Carezzare un’idea (ep. 984)

Carezzare un’idea (scarica audio)

accarezzare un'ideaTrascrizione

Conoscete l’espressione carezzare un’idea? Avete mai provato ad accarezzare un’idea? Che sensazione si prova?

Molto romantica questa espressione vero?

es:

Sapete una cosa? Comincio a carezzare l’idea di cambiare casa.

Dopo due anni di lavoro alle dipendenze di un ristoratore, comincio a carezzare l’idea di aprire un ristorante tutto mio.

Da un po’ di tempo sto iniziando a carezzare l’idea di comprare una macchina elettrica

Questa espressione è chiaramente da intendere in modo figurato. Significa pensare o riflettere su un’idea in modo gentile e approfondito, senza necessariamente prendere una decisione o agire su di essa. È come se stessi accarezzando mentalmente l’idea, esplorandola con cura prima di decidere se sia valida o meriti ulteriori considerazioni.

Ma perché carezzare? Carezzare significa accarezzare, sfiorare leggermente, toccare con grazia, quindi graziosamente, coccolare, lambire.

Questo nell’uso proprio. Per quanto riguarda il verbo sfiorare farò un approfondimento nel prossimo episodio.

Con carezzare c’è l’idea del tocco leggero, delicato, e infatti è come se tu stessi delicatamente esplorando l’idea, senza impegnarti completamente in essa finché non hai una comprensione migliore o hai deciso se sia valida o meno. È una metafora per un’approfondita contemplazione di un’idea. Dunque non è esattamente come dire di stare pensando seriamente di fare qualcosa.

Forse un giorno prenderai una decisione. Adesso non prendi impegni.

Si tratta di un’idea generalmente “positiva”, nel senso che è qualcosa che ti stuzzica. Qualcosa di stuzzicante.

Avere una mezz’idea”, espressione più nota, non è esattamente la stessa cosa, perché manca l’elemento stuzzicante, intrigante. C’è invece insicurezza, titubanza.

Di solito quando si accarezza un’idea si sta riflettendo su un’idea in modo positivo o almeno con interesse. È un modo di dire che suggerisce un’apertura mentale nei confronti di un’idea intrigante o stimolante.

Tuttavia, potrebbe anche essere utilizzata in contesti in cui si sta esaminando un’idea per comprendere meglio i suoi aspetti positivi o negativi prima di prendere una decisione definitiva.

In generale, “carezzare un’idea” si riferisce a un’attitudine aperta e curiosa nei confronti dell’idea stessa.

Potrò sembrare ripetitivo, ma ho certato di usare parole diverse nello spiegare lo stesso concetto.

A proposito di idee. Vogliamo fare qualche frase di ripasso?

Carmen: Ultimamente mi sono ingrassata un po’. Ora ho una mezz’idea di fare una dieta. Mio marito mi ha dato della matta. Ha detto che è un’idea peregrina e ha aggiunto: hai presente come hai sgarrato in tutte le tue diete precedenti in men che non si dica? Vabbè – ha ragione lui – ho detto io, è un’idea che lascia il tempo che trova. Ma come si fa a mantenere il peso forma, limitandosi allo stretto necessario? Chiedo lumi.

marcelo

Marcelo: Mi è piaciuta molto l’idea d’iniziare lo studio d’italiano durante la pandemia, e con IS è diventato un chiodo fisso. Ogni mattina mi alzo di buonora e la prima cosa che faccio è precipitarmi sul gruppo WhatsApp per vedere le novità. Ma io mi domando e dico: sarà stata una buona idea? Vabbè, Pazienza! Ormai la frittata è fatta!

– – – – –

L’entità (ep. 983)

L’entità (scarica audio)

Entità soprannaturale – museo delle civiltà di Roma

Trascrizione

Questo di oggi è un termine veramente interessante, utilissimo per incrementare il vostro vocabolario, perché si può usare in tante occasioni diverse.

Si tratta di: entità.

Entità, con l’accento sulla ultima lettera, può esservi utile soprattutto perché vi permette di fare una bella figura se la usate con un italiano.

Non è obbligatorio usarla perché può essere sostituita con parole a voi non madrelingua molto più familiari, ma usarla dà un tocco di professionalità e di eleganza alla frase.

Ad esempio, si usa per indicare una quantità o una cifra o un certo livello.

Es.

Se un amico vi racconta che ha fatto un incidente e ha avuto danni all’automobile, puoi chiedere:

Quanti danni?

A quanto ammontano i danni?

Quanti danni ti hanno fatto?

Quanti soldi dovrai spendere?

