Prova e riprova: differenze ed esempi pratici

Prova e riprova (scarica audio)

(ep. 1157)

Trascrizione

Differenza tra provare e riprovare

Partiamo da una cosa semplice. Qual è la differenza tra provare e riprovare?

Beh, semplice, dipende dal numero di tentativi.

Il verbo provare, infatti, significa fare un tentativo o sperimentare qualcosa per la prima volta.

È un’azione iniziale che implica curiosità, impegno o necessità di verificare qualcosa.

Es:

Devo provare questa nuova ricetta.

(La preparo per la prima volta)

Prova a chiamare Giovanni, forse ti risponde.

(Fai un tentativo)

In generale, “provare” (e anche riprovare) si usa anche per esprimere i sentimenti.

Provo felicità

(Sento felicità)

Il verbo riprovare significa, come avrete intuito, provare di nuovo, cioè fare un secondo (o ulteriore) tentativo dopo che il primo è fallito o non è stato soddisfacente.

Questo non vale necessariamente sempre, soprattutto per i sentimenti.

Possiamo riprovarli, ma teoricamete la prima volta è sempre la migliore :-).

Inoltre riprovare un sentimento non rappresenta un tentativo, ma semplicemente una seconda volta che proviamo un’emozione.

Parlando di tentativi, si può dire ad esempio:

Non sono riuscito a trovare il tempo, ma voglio riprovare domani.

Riprovare a fare pace è sempre una buona idea.

Parliamo di tentare ancora una volta di fare pace.

Riprovare” può indicare un’azione ripetuta anche senza fallimento, se si desidera perfezionarsi:

Riprovò la canzone per migliorare la performance.

Posso comporre frasi anche con entrambi i verbi:

Es.

Prova e riprova, alla fine ci sono riuscito

Ho provato e riprovato senza successo.

Vediamo adesso due locuzioni particolari. Parlo di “A prova di” e “A riprova di”.

“A prova di” e “a riprova di” sono espressioni che spesso generano confusione, nonostante abbiano significati ben distinti.

Analizziamoli uno alla volta per chiarire ogni dubbio.

Significato di “a prova di”

L’espressione “a prova di” indica qualcosa progettato per resistere o essere immune a un determinato problema, fenomeno o condizione. Il suo significato è legato all’idea di protezione.

Es:

Questa serratura è a prova di scasso.

Significa che la serratura è progettata per resistere ai tentativi di scasso.

Parliamo del verbo scassinare, che significa forzare o rompere una serratura o un sistema di chiusura per accedere a un luogo o a un oggetto protetto.

Quando si dice che una serratura è “a prova di scasso”, si sottolinea che è progettata per opporre resistenza ai tentativi di scassinatura, rendendo difficile o impossibile forzarla o romperla.

Puoi provare a romperla, puoi provare a scassinarla, ma non ci riuscirai mai! Ecco perché di dice “a prova di” scasso.

L’idea di base è quindi legata alla prevenzione del crimine e alla sicurezza.

Altro esempio:

Un contenitore a prova di bambini.

Indica che il contenitore è progettato in modo che i bambini non possano aprirlo.

È come dire che il contenitore è stato fatto (realizzato, progettato, ideato) per resistere ai bambini. Anche qui c’è l’idea della prevenzione.

L’origine di questa espressione richiama l’idea di un test o una verifica: qualcosa che “resiste alla prova” supera una sorta di esame o difficoltà.

L’espressione può essere usata anche in senso figurato:

Giovanni ha un alibi a prova di bomba.

Significa che l’alibi è inattaccabile, impossibile da mettere in dubbio. Le bombe non c’entrano nulla in realtà.

Ad ogni modo, in senso proprio, posso dire:

Abbiamo costruito una cassaforte a prova di bomba

Questo per indicare che neanche l’esplosione di una bomba potrebbe rompere e quindi aprire la cassaforte.

Significato di “a riprova di”

Diverso è il caso di “a riprova di”, che si usa per indicare una conferma o una dimostrazione ulteriore di qualcosa già conosciuto. Riprova = provare, dimostrare ulteriormente, fornire un’ulteriore prova, cioè fornire una riprova.

