875 Più in là

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Più in là

Trascrizione

C’è una vecchia canzone italiana, abbastanza nota, dal titolo “fatti più in là” e che probabilmente chi non vive in Italia non ha mai ascoltato. Ebbene, “fatti più in là” significa semplicemente “spostati”, “fai spazio”, “fammi spazio”.

È un’espressione che si usa soprattutto a tavola, o comunque quando ci si deve sedere da qualche parte e non c’è abbastanza spazio. Occorre stringersi.

Con questa domanda quindi si chiede a una persona di “farsi più in là“, cioè di spostarsi di lato, di spostarsi lateralmente, un po’ più a destra o più a sinistra. Il motivo solitamente è per far spazio anche a un’altra persona, per far sedere anche un’altra persona. Può però avere anche un senso figurato.

La parte finale “In là” indica quindi una direzione (destra o sinistra) e “farsi“, in questo caso equivale a spostarsi, muoversi.

C’è però un altro significato di “più in là”: una locuzione che ha a che fare anche con il tempo e non solo con lo spazio.

Es:

Ho appena acquistato un appartamento. Per ora ho ristrutturato un solo bagno. L’altro bagno verrà ristrutturato più in là, quando avrò qualche soldo da spendere.

Ovviamente va scritto con l’accento perché non è l’articolo femminile “la” (es. la finestra).

Più in là pertanto significa in questo caso “più avanti”, “dopo” , “più tardi”, senza dire quanto più tardi o quando esattamente

Oppure sta per “in un momento successivo”, “successivamente”, senza necessità di specificare il momento esatto.

Generalmente, se parlo di un evento futuro, non è molto vicino ad oggi, perché in questi casi si userebbero modalità diverse, tipo “nei prossimi giorni”, “tra qualche giorno”.

Più in là somiglia invece in questi casi a “tra qualche tempo”, “tra qualche anno”, “non adesso, ma quando potrò”, “quando sarà possibile”.

Oppure significa “qualche anno in più”, “qualche giorno in più”, o anche “qualche tempo dopo” se parlo di un evento già passato o se parlo dell’età.

Si usa spesso insieme alla preposizione “con” e anche “nel“:

Quando vi sposate ragazzi?

Risposta:

non abbiamo in programma un matrimonio nell’immediato. Forse più in là con gli anni, chissà…

Luca ha 30 anni, ma suo fratello è più in là con l’età.

Mi sono sempre trovato a mio agio con persone più in là con gli anni.

Domani le previsioni dicono che pioverà. Se ci spingiamo più in là con i giorni, non ci sono però certezze.

Mi impegno per portarmi più in là col lavoro.

Prima degli esseri umani c’erano i dinosauri, poi, più in là nei secoli e nei millenni, arrivammo noi.

Per capire se una sostanza tossica ci fa male non basta un solo giorno, ma dobbiamo guardare più in là nei giorni e spesso negli anni.

Le origini del mio cognome non risalgono al secolo scorso, ma a più in là nel passato.

Non so cosa farò da grande. Magari più in là nel futuro saprò dirti qualcosa in più.

Anche “farsi più in là” che come detto all’inizio, solitamente significa “spostarsi”, “fare spazio”, può in realtà anche essere riferito al tempo:

La squadra della Roma ha bisogno di un nuovo stadio. Quello della Lazio potrà anche farsi più in là.

In questo caso si parla di “fare/realizzare/costruire lo stadio più avanti negli anni, nel senso che non è una cosa urgente”.

A proposito di stadio. Che ne pensate del calcio e di questi mondiali in Qatar?

Irina: Il calcio non è da annoverare tra gli sport rinomati per la loro moralità.

Peggy: sfondi una porta aperta Irina. Questo mondiale è proprio un obbrobrio a riguardo. Su questo non ci piove.

Mary: secondo me sarebbe bastato che i giocatori avessero deciso di non partecipare in quanto ne andava del loro onore.
Non c’è uno che è uno ad aver avuto il fegato di farlo.

Hartmut: Esatto! È nell’assumere una sua posizione così netta che si riconosce l’uomo di valore.

Rafaela: Come sono messi adesso con la loro coscienza?

Karin: La Bibbia ci insegna che basta un uomo per salvare una città, ma quest’uno chiaramente lì non c’è.

Ulrike: Ma dimmi tu!

