Descrizione: benvenuti nell’episodio numero 1023 della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente.
Rifilare, appioppare e affibiare sono verbi da usare a Natale, ma non solo 🙂
Proponiamo anche una serie di esercizi per testare il grado di comprensione di questo episodio.
A partire dal numero 1001, gli episodi di questa rubrica sono solamente per i membri dell’associazione.
Alla fine dell’episodio proponiamo delle frasi di ripasso degli episodi precedenti formulate e registrate dai membri dell’associazione, dedicate alle cose inutili.
Se volete, saremo felici di avervi tra noi. Guardate tutti i vantaggi sulla paginadell’associazione.
Giovanni: durante un periodo di festa, ad esempio durante le feste natalizie, è il momento giusto per usare il verbo fervere.
Non solo. Anche fervore, fervente e fervido/a sono termini che possiamo usare in queste occasioni.
In generale si sta parlando di una intensa attività. Tutti si preparano per qualcosa, ad esempio per festeggiare il Natale.
“Fervono i preparativi”, ad esempio, significa che i preparativi sono in pieno svolgimento o in corso. Siamo in fase di preparazione, una intensa fase di preparazione.
Si usa il verbo “fervere” in questo contesto per indicare un’attività intensa, vivace e frenetica nella preparazione di qualcosa.
Fervente, invece, è un aggettivo che significa animato da una forte passione o intensità di sentimenti.
Dove c’è fervore, c’è sempre passione, c’è emozione, c’è un sentimento intenso, c’è una attività che sprigiona energia, ci possono essere idee che stanno nascendo.
Immaginare una pentola in ebollizione, immaginate un fuoco che arde.
Un effetti il verbo fervere, letteralmente significa proprio rovente, indica qualcosa che bolle, che fermenta, e qualcosa che mentre è in attività fa anche un rumore costante.
In senso figurato, come si utilizza praticamente sempre, si associa a tantissime cose, non solo alle feste.
Vediamo qualche esempio:
Hai veramente una fervida immaginazione, complimenti per questo libro fantasy che ha scritto!
È il fervore della passione per la lingua italiana che tiene uniti i membri dell’associazione Italiano Semplicemente.
La cucina di casa mia ferve di attività durante le feste.
Nella sala conferenze, la discussione ferveva tra gli esperti.
Sotto il sole cocente, l’asfalto ferveva come una piastra.
La passione dei tifosi della Roma per la squadra è sempre stata fervente.
Il discorso del politico ha generato un fervore di emozioni tra il pubblico.
La ricerca scientifica è stata accompagnata da un interesse fervente da parte degli studenti.
In autunno, la natura si presenta con colori fervidi e caldi.
La fede fervente della nonna l’ha sostenuta in momenti difficili.
Durante il concerto, l’energia della band creava un’atmosfera fervida.
L’entusiasmo fervente dei volontari ha reso possibile la realizzazione del progetto.
C’è stata una fervente discussione prima di trovare un accordo
Nel caso dei colori fervidi, parliamo dell’intensità dei colori, non certo di passione o entusiasmo.
Questi termini possono essere associati sia a qualcosa di positivo che di negativo, a seconda del contesto in cui vengono utilizzati.
In senso positivo “fervente” può indicare passione, oppure entusiasmo o anche devozione (Fervida fede) profonda, aspetti generalmente visti in modo positivo.
“Fervere” può indicare attività intensa, movimento vivace o interesse marcato per un determinato argomento, aspetti che possono essere considerati positivi.
In senso negativo l’intensità eccessiva del fervore in determinate situazioni potrebbero portare a situazioni scomode, come un’agitazione eccessiva o un’eccessiva enfasi su qualcosa.
In certi contesti, un fervore eccessivo potrebbe indicare anche una situazione di tensione o stress.
Anche la guerra può fervere, o una battaglia: una fervente battaglia.
