siamo tutti stupidi. Il fatto è che probabilmente ciascun dal proprio cuor l’altrui misura. A parte gli scherzi, bisogna capire da cosa nasce questa ribellione, qual è il malessere sociale che ha causato questi movimenti di protesta. Io non sono per la discriminazione a prescindere.

André (Brasile): credo che il problema sia che ci sono ancora molte persone che se ne fregano del COVID. Soprattutto i giovani.

Albéric (Francia): Hai ragione Andrém Ne ho fin sopra i capelli di loro. Ne abbiamo ancora per molto ad aspettare che invecchino? Come sarebbe bello un mondo senza giovani! Una mera utopia!

Rauno (Finlandia): Più che altro un’idea peregrina! Senza giovani non c’è futuro. Poi tanti cinquantenni non sono da meno quanto a sciocchezze.

Cat (Belgio): Assai più di peregrina M9! È soprattutto – passami il termine – una fesseria con la F maiuscola!
Harjit (India): adesso non è il caso di continuare. Altrimenti di qui a poco mi aspetto qualche lamentela sulla durata dell’episodio.

Spiegazione in lingua russa

alle prese

553 Contraddistinguere e contraddistinguersi

Contraddistinguere e contraddistinguersi (scarica l’audio)

Video

Trascrizione

Giovanni: Secondo voi cosa significano i verbi contraddistinguersi e contraddistinguere?

Komi: secondo me significa distinguersi da altro per via di segni o qualità particolari.

Ulrike: il verbo contiene la parola “contra” che indica un confronto tra due cose o due persone, che si riferisce alle caratteristiche.

Carmen: il verbo distinguersi indica un paragone. Una cosa si distingue dall’altra e possiede una caratteristica diversa dall’altra.

Giovanni: Grazie a Komi, Ulrike e Carmen, che nell’ordine hanno risposto alla mia domanda. Bravi avete detto bene. C’è un confronto e delle caratteristiche, dei segni particolari.

Una cosa interessante è vedere la differenza tra distinguere e contraddistinguere. Si usano allo stesso modo?

Oppure bisogna distinguere tra questi due verbi?

Ecco, “distinguere” sicuramente si usa sempre per spiegare la differenza tra due cose. Significa riconoscere due cose come diverse, attraverso delle caratteristiche peculiari, particolari. È molto simile a essere riconoscibile, caratterizzarsi, differenziarsi, o anche mettersi in luce per particolari doti, segnalarsi:

Quando usiamo questo verbo insomma vogliamo segnalare delle differenze tra due o più cose o persone.

Quando invece usiamo contraddistinguere c’è un segno particolare che rende delle cose o delle persone diverse dalle altre. Quando vogliamo evidenziare questo segno, questa caratteristica, si può usare contraddistinguere.

Es:

Si sta pensando di mettere un segno sulla targa delle auto elettriche al fine di contraddistinguerle.

Quando usiamo questo verbo, la maggior parte delle volte si vuole proprio indicare questa caratteristica, questo segno, cioè il motivo per cui avviene questa distinzione.

Per cosa si contraddistingue Italiano Semplicemente?

Cioè: qual è la caratteristica principale di Italiano Semplicemente che la distingue dagli altri siti o metodi di insegnamento?

E’ molto interessante anche l’uso della preposizione che si usa.
A volte si usa la preposizione “per”, altre volte “da”, altre volte non si usa nessuna preposizione.

Italiano Semplicemente ha un logo contraddistinto dall’immagine del Davide di Michelangelo e si contraddistingue per avere, in ogni episodio, sia la trascrizione che il file audio. Inoltre si contraddistingue per il metodo, non incentrato sulla grammatica ma sull’ascolto e più in generale sulle sette regole d’oro. Una caratteristica che l’ha sempre contraddistinto è anche il fatto che gli episodi hanno sempre qualcosa di divertente o emozionante o interessante, che va oltre il mero insegnamento della lingua italiana.

