Infinocchiare

Infinocchiare (ep. 1110)(scarica audio)

Trascrizione

Buongiorno a tutti. Oggi vi spiego il verbo infinocchiare, un simpatico verbo che significa “ingannare” o “raggirare” o *imbrogliare” qualcuno, solitamente con astuzia o malizia. C’è dunque un inganno, un raggiro, un imbroglio. Con infinocchiare c’è allora un finocchio?

In qualche modo si, ma finocchio non è sinonimo di inganno.
Chiaramente però infinocchiare deriva dalla parola finocchio.

Il finocchio è una pianta, precisamente si tratta di un ortaggio che viene utilizzato sia crudo, ad esempio nelle insalate, sia cotto, come ingrediente in varie ricette.

Ebbene, infinocchiare tecnicamente indica usare il finocchio per coprire il gusto del vino cattivo. Lo facevano una volta, facendo credere al consumatore che fosse di buona qualità. Una usanza che fortunatamente si è persa.

È una forma di inganno infinocchiare il vino, giusto?

Oggi, il termine è usato per descrivere proprio situazioni in cui qualcuno viene ingannato o truffato.

Non si infinocchia più il vino, ma le persone.

Molto informale come verbo. Somiglia a fregare, imbrogliare, truffare, ma rispetto a questi verbi, che spesso sono legati alle questioni economiche, infinocchiare somiglia anche a “convincere con inganno”. Qualcuno ti ha convinto di qualcosa con l’inganno? Ebbene, sei stato infinocchiato.

E voi, siete mai stati infinocchiati?

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano

ULRIKE

Ulrike: Certo Gianni, in armeno dicono “se non ti lasci mai infinocchiare non possederai mai niente“. Vale a dire prenderai una brutta piega.

marcelo

Marcelo: un bel detto armeno, e per non essere da meno, devo dire che anche io sono stato infinocchiato più di una volta e spero proprio che non mi succeda mai più, ma se dovesse capitare, sia la volta buona che mi permetta di accrescere il portafoglio! A Dio piacendo naturalmente.

Angela dalla Cina

Angela: eh sì amici, non dovreste avere paura di sfigurare qualora veniste raggirati! Anzi, è un’opportunità propizia per imparare ed anche insegnare qualcosa ai propri cari! Della serie: non tutto il male viene per nuocere!

Julien: io invece da quel dì che non subisco un infinocchiamento. Si vede che sono più furbo della media…

Hartmut dalla Germania

Hartmut: E fu così che dopo le sue ultime parole venne infinocchiato come si deve!

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

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Corsi e ricorsi storici

Corsi e ricorsi storici (ep. 1109) – (scarica audio)

Trascrizione

corsi e ricorsi storici

Buongiorno a tutti. Oggi vediamo la frase “corsi e ricorsi storici“, usata prevalentemente quando si parla di storia e di avvenimenti storici.

La cosa più importante da notare nella frase è la somiglianza tra la parola “corsi” e la parola “ricorsi“. A prescindere dal significato che possono assumere i due termini, bisogna cogliere solamente la ripetizione nel tempo di un evento. Il fatto che ricorsi inizia per “ri” deve farvi pensare a una ripetizione di qualcosa che è già accaduto.

La frase “corsi e ricorsi storici” è stata coniata dal filosofo e storico italiano Giambattista Vico.

Vico espone questa teoria nella sua opera principale, “La Scienza Nuova“, pubblicata per la prima volta nel 1725.

Secondo Vico, la storia umana segue un andamento ciclico – quindi non lineare ma ciclico – con periodi di progresso che vengono inevitabilmente seguiti da periodi di regressione.

Questa visione ciclica della storia contrasta quindi con l’idea di progresso lineare e suggerisce che le civiltà tendono a ripercorrere fasi simili nel loro sviluppo e declino.

La frase “corsi e ricorsi storici” viene utilizzata per indicare che eventi o situazioni del passato tendono a ripetersi nel tempo, spesso con variazioni ma seguendo schemi simili. Vico si riferiva in generale all’evoluzione umana, ma l’espressione si usa in realtà in ogni contesto, quando qualcosa semplicemente si ripete dopo un certo periodo di tempo.

Es:
L’ascesa e la caduta degli imperi antichi possono essere visti come un esempio di corsi e ricorsi storici.

Quindi ogni impero è destinato, ineluttabilmente, a vivere la sua fase di splendore seguita dal declino.

