Propedeutico (ep. 976)

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propedeuticoLa parola “propedeutico” non è molto usata dai non madrelingua, tuttavia, negli ambienti accademici o professionali, dove si utilizzano termini tecnici o specialistici, gli stranieri con una buona padronanza della lingua potrebbero essere in grado di comprenderla o di conoscerla.

Voglio iniziare con una battuta: Pensate ad un “corso propedeutico” come al primo capitolo di un libro emozionante; oppure un corso propedeutico è come l’antipasto di una cena favolosa: ti fa venire l’acquolina in bocca per il piatto principale del tuo percorso di apprendimento!

La parola “propedeutico” è un termine che viene utilizzato principalmente in campo educativo e accademico. Il suo significato varia leggermente a seconda del contesto, ma in generale si riferisce a qualcosa che è preparatorio o introduttivo a un determinato argomento o studio, con l’obiettivo di fornire le conoscenze di base necessarie per affrontare successivamente materie più avanzate.

Si parla spessissimo di corsi propedeutici. In ambito accademico, un corso propedeutico è un corso introduttivo che prepara gli studenti a comprendere e ad affrontare con successo corsi più avanzati nello stesso campo di studio. Ad esempio, un corso di matematica propedeutica potrebbe insegnare i fondamenti della matematica prima di passare a concetti più complessi.

Le conoscenze propedeutiche invece si riferiscono alle conoscenze di base o alla preparazione preliminare necessaria per affrontare con successo una materia o un’attività. Ad esempio, potresti dire che la comprensione della grammatica è propedeutica per imparare una nuova lingua.

In alcuni contesti, “propedeutico” può riferirsi a un esame o a un requisito che devi superare prima di poter accedere a un livello successivo o a una fase successiva di un programma di studio o di un processo. In tal senso ha senso parlare di un passaggio propedeutico. Non è detto però che siamo in ambito accademico.

es:

Un percorso formativo può rappresentare un passaggio propedeutico all’inserimento lavorativo

Un dipendente di un ufficio può registrare le sue conversazioni con il proprio datore di lavoro, nell’ufficio di quest’ultimo, se ciò è propedeutico all’esercizio dei propri diritti.

Anche in questo caso, parliamo di qualcosa (registrare le conversazioni) che serve a ottenere un risultato, qualcosa che può esser utile, non necessariamente obbligatorio, ma che può servire a conseguire uno specifico obiettivo, qualunque esso sia.

Si tratta di un termine chiaramente meno informale, ma vi consiglio di usarlo laddove ne abbiate la possibilità.

Vediamo le differenze rispetto ad altri termini simili: in ambito accademico, “propedeutico” si differenzia da termini come “introduttivo” o “preparatorio” per l’enfasi sulla preparazione specifica e preliminare o introduttiva per affrontare argomenti più avanzati. È più specifico di “introduttivo” e spesso implica una connessione più diretta tra il corso o la preparazione iniziale e ciò che seguirà.

Deriva DA una parola greca che significa “istruisco“, e quel PRO davanti ci dice che parliamo di qualcosa che favorisce, che è a favore dell’istruzione, quindi che aiuta l’istruzione, cioè l’apprendimento. Comunque avete capito che si usa anche fuori dal campo accademico per indicare qualcosa che aiuta a raggiungere un risultato, una sorta di passaggio che ci porta al risultato finale. Questo qualcosa rappresenta quindi un’azione precedente, quindi avviene prima e non dopo.

Un atleta potrebbe sottoporsi a un periodo propedeutico di allenamento per migliorare la sua forma fisica generale prima di iniziare un allenamento specifico per una competizione.

Prima di adottare un nuovo software o dispositivo, potresti acquisire conoscenze propedeutiche sull’uso di base per evitare errori comuni.

Un tirocinante potrebbe svolgere un lavoro di base o compiti propedeutici in un’azienda come parte del suo processo di formazione prima di assumere responsabilità più complesse.

Prima di un viaggio in un paese straniero, potresti fare una ricerca propedeutica sulle usanze locali e la lingua per garantire un’esperienza più agevole.

Prima di immergerti in un romanzo complesso o un testo difficile, potresti fare una lettura propedeutica, cioè una lettura introduttiva o un riassunto, per comprendere meglio il contesto e i personaggi.