Allora parlavamo della preposizione da usare.

Nella frase precedente ho usato una volta “per” (si contraddistingue per il metodo), “una volta ho usato “da” (un logo contraddistinto dall’immagine del Davide) e un’altra volta non ho usato nulla (una caratteristica che l’ha sempre contraddistinto).

Attenzione al ruolo della preposizione da.

Quando usiamo contraddistinguere, se usiamo “da” indichiamo quasi sempre la caratteristica distintiva (soprattutto con con la forma passiva) mentre se usiamo distinguere, la preposizione “da” si usa sempre per indicare un termine di confronto. Notate infatti la differenza tra:

Io mi distinguo da te (Confronto) perché sono più simpatico

I miei quadri sono contraddistinti dall’uso della simbologia religiosa (caratteristica)

Quindi con “distinguere” si usa sempre la preposizione “da” (o anche fra e tra) per indicare la diversità da qualcun altro o da qualche altra cosa e invece con “contraddistinguere” la preposizione “da” si usa quasi sempre per indicare la caratteristica, specie nella forma passiva.

Dico “quasi sempre” perché a volte, posso anche dire:

La congiunzione “e” si contraddistingue da “è” (che è un verbo) per un accento

“Che” si contraddistingue da “ce” per l’acca

Questo accade quando faccio un confronto diretto, quindi si usa al posto di distinguere, per sottolineare la caratteristica distintiva. Potrei usare anche distinguere volendo.

Ma attenzione, perché come si è visto, con contraddistinguere, anche quando usiamo “per” stiamo indicando una caratteristica:

“Che” si contraddistingue da ce per la lettera h.

Io mi contraddistinguo per una simpatia superiore alla media

Questo “per” è abbastanza simile a “perché” se ci pensate.

“Che” si contraddistingue da ce perché c’è la lettera h.

Io mi contraddistinguo perché ho una simpatia superiore alla media

Quindi per indicare una caratteristica, nella forma passiva si usa “da”, se voglio sottolineare la caratteristica. Uso invece “per” quando mi interessa di più il confronto.

Inoltre “da” normalmente si usa poco con le caratteristiche delle persone.

Vediamo qualche esempio:

Le informazioni sui social sono spesso contraddistinte da inesattezze e imprecisioni.

Forma passiva, inoltre qui è più importante sottolineare questa caratteristica piuttosto che distinguere queste informazioni da altre. Quindi usiamo “da”.

Invece:

Gli uomini villosi si contraddistinguono per avere molti peli sul petto.

Non c’è la forma passiva. In questo caso poi voglio distinguere gli uomini villosi (quelli che hanno molti peli sul petto) dagli uomini che non hanno questa caratteristica.

Come dicevo inoltre, quando si parla di persone normalmente si usa “per” e non si usa la forma passiva.

Il mio ristorante è contraddistinto da elementi moderni e innovativi e si contraddistingue per una cucina molto creativa.

Prima descrivo il mio ristorante dicendo una particolare caratteristica, uso poi la forma passiva (quindi uso “da”) e poi mi interessa anche distinguere la mia cucina da quella di altri ristoranti, quindi successivamente uso “per“.

Quando quindi voglio far emergere una caratteristica distintiva, che fa riconoscere qualcosa rispetto ad altro, uso generalmente “per”.

Adesso un ripassino veloce da chi si contraddistingue per un maggiore interesse verso la lingua italiana. Il ripasso poi è un altro elemento che contraddistingue Italiano Semplicemente.

Sofie: non vorrei cogliervi alla sprovvista, ma cosa distingue la nazionale italiana di calcio dalle altre? Solo il colore della maglia?

Albéric: Grazie! Io direi invece che l’Italia ha sempre la meglio sulle altre squadre.

Hartmut: questo piacerebbe molto a Giovanni che è l’unico italiano qui. Ma purtroppo, per quanto forte, si trova sempre un’altra squadra che ti dà il benservito.

