La circospezione

La circospezione – (scarica audio)

Episodio n. 1195

Trascrizione

La parola di oggi è circospezione.

Di sicuro hai tante occasioni per utilizzarla nella vita di tutti i giorni e chissà quante volte anche tu hai avuto un fare circospetto.

Iniziamo proprio da questo.

Circospetto è un aggettivo che descrive una persona prudente, attenta, misurata nei comportamenti e nelle parole, che agisce con cautela, cercando di non esporsi troppo o di non creare problemi. Solitamente ad essere circospetto, nel linguaggio, è il comportamento, l’atteggiamento, il fare, il modo di fare; ma anche una persona può essere definita circospetta.

In altre parole, una persona circospetta valuta bene ogni cosa prima di agire o parlare, spesso per non offendere, non compromettere sé stessa, o non attirare attenzioni indesiderate.

Se una persona si comporta in modo circospetto, allora è prudente, cauta, riservata, accorta, avvenuta. Si guarda attorno. Non a caso “circo” indica proprio l’intorno, ciò che circonda la persona.

Al contrario sarebbe una persona impulsiva, avventata, spavalda, sconsiderata addirittura.

Si usa spesso quando si nota in una persona qualcosa che insospettisce, che suscita sospetto. Il sospetto ci porta alla seconda parte della parola circospetto.

Es:

Giovanni ha risposto con tono circospetto, evitando di dire troppo.

Era molto circospetto quando gli ho chiesto della sua vita privata.

Il diplomatico si mostrava circospetto durante l’intervista.

È questa la circospezione. Indica il modo di comportarsi proprio di una persona circospetta, cioè la prudenza, la cautela, la delicatezza e l’attenzione nel parlare o nell’agire.

Es:

Ha agito con grande circospezione, sapendo che ogni parola poteva essere fraintesa.

In questi casi ci vuole circospezione, non impulsività.

La sua circospezione era evidente: si guardava continuamente attorno prima di parlare.

Parlando di circospezione possiamo facilmente usare l’espressione “avere un fare“, che, come si è visto in un episodio passato, può indicare un atteggiamento di qualsiasi tipo. Dipende dall’aggettivo che segue.

Avere un fare circospetto, quindi, significa chiaramente comportarsi in modo prudente, cauto, riservato.
“Fare”, come abbiamo visto, in questo caso, indica l’atteggiamento, il modo di porsi, l’impressione che si dà, il modo di fare.

Quindi, un fare circospetto è un atteggiamento visibilmente attento e guardingo (un altro bell’aggettivo): chi si comporta così appare misurato nei gesti e nelle parole, spesso con un tono basso, lo sguardo attento, i movimenti controllati.

Entrò nella stanza con un fare circospetto, come se temesse di disturbare.

Aveva un fare circospetto e parlava sottovoce, guardandosi intorno.

Con quel suo fare circospetto, dava l’idea di sapere qualcosa che non voleva dire.

Tanto per usare qualche altra definizione, possiamo dire che in genere si usa per descrivere una persona che non vuole esporsi, oppure che teme qualcosa, o semplicemente è molto attenta e riservata.

Adesso ripassiamo.

Immaginate di stare in un bar italiano e di fare una domanda al barista. La domanda può riguardare il bar, un ordine particolare oppure una informazione qualunque. Potete immaginare anche la risposta.

Ulrike: Scusi, volevo chiederle una cosa: qui al bar siete avvezzi a servire anche caffè d’orzo freddo, oppure è un’abitudine più rara? E il barista, magari con un sorriso affabile, potrebbe rispondere: “Beh, in realtà siamo avvezzi a preparare un po’ di tutto, ma il caffè d’orzo freddo non è tra le richieste più comuni.

Estelle:
Allora, siete pronti a preparare un caffè su un letto di ghiaccio? Poi si potrebbe mettere il tutto su una torta con un po’ di liquore di mandorle. Con questo caldo della Madonna è lo stretto indispensabile per sopravvivere! Come ciliegina sulla torta ci mancava solo che si rompesse il condizionatore!