Oppure:

Qual è l’entità dei danni?

Hai subito danni? Di quale entità?

Lui potrebbe rispondere:

Non molti danni.

I danni non sono molti.

La macchina non ha subito grandi danni.

Oppure:

L’entità dei danni subiti non è molto alta.

Secondo esempio. Una partita di calcio sta terminando. Siamo vicini al novantesimo minuto.

Posso chiedere:

Quanto tempo recupererà l’arbitro?

Di quanti minuti sarà il recupero?

Quanti minuti di recupero ci saranno?

A quanto ammontano i minuti di recupero?

Oppure:

Quale sarà l’entità del recupero?

Terzo esempio:

Il governo sta facendo una legge per tagliare le tasse.

Si potrebbe chiedere:

Quanto saranno tagliate le tasse?

A quanto ammonterâ la diminuzione delle tasse?

Di quanto verranno tagliate le tasse?

Oppure:

Quale sarà l’entità del taglio?

Possibili risposte:

Non si conosce la percentuale di diminuzione delle tasse

Ancora non è noto l’ammontare della diminuzione.

Oppure:

Non è ancora nota l’entità della diminuzione o del taglio.

Oppure:

Non si conosce l’entità della detassazione

Come avete notato, può essere utilizzata in molte situazioni diverse per aggiungere un tocco di raffinatezza alla vostra comunicazione.

Analogamente si può parlare ad esempio dell’entità di un infortunio subito da un calciatore per indicare la gravità, l’importanza dell’infortunio.

Oppure parliamo ad esempio di crimini di lieve entità, cioè lieve importanza, lieve gravità.

Oppure si può parlare dell’entità di un rimborso per spese sanitarie, dell’entità di un problema.

Eccetera.

Un secondo modo per usare il termine entità è quando parliamo di qualcosa di astratto, di generico o di poco conosciuto. È simile al termine “essere” o “creatura“, o anche “ente”, “organismo”.

Quando si parla di extraterrestri, ad esempio, si potrebbe dire:

La scienza sostiene l’esistenza di entità extraterrestri, ma non abbiamo prove concrete

Il progetto di legge propone l’istituzione di un’entità governativa dedicata alla protezione dell’ambiente

L’entità spirituale che guida la nostra vita è un mistero che molti cercano di comprendere.

Un angelo è spesso raffigurato come un’entità celestiale con le ali.

Un fantasma è un’entità misteriosa spesso associata al soprannaturale.

Il suolo è un’entità vivente molto complessa

Ogni coppia è composta da due entità distinte che si incontrano.

Eccetera.

In questi esempi si capisce il senso astratto, poco specifico del termine.

Bene adesso potete valutare l’entità dell’importanza da attribuire a questo termine e della sua utilità nella vita quotidiana.

Per ripassare, parlatemi della cosa più bella o interessante o importante che avete imparato recentemente della lingua italiana.

Marcelo: difficile mettere sul piatto tutto ciò che di bello abbiamo imparato. I proverbi italiani sono particolarmente graditi e in special modo mi piace fare il confronto con la mia lingua madre. Così facendo posso unire l’utile al dilettevole!

Irina: Devo ammettere che quando parlo con persone madrelingua, sento molto la mancanza della grammatica. Parlando a tu per tu,
ogni due per tre mi trovo ad andare a tentoni senza le regole grammaticali. Pertanto recentemente a scanso di equivoci ho deciso di fare un corso di grammatica, che ho scoperto essere straordinariamente logica ed elegante. Di punto in bianco tutta la bellezza della lingua italiana ha cominciato a riaffiorare. Dopo il corso, devo solo munirmi di pazienza e attendere un miglioramento.

– – – – –

Avrebbe potuto essere o potrebbe essere stato?

Avrebbe potuto essere o potrebbe essere stato? (scarica audio)

Trascrizione

Vediamo la differenza che esiste tra avrebbe potuto essere e potrebbe essere stato.

Questo episodio è la conseguenza di una domanda che mi ha fatto André dal Brasile, un membro dall’associazione italiano semplicemente.

André: Ciao caro Gianni potremmo aprire una parentesi e parlare un po’ di grammatica? Ci sono due tempi verbali che ogni due per tre li uso in modo sbagliato! potresti spiegarmi la differenza tra avrebbe potuto essere e potrebbe essere stato?

Giovanni: Grazie per la domanda André.

Partiamo dagli esempi:

Tra noi avrebbe potuto essere diverso se tu non avessi avuto tanti dubbi.

Cosa potrebbe essere stato a causare in te tanti dubbi?

Brevemente spiego la differenza e poi facciamo un esercizio di ripetizione.