Credo sia abbastanza per oggi. Adesso un breve ripasso, che come avrete capito, è propedeutico e indispensabile al miglioramento nella lingua italiana.

Parliamo di occasioni mancate.

Ulrike: Oggi vuoi un ripasso sulle occasioni mancate? È giunto il momento della resa dei conti allora? Ma no, caro Gianni, mi vedo decisamente restia verso un compito di questo tipo. Non ha senso rispolverare il passato per far venire a galla ciò che non si può più cambiare. E del resto, si sa, del senno di poi son piene le fosse.

Harmut: Giusto Ulrike! Se rivanghiamo le occasioni mancate i ricordi negativi iniziano ad accavallarsi l’uno sull’altro e ci intristiamo solamente. Questo aiuterà nessuno. Dobbiamo guardare avanti, non indietro!

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Ancorché (ep. 975)

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ancorchéTrascrizione

Oggi voglio parlarvi di ancorché, che si scrive con l’accento acuto sulla “e”.

Ancorché” è una congiunzione che viene utilizzata per introdurre una concessione o un’opposizione tra due situazioni. Si usa quando si vuole indicare che una cosa accade nonostante un’altra cosa possa sembrare contraria. Ad esempio:

Ha deciso di andare in montagna, ancorché facesse freddo.

Somiglia molto a “anche se”, “sebbene”, “benché”, “nonostante” e “quantunque”.

Quali sono le differenze? Volete saperlo?

Anche se: “Anche se” ha una funzione simile a “ancorché” ed è molto più utilizzata

Esempio:

Andrò alla festa, anche se sono malato.

“Sebbene” è un altro termine che può essere utilizzato per introdurre una frase che esprime un’opposizione o una contraddizione rispetto a ciò che è stato detto nella frase principale.

Esempio:

Sebbene sia giovane, ha molta esperienza.

Non ci siamo mai occupati di “sebbene” finora, e devo dirvi che è leggermente meno informale rispetto a a “anche se” e la sua particolarità è che bisogna usare il congiuntivo, proprio come “benché“, di cui invece ci siamo occupati. Benché è abbastanza simile ma meno formale rispetto a ancorché.

Es:

Benché avessi molta paura, sono rimasto calmo.

Tutti questi termini possono essere utilizzati per indicare che una cosa accade o è vera, o che è accaduta nonostante possa sembrare contraria o in opposizione a qualcos’altro. La scelta tra di essi dipenderà spesso dallo stile o dalla preferenza personale, poiché hanno significati molto simili.

Giovanni continuò a lavorare, ancorché molto stanco

In questo esempio, “ancorché” indica che Giovanni stava lavorando nonostante fosse stanco, sebbene fosse stanco, benché stanco.

C’è sempre un contrasto tra due fatti.

Verrò alla riunione, ancorché abbia altri impegni.

Cioè:

Parteciperò alla riunione nonostante abbia altri impegni.

Verrò alla riunione, sebbene abbia altri impegni.

Verrò alla riunione, anche se ho altri impegni.

Verrò alla riunione, benché abbia altri impegni.

Oppure:

Ha preso la decisione, ancorché difficile da accettare.

In questo caso, “ancorché” indica che la decisione è stata presa, anche se è difficile da accettare. È simile anche a “malgrado”. Anche “malgrado” vuole il congiuntivo. Ce ne faremo una ragione!

“Anche se” in questi casi vuole l’indicativo, ma quando introduce un’ipotesi, una possibilità, allora si usa il congiuntivo.

Es.

Anche se mangiassi di più, non ingrasserei

Capisco bene quindi il motivo per cui, nel caso di concessione e opposizione, i non madrelingua preferiscono usare “anche se”.

In tal senso, anche “quantunque” ha un uso analogo. Purtroppo bisogna ancora una volta usare il congiuntivo!

Una cosa interessante è che “quantunque” ha anche il senso di “per quanto“. Meno male che ci siamo già occupati di “per quanto“. Abbastanza formale anche “quantunque”.

Suonò il telefono e quantunque fosse molto tardi, risposi con un tono amichevole.

Notate bene che anche qui c’è un contrasto, una contrapposizione evidente.

Si può tranquillamente dire:

Suonò il telefono e per quanto fosse molto tardi, risposi con un tono amichevole.