Lia: fammi fare mente locale... Forse la classe dei calciatori?

Emma: non ne so un’acca di calcio. Per me sono solo 22 atleti che corrono dietro ad una palla. Per il resto, come si suol dire, per me il calcio è arabo.

428 Essere di un

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Trascrizione

Buongiorno, oggi vi stupirò, ne sono sicuro.

L’episodio di oggi infatti riguarda un utilizzo particolare della preposizione “di“.

Un uso che probabilmente per un non madrelingua occorre parecchio tempo di pratica della lingua per capire bene e assorbirlo nel proprio linguaggio, che poi è la cosa più importante.

Vediamo qualche esempio:

Ho dato una botta con il piede nudo alla sedia. Ho il dito mignolo che mi fa di un male..

Quindi dopo aver colpito la sedia con il piede nudo, cioè senza scarpe né calze, il dito mignolo del piede (cioè il dito più piccolo) mi fa molto male.

L’uso della preposizione di serve ad aumentare il senso di dolore (in questo caso si parla di dolore) e la frase diventa un’esclamazione. Potrei anche togliere ‘di’ e il significato non cambia:

Il dito mi fa un male…

La preposizione di sottolinea ancora di più la mia sensazione, qualunque essa sia, e lascia immaginare l’ascoltatore il livello raggiunto.

Molto colloquiale come modalità espressiva, ma veramente molto efficace.

Vediamo altri esempi:

Ho visto un bambino appena nato oggi… Mi ha fatto di una tenerezza…

Si usa non solo con le sensazioni, ma con qualcosa di molto elevato in generale:

Ho visto un elefante che era di una grandezza immensa!

È come dire:

Ho visto un elefante che aveva una grandezza immensa.

Ho visto un elefante grandissimo!

Voglio enfatizzare però lo stupore che ho provato, quindi il fine è sempre sottolineare una mia sensazione. Posso enfatizzare qualunque cosa:

Questo pane è di un fragrante…

Questa pasta è di un buono…

Questo cuscino è di un morbido…

Spesso si usa anche per esprimere giudizi:

Sei di una stupidità incredibile.

Ieri sono stato di uno sgarbato unico con te. Scusami.

Spessissimo segue una frase introdotta da “che”.

Infine vi faccio notare che – ma sicuramente lo avrete già notato dagli esempi che vi ho fatto – nel parlato spesso non si usa dire il nome della caratteristica, tipo la tenerezza, la grandezza, la stupidità, ma l’aggettivo al maschile singolare: bravo, tenero, stupido ecc. Il senso è lo stesso:

Sei di una maleducazione (o di un maleducato) che mi viene voglia di prenderti a schiaffi!

Questo panettone è di una bontà (o di un buono) che me lo mangerei tutto.

I membri dell’associaizone sono di una bravura (o di un bravo) che vi faccio ascoltare l’ultimo ripasso che hanno fatto:

Ulrike: Spesso e volentieri quando voglio cimentarmi con un ripasso, di primo acchito mi sento sguarnita di idee e tendo a darmi alla fuga.
Poi però, memore dell’esperienza con i miei ripassi precedenti e dell’utilità di questo esercizio per il mio apprendimento, mi domando e dico: come sarebbe a dire “sguarnita di idee”? Hai voluto la bicicletta e allora pedala!
Quindi faccio una capatina nell’elenco della rubrica e ogni volta quale sorpresa! Sono le espressioni stesse che mi danno supporto! E così di volta in volta avete l’occasione per seguire i miei ripassi 😀 .

Le preposizioni semplici da scoprire

Audio esercizio

Audio soluzione

LINK UTILI

Trascrizione

Ciao ragazzi, facciamo oggi un bell’esercizio dedicato alle preposizioni semplici ed ai mestieri, cioè le professioni, vale a dire ai lavoro. In questo esercizio racconterà una storia in cui vengono utilizzate le espressioni idiomatiche spiegate sul sito italianosemplicemente.com dal 2015 fino ad oggi.