Paulo: Che vuoi che ti dica. Il calcio è quello che è e gli uomini pure. Poi, considerando le sconfitte dell’Argentina e della Germania abbiamo la conferma che, da che mondo è mondo, il pallone è sempre rotondo.

Albèric: sai, Paulo, “il problema” si chiama denaro! Tutti sapevano come funzionano le cose in Qatar! Non so se sarebbe plausibile che i principali calciatori delle principali nazionale assumessero una posizione contraria allo svolgimento del mondiale lì! Ormai la frittata è fatta!

Natalia: già, avete ragione. Io per non sapere né leggere né scrivere vi dico che questa vicenda andrà a finire come col COVID, ve lo ricordate? Tutti che dicevano che ne saremmo usciti migliori e invece, eccoci qua come prima. Altro che storie, I fatti oscuri di questo mondiale andranno a finire presto nel dimenticatoio di tutti quanti. Purtroppo.

Danielle: Amici, questo è solo calcio, una gara sportiva. Il resto è un di più!

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816 Le terga

Le terga

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Giovanni:

Episodio 816 della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente. Da questo episodio ci sarà anche un modo per mettersi alla prova dopo aver letto e ascoltato la spiegazione: un file pdf a disposizione che potrete scaricare e stampare. Ci sono 10 semplici frasi da completare con le parole chiave dell’episodio. Nella seconda pagina troverete anche le soluzioni. Per poter visualizzare e scaricare questo file è necessario iscriversi all’associazione Italiano Semplicemente. 

Ma iniziamo con la spiegazione.

Come si chiama quella cosa che sta davanti e dietro ad ogni automobile, dove ci sono scritti numeri e lettere?

Si chiama targa. La targa è, più in generale, una sottile piastra di metallo che porta incisa una scritta, delle lettere, numeri o indicazioni.

Quella dei veicoli riporta la sua carta d’identità, e sta sempre dietro ogni veicolo.

Ebbene, anche se le targhe si trovano dietro le macchine (oltre che davanti nel caso delle autovetture), la targa non ha niente a che fare con le terga. Anche le terga stanno dietro, ma stanno solamente dietro.

Il termine terga è il femminile di tergo e significa proprio dorso, schiena, dietro.

Vi spiego meglio.

Notate innanzitutto che terga è femminile plurale e il singolare femminile (la terga) non esiste e non esiste neanche il plurale maschile.

Le terga indicano, a seconda delle occasioni, le spalle, la parte posteriore del corpo oppure il sedere, che sempre nella parte posteriore del corpo si trova.

Di uso frequente è l’espressione voltare le terga (o voltare il tergo). Significa volgere le spalle, voltare le spalle, ma con un atteggiamento di sprezzo, con ostilità.

Una persona che volta le terga ad un’altra, praticamente si volta dall’altra parte, si gira, le dà le spalle, e questo indica la mancanza di un aiuto, anzi una indifferenza verso i problemi di questa persona a cui vengono voltate le terga. Le terga in questo caso indicano vagamente anche il sedere oltre alle spalle.

La forma maschile, dicevo, è tergo. La locuzione “a tergo” si usa spesso in contesti tecnici per indicare che una cosa si trova dietro un’altra.

A parte questo uso tecnico, sul quale non mi soffermo, “a tergo” si usa anche nel senso di dopo, successivamente. Molto giornalistico come uso:

A tergo dell’incontro con il presidente, si terrà una conferenza stampa.

Abbiamo deciso, a tergo della conferenza di oggi, di non appoggiare più il Governo.

A tergo” si usa spesso anche per indicare la parte posteriore di un foglio di carta. È una alternativa a “retro“, però retro si usa in senso materiale, tipo fare una stampa fronte-retro, cioè stampare su entrambi i lati del foglio.

Tergo, oltre ad essere più formale, si usa in particolare per rinviare a quanto è scritto nel retro di un foglio, cioè per indicare che bisogna leggere dietro, che bisogna leggere o scrivere o porre attenzione al retro di un foglio.

Es:

A tergo del presente documento potete trovare le indicazioni per raggiungere l’hotel in cui si terrà l’incontro.

Si prega di firmare a tergo dell’assegno

Si deve apporre la firma a tergo della scheda elettorale

Nello sport si usa spesso invece “da tergo”.