Ancorché” si preferisce usare in contesti più formali rispetto alle alternative di cui vi ho parlato. Parlo di documenti legali, discorsi ufficiali, articoli di giornale eccetera. In questi casi potrebbe essere preferibile utilizzare “ancorché“.

Inoltre se si desidera mettere in evidenza una concessione o una opposizione tra due fatti, “ancorché” potrebbe essere preferito. Ad esempio, se si vuole sottolineare che qualcosa è accaduto nonostante le circostanze fossero ostili, si potrebbe dire:

Ha vinto la partita, ancorché piovesse a dirotto.

Piuttosto che:

Ha vinto la partita, anche se pioveva a dirotto.

Ha vinto la partita, benché/sebbene/nonostante piovesse a dirotto.

Adesso anche se siete stanchi, facciamo un bel ripasso usando, oltre a cose già imparate, anche i termini “benché”, “sebbene”, “quantunque”, “anche se” e “nonostante”.
Marcelo: Sapete, non riesco a perdere peso, benché segua una dieta rigorosa.

Hartmut: Sebbene sia difficile, devi anche fare esercizio fisico regolarmente, facendo almeno 10000 passi ogni giorno. Inoltre, giù le mani da quei dolcetti di cui vai pazzo!

Mary: Va bene, ma quantunque sia importante la dieta e l’esercizio, anche se sei convinto e hai un buon inizio, devi avere dedizione e costanza per avere successo. Ricorda che solo chi la dura la vince!

Marcelo: Hai ragione, nonostante sia difficile, devo trovare i momenti propizi e la motivazione al più alto per non mollare.

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Appetibile e appetitoso (ep. 974)

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Trascrizione

Avete appetito? Non posso fare nulla per voi in questo senso. In compenso posso spiegarvi l’aggettivo “appetibile“, che si utilizza per descrivere qualcosa di molto desiderato dalle persone, qualcosa di ambito.

Se una cosa è appetibile suscita desiderio o piacere, ma che tipo di piacere?

Beh, intanto si tratta di qualcosa che non è disponibile per tutti.Si tratta di qualcosa che attira l’attenzione di molte persone, qualcosa che stimola l’interesse di molte persone.

Queste persone generalmente si contendono qualcosa di appetibile, vorrebbero tutti averla per loro.

Tutte queste persone aspirano a averla ma non tutti possono averla.Ma perché l’aggettivo appetibile somiglia al termine appetito?

Si potrebbe dire che parliamo di qualcosa di così irresistibile che ti fa venire l’acquolina in bocca, ma senza dover mangiare effettivamente qualcosa!

Voglio partecipare a un concorso per dirigenti, ma è veramente difficile vincere perché è un posto di lavoro molto appetibile e avrò tanti concorrenti.

Non confondete appetibile con appetitoso.

Quel piatto di pasta fresca con salsa al tartufo sembra estremamente appetitoso

Appetitoso è un aggettivo specifico per il cibo ed è utilizzato per descrivere il sapore, l’aspetto o il profumo di un piatto che suscita l’appetito o il desiderio di mangiarlo.

Questa pizza ha un aspetto così appetitosoI profumo delle lasagne è davvero appetitoso.

Appetibile invece è un aggettivo utilizzato per descrivere qualcosa che è attraente, desiderabile o che suscita il desiderio o il piacere di averlo. Questo termine può essere applicato a una vasta gamma di cose, e generalmente non si tratta di cibo, ma oggetti, opportunità o esperienze.

La vista panoramica dalla terrazza è così mozzafiato da rendere l’appartamento particolarmente appetibile, considerando anche il basso prezzo.

Se qualcosa è appetibile, fa presagire vantaggi di ordine economico o morale.L’aggettivo più simile potrebbe essere allettante ma anche desiderabile, attraente e stuzzicante.

Bisogna proporre un’offerta appetibile ai nostri clienti.

Anche un uomo o una donna possono essere appetibili.Es:

Il signor Giovanni, nonostante l’età, era ancora appetibile, anche per via della sua educazione e galanteria.

Insomma l’aggettivo appetitoso stimola solo l’appetito, mentre appetibile stimola il desiderio di qualcosa per i potenziali vantaggi derivanti dall’ottenere questa cosa.Adesso però è arrivato il momento del ripasso.A voi cosa fa venire l’appetito e cosa ve lo fa passare?Marcelo: il profumo di alcuni cibi gustosi mi fa venire l’appetito, mentre la carne cruda me lo fa passare seduta stante.
Ulrike: a me invece, se qualcuno mi dà sui nervi mi passa subito l’appetito, ma se l’ambiente è propizio e c’è un buon odore nell’aria, posso rifarmi subito!