Nella spiegazione scritta, però, mancheranno le preposizioni semplici.

Di conseguenza sta a voi scrivere le giuste preposizioni da utilizzare, dopodiché potrete guardare ed ascoltate la soluzione domani, quando pubblicherà la soluzione con tutte le preposizioni semplici da usare nelle varie parti del testo: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra.

Vi parlerò dell’apprendimento della lingua italiana secondo Italiano Semplicemente. Ogni volta che si presenterà una preposizione semplice vedrete uno spazio vuoto sul testo e ascolterete un “bip” nel file audio.

Domani invece potrete leggere e ascoltare la soluzione.

L’apprendimento secondo Italiano Semplicemente.

Come sapete, il sito Italiano semplicemente.com è basato sulle sette regole d’oro che vado____seguito ad elencare:

1) Ascoltare ascoltare ascoltare. REPETITA IUVANT. Questa è la prima delle sette regole d’oro; la più importante. Ma come, non è la grammatica la prima regola? Ma quale grammatica d’Egitto! Italiano Semplicemente non insegna la grammatica fine____se stessa. Se amate la grammatica spiegata____modo noioso____Italiano Semplicemente non c’è trippa____gatti!

2) Usare i tempi morti____ascoltare. Questa è la seconda regola d’oro____cui far riferimento: quali sono i tempi morti? Mentre si fa colazione, al bagno (anche facendo la doccia), quando siete____viaggio, mentre si fa la spesa, lavando i piatti eccetera. Una cosa importante: se ci sono persone attorno____voi, magari parlate____voce bassa o nella vostra testa, ma se avete la faccia____bronzo non sarà un problema. ___ l’altro, non aver paura____essere giudicati e____fare brutte figure è sicuramente un punto____vostro vantaggio.

3) Studiare senza stress,____condizioni____relax. Il metodo Co.co.mi. (Costanti e continui miglioramenti).

Lo stress, uno dei nemici____sconfiggere. Se non volete perdere la voglia____imparare, dovete armarvi____pazienza e aspettare che le prime due regole d’oro diano i risultati. Vedrete che scoprirete una cosa fondamentale nell’apprendimento della lingua, e se finora avete ascoltato o studiato stressati, adesso che conoscete questa regola, vi rifarete____gli interessi.

4) Apprendere attraverso delle storie ed emozioni. Questa è la quarta regola____usare. Cosa vuol dire? Non imparate frasi o singole parole: ascoltate delle storie, ascoltate dei podcast, un discorso compiuto che metta____moto il vostro cervello. Il contesto vi aiuterà____capire ciò che non riuscite____capire attraverso una singola frase; se non conoscete una parola, le altre parole del discorso vi aiuteranno. Le emozioni non vi faranno distrarre e non vi stancherete____ascoltare. Ma questa è una regola importante anche____chi insegna. Il mio ruolo è importante: sarà mia la responsabilità nel non farvi annoiare.

5) Apprendere attraverso Italiano vero e non____libri____grammatica. Ascoltare ciò che PIACE. Trattasi della quinta regola d’oro____Italiano Semplicemente. Dedicate il vostro tempo____leggere e ascoltare ciò che attrae il vostro interesse. Anche questa regola vale anche____me, che devo realizzare episodi differenziati,____raggiungere i gusti____tutti.

6) Sesta regola d’oro: Domande e risposte sulle storie ascoltate: I principianti e anche chi ha un livello più alto, deve esercitarsi____subito e provare____rispondere (con la propria voce)____delle facili domande____quanto ascoltato,____questo modo l’apprendimento diventa attivo, non passivo: voi partecipate attivamente e così imparare ad usare parole diverse, parole alternative, verbi e tempi diversi. Ci sono diversi modi____rispondere alla stessa domanda.