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Accadde il 22 giugno: fregiarsi, fregio e sfregio

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Avere del

(ep. 1187) – scarica audio

Trascrizione

Cari amici di Italiano Semplicemente, oggi parliamo di una locuzione tanto curiosa quanto affascinante: “avere del”.
Alla fine dell’episodio scoprirete che è qualcosa che non ha dell’incredibile, ma vi sarà sicuramente utile nelle vostre conversazioni quotidiane, soprattutto se volete enfatizzare un concetto.

Un altro esempio, anzi più di uno:

Questo tuo comportamento ha del ridicolo!

La tua teoria ha del geniale.

Cosa significa questo “avere del”?

In questi esempi, “avere del” è un modo un po’ teatrale, quasi drammatico, di esprimere che qualcosa sfiora, si avvicina, ha i tratti caratteristici di qualcosa di straordinario.

Non si afferma direttamente che lo sia, ma ci va molto vicino.

Vediamo:

“Ha dell’incredibile” = È quasi incredibile. Può sembrare incredibile, sembra avere le caratteristiche di qualcosa di incredibile.

“Ha del clamoroso” = È piuttosto clamoroso.

“Ha del ridicolo” = È sul limite del ridicolo.

È un’espressione molto usata nel linguaggio giornalistico e nel parlato più enfatico, quello che si usa per sorprendere o scandalizzare un po’ l’ascoltatore.

Una partita ha dell’epico,
una reazione ha del folle, una vittoria ha del clamoroso.

Ma attenzione! Questo “avere del” non è lo stesso che troviamo in espressioni come:

Ho del vino in cantina

Hai del tempo domani?

Lui ha del potenziale inespresso

In questi casi, “del” indica una quantità indefinita di qualcosa:

del vino = un po’ di vino
del tempo = un po’ di tempo

Niente a che vedere col significato quasi metaforico e qualitativo dell’uso di prima.

Confrontiamo:

“Questo artista ha del talento” può voler dire che ha un po’ di talento, ma se detto in tono enfatico: “Ha del geniale!”, allora è chiaro che stiamo usando la locuzione metaforica:
non diciamo che ha un po’ di genialità, ma che sfiora il genio. Al limite potrei dire che “ha qualcosa di geniale”.

Per chi ama la grammatica: in quest’ultimo caso, “del” introduce un sostantivo astratto (clamoroso, ridicolo, ecc.), usato senza articolo (c’è già la preposizione articolata) e funziona quasi da aggettivo per descrivere in modo valutativo una situazione o un comportamento.

Notate come solamente “del” Si può usare, e non della, degli, delle, eccetera. La struttura è fissa. Si comporta quasi come una formula.

Ad esempio, si può dire:

Ha del romantico.
Ma non: Ha della romantica, né Ha dei romantici.

Perché proprio il maschile singolare? È una questione di grammatica storica e stilistica: il maschile singolare è percepito come più generico, più astratto. Lo so, la lingua italiana è decisamente maschilista da questo punto di vista.

Quando diciamo che qualcosa “ha del magico”, non stiamo parlando di “una cosa magica” in particolare, ma di una qualità indefinita, evocativa. C’è qualcosa che mi fa pensare alla magia.

Invece notate come nell’altro uso di “avere del” possiamo usare anche altre preposizioni.

Es:

Hai delle scarpe da prestarmi?

Ho della marmellata in frigo

Eccetera.

Un membro dell’associazione (parlo di Ulrike) ha osservato che la locuzione “sapere di” è simile a “avere del” e ha chiesto se in effetti le due locuzioni siano vicine o addirittura intercambiabili.

Grazie per l’osservazione Ulrike. Io direi che possono sembrare vicine e un po’ lo sono anche, ma differiscono per natura espressiva e registro linguistico, e raramente sono del tutto intercambiabili.

Vediamo: “Sapere di” è una locuzione usata in senso figurato, non letterale, si riferisce a impressioni soggettive, spesso con un tono più suggestivo o allusivo. Non a caso “sapere di” richiama il sapore (es: questa caramella sa di arancia).

In senso figurato il sapore diventa una sensazione in generale. Quindi può trasmettere anche un leggero giudizio o sospetto.

Esempi:

Il suo gesto sa di vendetta.

Questa decisione sa di disperazione.