Avrebbe potuto essere indica qualcosa che non è accaduto. Però era una possibilità.

Potrebbe essere stato significa che c’è un dubbio: non si sa se questa cosa è accaduto. Può darsi. È una possibilità, un’ipotesi.

Allora ripeti dopo di me:

Avrebbe potuto essere una grande partita se l’arbitro non l’avesse condizionata

Chi ha rubato il pesce? Potrebbe essere stato il gatto!

Abbiamo perso ma il risultato avrebbe potuto essere peggiore

Potrebbe essere stato lui l’autore di quel messaggio misterioso.

Avrebbe potuto essere un grande attore se avesse seguito quella carriera.

Potrebbe essere stato il vento a far cadere quell’albero.

Avrebbe potuto essere un campione olimpico se non si fosse infortunato.

Potrebbe essere stato un malinteso che ha causato la confusione.

Avrebbe potuto essere un leader eccezionale, ma ha scelto un’altra strada.

Potrebbe essere stato un errore di comunicazione che ha portato al disaccordo.

Avrebbe potuto essere un ottimo cuoco, ma ha scelto la finanza.

Potrebbe essere stato il risultato di una scelta impulsiva.

Avrebbe potuto essere un artista famoso se avesse continuato a dipingere.

Potrebbe essere stato un incidente, non credo fosse intenzionale.

Avrebbe potuto essere il vincitore della gara, ma ha perso l’ultimo sprint.

Potrebbe essere stato il destino a unire quelle due persone.

Avrebbe potuto essere un grande successo nel mondo degli affari.

Potrebbe essere stato un incidente d’auto che ha causato il ritardo.

Avrebbe potuto essere il miglior pianista del suo tempo se avesse continuato a suonare.

Potrebbe essere stata un’incomprensione che ha portato alla litigata.

Avrebbe potuto essere il capitano della squadra se non fosse stato per l’infortunio.

Potrebbe essere stato il cambiamento delle condizioni meteo a influire sull’evento.

Avrebbe potuto essere il miglior amico che avessi mai avuto se non si fosse trasferito.

È tutto per oggi.

Lo so, avrebbe potuto essere un episodio più breve se avessi fatto meno esempi. Ma che volete

– – – –

Il verbo asfaltare (ep. 982)

Il verbo asfaltare (scarica audio)

Trascrizione

Che squadra tifate voi? Siete tifosi della Roma, come me oppure del Real Madrid, o di altre squadre?

Vi è mai capitato che la vostra squadra del cuore sia stata asfaltata?

Purtroppo a me è capitato più volte. Basti ricordare la partita di coppa contro il Manchester che finì 7-1 o la sconfitta contro il Bodo glimt che fini 6-1. Che figuracce!!

Ho usato il verbo “asfaltare“, molto usato nello sport.

Ma asfaltare viene dalla parola asfalto che è il materiale di colore scuro che si usa per ricoprire le strade.

Asfaltare sta per coprire di uno strato di asfalto.

asfaltare una strada

Le strade asfaltate sono le più comode

Si usa però anche in senso figurato per indicare l’atto di superare o sconfiggere qualcuno o qualcosa in modo deciso e categorico.

Asfaltare un avversario si potrebbe dire anche infliggere una vittoria schiacciante a un avversario. Abbiamo già fatto un episodio dedicato alle vittorie e alle sconfitte, senza parlarvi di asfaltare.

Si potrebbe anche dire, al posto di asfaltare un avversario, sconfiggere e umiliare l’avversario, tanto è sonora la sconfitta.

Non si usa solo nello sport però.

L’immagine è quella di coprire o “asfaltare” il percorso davanti a sé, eliminando ostacoli o concorrenti. Ad esempio:

L’azienda ha asfaltato la concorrenza con la sua innovazione tecnologica.

In questo caso, significa che l’azienda ha superato la concorrenza in modo netto e ha ottenuto un vantaggio dominante nel settore.

La Roma ha asfaltato gli avversari con un punteggio di 7-0.

Qui, si sta dicendo che la squadra della Roma ha sconfitto gli avversari in modo schiacciante, segnando sette gol contro di loro.

Quindi, il senso figurato di “asfaltare” riguarda solitamente il superamento o il dominio assoluto su qualcosa o qualcuno.

Si usa anche in politica.

Il candidato alle elezioni ha asfaltato l’avversario nel dibattito televisivo, dimostrando una chiara superiorità nelle sue argomentazioni.