Questo dovrebbe ricordarvi l’episodio che abbiamo dedicato al verbo comprovare.

In effetti “a comprova di” ha lo stesso significato di “a riprova di”, che però è utilizzato molto più spesso.

Comunque sia, il senso è quello di rafforzare un’idea con un esempio o una ulteriore prova concreta.

Es:

A riprova della sua innocenza, ha presentato un video.

Significa che il video serve a confermare ulteriormente l’innocenza.

Altro esempio:

A riprova del suo talento, ha vinto un altro premio.

Questo indica che il premio è un’ulteriore dimostrazione del suo talento.

A riprova della sua serietà, è sempre puntuale.

Qui la puntualità viene vista come una conferma della serietà.

Quindi “a prova di” riguarda protezione o resistenza, come una barriera contro qualcosa, mentre “a riprova di” riguarda una dimostrazione o conferma, come un ulteriore elemento che supporta un’idea o una tesi.

A riprova di“, lo ribadisco, nasce dall’idea di offrire una seconda prova (ri-prova) per consolidare una verità già dichiarata.

È la stessa cosa anche di “a conferma di“. Stesso significato.

Altri esempi:

Questo vetro è a prova di urto.

(Resiste agli urti, è progettato per non rompersi facilmente)

A riprova della sua onestà, ha restituito il portafogli trovato per strada.

(Restituire il portafogli dimostra ulteriormente la sua onestà.)

Adesso ripassiamo qualche episodio passato.

– – –

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

– – –

Ulrike: Grazie mille Gianni, un episodio fantastico, evidentemente a riprova del tuo talento straordinario a spiegare la lingua italiana. Non datemi della ruffiana amici, è nient’altro che la mera verità. E al contempo un ripassino di qualche espressione precedente della rubrica dei due minuti 😀.

Carmen: non c’è santo che tenga: l’esperienza paga sempre. È da qualche anno che fa episodi ormai.

Marcelo: al netto di qualche eccesso nella durata degli episodi, non posso che essere anch’io molto soddisfatto.

Mariana: Ciò non toglie che a volte i temi siano così intriganti da farmi dimenticare il tempo che passa.

Rauno: Non sia mai detto che manchi di riconoscere la sua abilità: riesce sempre a prendere spunto da dettagli apparentemente insignificanti per creare qualcosa di memorabile.

Karin: Del senno di poi sono piene le fosse, ma se c’è una cosa che ho capito è che seguirlo sin dall’inizio mi avrebbe evitato di perdermi tante chicche linguistiche.

Prova anche il video Youtube 🙂

Segnarsela e legarsela al dito. Il rancore e il risentimento (ep. 1038)

Segnarsela e legarsela al dito. Il rancore e il risentimento (ep. 1038)

DURATA MP3: 13 min. circa

Parliamo del rancore e di alcune espressioni e verbi particolari che possono essere usati per esprimere questo sentimento.

A partire dal numero 1001, gli episodi di questa rubrica sono solamente per i membri dell’associazione.

L’episodio contiene anche i ripassi di 15 episodi precedenti.

ENTRAADERISCI

Avvertire (ep. 1021)

Avvertire (scarica audio)

Emanuele: Oggi vediamo il verbo avvertire.

Ce ne siamo già occupati quando mio padre vi ha spiegato il verbo percepire, nella sezione dei verbi professionali.

Non fa male richiamare questo verbo anche in questa rubrica però, essendo di utilizzo molto frequente.

Tutti gli stranieri di livello intermedio sanno usare il verbo avvertire, ma immagino (smentitemi se sbaglio) solamente nel suo uso principale, vale a dire nel senso di “avvisare“.

Es:

ti avverto che non potrai tornare indietro

Avverti Gianni che il suo telefono è rotto

dobbiamo avvertirli subito

Spesso si tratta di pericolo o minacce, ma non è necessario in realtà. Ad ogni modo meglio usare “avvisare” in situazioni non pericolose.