Il suo silenzio sa di complicità.

Il tono è più intuitivo, percettivo, psicologico. Si usa sia scritto che parlato, ma più comune nel linguaggio letterario, giornalistico, o riflessivo. Spesso si aggiunge “mi”, (se parlo della mia sensazione) soprattutto nel linguaggio informale e parlato. Es:

Il suo silenzio mi sa tanto di complicità.

È la sensazione che si prova. Secondo me c’è complicità. È la mia sensazione.

Avere del”, d’altro canto, come detto, esprime qualcosa che sfiora una qualità o si avvicina a una caratteristica evidente, ma senza affermarla pienamente.
Ha spesso una connotazione enfatica, drammatica, e più oggettivante.

Esempi:

Il suo comportamento ha del ridicolo.

Questa mossa politica ha del geniale.

Il suo atteggiamento ha del provocatorio.

È più teatrale, intellettuale, giornalistico e si usa soprattutto nello scritto enfatico, o nel parlato abbastanza colto.

Vi propongo un altro esempio per confrontare le due locuzioni:

Recentemente il suo comportamento sa di vanitosità

Recentemente il suo comportamento ha del vanitoso

Entrambe le frasi sono corrette, ma con sfumature diverse:

“Sa di vanitosità”, suggerisce un’impressione soggettiva, un sentore. È come dire: “Mi dà l’impressione di essere vanitoso”.

“Ha del vanitoso”, afferma con più decisione una somiglianza alla vanità, quasi la sfiora, e ha un tono più critico o analitico.

Concludendo, in certi casi si possono usare entrambe, ma il tono cambia.

“Sapere di…” è più subdolo, percezionale.

“Avere del…” è più scenografico, quasi oggettivo.

Chiudiamo l’episodio con una frase ad effetto:

Il modo in cui alcuni membri dell’associazione Italiano Semplicemente parlano italiano…
ha del fenomenale! Questa mia frase comunque potrebbe sapere di ruffianeria!

Ripasso episodi precedenti:

Christophe: tra i luoghi sperduti d’Italia, a me vanno a genio i borghi dell’Umbria. Ci sono panorami con la P maiuscola.

Marcelo: Io l’estate scorsa ho scoperto un paesino in Basilicata che non c’azzecca niente con il turismo di massa, ed è stato come entrare in un’altra epoca.

Anne Marie: Io ci sono finita per sbaglio, ma non si direbbe quanto sia affascinante la costa del Molise: zitta zitta, ti entra nel cuore.

Julien: E vuoi mettere i monti della Carnia sulle Alpi orientali? Laggiù la natura, a suo modo ti parla, anche se una volta ho corso il rischio di perdermi.

Angela: La sai lunga tu! Beato chi ci capita in certi posti.

– – –

Spiegazione del ripasso:

Luoghi sperduti: si riferisce a posti lontani, isolati, poco conosciuti o difficili da raggiungere. Spesso sono piccoli paesi fuori dalle rotte turistiche principali.

Mi vanno a genio: è un modo di dire per dire che qualcosa piace molto, che è proprio nelle proprie corde.

Panorami con la P maiuscola: significa che i paesaggi sono talmente belli da meritare rispetto, quasi come se la parola “panorama” dovesse essere scritta con la maiuscola per sottolinearne l’importanza.

Non c’azzecca niente: è un’espressione informale che significa “non ha nulla a che fare con” o “è completamente diverso da”. In questo caso, il paese non ha nulla a che fare con i luoghi affollati e commerciali tipici del turismo di massa.

Non si direbbe: significa “non lo si immagina”, “non ci si aspetterebbe”.

Zitta zitta: è un modo di dire per indicare qualcosa che agisce in modo silenzioso, discreto, senza farsi notare subito, ma che poi sorprende.

Vuoi mettere…?: è una domanda retorica, usata per dire “secondo me non c’è paragone”, come a dire che quello che sta per nominare è meglio di tutto il resto.

La natura, a suo modo, ti parla: è una frase che esprime l’idea che in certi luoghi la natura comunica emozioni, sensazioni, anche senza parole.

Ho corso il rischio di perdermi: significa che ha rischiato davvero di non ritrovare la strada, probabilmente perché la zona era selvaggia o poco segnalata.