7) Parlare: l’ultima regola ma non____importanza. Oggi abbiamo i social, abbiamo whatsapp, abbiamo le chat____cui possiamo parlare____persone____ogni parte del mondo.

Usate tutti questi strumenti____parlare,____ascoltare e____scrivere, ma soprattutto____parlare, perché una lingua non si chiamerebbe così se non si dovesse parlare.____questo modo, rispettando queste sette regole d’oro, va____sé che ci sarà un miglioramento del vostro livello____italiano e questo avverrà anche____modo veloce. Gli amanti della grammatica si mettano l’anima____pace.

Spero che questo episodio rispetti le sette regole d’oro e che voi possiate riuscire____terminare l’ascolto avendo la voglia____rifarlo altre volte. Provate____stampare il dialogo e____riempirlo____le preposizioni semplici. E ascoltate poi la soluzione nel secondo file audio che trovate____questo episodio.____chi è interessato, abbiamo realizzato altri episodi dedicati alle preposizioni semplici. Date un’occhiata se avete tempo.____poco questo episodio sarà terminato. Solo il tempo____un saluto e un’ultima raccomandazione: trovate un amico____cui condividere i vostri episodi: farlo____due sarà più piacevole e produttivo!

Un saluto____Giovanni

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Onde evitare

Audio

È possibile ascoltare il file audio in formato mp3 tramite l’audiolibro in vendita su Amazon (Kindle o cartaceo)

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Trascrizione

Buongiorno amici di Italianosemplicemente.com, oggi vediamo una espressione molto particolare, che probabilmente pochissimi stranieri conoscono.

onde_evitare_immagine

Prima però volevo ricordare a tutti, soprattutto ai nuovi, a coloro che per la prima volta ascoltano un podcast di Italiano Semplicemente, che questo è il sito dell’Associazione Culturale che si chiama esattamente in questo modo: Italiano Semplicemente ed è il sito in cui gli stranieri possono imparare l’italiano in modo semplice attraverso dei contenuti audio e scritti. I principi a cui si fa riferimento, cioè le regole che si utilizzano in questo sito sono state riassunte in quelle che vengono qui chiamate “sette regole d’oro” per imparare la lingua italiana. Andate a dare un’occhiata se siete curiosi.

Abbene l’espressione di oggi è “onde evitare”. Un’espressione un po’ complicata perché contiene una parola complicata “onde”.

Tutti conoscono la parola onde intesa come sostantivo: onda è il singolare di onde, ad esempio le onde del mare, quelle che si infrangono sugli scogli o detto più semplicemente quella massa d’acqua che si solleva e si abbassa alternativamente, in modo cioè alternato, sul livello di quiete del mare per effetto semplicemente del vento o anche per altra causa come le maree. Attenzione alla pronuncia di maree, plurale di marea.

Ripeti: l’onda può essere provocata dalle maree

Questo esercizio di ripetizione, che vi invito a fare, rappresenta una delle sette regole d’oro di cui vi parlavo prima. È sufficiente che ripetiate ogni volta la frase che vi viene proposta in modo da restare concentrati ed essere anche maggiormente partecipi all’episodio.

Ripeti: sì, voglio essere partecipe all’episodio

Bene, allora la parola “onde”  della frase “onde evitare” non è quella di cui vi ho appena parlato. Infatti la parola “onde”, con la e finale, non è solamente un sostantivo. Tra l’altro ci sono molti tipi di onde (come sostantivo) non solo quelle del mare. Ci sono le onde elettromagnetiche, le onde gravitazionali, le onde d’urto, le onde sonore, le onde longitudinali anche, eccetera.

Oggi invece parliamo di onde con un altro significato.

Vi dico subito che “onde evitare” significa “al fine di evitare” o anche semplicemente “per evitare”.

La parola onde in questo caso può anche quindi essere sostituita da “per”, più semplice da capire perché è la parola, la preposizione semplice (una delle nove preposizioni semplici),  quasi sempre usata per indicare una finalità, un obiettivo e un modo, uno strumento per raggiungerlo.