In effetti, gli “avvertimenti” hanno spesso a che fare con le minacce o con qualcosa di cui preoccuparsi. Gli “avvisi” invece provocano generalmente meno ansia, a meno che non si riceva un avviso dall’agenzia delle entrate…

Dunque, il verbo avvertire generalmente si usa in modo simile ad avvisare, ma ha anche altri significati che si possono usare anche nel quotidiano.

Facciamo un esempio: se mi faccio male, posso dire che avverto un dolore.

In questo caso avvertire ha il significato di percepire, e si usa nello stesso modo.

Espressioni come “avverto qualcosa di strano” “avverto che sei arrabbiato”, “avverto dolore”, “avverto una certa tensione nell’aria” sono corrette e si possono usare senza problemi.

Nel quotidiano si preferisce usare il verbo sentire.

Senti dolore se ti tocco qui?

Sento che sei arrabbiato

Però “sentire” è spesso legato all’udito, similmente ad ascoltare. C’è un episodio anche su questo, mi ha detto mio padre.

Anche il verbo provare è spesso usato nelle stesse circostanze di avvertire, ma questo è un verbo più adatto per le emozioni personali.

Con le emozioni personali però, avvertire in genere non si usa. Non si usa dire “avverto rabbia” o “papà sta avvertendo tristezza”. Decisamente meglio usare “provare” in questi casi.

Posso farlo però se la sensazione viene dall’esterno.

Es:

Avverto tensione da parte vostra. Ditemi se sbaglio.

Avverto una certa mancanza di fiducia nei miei confronti

Avverto del pericolo

Si tratta di sensazioni sull’ambiente circostante, ma che potrebbero anche essere sbagliate.

Un ultimo modo di usare il verbo avvertire è con il significato di “considerare attentamente”, ad esempio: “avverti la tua decisione” o “avvertiamo ciò che ci sta per dire”

Vi avverto però che questa espressione non si usa quasi mai e qualsiasi italiano farebbe fatica a capirne il significato.

Ho voluto chiudere l’episodio con un avvertimento anziché con un avviso. Adesso l’episodio sarebbe terminato, ma mio padre mi ha avvisato che sarebbe il momento di fare un ripasso degli episodi precedenti.

Allora ciao e ci sentiamo presto.

– Ripasso in preparazione –

Membro1: Ho sentore che l’avviso di Marcelo sulle supposte sviste nell’esercizio sulla locuzione “vada per” sia passato in cavalleria, il che sarebbe un peccato. È possibile mai che Gianni non abbia visto l’avviso di Marcelo?

Membro 2 : Parlando di avvisi e avvertimenti, mi è venuto subito in mente il proverbio uomo avvisato mezzo salvato e anche un altro detto, meno famoso: “chi avvisa non tradisce” . Tra i due ci sono differenze? Eccome!

D’altra parte, siamo alla vigilia di due eventi importanti in famiglia: il primo è l’arrivo dalla Spagna di mia figlia, il secondo è il mio compleanno. Sì, sono un Sagittario con ascendente Toro e concordo pienamente con Gianni, cioè non sono di diverso avviso riguardo alle caratteristiche del mio segno descritte nel libro “Segni Zodiacali“, un’opera di Italiano Semplicemente che vi consiglio vivamente di leggere e rileggere!

Inoltre, va aggiunto che l’altra mia figlia, che abita in Uruguay, non è stata avvisata dell’arrivo della sorella dalla Spagna. Sarà un sorpresone per lei!

– – –

Emanuele tour music fest 2023
Emanuele, in una foto recente, durante la sua esibizione (con vittoria finale) al Tour Music Fest 2023, categoria Pianisti Junior

Percepire – VERBI PROFESSIONALI (n. 88)

Il verbo “percepire”

Descrizione: vediamo il verbo percepire. Il verbo “percepire”, a seconda del contesto, è simile a verbi come “sentire”, “comprendere”, “riconoscere”, “avvertire”, ma anche a “ricevere,” “ottenere,” e “guadagnare”.