In questo contesto, si riferisce all’intensità delle azioni belliche, all’attività militare intensa e al fervore delle operazioni in corso. Si tratta di un utilizzo più descrittivo che riflette l’energia, la tensione e l’intensità di un conflitto bellico.
Ora facciamo un piccolo esercizio di ripetizione:
Fervente attività
Fervida immaginazione
Fervono le attività in preparazione della festa
Le fervide menti di Giovanni e Emanuele producono sempre idee brillanti
Ferve la battaglia
Nel nostro ufficio ferve il lavoro sin dalle prime ore del mattino
Il fervore delle notti estive attirava i turisti da tutto il mondo
Ci vediamo al prossimo episodio di italiano semplicemente.
Giovanni: “Fare il bello e il cattivo tempo” è un simpatico modo di dire italiano che ha a che fare con il potere e la capacità di influire sugli eventi.
In poche parole significa influenzare gli eventi, avere il potere di decidere su tutto, influenzando anche gli umori in senso positivo e negativo.
L’espressione utilizza la metafora delle condizioni metereologiche, del “tempo” inteso in questo senso.
Se una persona fa il bello e il cattivo tempo ha il controllo assoluto su una situazione, senza che altri possano farci nulla. Il motivo dell’associazione con il tempo atmosferico è soprattutto legato alle emozioni. Quando il tempo è bello, siamo solitamente felici e contenti; viceversa, il tempo cattivo può causare disagio o problemi. Si utilizza quindi questa metafora per trasmettere l’idea di influenzare le condizioni di una situazione in modo positivo o negativo.
Insomma questa persona fa come vuole e tutti devono adeguarsi, generalmente senza avere la possibilità di replicare o protestare. Questa persona ha completamente in pugno una situazione, detiene un potere e lo utilizza senza farsi scrupoli.
Es: Giovanni fa il bello e il cattivo tempo nella ditta. Se sì alza male la mattina non ne ha per nessuno. Se però sta di buon umore fa regali a destra e a manca.
In questo caso ho voluto invertire sia qualcosa riferito al bel tempo, sia al cattivo, ma generalmente quando si usa questa espressione si vuole enfatizzare soprattutto il potere decisionale senza opposizione, quindi il fatto che nessuno all’infuori di lui o lei possa far nulla, possa prendere decisioni o influenzare gli eventi. Oppure, in senso più ampio quando una persona è molto importante e da lui dipendono le sorti di un gruppo di qualunque tipo.
Es: il calciatore Romero Lukaku nella squadra della Roma fa il bello e il cattivo tempo
Evidentemente si vuole dire che le sorti della Roma dipendono dalla prestazione di questo calciatore. Se gioca bene la Roma vince, mentre se quel giorno non gira, la Roma ha molte difficoltà.
In questo caso più che di potere si parla di importanza.
Parlando di potere invece posso dire:
Es: all’interno dell’amministrazione comunale, c’era anche un boss della malavita che faceva il bello e il cattivo tempo.
Questo boss ad esempio controllava gli appalti pubblici, decideva lui chi doveva vincerli, controllava le assunzioni e non si muoveva paglia, come si suol dire,senza il suo parere.
Questa espressione, “non si muove paglia (o foglia) senza il suo parere”, si usa negli stessi contesti.
Significa che una persona ha un’enorme influenza o controllo su una situazione o su un gruppo di persone, tanto da essere a conoscenza e approvare ogni minimo dettaglio o azione che avviene all’interno di quell’ambito.
Significa che la persona ha un potere assoluto o una presa salda sulle decisioni e sull’andamento delle cose.
Spesso si fa anche la rima:
Non si muove foglia senza che lui lo voglia
Terrificante!
Questa è piu informale rispetto a “fare il bello e il cattivo tempo” e inoltre trasmette in modo più forte il potere assoluto all’interno di un determinato ambito.