La sai lunga: è un’espressione che si usa per dire che qualcuno ne sa tante, che ha molta esperienza o conosce cose che gli altri magari ignorano. A volte si dice anche con un tono un po’ scherzoso.

Beato chi ci capita: significa “fortunato chi riesce a passare o a visitare posti del genere”. “Beato” qui vuol dire “fortunato”, “invidiabile”

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Il verbo Sapere – Esercizio di ripetizione con tutte le coniugazioni

IL VERBO Sapere (scarica audio)

a cura di Sofie (Belgio), membro dell’associazione Italiano Semplicemente

Vediamo il verbo sapere in tutte le sue forme e approfittiamo per ripassare alcuni episodi già spiegati.

Indicativo presente

– Io so: So benissimo che Luigi non è sempre sincero, a volte fa il ruffiano
– Tu sai: È vero ma, sai, a suo modo è anche simpatico.
– Lui sa: Lui sa benissimo che io tengo fede alle mie promesse
– Noi sappiamo: Ma che c’azzecca? Sappiamo tutti che tu ti consideri una santa!
– Voi sapete: Sapete che cosa non mi torna?
– Loro sanno: Smettila, la questione non si pone, lo sanno già tutti.

Indicativo imperfetto

– Io sapevo: Ieri l’ho sgridato ma non sapevo che fosse reduce da una settimana di lavoro massacrante
– Tu sapevi: Non sapevi che è una persona da prendere con le molle?
– Lui sapeva: La docente non sapeva come aiutare l’alunno duro di comprendonio.
– Noi sapevamo: Dopo due ore siamo tornati a casa perché non sapevamo se si sarebbero ancora fatti vivi.
– Voi sapevate: E voi? Che, lo sapevate e non avete detto niente? Perché fate sempre i finti tonti?
– Loro sapevano: Queste persone non si sono iscritte all’associazione perché non sapevano che Italiano Semplicemente non ha niente a che spartire con la grammatica.

Indicativo passato prossimo

– Io ho saputo: Eravamo agitatissimi e stavamo per dire delle ingiurie. Per fortuna ho saputo smorzare i toni.
– Tu hai saputo: Allora hai saputo tenere a bada la voglia di cazziarli!
– Lui ha saputo: Eleonora è una persona molto coraggiosa che non si perde mai d’animo. Per fortuna anche dopo l’ennesima sconfitta ha saputo fare di necessità virtù.
– Noi abbiamo saputo: Non l’abbiamo eletto perché abbiamo saputo in tempo che aveva avuto molti agganci.
– Voi avete saputo: Avete saputo in anticipo che il PC si sarebbe impallato di nuovo?
– Hanno saputo: per poco non sono stati bocciati all’esame, ma per fortuna, rispondendo molto bene all’ultima domanda, hanno saputo salvarsi in calcio d’angolo.

Indicativo trapassato prossimo

– Io avevo saputo: Finalmente ho avuto il coraggio di dirgli ciò che avevo saputo da sempre, cioè che alla fin fine la sua ragazza se ne frega di lui.
– Tu avevi saputo: Ti si leggeva in faccia che avevi sempre saputo che nel giro di qualche mese l’affare sarebbe andato a monte.
– Lui aveva saputo: Alla sua età faceva ancora progetti a lunga scadenza, fermo restando che aveva saputo sin dall’inizio che la sua malattia era terminale.
– Noi avevamo saputo: Avevamo saputo che non saresti venuto e invece di aspettarti abbiamo fatto una capatina dai miei genitori.
– Voi avevate saputo: L’esame del mese scorso non era per niente facile, per fortuna avevate saputo ritagliarvi del tempo per prepararlo bene.
– Loro avevano saputo: Hanno ottenuto il lavoro perché avevano saputo fare buona impressione al colloquio.