Durata: 12:35

I verbi professionali fanno parte del corso di Italiano Professionale. Per ascoltare e leggere l’episodio occorre far parte dell’Associazione Italiano Semplicemente (EntraRegistrati)

Corroborare – VERBI PROFESSIONALI (n. 83)

Corroborare

Descrizione: il verbo corroborare è molto simile a “suffragare”, ed ha molti punti in comune anche con “dimostrare”, “verificare” e “confermare”, “dimostrare” e “provare”. Corroborante invece è un aggettivo simile a rinvigorente e rigenerante.

La trascrizione completa e il file audio dell’episodio sono disponibili per i membri dell’Associazione Italiano Semplicemente.

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681 Essere provato

Essere provato

File audio MP3 disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)

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Trascrizione

Giovanni: Dopo aver provato a spiegarvi, nell’ultimo episodio, uno degli utilizzi del verbo provare, oggi ne vediamo un altro.

Essere provato, infatti, è completamente diverso da aver provato.

Essere provati significa semplicemente essere stanchi, ma è una stanchezza che può essere di due tipi diversi.

Può essere una grande stanchezza, quindi essere provato è come essere stanchissimo, essere esausto, non avere più energie.

Il secondo uso si riferisce imvece ad una stanchezza diversa, non solo fisica ma anche mentale. Si può trasmettere anche un senso di sofferenza.

Ecco che allora una persona provata può esserlo perché non ha più le energie, fisiche o mentali, ma si può dire anche di persone che recano i segni di esperienze difficili o dolorose:

È una famiglia provata dalle disgrazie

Quest’uomo è visibilmente provato dagli anni

Sono veramente provato. Dopo 25 esami all’università e il dottorato non vedo l’ora di iniziare a lavorare.

Posso anche dire che:

Un contadino può essere provato dalla fatica

In questo caso si parla di fatica, ma non necessariamente di fatica di una giornata di lavoro, bensì quella di una vita di lavoro e sacrifici.

Provato è quindi un aggettivo, proprio come stanco e esausto, e si usa solo per le persone o al limite per un animale, che so, ad esempio un asino provato dalla fatica o un qualunque animale provato dagli anni, provato dall’età.

Potrebbe sembrare che non ci sia nessun legame col verbo provare, inteso come sperimentare, tentare.

Ma vediamo la frase seguente:

I ragazzi, dopo quattro ore di maratona, sono stati provati dallo sprint finale.

Oppure:

L’ultima salita mi ha provato!

In questo caso, essere provati da qualcosa si avvicina a “essere messi a dura prova” , o semplicemente “essere messi alla prova” .

Quando qualcosa ci mette alla prova, questa è una sfida da vincere, ed è una sfida molto difficile da vincere.

Non è sicuro che si riuscirà a vincere, perché la sfida ci metterà alla prova, ci metterà a dura prova.

La prova sarà dura e solamente provando si può verificare se possiamo veramente farcela.

La cosiddetta “prova” è infatti un sinonimo di sfida, qualcosa da superare, qualcosa che ci impegnerà duramente.

Dunque possiamo sentirci provati dopo che qualcosa ci ha messo a dura prova dal punto di vista fisico o mentale, ci ha estenuati.

È vero o no che la lotta contro il virus ha messo alla prova i sistemi sanitari di tutto il mondo?

È anche vero che tutti noi ma soprattutto i medici che sono in prima linea sono provati da due anni di lotta contro il Covid.

Notate che normalmente si usa il verbo essere, ma possiamo anche usare sentirsi:

Mi sento provato dalla fatica

Ci sentiamo provati da tanti anni di lavoro

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

irina russiaIrina: Ciao a tutti. Vorrei rispondere a Marcelo e complimentarmi con lui per i suoi bei ripassi che ha fatto di recente. Riprendendo il suo discorso sull’attività fisica e l’alimentazione, direi che schiaffarsi sul divano dopo aver mangiato, magari dopo aver anche sforato col cibo, è una cosa normale da fare, no? Non sono un medico ma l’attività fisica dopo un pranzo abbondante direi proprio che sia il caso di evitarla.

Karin: Sì, lo penso anch’io. Trenta e anche passa minuti per il riposo, dopo aver mangiato a crepapelle credo sia la mossa giusta da fare altro che storie!