Adesso facciamo un esercizio di ripetizione:
Fare il bello e il cattivo tempo
Mi piacerebbe fare il bello e il cattivo tempo
A casa mia non si muove foglia senza che mia moglie voglia
Ci vediamo al prossimo episodio di italiano semplicemente.
Emanuele: tra le varie locuzioni latine maggiormente usate, più o meno da tutti gli italiani, figura “Inter nos”, che significa “tra noi”.
Viene utilizzata per indicare che qualcosa è da considerarsi confidenziale, riservato a un gruppo ristretto di persone, non destinato a essere divulgato al di fuori di quel contesto. Parliamo di informazioni dunque.
Attenzione però, si usa solo in questi casi. Se ad esempio c’è un ostacolo tra noi, non posso dire che c’è un ostacolo inter nos. In compenso però si può dire, ad esempio:
Es:
Ricordati, questa è una questione inter nos, quindi per favore non divulgarla a nessun altro.
Posso dirti un segreto, ma ti prego, che resti inter nos.
Abbiamo discusso dei dettagli inter nos, quindi non è opportuno divulgarli al resto del team al momento.
Naturalmente non si usa solo questa modalità nelle stesse occasioni.
In italiano esistono espressioni che possono trasmettere lo stesso concetto di riservatezza senza ricorrere alla lingua latina, come:
Anche queste espressioni possono essere utilizzate per indicare che qualcosa è da considerarsi confidenziale e non deve essere divulgato al di fuori di due persone o comunque un determinato gruppo o contesto. Tra l’altro abbiamo già affrontato l’argomento in un episodio dedicato dedicato a “Fidarsi, confidare e confidarsi (ep. 989)”
“In camera caritatis” è un’altra espressione latina che letteralmente tradotta significa “nella stanza della carità”. In pratica si parla di un posto in cui nessun altro possa ascoltare. Possiamo anche dire che ciò che si dice in camera caritatis non deve diventare di dominio pubblico. Anche questa è una modalità molto usata.
Apriamo una parentesi sul dominio pubblico, o pubblico dominio, che dir si voglia. Quando si parla di “dominiopubblico“, si fa riferimento alla sfera di conoscenza, informazioni o risorse che appartengono al pubblico in generale, cioè a tutti, e non sono soggette a diritti di proprietà privata o restrizioni d’uso.
Si tratta di informazioni accessibili liberamente a tutti, senza limitazioni legali. Ma non solo le informazioni possono essere di dominio pubblico.
Ad esempio, lo stato di salute di una persona non è di dominio pubblico, e neanche le opere protette da diritto d’autore sono di dominio pubblico.
Parlando di un’informazione, dire che essa è di dominio pubblico vuol dire che tutti possono accedere a questa informazione o anche, più semplicemente che “tutti lo sanno“, “tutti ne sono a conoscenza”.
Si tratta di cose note a tutti e non ci sono segreti da nascondere. Almeno non più.
Tornando a “in camera caritatis” , l’espressione veniva originariamente utilizzata per indicare le discussioni o le decisioni prese da un consiglio ecclesiastico “a porte chiuse”, in un’atmosfera di riservatezza e discrezione.
Anche l’espressione “a porte chiuse” esprime lo stesso concetto. Non mettete la lettera “h” però davanti alla preposizione “a” !
Infatti “a porte chiuse” significa “con le porte chiuse” , un chiaro riferimento alla riservatezza.
“In camera caritatis”, proprio come “a porte chiuse”, può oggi talvolta essere usata più ampiamente per indicare un contesto in cui le decisioni vengono prese con discrezione, senza l’intenzione di rendere pubblico ciò che è stato discusso o deciso.
Rispetto a “Inter nos“, “in cameracaritatis” è più usata per questioni più importanti (anche rispetto a “a porte chiuse” e poi non si parla necessariamente di “noi”.
Es:
La riunione si è svolta in camera caritatis, quindi i dettagli della discussione non sono stati resi pubblici.