Ad esempio “per andare a Roma posso prendere l’aereo” , “per dimagrire occorre mangiare meno”.

Ripeti: per ripetere occorre parlare.

Mi sembra giusto!

La vostra domanda allora potrebbe essere:

Allora posso sempre, in teoria, usare “onde” al posto di “per”? Posso farlo sempre?

La mia risposta è: No!

Perché? Direte voi.

Ci sono due motivi. Prima di tutto, Il motivo numero uno è che “per” non si usa solamente per indicare un obiettivo. La preposizione “per” ha molti utilizzi diversi. Solo per farvi un esempio, se prendiamo la frase:

– Vado a Roma passando per Napoli.

In questa frase per ha un valore spaziale; non posso dire pertanto “Vado a Roma passando onde Napoli”. Non ha senso. Questa frase non ha nessun significato.

Posso sostituire “per” con “onde” soltanto  quando sto parlando di ottenere un risultato, cioè raggiungere un obiettivo e, al fine di raggiungere questo obiettivo c’è qualcosa che mi può aiutare. In questo caso posso farlo.

Vediamo la seconda frase che ho detto in precedenza:

per dimagrire occorre mangiare meno

Ripeti: per dimagrire occorre mangiare meno

Questo rappresenta in effetti un obiettivo. Qual è l’obiettivo, qual è il risultato che devo raggiungere? È il dimagrimento. Devo dimagrire no? Quindi, a questo scopo, devo mangiare meno. Devo dimagrire, quindi a tal fine devo mangiare meno. Devo dimagrire, e per raggiungere questo risultato devo mangiare meno.

In questo caso potrei in teoria dire: “onde dimagrire occorre mangiare meno”.

La parola “onde” in questo caso non è un sostantivo ma è una congiunzione che diventa quasi una preposizione, quasi come “per” appunto. Quando questa parola (onde) è seguita da un verbo all’infinito (dimagrire ad esempio), come in questo caso, questo verbo all’infinito è quasi sempre il verbo “evitare”, quasi sempre ma non sempre, come nella frase che avete ripetuto: “onde dimagrire”.  Quasi sempre invece è il verbo evitare: onde evitare.

Più raramente dunque si usano altri verbi all’infinito, ed il significato di “onde evitare” è “con l’obiettivo di evitare”, “al fine di evitare”, “per poter evitare”, “se vogliamo evitare” eccetera.

L’espressione non è neutra (diciamo così) dal punto di vista espressivo, e con questo intendo dire che non è molto elegante. “Onde evitare” contiene a volte dell’ironia, a volte anche della presunzione da parte di chi parla, quindi attenzione, a volte esprime persino maleducazione. Invece qualche volta la frase è del tutto innocua e può risultare anche molto appropriata a seconda del contesto di riferimento.

Vediamo qualche esempio:

– Onde evitare guai, ti consiglio di smetterla!

Ripeti: Onde evitare guai, ti consiglio di smetterla!

Questa è una frase che potrebbe dire un padre o una madre al figlio che ha fatto qualcosa di sbagliato. Anzihé dire smettila!

Si tratta di una specie di avvertimento in questo caso.

E’ un’espressione che si usa sempre per parlare del futuro in generale, quando c’è una necessità, quando si auspica, cioè si spera, che accada qualcosa nel futuro. Questo qualcosa deve accadere affinché una conseguenza negativa non ci sia, cioè sia evitata. In tal caso la madre consiglia al figlio di smetterla di fare qualcosa (che non abbiamo detto) di sbagliato, onde evitare guai (guai per il bambino si intende!).

Vediamo un altro esempio:

– Onde evitare di cadere, meglio camminare con gli occhi aperti

Ripeti: Onde evitare di cadere, meglio camminare con gli occhi aperti

Questa frase è un po’ ironica (fa un po’ ridere). Lo stesso effetto non lo avremmo ottenuto usando “per” o “al fine di”.