Albéric: guarda, con me sfondi una porta aperta, però bisogna comunque stare alla larga dai cibi troppo pesanti. State sempre sul chi vive riguardo all’alimentazione, altrimenti la pesantezza, giocoforza, è inevitabile e si rischia di prendere una brutta piega col tempo.

Hartmut: concordo. Va bene ogni tanto mangiare e divertirsi, ma si dà il caso che il colesterolo non si possa prendere alla leggera. Avete sicuramente ben presente il fatto che la cattiva qualità del sonno può essere un campanello di allarme per il colesterolo alto, vero? Livelli alti, appunto, possono causare disturbi del sonno.

Anthony: per quanto mi riguarda, In quanto medico, ce ne sarebbero di cose da dire ma
non voglio tediarvi con noiosi paroloni scientifici. Sicuramente bisogna sgombrare la tavola dai cibi più grassi, che causano maggiore pesantezza . Non siate ossessionati però. Mangiare troppo fa male ma di qui a dire che un singolo peccatuccio di gola sia deleterio ce ne vuole. La parola d’ordine è “moderazione”.

Peggy: Io veramente ne faccio anche qualcuno in più di peccatuccio di gola, ma in compenso faccio molta attività fisica. Per tenere a bada il colesterolo poi mangio 5 porzioni di frutta e verdura al giorno e al contempo cerco di scegliere cibi ricchi di fibre come il pane integrale, legumi e cereali.

bogusia poloniaBogusia: ho capito, volete farmi sentire in colpa perché non so resistere a patate arrosto e salsicce? Ma non è colpa mia. Tra la mia voglia di moderazione e le salsicce che mi dicono “mangiami” la sfida è impari.

Ulrike: non me lo dire! Con me un piatto non resta mai Intonso! Inoltre sono di un goloso pazzesco! Ma da domani, quant’è vero Iddio, mi metto a dieta!

Khaled: e fu così che si mangiò tutto il frigorifero! Le ultime parole famose!

680 Provare qualcosa

Provare qualcosa (scarica audio

cosa provi per me?

Trascrizione

Giovanni: episodio 680 della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente.

Avete mai provato a parlare in italiano?

No? Perché non provate allora?

Provare è il primo passo verso il successo!

A proposito, sapete che il verbo provare ha più di un significato?

Non ha infatti solamente il senso di verificare, quindi non è solamente legata ai tentativi, alle prove, alle verifiche.

Ha a che fare anche con altre questioni. 

Trascrizione completa disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)

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357 Cimentarsi

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Trascrizione

Giovanni: in cosa vi siete cimentati recentemente?

Piuttosto, sapete usare il verbo Cimentarsi?

Allora ve lo spiego subito perché vi risulterà molto utile.

Intanto, come avrete notato, il verbo è riflessivo: Cimentarsi, come lavarsi e pettinarsi, esprime un’azione che si va verso sé stessi.

È solamente riflessivo però. Non posso dire “io cimento”, così come “io lavo la macchina” ad esempio. Invece devo dire:

Io mi cimento

Tu ti cimenti

Lui o lei si cimenta

Noi ci cimentiamo

Voi vi cimentate

Loro si cimentano

Cimentarsi è un verbo che serve a esprimere un’azione che riguarda l’apprendimento e la pratica di un’attività. È simile a provare, praticare, esercitarsi anche. Forse più simile a “mettersi alla prova”. Non è per niente informale come verbo. Potete usarlo senza problemi.

Quando si impara qualcosa e si prova a farlo, le prime volte possiamo dire che ci si sta cimentando a fare questa cosa.

Per specificare l’attività in questione si può usare “a” come preposizione, ma più frequentemente “nel” o “in”. Volendo anche “con”.

Es:

Io mi cimento nell’attività del webmaster.

Quindi io sto provando a fare il webmaster.

A me piace cimentarmi spesso in nuove ricette. L’ultima volta mi sono cimentato nel fare gli gnocchi.

Quindi si tratta di nuove attività, mai fatte prima, quindi provo, vedo se ci riesco, farò errori ma pazienza. Piano piano imparerò. Si potrebbe dire che “cimentandosi si impara”.