La commissione ha esaminato la questione in camera caritatis per garantire riservatezza e discrezione.
Le decisioni sulla gestione del fondo sono state prese in camera caritatis per mantenere la riservatezza dei dettagli finanziari.
I Consigli comunali svolti in camera caritatis sono un’offesa alla trasparenza amministrativa
Naturalmente quando si dice qualcosa in camera caritatis non è detto che qualche informazioni non trapeli ugualmente.
Bisogna stare attenti a non parlare troppo forte dietro le quinte, perché potrebbe esserci un ‘orecchio indiscreto’ a sentir ciò che diciamo ‘inter nos’ o in ‘camera caritatis’!
Ho usato il verbo trapelare.
“Trapelare” indica il fatto che informazioni, notizie o segreti vengano divulgate o si diffondano, spesso involontariamente o in modo non autorizzato, raggiungendo il pubblico o persone non coinvolte nella situazione originaria. In pratica, significa che qualcosa che doveva essere tenuto segreto o confidenziale è diventato di dominio pubblico.
Questo, tra l’altro, non è un verbo solamente appannaggio delle informazioni, le notizie e i segreti. Anche l’acqua piovana può trapelare dal soffitto, e la luce può trapelare dalle fessure delle serrande. Un bel verbo indubbiamente questo.
Sapete che si usa anche con le emozioni, che possono trapelare. Es:
dal suo volto trapelava preoccupazione.
Oppure:
Giovanni era impassibile. Nonostante stesse attraversando un brutto periodo, dalla sua espressione non trapelava nulla.
Più in generale, in senso proprio o figurato, si sta parlando di qualcosa che esce o fuoriesce o che si manifesta nonostante un ostacolo di qualche tipo. È Un lento manifestarsi, a volte un debole manifestarsi.
Chiudiamo la parentesi su trapelare.
Inoltre ho parlato di “orecchie indiscrete” . Apriamo un’altra parentesi.
Le “orecchieindiscrete” sono una metafora per riferirsi a persone estranee che ascoltano qualcosa di segreto.
C’è la possibilità che informazioni private o confidenziali vengano ascoltate o intercettate da altri. Si può trattare di individui curiosi o attenti che potrebbero, anche accidentalmente, captare conversazioni o informazioni non destinate a loro e, In teoria, anche divulgarle, spifferarle a destra e a manca.
Chiusa la seconda parentesi. Parliamo adesso dei segreti usando le espressioni già imparate.
Zhao: C’è chi dice che non esista alcun segreto di sorta che possa essere tenuto nascosto a lungo. Tutto viene a galla un giorno o l’atro.
Albèric: Dici un segreto a un amico e atuainsaputa, neanche a farlo apposta, lo sanno tutti in men che non si dica.
L’unico modo per prevenire questo sarebbe di stare sulle proprie, alla larga dai pettegolezzi.
Danielle: Se ti aspetti davvero che ti raconti dei segreti, stai fresco! Puoi aspettare a lungo… I segreti sono sacri. Vorrei anche lasciare un ammonimento a chi pensa di divulgare un mio segreto: ti attenderei al varco!
Lejla: Da non dimenticare i segreti professionali, che riguardano segreti altrui e giocoforza vanno custoditi, quali che siano.
Ulrike: Se la mia fidanzata mi dice: “ma va’, dimmelo, saro’ una tomba”, io le rispondo senza indugio: «Quel che alla donna ogni segreto fida, ne vien col tempo a far pubbliche grida». Campa cavallo!
Marcelo: Tra i segreti che mi stupiscono di più, ci sono quelli chiamati segreti di Stato!
Sicuramente sono cose che non si possono o non si devono rivelare!
Quando vengono a galla i segreti di cui sopra, mi portano in un mondo sconosciuto e accattivante. Penso quanto sia difficile tenere a bada le voglie di divulgarli fino alla loro scadenza. Possibile mai che nessuno faccia unostrappo alla regola?