Fare presente (ep. 1050)

Fare presente

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  • Trascrizione

    Emanuele: Il presente episodio è dedicato alla locuzione “fare presente” o “far presente”.

    È una locuzione che volutamente abbiamo lasciato fuori dall’ultimo episodio. Quindi in quell’episodio, dedicato al termine “presente“, questa locuzione non è presente.

    Battute a parte, “fare presente” significa segnalare qualcosa a qualcuno, quindi si potrebbe sostituire anche con far notare, o anche con precisare.

    Vi faccio presente però che è spesso usata in contesti formali, in cui si dà del lei all’interlocutore, tipo:

    Signor presidente, le faccio presente che gli episodi di questa rubrica dovrebbero durare attorno ai due minuti e spesso lei si dilunga eccessivamente.

    Teoricamente si potrebbe usare anche il verbo dire (ti dico che… le dico che) ma questa persona che “dice” questa cosa al presidente, sta non solo comunicando con lui, ma gli sta dando un suggerimento, o meglio ancora in questo caso, sta facendo una correzione.

    A volte fare presente è abbastanza simile a “tenere conto”, “tenere in considerazione”. Più informalmente si usa anche “calcola che“, anche se non c’è niente da calcolare nel senso proprio del verbo.

    Se vogliamo usare un semplice verbo in sostituzione di “fare presente”, oltre a segnalare e calcolare, potremmo usare il verbo valutare, meno informale ma si può usare in ogni contesto.

    La particolarità di “fare presente” è che molto spesso si utilizza per correggere una persona quando questa dimentica qualcosa di importante e che è giunto ad una conclusione senza considerare questa cosa importante.

    Fare presente” viene quindi spesso usato per portare all’attenzione di qualcuno un punto importante che potrebbe essere stato dimenticato o trascurato durante una discussione o un ragionamento. È un modo gentile per correggere o integrare una conclusione.

    Es:

    Ti volevo fare presente che nella tua analisi manca un dato cruciale che potrebbe cambiare la conclusione.

    Mi permetto di farti presente che durante la riunione di ieri non hai menzionato l’aspetto finanziario del progetto.

    Nella tua recensione su TripAdvisor hai scritto che l’albergo è molto bello e grande, ma il servizio non è al top. Ti faccio presente che ‘top’ è un termine inglese, quindi sarebbe più corretto dire “il servizio non è il massimo”, oppure “il servizio non è dei migliori.?

    Una possibile risposta però potrebbe essere:

    io invece ti faccio presente che qui a Milano si usa molto spesso e tutti capiscono senza problemi!

    Se non siamo in ambito formale spesso si usa ironicamente. Questa è una caratteristica importante che contraddistingue la locuzione rispetto ai verbi o altre locuzioni che possono usarsi in sostituzione.

    Es:

    Se un mio amico mi chiede di passare il weekend a casa sua con due sue amiche, poteri rispondere:

    Giovanni:

    Ti ringrazio per il pensiero, ma ti vorrei solo far presente che a casa ho una moglie e tre figli che mi aspettano.

    Prima si è citato “portare all’attenzione di qualcuno” come possibilità alternativa a “fare presente” ma questa è ancora più formale e si usa solamente in contesti professionali e burocratici. Non si usa, tra l’altro, in modo ironico.

    Potrebbe risultare un po’ eccessiva per situazioni più informali o quotidiane tra persone sposate o tra amici o in famiglia. Quindi, se stiamo parlando ad esempio di un rapporto tra coniugi o amici, “fare presente” è sicuramente più adatto e si presta bene a correzioni e utilizzi ironici, anche con un pizzico di “acidità” direi.

    Questa precisione aggiunge qualcosa di importante secondo me, perché a volte, quando si usa “fare presente” l’effetto ottenuto non è quello della battuta divertente, ma quello della battuta cosiddetta “acida”.

    Parliamo di sarcasmo. Non so se conoscete questo termine.