Come modalità alternative si potrebbero usare:

Dominare

Sconfiggere sonoramente

Battere in modo schiacciante

Stravincere

Prevalere nettamente

Trionfare

Sopraffare

Adesso ripassiamo.

Marcelo: Parlando di vittorie schiaccianti, ne ricordo una al mondiale di calcio in Brasile del 2014, con buona pace degli amici brasiliani. Si tratta della vittoria della Germania, che asfaltò per 7-1 i brasiliani.

Ulrike: Chi parla delle vittorie dovrebbe avere presente anche le sconfitte. Spesso una presunta vittoria si rivela una vittoria di Pirro e in tal caso non resta che dire: la prossima volta aspetta un po’ prima di cantar vittoria.

– – – – –

Niente o per niente? (ep. 981)

Niente o per niente? (scarica file audio)

Video Youtube

Trascrizione

Oggi parliamo di niente… cioè, non voglio dire che non parleremo di niente, ma che parleremo di “niente”, cioè della parola “niente”.

Sapete bene che il termine “niente” significa ‘nessuna cosa’.

Si usa in molte occasioni diverse, molte locuzioni soprattutto, come “di niente“, una risposta che si può dare a qualcuno che dice “grazie”, ad esempio.

Oppure “non fa niente“, che si può usare sia come risposta ad un persona che si scusa, sia quando vogliamo dire che qualcosa è inefficace. Es:

A me il caffè non fa niente!

Cioè: il caffè dovrebbe svegliarmi per via della Caffeina, ma a me non fa niente, cioè non funziona, è inefficace, non fa effetto.

Oggi però mi interessa di più parlarvi di “per niente”. Aspettate prima di dire che a voi non interessa per niente, perché posso parlarvi di due utilizzi.

Nel primo utilizzo, la locuzione “per niente” viene utilizzata per esprimere negazione o anche assenza di qualcosa, con una certa enfasi.

Di solito, è usata in risposta a domande o affermazioni per indicare che qualcosa non è affatto vero o non è presente. Ad esempio:

“Ti piace il gelato al cioccolato?” – “No, per niente.” (non mi piace proprio, neanche un po’)

“Hai paura dei ragni?” – “No, per niente.” (non ho nessuna paura dei ragni).

Non sono per niente d’accordo con te.

“C’è il parmigiano in frigo?” – “Per niente” (neanche un piccolo pezzo, assolutamente no)

Non ho per niente sonno

Non hai per niente rispetto per me

“Per niente” possiamo in questi ultimi due casi sostituirlo con “affatto“, leggermente meno informale.

A volte posso usare anche “nessuno” o “alcuno” (non hai nessun/alcun rispetto per me).

Posso anche usare le due forme “per niente” e “affatto” nella stessa frase per rafforzare ancora di più.

Es:

Non mi piaci per niente affatto!

“Per niente” , tra l’altro, è simile anche a “niente affatto”.

Che è una negazione persino più forte, simile spesso a “assolutamente no!”

Es.

Sei stato tu a causare tutti questi problemi?

Risposta: niente affatto!

Riguardo al ruolo della preposizione “per” , qualche volta “per niente” può sostituire “niente”, pur conferendo una maggiore enfasi alla frase:

Es:

Non c’è niente da mangiare qui.

Questa frase indica semplicemente che non c’è cibo disponibile. È una dichiarazione neutra.

Invece:

Non c’è per niente da mangiare qui,

In questo modo è più enfatica. In questo caso, sottolinei ancor di più l’assenza di cibo, quasi a voler dire che non c’è davvero nulla da mangiare, specie se qualcuno aveva detto il contrario.

Il secondo utilizzo di cui vi parlavo all’inizio invece è questo:

Per niente al mondo rinuncerei alla mia libertà.

In questo caso, “per niente” è utilizzato per enfatizzare che io non rinuncerei alla mia libertà in nessuna circostanza, sottolineando un forte grado di determinazione o importanza attribuito a quella libertà. Analogamente potrei dire:

Per niente al mondo tradirei un amico.

Per niente al mondo rinuncerei ai miei sogni.

Per niente al mondo accetterei un lavoro che non mi piace.

Per niente al mondo smetterei di seguire la mia passione.

Per niente al mondo negherei aiuto a chi ne ha bisogno.

In questi casi la preposizione “per” si usa per introdurre la condizione o la motivazione. Come se nessuno scambio fosse possibile. Es

Faresti questo per 1000 euro?

No, non lo farei neanche per 1 milione.

Quindi se dico ad esempio:

Non si dà niente per niente.