Scevro e scevra (ep. 973)

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Trascrizione

Sofie: Spesso mi trovo a spiegare parole poco comuni, anche termini non comunemente utilizzati dagli italiani.

Questo è però importante per voi non madrelingua, non solo per comprendere come utilizzare una nuova parola, ma anche per evidenziare le differenze tra quella parola e altre simili, che talvolta possono avere significati o utilizzi diversi. In questo modo, posso aiutare a chiarire il significato e l’uso preciso delle parole, migliorando così la comprensione e l’arricchimento del vocabolario.

In questo episodio ci occupiamo del termine scevro. Mai sentito?

La parola “scevro” (al maschile) e “scevra” (al femminile) sono termini solitamente utilizzati soprattutto in un contesto letterario, poetico o politico per indicare qualcosa o qualcuno che è privo, esente o libero da qualcosa. Allora vediamo alcune differenze e qualche esempio di utilizzo:

Scevro da colpe

Significa che parliamo in maniera una persona senza colpa, che non ha colpa. “Scevro da colpa” è più formale e può essere utilizzato in contesti giuridici o legali. Ad esempio: “L’accusato è stato giudicato scevro da colpa”

Scevro da difetti

Anche in questo caso potremmo parlare di qualcosa o qualcuno che non ha difetti, che è senza difetti. Indica quindi l’assenza di difetti, ma “scevro da difetti” è un’espressione più raffinata. Ad esempio: “Il diamante era così puro da essere scevro da difetti visibili”.

Scevro da preoccupazioni

Avete capito che significa senza preoccupazioni, “Scevro da preoccupazioni” è un’espressione più poetica. Ad esempio: “Quel luogo era un rifugio scevro da preoccupazioni”.

In generale, “scevro” e “scevra” sono sinonimi di “senza” o “privi di” ma sono spesso utilizzati in contesti in cui si desidera conferire un tocco di eleganza o enfasi alla frase.

Questo compito non è scevro da errori.

Evidentemente ci sono errori in questo compito. È indubbiamente più formale in questo modo.

Molto comune è anche “scevro da condizionamenti”.

Es:

Il nostro sindacato è assolutamente scevro da qualsiasi condizionamento politico.

Parliamo di un sindacato dei lavoratori, che quindi deve tutelare i lavoratori senza avere condizionamenti, influenze politiche perché lavoratori vanno oltre difesi a prescindere dalla loro appartenenza politica.

Molto comune è anche “scevro da impegni”.

Significa libero da impegni, privo di impegni. Insomma: non ci sono impegni.

Es:

Adesso che sei scevro da impegni è responsabilità di qualunque tipo, potrai finalmente fare la vita che vuoi!

Parliamo di una persona che si è finalmente liberata da qualunque tipo di impegno e responsabilità.

I termini “libero” e “privo” non possono però sempre essere sostituiti da “scevro”. Ecco alcune situazioni in cui non è appropriato sostituire “libero” o “privo” con “scevro”:

Se parliamo di libertà personale, ad esempio, “Sono libero di fare le mie scelte” non può essere riscritto come “Sono scevro di fare le mie scelte” poiché “scevro” non esprime lo stesso concetto di libertà individuale.

“Privo” poi è utilizzato spesso per indicare la mancanza o la privazione di qualcosa. Ad esempio, “Sono privo di denaro” non può essere sostituito con “Sono scevro di denaro”.

Poi ci sono alcune frasi tipo “qualcosa privo di senso”. Non si può dire “scevro di senso”. Questa ultima frase è priva di senso.

In generale, “libero” e “privo” sono più versatili e utilizzati in una varietà di contesti, mentre “scevro” è più specifico e spesso utilizzato per conferire un tocco di eleganza o enfasi a un testo.. Comunque, se lo avete notato, solitamente quando usiamo “scevro” si tratta di cose di cui si fa volentieri a meno: rischi, errori, responsabilità, condizionamenti, difetti eccetera. Non sentirete mai che qualcosa è scevra da qualche qualità, ad esempio.