    A volte, il tono o il contesto in cui viene utilizzata la locuzione “fare presente” possono trasmettere un senso di pungente critica anziché semplice osservazione. Dipende molto dalla modalità in cui viene fatta l’osservazione e dall’intenzione di chi la usa.
    Una sfumatura che credo sia importante.

    Vi faccio un paio di esempi di questo tipo.

    Caro, ti faccio presente che hai lasciato la spazzatura sul pavimento della cucina. Sarà forse la tua nuova installazione artistica?

    Risposta del marito:

    Vorrei farti presente che non sono l’addetto alle pulizie di questa casa.

    Vi lascio immaginare il seguito della conversazione…

    Adesso ripassiamo. Parliamo di battute acide e di sarcasmo.

    Il sarcasmo, per aiutarvi un po’, se non è abbastanza chiaro, è un tipo di linguaggio o tono di voce che viene utilizzato per comunicare in modo ironico o beffardo, spesso dicendo il contrario di ciò che si intende veramente o esprimendo disprezzo o derisione. Si tratta di un’ironia tagliente, utilizzata per sottolineare una critica o per prendere in giro qualcuno o qualcosa. Il sarcasmo può essere evidente oppure più sottile e difficile da afferrare a volte.

    A voi la parola.

    Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

    Albéric: Ottimo argomento, su misura per me direi. Si dà il caso infatti che da giovane mi sia laureato in “Sarcasmo e Ironia” presso l’Università di Bologna. Il mio corso preferito era senz’altro quello tenuto dal Professor “Finto Tonto” . Fu lui a dirigere la mia tesi intitolata: “Il menefreghismo come arte di vita”. Solo gli addetti ai lavori sono in grado di capirne la sostanza, che si snoda attraverso i meandri di un modo di pensare restio a qualsiasi forma di logica.

    Ulrike: Quale sorpresa, questo corso del famoso professor Finto Tonto! Lo conosco anch’io, benché i miei ricordi non siano dei migliori. Ho mollato presto rendendomi conto che la materia mi andava di traverso. Poi c’era un tizio accanto a me, sempre disposto a lanciare frecciatine sarcastiche per far ridere alle spalle altrui. Non vi dico quanto mi dava sui nervi.

    Marcelo: Dopo aver riflettuto un po’ sul concetto di sarcasmo, ricordo un professore che era assuefatto a questo modo di essere. indirizzava critiche mordaci, anche pungenti, ma non esplicite, verso il suo bersaglio, in modo acido e caustico. Questo mi provocava un crescendo di rabbia, e cresceva il desiderio in me di dargli risposte sibilline. Questo professore non a caso annoverato tra i primi posti, se non proprio al primo, tra tutti i professori che odiavo! Tra le persone dirette e quelle caustiche e mordaci, sono decisamente per le prime!

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    Segue una breve canzone dal titolo “ti faccio presente”

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Il presente, la presente,  il qui presente, la qui presente (ep. 1049)

Il presente, la presente, il qui presente, la qui presente

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  • Trascrizione

    Presente!

    Questa è la risposta che si dà normalmente quando si fa un appello. Ricordate quando la maestra faceva il vostro nome alle scuole elementari o i professori alle scuole medie e alle superiori?

    Chiaramente questa è la risposta dei presenti, cioè di coloro che sono presenti, cioè che ci sono al momento dell’appello. Gli assenti chiaramente non possono rispondere.

    I presenti invece rispondono proprio così: presente!

    Quando dico “i presenti” sto usando presente come sostantivo chiaramente. Al femminile diventa “la presente” e “le presenti”.

    Anche al singolare si usa il sostantivo, ma “il presente” e “la presente” non si usano mai in questo modo (a differenza del plurale) per indicare una persona fisicamente presente in un luogo, ad esempio durante un appello.

    Invece ci sono occasioni in cui si usa “il qui presente” e “la qui presente“.

