Il verbo “ascrivere” attribuisce meriti o colpe in modo formale, distinguendosi da “attribuire” e “imputare” per il suo uso accademico e ufficiale. Vediamo insieme le somiglianze rispetto ai verbi simili, compresi “includere” e “annoverare“
L’espressione “dire pane al pane e vino al vino” significa parlare in modo chiaro, diretto e senza giridiparole, chiamando le cose per quello che sono, senza mezzi termini o ipocrisie.
In altre parole, si tratta di essere schietti e onesti, dicendo le cose come stanno, senza cercare di abbellirle o edulcorarle.
Avrete capito che si possono usare tante modalità diverse per esprimere questo concetto di chiarezza e schiettezza. Mi viene in mente parlare “senza peli sulla lingua” ad esempio.
Le espressioni “senza peli sulla lingua” e “pane al pane e vino al vino” hanno significati abbastanza simili, ma direi che c’è una piccola differenza.
Entrambe le espressioni indicano sincerità, ma “senza peli sulla lingua” ha una connotazione di schiettezza più cruda, mentre “pane al pane e vino al vino” enfatizza la chiarezza e l’onestà, ma con un tono meno tagliente.
La frase “pane al pane e vino al vino” sembra apparentemente senza senso. Perché mai dovrebbe indicare chiarezza?
Il pane e il vino sono elementi comuni e basilari della vita quotidiana, soprattutto nelle culture mediterranee, dove rappresentano cibo e una delle bevande essenziali e riconoscibili.
Dire “pane al pane e vino al vino” suggerisce quindi di attribuire alle cose i loro nomi propri, senza complicarle o far finta che siano altro.
In senso figurato se si vuole essere chiari, bisogna chiamare il pane esattamente così: pane. E lo stesso vale per il vino. Se dico “vino” intendo proprio il vino e nient’altro. Per comprendere il motivo dell’uso della preposizione “al”, pensate di parlare direttamente al pane e al vino come se fossero persone.
Cosa dovete dire al pane?
Risposta: Dovete dire pane al pane.
È cosa dovete dire al vino?
Risposta: dovete dire vino al vino.
Cosa dovete dire al pane e al vino?
Risposta: dovete dire pane al pane e vino al vino.
Dunque l’espressione è una metafora per la chiarezza e la trasparenza: se chiami il pane “pane” e il vino “vino”, stai usando termini immediati e comprensibili, senza bisogno di abbellimenti o distorsioni. Questa è l’immagine per rappresentare schiettezza e onestà.
È chiaramente un’espressione informale usata spesso per definire delle persone specifiche, indicando quindi il loro carattere schietto e sincero. Es:
Giovanni è uno che dice pane al pane e vino al vino.
Si può usare anche per situazioni specifiche che richiedono sincerità e chiarezza. Es:
Dimmi tutto pane al pane e vino al vino, senza remore.
Marcelo: parlare di schiettezza? Prendo spunto dalle tue parole e ti dico che apprezzo molto la semplicità e la sincerità!
È una caratteristica che ammiro negli altri e della quale mi pregio.
Mi sento fortunato ad avere persone che sono come un libro aperto e di poter contaresu di loro. Avernedi più di queste persone sarebbe un vero regalo, e per festeggiarlo propongo di bere un calice di un buon vino! Alla salute!
Ulrike: Conoscete quelli, che non appena ti beccano, ti attaccano ilpippone, parlando senza tregua e con tanto dischiettezza delle loro cose e del loro modo di vedere il mondo? Iniziano perlopiù con con una domanda innocua, tipo “cosa ci fai da queste parti?” per poi, senza aspettare una risposta, continuare con una pappardellabell’e buona. Vabbè, pazienza.
Estelle: Cari amici, devo confessarvi una cosa con la massima schiettezza. Per il nostro anniversario di matrimonio, abbiamo deciso che ci concederemo un piccolo lusso: assaporare un delizioso astice che accompagneremo con un ottimo vino. È un’occasione speciale e credo che meritiamo di festeggiare come si deve, senza riserve. Che ne dite? Sono sicura che sarà una serata indimenticabile, da incorniciare.
Oggi voglio spiegarvi un modo particolare e molto usato da tutti gli italiani per indicare un alto livello di precisione. Locuzioni come “al millimetro”, “al grammo”, “al centimetro”, e “al secondo“, ad esempio, sono usate proprio a questo scopo. E’ un modo per descrivere un alto livello di precisione o accuratezza. Vediamo qualche esempio
La mia architetta è molto precisa. Lei prende le misure con grande accuratezza e ha preparato il progetto al millimetro.
Significa che il progetto è stato fatto con grande cura e precisione; una precisione estrema, in cui ogni piccolo dettaglio è considerato. In questo caso ci si riferisce alle misurazioni che si fanno in un appartamento.
Un cuoco degno di questo nome, quando prepara un dolce, dosa gli ingredienti al grammo.
In questo caso ci si riferisce a una precisione molto elevata riguardo al peso degli ingredienti, alle quantità, alle dosi da usare: 100 grammi di farina devono essere 100 grammi e non 110 e neanche 101. La precisione deve essere al grammo, quindi un grammo in più o uno in meno fa differenza. Questa ovviamente può essere anche un’esagerazione, ma la locuzione si usa per indicare una precisione notevole.
Similmente alla precisione al millimetro, si può usare anche la precisione al centimetro. La precisione dipende dall’attività di cui si parla. Una precisione al centimetro può indicare comunque una precisione accurata.
Es:
Quando parcheggio nel mio garage, devo essere precisoal centimetro perché lo spazio è proprio risicato e potrei colpire il muro o altre automobili.