Avrete notato poi che con scevro si usa con la preposizione “da“. per indicare da quale cosa qualcosa è privo o esente. Ad esempio:

Scevro da colpa.
Scevra da preoccupazioni.
Scevro da difetti.

In realtà si può usare anche “di” anche se è meno frequente. Es:

Questa operazione al cuore è non scevra di rischi.

Il mio parere non è certamente scevro di pregiudizi, ma chi di voi non ha pregiudizi?

Questa Ultima frase, molto formale, riflette un pensiero di chi parla riguardo alla presenza di pregiudizi nella propria opinione, ma allo stesso tempo solleva un punto importante: tutti, in un certo senso, hanno pregiudizi, nessuno ne è completamente privo. Lui è consapevole di averne, ma crede che nessuno in fondo sia esente da pregiudizi.

Adesso un breve ripasso degli episodi precedenti.

Marcelo: Buongiorno e buon fine settimana per tutto il cucuzzaro!
Questo è un giorno molto propizio per fare una bella passeggiata ed ascoltare le registrazioni di IS che faccio di consueto. Parlando di sfumature e sinonimi di parole, io spesso mi domando e dico: come usare la parola giusta su due piedi, senza pensarci? Come la vedete voi? Il tempo ci darà la risposta, vero?

Propizio (secondo tentativo) (ep. 972)

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Trascrizione

Chissà se gli stranieri usano il termine propizio. Ne abbiamo già parlato, ma visto che lo avevo dimenticato, prendetelo come un ripasso. Quest’occasione potrebbe essere propizia per saperne qualcosa in più, no?

Ho notato tra l’altro che nei ripassi viene usato poco dai membri e allora vuol dire che non sono stato abbastanza esaustivo la prima volta. Magari è arrivato il momento giusto stavolta per usarlo.

Adesso che ci penso, propizio somiglia molto a “giusto“.

Per poter fare una spiegazione esauriente, cercherò di farvi capire le differenze rispetto a tutti i termini simili, soprattutto quelli che probabilmente usate molto di più rispetto a “propizio“.

Il termine “propizio” ha un significato vicino anche a favorevole, opportuno, adatto, conveniente, adeguato e idoneo.

È vicino anche a “perfetto

La caratteristica principale dell’aggettivo propizio è che viene usato per indicare che le circostanze o le condizioni sono tali da facilitare il successo o il buon esito di qualcosa.

La cosa che più comunemente viene definito come propizio è un momento e un’occasione. Es:

Il momento è propizio

Questa è un’occasione propizia

Allora vediamo le differenze rispetto ai termini simili:

Propizio vs. Favorevole: “Propizio” e “favorevole” sono spesso usati in modo intercambiabile, ma “propizio” tende ad avere una sfumatura leggermente più positiva o auspicabile. Ad esempio, un momento “propizio” indica un momento particolarmente adatto o auspicabile per ottenere vantaggi, per raggiungere l’obiettivo, per ottenere un certo risultato, mentre un momento “favorevole” suggerisce solo che le condizioni sono buone ma potrebbero non essere eccezionali. Poi “favorevole” si usa anche per dire che si è d’accordo: sono favorevole, cioè sono d’accordo. Quindi favorevole è l’opposto di contrario. Propizio non si può usare in questo modo.

Propizio vs. Conveniente: “Propizio” si riferisce principalmente alle condizioni che favoriscono il successo di qualcosa, mentre “conveniente” si riferisce più comunemente a ciò che è comodo o adatto alle necessità personali. Tra l’altro conveniente è quasi sempre associato alla convenienza economica. Conveniente si usa in generale in molte più occasioni rispetto a propizio.

È conveniente fare così

È conveniente la soluzione A rispetto alla B.

Conviene (è conveniente) di più fare questa strada anziché quest’altra

Propizio vs. Opportuno:

“Propizio” e “opportuno” sono simili in quanto entrambi possono riferirsi a situazioni o momenti appropriati, giusti, adatti per fare qualcosa, ma “opportuno” è più ampio come utilizzo e spesso include aspetti di tempismo e convenienza.

Poi opportuno si riferisce spesso ai comportamenti e in questo senso è spesso legato a ciò che è moralmente o eticamente corretto. Opportuno è infatti l’opposto di inopportuno, simile a fuori luogo, di cui abbiamo già parlato.