    “Qui” indica un luogo, quello in cui una persona si trova, cioè quello in cui è presente.

    “Il qui presente” e “la qui presente” sono modalità che si usano per riferirsi alla persona attualmente presente in un determinato contesto o situazione. Ad esempio, in un documento legale si potrebbe scrivere “il sottoscritto, il qui presente Giovanni Rossi”, per indicare la persona che sta firmando il documento in quel momento.

    Es:

    Il sottoscritto, il qui presente Giovanni Rossi, dichiara che quanto segue risponde al vero.

    Questa modalità si può usare anche al plurale:

    Es

    Alla mia email hanno risposto solamente i qui presenti Paolo Rossi e Mario bianchi.

    Parlando di oggetti o comunque non di persone si potrebbe invece leggere:

    La presente relazione analizza i risultati ottenuti durante il periodo di ricerca.

    Non si usa indicare il luogo (“qui”) nel caso di cose.

    Il presente documento è da considerarsi a tutti gli effetti, parte integrante del modulo sopraindicato.

    In questi due ultimi casi, sto specificando: “la presente relazione”. “il presente documento”. Parlo della relazione, parlo del documento, cioè mi riferisco a questo documento, a questa relazione. E’ come dire quindi, più informalmente: “questa relazione”, “questo documento”.

    Oppure, in una comunicazione, come una email, si potrebbe leggere:

    Si allega alla presente il contratto firmato per la vostra revisione e approvazione.

    Oppure:

    Con la presente, desidero informarvi della mia decisione di revocare il contratto.

    Non c’è bisogno di specificare quando si tratta di indicare la comunicazione che si sta facendo. Si usa la forma femminile in questi casi.

    In tutti questi esempi, “la presente” viene dunque utilizzata per riferirsi al testo o all’oggetto in questione in modo formale e rispettoso.

    Si tratta solitamente infatti di modalità formali, quindi non si utilizzano in famiglia o tra amici.

    Ora, “il presente”, unicamente al maschile, è anche un’altra cosa. Direi anche più di una.

    Prima di tutto il presente indica il tempo attuale. Il presente è posto tra il passato e il futuro. Il sostantivo “presente” però indica anche un regalo.

    Un qualunque tipo di regalo?

    Diciamo di sì. È un regalo, Un dono, un oggetto che serve a “far presente” cioè a ricordare chi lo invia. Per questo si chiama così.

    Spesso per “presente“, comunque, si intende un regalo simbolico e spesso di valore limitato , ad esempio:

    Gli ho portato un presente per non andare alla cena a mani vuote.

    Più informalmente in questi casi si dice anche “una sciocchezza“.

    Che bello, cosa mi hai portato?

    Risposta: No, niente di che, solo una sciocchezza!

    Come regalo simbolico non sempre è detto però che il valore sia limitato. È il caso in cui “un presente” è un anello prezioso.

    Ad esempio, come regalo di laurea, un anello può essere il giusto presente per augurare un futuro radioso e brillante.

    Non voglio dilungarmi troppo su tutti i significati di “presente” in un unico episodio. In uno dei prossimi comunque voglio parlarvi di “far presente“, di cui ho fatto solo un breve accenno qualche frase addietro.

    Ora è il momento del ripasso. Parlatemi di qualunque cosa, ma evitando di usare l’indicativo presente. Ce l’avete presente?

    Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

    Ulrike: Evitare l’indicativo presente, hai detto? Un compito bellamente escogitato direi. Sulle prime pensavo fosse una presa in giro bell’e buona. Ma no, a pensarci bene, più che altro dovrebbe trattarsi di una sfida grammaticale. Non ti ci facevo, Gianni, proprio no.