Un calciatore ad esempio, interviene da tergo quando commette un fallo su un altro giocatore, cioè quando fa un intervento irregolare intervenendo da tergo, cioè da dietro. Il giocatore che riceve il fallo quindi non vede nulla. Per questo gli interventi da tergo sono molto pericolosi. Si usa spesso nelle radiocronache delle partite di calcio.

Al di là del calcio, posso anche dire che non ho partecipato alla riunione ma l’ho seguita da tergo. Cioè ho assistito senza partecipare, da dietro. Mi trovavo fisicamente dietro rispetto alle persone che partecipavano.

Torniamo alle terga, al plurale.

Abbiamo già parlato di voltare le terga e abbiamo detto che le terga indicano, a seconda delle occasioni, le spalle, la schiena, il dorso, cioè la parte posteriore del corpo, oppure il sedere.

Infatti se vedo una persona seduta sulla mia automobile, io, che ne sono molto geloso, potrei dire:

Potresti togliere le terga dalla mia auto?

Si tratta di un invito ad alzarsi o a “alzare le chiappe” se volessi essere più esplicito e volgare.

Oppure posso dire:

Chiunque abbia mai messo le terga su una bicicletta sa bene che è uno sport molto faticoso.

Dopo due ore passate in bicicletta poi è facile esclamare: ah, le mie povere terga!

A volte è un modo per evitare di dire chiappe o sedere o culo.

Un altro esempio:

I politici italiani tolgono difficilmente le proprie terga dalle poltrone del governo.

È l’ora del ripasso che come sempre avviene a tergo dell’episodio, e dopo potrete mettervi alla prova rispondendo alle 10 domande sul presente episodio per capire quanto avete appreso da 1 a 10.

Rauno: Ah Gianni, ci risiamo! Si fa presto a dire facciamo un ripasso. Ed io, valutando l’utilità per il mio apprendimento, generalmente mi sento seduta stante disposta a mettermi all’opera, ma quanto devo scervellarmi prima che si apra una breccia creativa che mi ispiri un tema degno di nota!

Marcelo: per essere un di cui dell’ episodio, niente male come ripasso!

Peggy: io invece, ho appena letto l’episodio che verte su Viterbo. Desidero assai visitarla in men che non si dica. Ora che faccio, mi incammino verso questa città dei papi come una vera pellegrina? Vabbè, forse è solo un pio desidero visto che sta facendo questo caldo, senza contare che sono decisamente a corto di tempo.

686 Si fa prima

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Trascrizione

Giovanni: Ciao ragazzi, che si fa oggi?

Oggi potremo occuparci proprio di “si fa“, due piccole paroline che messe insieme si possono usare in diversi modi, sia semplicemente come ho fatto io, sia mettendole insieme a qualche altro termine. In questo modo si formano alcune locuzioni che hanno un significato particolare, come:

Si fa prima

Si fa tardi

Si fa presto

Si fa per dire

ed altre ancora.

Ci siamo già occupati di “Si fa per dire“,

Oggi vorrei parlarvi di “si fa prima“, una locuzione informale che si può usare quando soprattutto parliamo del tempo che occorre per fare qualcosa.

Stiamo in particolare facendo un confronto.

Quanto tempo occorre per andare a Roma con la macchina?

Una possibile risposta potrebbe essere:

Perché andarci in macchina? Si fa prima con l’aereo!

Avrete sicuramente capito che “si fa prima” sta per “si impiega meno tempo“, “occorre meno tempo“.

Quindi stiamo facendo un confronto che riguarda il tempo. Qual è la strada più veloce? Si fa prima da questa strada o da quest’altra?

Attenzione però, perché “si fa prima” può indicare anche una sequenza di operazioni, e non un’operazione che richiede meno tempo rispetto a un’altra.

A esempio:

Nelle espressioni matematiche si fa prima la moltiplicazione o la somma?

La risposta è:

“Si fa prima la moltiplicazione” e dopo la somma.

Stiamo dando un ordine. Prima si fa la moltiplicazione e poi (cioè dopo) la somma.

Oppure:

Cosa si fa prima di spedire una lettera? Prima si scrive e poi si spedisce. Mi pare chiaro.

Anche in questo caso stiamo dando un ordine di operazioni da fare.

Attenzione quindi a queste due modalità di intendere “prima“. Si può intendere un ordine –  e in questo caso prima di contrappone a dopo – oppure “prima” indica un minor tempo per fare qualcosa. 