Si può usare nel lavoro:

Ci si può cimentare a fare qualsiasi mestiere

Ma anche e forse più frequentemente ci si cimenta nelle arti, e in tutte le attività piacevoli.

Ti sei mai cimentato nella pittura o in qualunque altra arte?

Io ho imparato ormai a fare episodi audio come questo, ma quando all’inizio mi cimentavo in questa attività, ero molto emozionato.

Adesso chiedo a qualche membro dell’associazione di cimentarsi in una frase di ripasso. Ci vorrebbe un nuovo membro, uno che non ha mai provato, ma va bene anche un membro più esperto.

Anthony: Avete visto quanti nuovi membri ci sono? SI ACCALCANO nel gruppo WhatsApp dell’associazione ormai. Ma se si considera la qualità del contenuto del sito, non c’è molto di cui CAPACITARSI. Infatti, se non MI DÀ DI VOLTA IL CERVELLO ricordo che, nei giorni scorsi, LA FORTUNA HA VOLUTO che si unissero al gruppo nuovi membri da almeno due nuovi paesi. Ormai c’e’ davvero una CATERVA di nazioni rappresentate tra i membri. E si vede già che questi nuovi membri CI METTONO DEL LORO nel gruppo e lo fanno SPESSO E VOLENTIERI. Direi che stanno fornendo davvero un APPORTO importante.

223 – COMPROVARE

Audio

Trascrizione

12 marzo, l’Italia è in emergenza Coronavirus: tutti gli spostamenti sono vietati se non per comprovate necessità.

Ma cosa sono le comprovate necessità?

Si tratta di dimostrare che ci sono necessità. Possiamo anche dire “provare” le necessità, ma in questi casi importanti si usa spesso “comprovare”, come se la comprova valesse più della prova.

La comprova? Questo termine significa infatti provare ancora, provare ulteriormente, fornire delle prove aggiuntive, in più, come una specie di conferma della prova già data.

Una specie di convalida quindi. Questo è la comprova. Ma il verbo comprovare, sebbene abbia proprio questo significato in molti contesti (quello di provare ancora una volta, convalidare) spesso viene usato come rafforzativo, come a indicare semplicemente una prova importante e si usa quindi in questioni importanti:

Questi documenti comprovano la mia innocenza

Certo, è come “dimostrano” ma sarebbe come dire: “sono documenti indiscutibili, si tratta di una prova importante, indiscutibile”.

Quindi anche nel questo caso, un caso di emergenza sanitaria, bisogna comprovare che si hanno delle reali necessità, bisogna comprovare le esigenze, le necessità. Ad esempio se vado a fare la spesa bisogna compilare un modulo, fare una dichiarazione personale in cui c’è scritto proprio questo, il che non basterebbe a dimostrare che ho necessità: la vera comprova sarebbe mostrare lo scontrino, la ricevuta del pagamento della spesa fatta. Quindi nella maggioranza dei casi comprovare significa semplicemente provare, dimostrare ma efficacemente.
Ora ripassiamo. Sentiamo com’è la situazione negli altri paesi del mondo.

Ulrike (Germania):

Non mi torna proprio che i responsabili della regione tedesca Nord Reno-Vestfalia, la regione più colpita dal corona virus non se la sentono di rompere gli indugi e lasciano aperte le scuole e le università. Sguarniti della dovuta precauzione prenderanno una brutta piega e alla fine saremo noi tutti a pagare lo scotto.

Sofie (Belgio):

In Belgio siamo di nuovo alle solite. Anche il nostro paese è finito nel mirino del Coronavirus ma siccome stiamo ancora senza governo nessuno se la sente di raccogliere la provocazione per mettere a punto le misure necessarie. Invece di tagliare corto e di incalzare la popolazione di provvedimenti i ministri restano ancora sul vago.

Andrè (Brasile):

Il Brasile sembrava fosse uno strappo alla regola e che l’epidemia del coronavirus non riuscisse ad ingranare nel mio paese, sennonché dopo le ultime notizie allarmanti, la popolazione è ora sulle spine. Hai visto mai che adesso troveranno un modo per bloccare la trasmissione! Di casi confermati ce ne sono 75 e se ne prevedono più di quarantacinquemilla nei prossimi mesi!