    Albéric: Questa sarà una sfida vera e propria, targata senza dubbio Italiano Semplicemente? A raccogliere questa provocazione ci potrei anche stareSe dovessi fare a meno dell’indicativo, ci metterei senz’altro la faccia attraverso l’uso quantomeno del congiuntivo, sebbene questo potrebbe essere teatro di tanti dibattiti, essendo il modo supremo della lingua del Sì.
    Però, come direbbe Kierkegaard: «La mia vita è purtroppo fatta al congiuntivo: fa’, o mio Dio, ch’io abbia una forza indicativa!»

    Marcelo: Ieri, mentre passeggiavo, mi sono imbattuto in un posto di blocco della polizia stradale. Stavano facendo i controlli della revisione annuale obbligatoria. Delle persone mostravano al poliziotto il libretto dove doveva stare il timbro del 2023 ma non appena scoperta la mancanza del rinnovo annuale, il posto di blocco è diventato presto teatro di scontri e malumori, e qualcuno ha anche pronunciato bestemmie! Non è bello essere colti in flagrante dalla polizia.

    Jennifer: Mi è venuto in mente un incidente accaduto qualche anno fa. Stavamo tornando da una bella serata in cui mio marito aveva bevuto un bel po’ di vino. Due carabinieri ci hanno fermato e hanno voluto vedere la sua patente. Mio marito non l’aveva portata ma non era per niente preoccupato mentre il giovane carabiniere gli ricordava la legge Italiana. Tra l’altro, sapendo che di recente avevamo fatto il tagliando e la revisione, non eravamo preoccupati. Il giovanotto carabiniere continuava imperterrito a ribadire cosa dovesse la legge in Italia, pensando che non capissimo bene l’Italiano. Alla fine mio marito, con tono rilassato, gli ha spiegato che ero io che stavo guidando e che la nostra macchina inglese aveva il volante a destra, qualcosa di cui i carabinieri non si erano resi conto.… Poi dice perché le barzellette coinvolgono le forze dell’ordine!

    Zhao: Sul serio: non avrei mai pensato che fosse possibile vietare l’uso dell’indicativo presente, e inoltre senza preavviso, di punto in biancoTi sarà dato di volta il cervello, egregio presidente! Ma sappilo, questa volta, la tua richiesta non sarà mai accolta da parte mia. Piuttosto, potrei vedermi costretto a parlarne con il mio avvocato. Lo farò appena potrò, e senza remore… 😉

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    Sigla musicale dedicata a questo episodio dal titolo: “hai presente il presente?”

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    Photo by Porapak Apichodilok onPexels.com

Il tagliando e la revisione (ep. 1048)

Il tagliando e la revisione

Descrizione: un episodio dedicato alle automobili. In particolare parliamo dei controlli che si devono fare.

 

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Spunto, spuntino, spuntarla (ep. 1047)

Spunto, spuntino, spuntarla

DURATA MP3: 10:54

Vediamo come usare la versione pronominale di spuntare. parliamo anche dello spunto e dello spuntino. Prendete spunto…

A partire dal numero 1001, gli episodi di questa rubrica sono solamente per i membri dell’associazione.

L’episodio contiene anche i ripassi di 21 episodi precedenti e una breve canzone dedicata all’episodio.

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Lo spauracchio (ep. 1046)

Lo spauracchio

DURATA MP3: 9 min. circa

Descrizione:

In senso figurato qualunque cosa che rappresenta un motivo di terrore, qualcosa di assiduo e incombente possiamo chiamarlo spauracchio.

Proponiamo anche una serie di esercizi per testare il grado di comprensione di questo episodio.

A partire dal numero 1001, gli episodi di questa rubrica sono solamente per i membri dell’associazione.

Alla fine dell’episodio proponiamo delle frasi di ripasso degli episodi precedenti formulate e registrate dai membri dell’associazione, dedicate alla paura. Segue una breve canzone dedicata allo spauracchio.

Se volete, saremo felici di avervi tra noi. Guardate tutti i vantaggi sulla pagina dell’associazione.

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Spauracchio