Naturalmente in entrambi i casi stiamo parlando in modo impersonale.

Vi faccio notare però che a volte “si fa prima” si può usare anche in senso ironico, quando voglio sottolineare una eccessiva complessità di qualcosa, inoltre spesso si fa riferimento, anche senza fare ironia, anche alla minore complessità, a una maggiore facilità, una minore difficoltà nel fare qualcosa anziché un’altra. Non parliamo necessariamente di tempo. 

In Italia si fa prima a fare un figlio che a prendere la patente.

Questo è un uso ironico. Voglio dire che prendere la patente di guida è particolarmente complesso, impegnativo o richiede molto tempo. In confronto, ci vuole meno tempo a fare un figlio!

Che pizza, l’autobus non passa! E’ un’ora che aspettiamo! Si fa prima a andare a piedi!

Si tratta di linguaggio informale, questo è bene chiarirlo.

Quando una squadra non vince, si fa prima a cambiare l’allenatore piuttosto che tutti i calciatori.

Quest’ultimo esempio fa riferimento più che alla velocità, cioè al minor tempo, direi piuttosto alla semplicità di una scelta rispetto ad un’altra.

Ho acquistato un oggetto del valore di 1 euro su Amazon, ma non funziona. Si fa prima a ricomprarlo che a chiedere la sostituzione!

Degli amici calabresi mi hanno invitato a pranzo. Volete sapere cosa ho mangiato? Si fa prima a dire cosa NON ho mangiato!

Questo è un altro esempio ironico in cui uso “prima” per indicare qualcosa che richiede meno tempo e/o meno impegno.

Questa modalità di utilizzo di “prima” spesso si usa per dare un consiglio a una persona o come semplice considerazione, ma in questo caso non è più impersonale:

Tuo marito ti tradisce? Vuoi che cambi il proprio comportamento? Hai deciso di portarlo a fare psicoterapia? Vuoi riconquistarlo attraverso della lingerie sexy? Ma non fai prima a cambiare marito? Non è più facile?

Si è rotta la macchina quindi sono rimasto a piedi a 500 metri da casa. Chiamo i soccorsi? Faccio una telefonata a mio fratello che mi viene a prendere? Oppure faccio prima andare a casa a piedi?

Se volessi esprimermi in modo meno informale, a seconda delle circostanze, potrei dire:

E’ più conveniente che io torni a piedi (anziché dire “faccio prima a tornare a piedi”)

Credo ti convenga cambiare marito! (e non “fai prima a cambiare marito”)

E’ preferibile dire cosa non ho mangiato (anziché “si fa prima a dire cosa non ho mangiato).

Si parla quindi di “convenienza” in generale, non necessariamente di tempo impiegato o da impiegare.

A volte si sostituisce “prima” con “meglio“, ma sicuramente è bene usare “si fa meglio” quando si parla di qualità di una scelta:

Il pane si fa meglio a mano che con la macchina impastatrice.

Anziché dire stupidaggini, nella vita spesso si fa meglio a tacere

Si parla quindi di una scelta migliore rispetto a un’altra.

Altre volte il confine tra qualità e convenienza è meno evidente, e allora si potrebbe dire ad esempio:

Siamo a 500 metri da casa. Si fa meglio a andare a piedi piuttosto che chiamare un taxi.

Si potrebbe rispondere:

Non so se sia meglio, sicuramente si fa prima a piedi!

Domani vediamo “si fa presto“. Nel frattempo si è fatto tardi… allora ripassiamo!

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

Ulrike: Io in generale con l’oroscopo non ho niente a che spartire

Irina: io penso che siano stupidaggini, fesserie o sciocchezze, che dir si voglia. Naturalmente faccio salvo il libro sui segni zodiacali pubblicato da Italiano Semplicemente, che è l’audiolibro migliore ideato da Gianni, il nostro professore indefesso

Rafaela: è un audio-libro pensato per chi vuole imparare come descrivere i tratti del carattere delle persone. Un capolavoro, altro che storie, ed io sicuramente non mi ritengo una ruffiana dicendo così. 

Marcelo: torniamo a bomba però. Neanche io sono per dare credibilità all’oroscopo, ma ciò non toglie che di volta in volta io mi tolga lo sfizio e lo legga, non fosse altro che per divertirmi.