Propizio vs Adeguato:

“Adeguato” ha un senso più vicino a adatto, qualcosa che va maggiormente incontro ad un bisogno. Si riferisce spesso a qualcosa di sufficiente per una necessità o qualcosa di appropriato, ma non implica necessariamente una situazione particolarmente favorevole come “propizio”.

“Propizio” dà l’idea del momento migliore per fare qualcosa e che occorre cogliere l’occasione al volo, perché un momento così potrebbe non ripetersi in futuro.

Propizio vs Giusto:

Giusto può indicare correttezza e non solo opportunità e favorevolezza di un momento o un’occasione. Fa spesso riferimento al concetto di giustizia che si contrappone all’ingiustizia. Propizio è molto più adatto per indicare le condizioni favorevoli o opportune, specie se poco frequenti o rare.

Propizio vs Adatto:

Spesso può andar bene anche parlare del momento adatto per fare qualcosa, ma è sicuramente meno forte.

Adatto è qualcosa di appropriato, idoneo o conforme alle esigenze, alle regole o agli standard richiesti. Quando due cose stanno bene insieme sono adatte l’una con l’altra.
Ad esempio:

Un abbigliamento formale è adatto per un’occasione importante come un matrimonio.

Gli scatti non sono adatti per le persone anziane. Meglio fare passeggiate.

Propizio vs idoneo:

Anche un momento può dirsi idoneo per fare qualcosa, con un senso vicino a propizio, ma idoneo in genere indica qualcosa o qualcuno che è adatto o ha le qualità necessarie per svolgere un compito specifico o per soddisfare un requisito.

Esempio:

Lui è idoneo per il ruolo di responsabile delle vendite grazie alla sua esperienza nel settore.

“Idoneo” riguarda principalmente la qualificazione o l’adeguatezza di una persona o di una cosa per uno scopo specifico. Tuttavia, in alcuni contesti, possono sovrapporsi i due termini.

Vediamo qualche esempio con “propizio” che spero vi chiarisca ancor più le idee. Tra l’altro vediamo come non solo un momento può essere definito in questo modo.

Le condizioni meteorologiche erano propizie per una giornata di picnic al parco.

Evidentemente il tempo era perfetto per fare un pic-nic.

Il momento più propizio per iniziare un nuovo progetto è quando hai tutte le risorse necessarie a disposizione.

Il buon andamento dell’economia ha creato un clima propizio per gli investimenti aziendali.

Quindi occorre approfittare del momento favorevole perché adesso l’economia va bene e possiamo approfittarne per investire.

La tranquillità e il silenzio della biblioteca sono propizi per la concentrazione nello studio.

Grazie alla tranquillità e al silenzio che ci sono in biblioteca si può studiare bene, senza distrazioni.

Ieri è piovuto e oggi c’è uno splendido sole. L’occasione è propizia per andare in cerca di funghi nel bosco.

Dunque si sono create le condizioni adatte per andare a funghi.

Oggi il vento è veramente propizio per andare in barca a vela

Questo vento quindi ha creato le condizioni ideali per fare un giro In barca a vela.

In tutti questi esempi, “propizio” indica che le circostanze o le condizioni sono favorevoli o opportune per un particolare risultato o attività.

Esiste anche “propiziatorio“.

L’aggettivo “propiziatorio” è derivato da “propizio” ed è utilizzato per descrivere qualcosa che è considerato capace di portare buona fortuna, di apportare favori o di contribuire a ottenere risultati positivi.

È quasi sempre usato in contesti religiosi o rituali per indicare oggetti, gesti o azioni che sono fatti con la speranza di assicurare un risultato positivo o di placare forze divine o spirituali.

Es:

Nell’antichità, il sacrificio di un animale era considerato un atto propiziatorio per ottenere un buon raccolto.

In questo caso, “propiziatorio” descrive il sacrificio dell’animale come un gesto che si spera possa portare una buona sorte o favorire il raccolto.

Spero giudichiate questo il momento opportuno per un bel ripasso. A proposito, il momento più propizio per costruirne uno è la mattina presto. Comunque de gustibus.

Marcelo: Proprio adesso? Così d’improvviso!
Stavo giusto facendo un ripasso perché non riuscivo a prendere sonno. Così visto che mi hai chiamato in causa, aggiudicato!