In questo caso non c’è bisogno di arrivare al millimetro per indicare una precisione particolarmente elevata.
Posso parlare anche di tempo. In questo caso il secondo può essere una unità abbastanza piccola per il nostro scopo di indicare una precisione elevata.
I treni in Italia arrivano puntualissimi. Rispettano l’orario al secondo.
Se fosse vero, sarebbe bello. Purtroppo non è così, ma l’Italia fortunatamente ha altri lati positivi 🙂
Comunque sia quando il treno rispetta l’orario al secondo significa che è arrivato esattamente all’orario previsto, senza ritardo, anche il più piccolo.
Chiaramente non ha senso se dico “al metro” o “all’ora” o “al chilogrammo”; quantomeno non ha questo senso! Sono unità non così piccole per il nostro scopo. Potrebbe aver senso in casi estremi. Potrei dire ad esempio che è stato inventato un nuovo razzo che colpisce un obiettivo distante 10.000 km con una precisione “al metro”. In questo caso anche un metro può essere abbastanza poco per simboleggiare una precisione elevata.
Ricordate poi che “al secolo” ha tutto un altro significato!
Esistono chiaramente altre modalità per esprimere precisione. Le vediamo in altri episodi. Per oggi può bastare così. Anche a me piace rispettare o quantomeno avvicinarmi alla durata degli episodi di questa rubrica, che si chiama “2 minuti con Italiano Semplicemente“, anche se una precisione “al secondo” non sono mai riuscito a raggiungerla!
Marcelo: Ieri mi sono imbattuto in un vecchio amico che non vedevo da tempo! Non da illo tempore ma comunque da parecchio.
Lejla: Bello rivedere vecchi amici, soprattutto se sono persone che si apprezzano!
Vasken: Abbiamo preso un caffè al bar e lui non smetteva di parlare di soldi, come per dimostrare che ne aveva un bel po’, e che il suo stipendio era molto cospicuo!
Julien: Quindi hai incontrato un vero spaccone! Io preferisco persone più discrete e riservate!
Karin: Anch’io preferisco discrezione e riservatezza, ma anche precisione!
Marcelo: Avrebbe almeno dovuto dirti esattamente quanto guadagna, non dico con una precisione all’euro, ma giù di lì. Così ora potremmo discutere su quanto sia davvero tanto per lui!
Avete mai incontrato l’espressione “è tutto un programma“?
È usata per descrivere situazioni o comportamenti senza bisogno di aggiungere altre parole, perché si immagina già tutto.
Spesso si usa quando si vede qualcosa. Basta guardarla e si capiscono tante cose.
Si usa sempre per fare ironia ed è chiaramente un’espressione informale. Normalmente non si tratta di apprezzamenti positivi. Piuttosto invece è una battuta ironica che evidenzia un difetto o fa ridere per qualche motivo.
Es:
Non appena ho detto a Giovanni che ero sposata, lui ha fatto una faccia che è tutto un programma.
In questo caso, l’espressione “è tutto un programma” indica che la faccia di Giovanni ha comunicato molto più delle sue parole, anche qualora avesse detto qualcosa.
Probabilmente, la sua reazione è stata così evidente o significativa da esprimere chiaramente i suoi sentimenti o pensieri senza bisogno di ulteriori spiegazioni.
L’espressione potrebbe suggerire anche sorpresa, delusione, imbarazzo o un’altra emozione che è facile leggere sul volto, rendendo la situazione immediatamente comprensibile solo guardando l’espressione del viso, senza bisogno di spiegazioni verbali.
Vediamo altri esempi:
Gli ho chiesto cosa ne pensasse della mia nuova casa, e mi ha risposto con un sorriso che è tutto un programma.
Il sorriso esprime più di quanto le parole potrebbero dire, comunicando magari scetticismo o ironia.
Certo, qualcuno potrebbe rispondere: in che senso era tutto un programma?
Allora, in questo caso, si possono dare spiegazioni ulteriori, svelando ciò che poteva sembrare scontato alla persona che ha usato questa espressione.
Se state parlando di un libro che ha un titolo particolare, che lascia chiaramente immaginare il suo contenuto, se volete fare ironia potete tranquillamente dire:
Quel titolo è tutto un programma
Lo stesso si potrebbe dire del nome di un qualunque prodotto, oggetto o altro, che sia rivelatore di qualcosa. Ad esempio:
Ho scoperto un vino buonissimo con un nome che è tutto un programma. Si chiama “viva L’Italia”.
Evidentemente è un vino prodotto in Italia, o c’è qualche curiosità comunque interessante da scoprire.
Vale la pena di sottolineare la differenza tra l’espressione “è tutto dire“, che vi ho già spiegato, e “è tutto un programma”.
Sono abbastanza simili, ma “è tutto dire” si usa quasi sempre nella forma “il che è tutto dire”, che sottolinea che ciò che è stato detto dice già tutto, suggerendo che si capiscono già solo da ciò che ho detto, una serie di cose, semplicemente usando la logica.
Invece “è tutto un programma” non riguarda solo cose che si dicono, ma spessissimo qualcosa che si vede, ed esprime quasi sempre qualcosa di ironico.
Quindi non si usa una frase tipo questa:
Ha fatto una battuta che è tutto dire.
E neanche:
La sua faccia è tutto dire.
Analogamente, non si usa dire:
Giovanni ha 35 anni e non ha mai avuto una Fidanzata, il che è tutto un programma .
Marcelo: Ieri sera mia moglie mi ha proposto di dipingere le pareti delle camere da letto, dal momento che è arrivata la primavera. Per tutta risposta ho fatto uno sguardo che era tutto un programma!
Anne Marie: rapidamente, con tono accondiscendente, le ho chiesto: di che colore?