Bogusia: sapete che proprio oggi mi è capitato di imbattermi in un oroscopo per l’anno venturo. Lo spunto per leggerlo era il titolo che iniziava con la frase di due minuti con italiano semplicemente. La sorte e la mia insaziabile curiosità hanno voluto che io lo leggessi, vai a capire perché. Vi dico cosa diceva l’oroscopo: Altro che cattiva sorte. Il 2022 sarà una pioggia d’oro per questi segni baciati dalla fortuna e ricompensati dalle stelle: Leone e pesci . Perché mi ha colpito? Si dà il caso che siamo in tanti nell’associazione ad essere nati sotto il segno dei pesci, ivi incluso il nostro professore. Non so se ci andrà veramente di lusso l’anno prossimo (per inciso, anche io sono dei pesci) o se dovremo venir meno alle nostre aspettative in merito, ma spero che sia la verità. Auguro a tutti i leoni e pesci buona fortuna, ma mi raccomando, stiamo in campana con questo virus. 

637 Fintantoché

n. 117 – UNA VOLTA – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

1 – Vieni con noi: Entra nell’associazione Italiano Semplicemente

2 – Ascolta e impara: gli audio-libri di Italiano Semplicemente

3 – Corso di Italiano Professionale: il programma delle lezioni

Trascrizione

C’era una volta un professore di italiano che cercava di insegnare la lingua agli stranieri dicendo loro che non bastava ascoltare solo una volta, ma diverse volte. Poi, una volta ascoltato, non è male provare a ripetere con la propria voce. Una volta non esisteva italiano semplicemente. Ma oggi non è più come una volta.

La parola volta ha molti significati, direi anche moltissimi, ma oggi volevo parlarvi di “una volta” quindi sicuramente il cerchio si restringe.

Ho cercato di usare tutti i diversi utilizzi di “una volta” nella frase che avete ascoltato prima. Ripetiamola allora in alcuni punti e spieghiamola.

C’era una volta un professore di italiano…

C’era una volta è esattamente come la frase inglese “once upon a time“, una frase quindi che si usa quando si raccontano le storie ai bambini. Si usa “una volta” nel senso di “molto tempo fa”, senza specificare quando esattamente. Attenzione perché nelle storie per bambini le storie iniziano spesso con questa frase “c’era una volta”, e non possiamo dire “una volta c’era“, che si usa invece quando si fa un confronto tra la situazione attuale e tanto tempo fa. Ad esempio.

Oggi i film vengono visti su internet o su una penna USB, invece una volta c’era il VHS. Vi ricordate del VHS?

Non bastava ascoltare solo una volta, ma diverse volte

In questo caso “una volta” indica un semplice numero. Si fa riferimento alla ripetizione. Quante volte? Una volta. E’ sufficiente ascoltare una sola volta? No, una volta non basta. Niente a che fare col tempo quindi.

Poi, una volta ascoltato, non è male provare a ripetere con la propria voce.

In questo terzo caso “una volta ascoltato” è analogo a “una volta che avrai ascoltato” cioè “dopo che avrai ascoltato”. Quindi “una volta” sta per “dopo“. l’obiettivo è segnare un confine, un limite, per dire cosa accade dopo un determinato momento o evento. In questi casi si usa sempre “una volta“, ed inoltre spesso si mette subito il verbo se il senso è ugualmente chiaro. Ad esempio:

Una volta che avrai deciso, non potrai più tornare indietro

Una volta deciso, non non potrai più tornare indietro

Se non è ancora chiaro:

Una volta baciata, una persona l’hai conquistata!

Passiamo alla prossima frase:

Una volta non esisteva italiano semplicemente. Ma oggi non è più come una volta.

In questi due casi “una volta” , come all’inizio, significa “un tempo“, cioè molto tempo fa.

Ora ripassiamo le espressioni passate parlando del “cielo”, anche detto “la volta celeste“, perché? Perché esiste solo una volta celeste!

Il “cielo” si scrive con la lettera i, ma ci si potrebbe chiedere perché invece il verbo celare (che significa “nascondere”) si scrive senza la lettera i. Purtroppo la pronuncia non cambia però. Voi potreste dirmi: Come sarebbe a dire che la pronuncia non cambia? Purtroppo sì, questo non accade quasi mai nella lingua italiana, è quindi la classica eccezione che conferma la regola.

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

una volta