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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n. 159 – ACCUSARE IL COLPO – 2 minuti con Italiano semplicemente

File audio

Trascrizione

Giovanni: Oggi episodio n. 159 della rubrica “2 minuti con Italiano Semplicemente“. Lo so, chi scopre solo oggi italiano semplicemente e si accorge che deve recuperare 159 episodi accuserà forse il colpo ma ce la può ancora fare.

Accusare il colpo è l’espressione di oggi.

Strana come frase vero?

Accusare non significa forse incolpare? Non significa forse far ricadere una colpa su una persona?

Io ti accuso di avermi derubato.

Tu mi accusi di essere stato disonesto

Eccetera

Si, certo,  ma questo è solo uno dei significati.

Un secondo significato è invece legato alle sensazioni di dolore, o in generale alle sensazioni che si avvertono: risentire di qualcosa che ci colpisce, anche moralmente  Parliamo di cose negative dunque, dolori fisici o morali.

Sentiamo dolore? Allora posso anche dire “accusiamo dolore“.

Mi sento molto deluso per una sconfitta sportiva? Allora posso dire che accuso la sconfitta.

Significa che dopo la sconfitta sono cambiato, non ho più il buon umore di prima, sono deluso e adesso sono più debole per questo e potrei perdere anche la prossima partita.

Sono molto affaticato? Sono stanco? Allora accuso la fatica, faccio quindi fatica a riprendermi fisicamente.

Il tuo viso accusa un po’ di stanchezza, si vede che dormi poco recentemente.

Quindi parliamo in generale di conseguenze negative: accade qualcosa e in seguito accusiamo le conseguenze di questo: accuso fatica, accuso dolore, accuso risentimento.

È una sensazione quindi, simile a sentire, avvertire, provare, risentire, ma simile anche a “mostrare“: si sente qualcosa quindi, qualcosa di visibile: “accusare della stanchezza” ne è un esempio.

Cosa ha causato questo malessere? Non importa cosa sia, ma se è noto, se tutti sanno il motivo, l’origine,  la fonte di questo malessere, posso dire “accusare il colpo” perché è qualcosa che ci ha colpito, un “colpo” appunto, e gli effetti sono visibili, se non agli altri,  almeno alla persona che accusa il colpo.

Poverino,  l’ha lasciato la fidanzata e pare abbia accusato molto il colpo: non mangia più,  non beve più e non dorme più. Poverino!

Il termine “colpo” lo potete sempre usare, l’importante è che si sappia di cosa si parla. Adesso ripassiamo alcune delle espressioni precedenti. Il ripasso sta diventando sempre più importante e con l’aumentare degli episodi qualche volta sarà necessario ricapitolare per aiutarvi a ricordare.

Ulrike (Germania): Questo modo di praticare la lingua italiana, creando qualche frase di ripasso, vi dico che ha veramente un certo non so che. Quindi mi sono prefissa di farlo ogni tanto e voglio tener fede a questo proposito anche oggi.
In cosa verte questo ripasso? – mi potreste chiedere. Cosa vuoi raccontarci di bello Ulrike?
Io allora potrei tenervi sulle spine e restare sul vago, ma non voglio tirarvi un tiro mancino, anzi voglio essere sincera, tanto più che la verità verrebbe comunque a galla in men che non si dica.
Quindi ammetto che nonostante mi sia scervellata tanto, non riuscivo a sfoderare una storiella interessante con tutti gli annessi e connessi. Prima di andare in tilt ho così deciso di arrendermi. Che volete, almeno ho usato qualche espressione della rubrica “due minuti con italiano semplicemente”. Allora, forse la storia che vi ho raccontato non ha proprio la forma della “storiella interessante” a cui avevo pensavo all’inizio. Spero almeno che la “sostanza”, cioè il vostro interesse, non abbia risentito della “forma”. In entrambi i casi possiamo comunque dire che la forma è sostanza, e questa era l’ultima espressione che volevo usare oggi.

 

 

 

159_accusare_il_colpo

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!