Passato remoto

– Io seppi: Quando seppi che a pagare lo scotto sarebbe stata mia figlia diventai un’anima in pena.
– Tu sapesti: Balzava agli occhi che ti stavano prendendo in giro ma in quel momento non sapesti rispondergli a tono.
– Lui seppe: Quando seppe che ero arrivato in finale cominciò a gufarmi contro.
– Noi sapemmo: Quando sapemmo che la brutta notizia sul vaccino Astra Zeneca era priva di fondamento tirammo un sospiro di sollievo
– Voi sapeste: Appena sapeste che aveva frodato il fisco, gli deste il benservito.
– Loro seppero: Quando seppero che stava prendendo corpo l’ipotesi di un mutamento del virus cambiarono strategia.

Trapassato remoto

– Io ebbi saputo: Appena ebbi saputo che mio figlio rientrava spesso dopo mezzanotte gli misi dei paletti.
– Tu avesti saputo: Appena avesti saputo di aver superato l’esame ti scatenasti.
– Lui ebbe saputo: Appena ebbe saputo che suo genero sfruttava la moglie si vide costretto a intervenire sulla loro relazione
– Noi avemmo saputo: Quando avemmo saputo che furono di diverso avviso tagliammo corto e ce ne andammo.
– Voi aveste saputo: Appena aveste saputo che il virus si trasmetteva soprattutto negli asili nido, correste ai ripari attraverso misure adeguate.
– Loro ebbero saputo: Dopo che ebbero saputo che avevo la zeppola non mi degnarono più di uno sguardo.

Futuro semplice

– Io saprò: Stasera vado a vedere la partita di calcio e così saprò se la cosiddetta malattia di Gianni è solo un pretesto per marinare la scuola o meno.
– Tu saprai: È ovvio che a volte Gianni non lo reggi più ma ascolta qualche suo episodio e saprai apprezzarlo molto di più!
– Lui saprà: di primo acchito la mia proposta gli sembrerà un’assurdità ma sono sicura che dopo qualche riflessione saprà coglierne il significato più profondo.
– Noi sapremo: Ma quale significato profondo? Datti una regolata! A breve sapremo tutti che ti sei montata la testa.
– Voi saprete: Se volete essere al corrente degli ultimi pettegolezzi, andate dal parrucchiere in paese. Saprete tutto di tutti ma state attenti alle voci false e tendenziose.
– Loro sapranno: Se sei a debito di una bella espressione italiana, rivolgiti ai membri dell’associazione. In men che non si dica loro sapranno rispolverare tutti gli episodi dei due minuti.

Futuro anteriore

– Io avrò saputo: Quando avrò saputo che ciò che dici risponde al vero accetterò volentieri il tuo invito!
– Tu avrai saputo: Avrai anche saputo esordire con una frase poetica ma il prosieguo della conversazione non è stato un granché.
– Lui avrà saputo: Temo che mia figlia si stia innamorando di quel bel ragazzo! Avrà saputo vedere la sostanza e non la forma?
– Noi avremo saputo: Soltanto quando avremo saputo avere contezza completa di quanto stia accadendo saremo in grado di affrontare la situazione Covid 19. Con tutte le notizie false che ci arrivano a destra e a manca continuiamo ad andare a tentoni!
– Loro avranno saputo: Quando questi direttori d’orchestra avranno saputo giostrare la rosa dei loro musicisti saranno in grado di riscuotere successo e fama a livello internazionale.

Condizionale presente

– Io saprei: Mi armo di pazienza. Se tu mi dovessi rispondere picche ti saprei aspettare per tutta la vita.
– Tu sapresti: Sapresti l’ora esatta? A volte il mio orologio sgarra di qualche minuto.
– Lui saprebbe: Se Angela non cincischiasse durante la spiegazione dell’insegnante adesso saprebbe rispondere alle domande.
– Noi sapremmo: Se durante la nostra assenza i nostri figli avessero fatto bisboccia, lo sapremmo perché abbiamo chiesto al nostro dirimpettaio di dare un’occhiata regolarmente.
– Voi sapreste: Stasera giochiamo la prima partita della stagione. Sapreste darci manforte?
– Loro saprebbero: Se non avessero calcato troppo la mano saprebbero molte più cose sulla vita sociale del loro figlio. Adesso il povero ragazzo è introspettivo e riservato nei loro confronti.