Anche per le crisi economiche vale il principio dei corsi e ricorsi storici, con periodi di espansione seguiti da recessioni.

E’ doveroso fare attenzione alle similitudini per evitare di ricadere negli stessi errori. Questa è la morale.

Oppure, in ambito sociale:

I movimenti di protesta che vediamo oggi possono essere interpretati come corsi e ricorsi storici, simili a quelli degli anni ’60.

A differenza di allora, però, oggi le dinamiche sociali sono influenzate anche dai social media, rendendo il fenomeno suscettibile a nuove interpretazioni.

In generale, la frase sebbene si usi generalmente per sottolineare la natura ciclica della storia e per suggerire che comprendere il passato può aiutare a prevedere o interpretare il presente e il futuro, si usa spesso anche per sottolineare semplicemente analogie col passato, similitudini, parallelismi.

Si potrebbero evidenziare i corsi e ricorsi storici delle pandemie, sottolineando le similitudini ad esempio tra il Covid e la peste nera, come lo stimolo all’innovazione che è seguito alle due pandemie, prima in campo agricolo e tecnologico, poi in particolare nel campo della salute digitale, dell’e-commerce e delle tecnologie di comunicazione.

Oppure in ambito sportivo potrei dire che (solo a titolo di esempio sportivo):

L’alternanza tra i periodi di dominio di atleti americani e giamaicani nelle gare di sprint evidenzia i corsi e ricorsi storici che caratterizzano le Olimpiadi.

Questo fenomeno è davvero affascinante e, a suo modo, emblematico della natura ciclica dello sport. Laddove gli atleti americani dominano una competizione, i giamaicani emergono nel periodo successivo, mostrando un continuo passaggio di testimone. Sto facendo solo degli esempi non è detto che questo risponda al vero.

Poi dice che lo sport non è interessante!

Oppure:

Il ritorno della scherma italiana ai vertici mondiali, dopo un periodo di predominanza francese e russa, è un classico esempio di corsi e ricorsi storici.

Adesso ripassiamo. Parliamo di vacanze?

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Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

marcelo

Marcelo: parlare di vacanze? Ho appena realizzato che le mie stanno appunto per finire! Mannaggia!

Hartmut: ma l’importante è se hai potuto fare ciò che avevi in programma e lo stesso vale per voi care amiche e cari amici!

Rauno: nel mio caso ho fatto tutto ciò che avevo in programma, però devo dire che sono passate in men che non di dica!

ANTHONY

Anthony: le vere vacanze erano quelle che facevamo anni fa, quando non cerano né cellulari, né computer, e sembrava che il tempo trascorresse più lentamente, e me la prendevo comoda senza nessuna lamentela da parte di mia madre!

ULRIKE

Ulrike: Sono in pensione e quindi in vacanza permanente, ma la cosa curiosa è che non si direbbe, ma ho avuto più tempo per fare le cose mentre lavoravo. Adesso sono sempre occupato e non ho più tempo per divertirmi o rilassarmi. Ma vi pare?

Julien: Va da sé che le vacanze sono un momento propizio per riposarsi. Ma nonostante tutto la Sardegna, dove siamo in vacanza, ci ha riservato qualche sorpresa. Persi nei meandri di una laguna, non abbiamo niente da fare di meglio che crogiolarci in piscina oppure ammirare i fenicotteri. Dobbiamo farcene una ragione, il far niente è l’obiettivo maggiore delle vacanze. Allora la cultura aspetterà! E voi come la vedete?

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Mandare in pappa il cervello

Mandare in pappa il cervello (ep. 1108 (scarica audio)

Trascrizione

cervello in pappa

Buongiorno a tutti. Spero che l’episodio di oggi non vi mandi in pappa il cervello!

Più o meno scommetto che avete capito cosa voglia dire con “mandare in pappa il cervello“. È un modo di dire italiano che indica la perdita di lucidità mentale, la perdita di buon senso e capacità di giudizio.

Si usa per descrivere una persona che non riesce più a “usare” la propria intelligenza a causa di vari motivi, come stanchezza, vecchiaia o anche, perché no, innamoramento.

L’uso dell’espressione può indicare anche una mancanza di concentrazione e attenzione, in cui il cervello diventa incapace di focalizzarsi su compiti o pensieri specifici.

L’immagine associata a questo modo di dire è quella di un cervello ridotto in poltiglia che ha perso la sua consistenza naturale e, di conseguenza, la sua funzionalità.