La frase “Non si dà niente per niente” significa che di solito non si ottiene qualcosa senza dover dare qualcosa in cambio. Sottolinea che nella vita spesso è necessario scambiare o sacrificare qualcosa per ottenere qualcos’altro. In altre parole, suggerisce che raramente si ricevono benefici o favori senza aspettarsi o dover dare qualcosa in cambio. È un modo di esprimere il concetto che la reciproca convenienza sono comuni nelle interazioni umane e anche nelle transazioni economiche.

Es: mi dai queste scarpe per 50 euro?

Oppure:

Ho studiato una vita per niente!

La frase “Ho studiato una vita per niente!” esprime un forte senso di delusione o frustrazione. In questa frase, l’espressione “per niente” indica che la persona ha dedicato una vita intera allo studio o all’apprendimento di qualcosa, ma ora sente che tutto quel tempo e sforzo sono stati inutili, vani, o almeno non hanno portato ai risultati sperati.

È un modo di dire che sottolinea la mancanza di soddisfazione o gratificazione per tutto il duro lavoro e gli sforzi profusi.

A volte il tono da usare è importante per distinguere i vari significati. La frase:

L’ho fatto per niente!

Potrebbe essere usata per rammaricarsi, per dispiacersi, come nell’esempio precedente, oppure per sottolineare un’azione fatta senza la volontà di ottenere qualcosa in cambio, quindi in modo disinteressato o altruistico, senza cercare una ricompensa o un beneficio personale.

Es:

Ho aiutato il mio vicino a spostare i mobili, ma l’ho fatto per niente. Non ho chiesto nulla in cambio.

Oppure:

Molto rumore per niente

In questo caso significa che “non c’era alcun motivo” per far rumore  (il rumore può anche essere una metafora di confusione, polemica ecc),

In alcuni casi si usa anche “per nulla”, proprio come il titolo della commedia di William Shakespeare tradotto in italiano chiaramente (molto rumore per nulla).

D’altronde niente e nulla sono più o meno sinonimi. Nulla appare però meno informale.

Per finire, c’è un’espressione particolare: “Mica per niente“, molto usata a livello colloquiale. Abbiamo già visto l’uso di mica in un episodio e anche nell’espressione “mica pizza e fichi

L’espressione “mica per niente” è un modo colloquiale di sottolineare con enfasi un motivo oppure per negare qualcosa. Es:

Adesso voglio lavorare. Non ho studiato mica per niente, ho passato ore a prepararmi per l’esame!

Vedete che potrei anche togliere “mica” e il senso non cambia.

Oppure:

Non posso spendere più di 30 euro stasera per cena. Mica per niente, perché altrimenti domani non potrò andare al cinema.

La frase sottolinea che la persona sta cercando di risparmiare denaro per potersi concedere l’opportunità di andare al cinema il giorno seguente. In questo caso, “mica per niente” indica quindi che c’è una motivazione valida – se non fosse chiara – dietro la decisione di non spendere troppo per la cena.

Stavolta però non posso togliere la parola “mica”. La frase non avrebbe senso. La posso però sostituire con “non”. Con “mica” è più informale.

Non per niente, perché altrimenti domani non potrò andare al cinema.

Anche in questo caso si sottolinea comunque il motivo per cui facciamo o diciamo qualcosa, specie se si sente il bisogno di giustificare un’azione o una frase appena detta, perché potrebbe non essere evidente.

Adesso basta. Mica per niente, rischierei di annoiarvi!

Adesso ripassiamo. Mica per niente, altrimenti dimenticate cosa avete già imparato! Parliamo del vostro sport preferito. Usate qualcosa che avete già imparato dagli episodi precedenti.

Hartmut: I miei sport preferiti sono due: il calcio e la pallacanestro. Amo guardare le partite sia allo stadio che in tv. Poi se le condizioni sono propizie li pratico io stesso a volte. Ad ogni modo la mia routine quotidiana è quella di fare ginnastica.

Danielle: Sport? Forse sarebbe d’obbligo praticarlo, per evitare l’ineluttabile declino fisico, ma sinceramente non mi piace per niente. Poi ce ne sono alcuni assolutamente proibitivi per me. Senza contare poi gli effetti sull’umore. Lasciamo perdere, proprio non è cosa per me.

Ulrike: Io corro. Quando avevo una trentina d’anni, in quanto spettatrice al bordo di una strada di Berlino, ho preso spunto dalla prima maratona svolta nella città. Di punto in bianco ho smesso di fumare e ho iniziato ad allenarmi. Qualche anno dopo ho esordito con la mia prima maratona. È stato un esordio coi fiocchi. Faccio le mie corsette anche oggi che ho superato gli anta da un pezzo.

– – – – –