– Onde evitare di fare incidenti, meglio non bere alcool.

In questa frase diciamo che si raccomanda di non bere alcool al fine di non fare incidenti. È una semplice raccomandazione.

Ma si tratta sempre di raccomandazioni, o di precauzioni, di attenzioni da prestare “per”, cioè “onde” evitare di avere delle conseguenze negative.

Cosa possiamo fare seguire ad “onde evitare”? Cosa posso dire dopo? C’è una regola?

Vediamo qualche esempio per capirlo:

– Onde evitare malintesi, dobbiamo fare maggiore chiarezza;

Ripeti: Onde evitare malintesi, dobbiamo fare maggiore chiarezza

– Onde evitare possibili disguidi (cioè possibili malintendimenti, malintesi) occorre spedire in tempo la documentazione;

Ripeti: onde evitare possibili disguidi occorre spedire in tempo la documentazione; 

– Onde evitare spiacevoli effetti collaterali, meglio vendere i medicinali solo con una prescrizione medica;

Ripeti: onde evitare spiacevoli effetti collaterali, meglio vendere i medicinali solo con una prescrizione medica

– Onde evitare equivoci come in passato, è preferibile pagare le tasse in tempo;

Ripeti: Onde evitare equivoci come in passato, è preferibile pagare le tasse in tempo

Vedete che “onde evitare” si usa spesso all’inizio della frase. Ma questo non significa che non si possa inserire al centro, posso quindi invertire la frase:

– Dobbiamo fare maggiore chiarezza onde evitare malintesi,

– Occorre spedire in tempo la documentazione onde evitare possibili disguidi;

– Meglio vendere i medicinali con una prescrizione medica, onde evitare spiacevoli effetti collaterali;

– E’  preferibile pagare le tasse in tempo, onde evitare equivoci come in passato.

L’unica regola quindi è quella di mettere dopo “onde evitare” la cosa che va evitata. Tutto qui.

Talvolta dopo la parola “onde” si mettono altri verbi però al posto di “evitare”, e sempre all’infinito.

Questo si fa specialmente nell’uso burocratico, quando si vuole evitare di ripetere la  preposizione “per” che potremmo già aver usato nella stessa frase. Allora utilizzo “onde” al posto di “per” usando il verbo all’infinito, come si fa normalmente con “per” ma questo è un modo considerato meno corretto.

Vediamo qualche esempio:

Per imparare l’italiano con divertimento esiste ItalianoSemplicemente.com, e bisogna diventare membri dell’Associazione Italiano Semplicemente onde raggiungere un buon livello di italiano;

In questo caso ho usato “raggiungere” e “onde raggiungere” significa “per poter raggiungere”. Avevo già utilizzato la preposizione “per” all’inizio della frase (Per imparare l’italiano…) quindi anziché dire: per raggiungere un buon livello di italiano, scelgo di sostituire per con “onde”.

Questa cosa si fa abbastanza spesso, come dicevo, nel linguaggio della burocrazia, ma come dicevo prima,  meglio evitare questa forma per via dei possibili pericoli legati alla frase e quindi meglio preferire invece altre forme, come “al fine di”, oppure  anche “se vogliamo”:

–  Per imparare l’italiano con divertimento esiste ItalianoSemplicemente.com, e bisogna diventare membri dell’Associazione Italiano Semplicemente al fine di raggiungere un buon livello di italiano opure “se vogliamo” raggiungere un buon livello di italiano;

Posso farvi anche frasi ancora più burocratiche:

– Restiamo in attesa di Vs. (vostre) disposizioni, onde provvedere in conformità; questa è una frase veramente molto burocfratica. Attendiamo quindi di sapere le vostre disposizioni (quello che volete fare) per poter operare al meglio. Vs significa “vostre” nel linguaggio burocratico.