In altre parole, quando si dice che qualcuno ha il cervello in pappa, si intende che ha perso la capacità di pensare in modo razionale e coerente, e agisce in modo illogico o irrazionale.

Esiste un modo più formale di dirlo? Si potrebbe utilizzare, come vi ho anticipato poco fa, l’espressione “perdere la lucidità mentale” o “perdere la capacità di ragionare in modo coerente”.

Queste espressioni sono più neutre e adatte a contesti formali o quantomeno non familiari.

Ma perché pappa? cos’è la pappa?

La parola “pappa” si riferisce genericamente a un alimento per bambini piccoli o a una minestra o zuppa.

I bambini mangiano la pappa, si dice. È anche un modo per chiamare il cibo parlando con i bambini.

Nel contesto dell’espressione, “pappa” viene utilizzata per descrivere una situazione in cui il cervello diventa come una pappa, cioè privo di consistenza e funzionalità. Non si sta parlando della pappa come cibo, ma parliamo della consistenza della pappa, morbida e simile alla passata di pomodoro come consistenza.

Volete sapere perché si usa il verbo mandare?

Non è obbligatorio usare il “verbo mandare”, perché potrei usare, come si è visto, anche “avere il cervello in pappa“, e anche “andare il cervello in pappa” (tipo: mi sta andando il cervello in pappa).

Quando si usa il verbo mandare lo si fa semplicemente per indicare la causa.

Il verbo “mandare” viene utilizzato quindi per indicare l’azione di trasformare qualcosa in pappa, cioè in una consistenza morbida e poltiglia. Dunque il cervello diventa come una pappa, privo di consistenza e funzionalità per colpa di qualcosa, che manda in pappa il cervello, cioè che trasforma il cervello in una pappa, in una poltiglia, come se si spappolasse, si sciogliesse per sforzo eccessivo fino a non funzionare più.

Vediamo qualche esempio.

Dopo una giornata di lavoro estenuante, ho il cervello in pappa e devo solamente sdraiarmi sul divano!

Non c’è nulla da fare, quando sono vicino a lei, mi va il cervello in pappa!

Tutti questi conteggi, a quest’ora di sera, mi mandano il cervello in pappa!

Qualcuno si starà chiedendo anche il motivo per cui si utilizza la preposizione “in”.

In italiano, la preposizione “in” è spesso usata per descrivere una trasformazione o un cambiamento di stato.
La preposizione “in” sottolinea proprio questa transizione verso uno stato diverso (in questo caso, negativo) rispetto a quello normale.

Ci sono diverse espressioni italiane in cui “in” ha lo stesso ruolo. Tra l’altro qualcuna l’abbiamo già incontrata.

Andare in tiltche significa smettere di funzionare correttamente, come un apparecchio che va in avaria.

Più semplicemente anche “Andare in crisi.

Anche “andare/mandare in rovina” cioè portare qualcuno o qualcosa a uno stato di disastro economico o morale.

Oppure “Cadere in disgrazia” cioè perdere il lavoro ad esempio e diventare povero.
Ci sono anche “Entrare in gioco”, “mettere in guardia”, “essere in difficoltà” e tante altre ancora.

Adesso facciamo un breve ripasso parlando di lavoro e tempo libero. Un ripasso che non sia troppo impegnativo, altrimenti sapete cosa vi succederà…

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Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

Marcelo: A me sia al lavoro sia nel tempo libero piace concentrarmi su ciò che faccio. Non sono fissato per il lavoro ma al lavoro non mi piace tergiversare, mentre durante il tempo libero adoro sguazzare nelle piccole cose, come leggere qualcosa in italiano, tuffarmi in mare e in famiglia e con amici a dir poco me la spasso.
Insomma, cerco di vivere ogni momento al massimo!

Non me lo leva nessuno

Non me lo leva nessuno

DURATA MP3: 10 min. circa

Descrizione: .

In generale l’espressione serve a dare enfasi quando si esprime un concetto con sicurezza o come forma di minaccia. Oppure quando si esprime soddisfazione per qualcosa che si ritiene meritato e atteso. 

Alla fine dell’episodio proponiamo delle frasi di ripasso degli episodi precedenti formulate e registrate dai membri dell’associazione,l.

Se volete, saremo felici di avervi tra noi. Guardate tutti i vantaggi sulla pagina dell’associazione.

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