Ripeti: restiamo in attesa di Vs. disposizioni, onde provvedere in conformità

Allora abbiamo detto che quando vogliamo sostituire la congiunzione “per” usiamo il verbo all’infinito giusto? Onde evitare, onde provvedere, onde raggiungere… in tutti questi casi voglio sempre raggiungere un risultato ed indicare uno strumento per raggiungerlo. È sempre così.

Vediamo ora, con lo stesso fine, che la parola “onde” può, in questi casi, anche sostituire  la parola “affinché” o “perché”.

Se ricordate l’episodio in cui abbiamo parlato di come esprimere le conseguenze (vi ricordate?) per passare dalla causa all’effetto, in quell’episodio abbiamo spiegato le parole: perciò, quindi, per cui, eccetera (molte altre parole), dove abbiamo anche visto la parole “cosicché”, simile ad “affinché” ed anche a “perché”, parole che si usano anche per sottolineare una conseguenza conclusiva, ma non esattamente come causa ed effetto; non è esattamente una cosa che ne causa un’altra, ma è una cosa che ne permette un’altra. La prima cosa è necessaria per il verificarsi della seconda:

Ripeti: la prima cosa è necessaria per il verificarsi della seconda

Siamo esattamente in questo caso quindi: stiamo parlando di un risultato e di uno strumento che permetta di ottenere il risultato. Quindi “onde” può anche sostituire, facendo molta attenzione le parole “affinché”, “cosicché” e “perché” in questi casi.

Posso dire ad esempio:

– ascolta più volte questo episodio cosicché ricorderai più facilmente. una frase semplice.

– ascolta più volte questo episodio onde ricordare più facilmente;

“Cosicché ricorderai” diventa “onde ricordare”: è più generico, impersonale (usando l’infinito è impersonale) e quindi può avere un tono di presunzione, (come se fosse una regola, una legge) o anche solamente ironico.

– E’ bene riscaldare il latte cosicché sia pronto al momento della colazione;

Ripeti: è bene riscaldare il latte cosicché sia pronto al momento della colazione;

– è bene riscaldare il latte onde sia pronto al momento della colazione;

In questo caso onde mantiene il congiuntivo: onde sia. “Cosicché sia” diventa “onde sia”.

Allo stesso modo posso dire:

affinché tutto sia chiaro ascolta attentamente;

onde tutto sia chiaro ascolta attentamente.

Notate che quando uso “affinché” solitamente utilizzo il congiuntivo: “affinché tutto sia chiaro”.

Quindi anche quando uso “onde” al suo posto devo usare il congiuntivo: “onde tutto sia chiaro”.

Vediamo altri esempi:

Affinché io sia promosso devo studiare molto;

Ripeti: affinché io sia promosso devo studiare molto;

Onde io sia promosso devo studiare molto.

In definitiva quando “onde” sostituisce “per” si usa solitamente il verbo all’infinito (per mangiare, per bere eccetera) invece al posto di “affinché” uso il congiuntivo. Con “cosicché” posso usare entrambi, dipende un po’ dalla frase.

Per concludere, la frase del giorno “onde evitare” è una espressione usata molto spesso dagli italiani, ma non dai ragazzi e dai bambini e neanche dagli adolscenti. Piuttosto molto di più dai giornalisti e ogni volta si voglia dare un tono particolare alla frase: spesso un tono ironico come detto, anche se spesso si rischia di apparire un po’ presuntuosi e arroganti. Altre volte non ci sono problemi quindi in generale fate attenzione. Bisogna ascoltare molto per evitare di usare male questa espressione.

La parola “onde” in realtà ha molti altri significati utilizzi, che vedremo in altri episodi. È stata usata molto spesso da Dante Alighieri e anche da altri famosi letterati italiani come Verga, Petrarca, Boccaccio, Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, Carducci e Machiavelli solo per fare qualche nome.

Per oggi può bastare così, onde evitare una eccessiva confusione mentale da parte vostra.

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