Condizionale passato

– Io avrei saputo: Avrei saputo aiutarlo a farsi strada se non avesse preso la decisione scellerata di licenziarsi.
– Tu avresti saputo: Non ti nascondo che mi sono licenziata. Altrimenti avresti saputo presto che mi sarei dovuta calare le braghe per accontentare la direttrice. Non si poteva andare avanti così.
– Lui avrebbe saputo: Se non avesse indugiato così a lungo a firmare un nuovo DPCM, avrebbe saputo molto prima che le mezze misure non sono sufficienti.
– Noi avremmo saputo: Caro figlio, grazie per essere stato sincero con noi. Non devi mai nasconderci le cose. Infatti avremmo saputo dal tuo comportamento che la tua ex-fidanzata si è fatta viva di nuovo. Occhio però!
– Voi avreste saputo: Ah, siamo alle solite. Ma io sono più furbo di come pensate: lo avreste saputo solo se lo avessi voluto. E così è stato.
– Loro avrebbero saputo: Se i giocatori avessero dato seguito alle parole dell’allenatore avrebbero saputo smarcare i difensori della squadra avversaria.

Congiuntivo presente

– Io sappia: Ciao Lucia, mio marito era abbastanza ubriaco ieri sera durante la cena. Spero che non se ne sia uscito con le sue solite barzellette imbarazzanti?

Stai tranquilla, non che io sappia.
– Tu sappia: Buongiorno, sto cercando un regalo per la mia fidanzata. Ah, bello, pensavi a un romanzo? Beh, a dire il vero, non ne ho la più pallida idea. Che tu sappia, quali libri piacciono alle ragazze?’
– Lui sappia: Aspetta, chiamo il direttore. Si dà il caso che lui sappia proprio tutto sui libri che piacciono alle ragazze.
– Noi sappiamo: Abbiamo molta fiducia in nostro figlio, siamo sicuri che sarà promosso benché sappiamo che non è votato allo studio.
– Voi sappiate: Scusatemi se torno alla carica ma lo faccio affinché voi sappiate che mi piacerebbe veramente poter lavorare in questa azienda.
– Loro sappiano: Spero tanto che i nuovi ministri sappiano rimettere in sesto il paese dopo la crisi economica.

Congiuntivo passato

– Io abbia saputo: che io abbia saputo sconfiggere il covid non è certamente merito mio. Questo va detto. Sono solo molto giovane.
– Tu abbia saputo: Mi dispiace che tu abbia saputo la notizia da un giornale. Avrebbero dovuto dirtelo a tu per tu!
– Lui abbia saputo: Credo che Luigi abbia saputo dei controlli sul lungomare. Infatti si è munito di una autocertificazione
– Noi abbiamo saputo: che noi abbiamo saputo proprio da te il nome della tua ragazza è un mero caso. Ma adesso ci sfugge di mente.
– Voi abbiate saputo: Spero che abbiate saputo godere dell’ammazza-caffè che vi hanno offerto Sandro e Paolo?
– Loro abbiano saputo: Eccome se ne abbiamo goduto! De-li-zio-so!!! Quello al sambuco è il migliore che i due abbiano saputo preparare!

Congiuntivo imperfetto

– Io sapessi: Il professore si aspettava che io sapessi rispondere almeno all’ottanta per cento delle domande prima che scadesse l’ora di tempo, ma dopo 50 minuti non ero ancora a cavallo.
– Tu sapessi: Vorrei che tu sapessi che io non prendo la seggiovia neanche per sogno!
– Lui/lei sapesse: Non vorrei che mia moglie sapesse che ci incontriamo ogni martedì. Ci rimarrei male se dovesse scoprirlo e poi decidesse di lasciarmi.’
– Noi sapessimo: Ma che dici? Ti pare che prima o poi non avrà sentore di adulterio? Stai fresco! Poi sappiamo come sono gli uomini. Ancora ancora se non lo sapessimo….
– Voi sapeste: Non immaginavo che voi sapeste sempre tutto. Ma a ragion veduta avrei potuto ipotizzarlo. E allora io mi domando e dico: come ho fatto a non rendermene conto prima?
– Loro sapessero: Dai, non farla lunga! Stai zitto, bugiardino che non sei altro! Se gli uomini sapessero tutto allora ….. No, meglio che io resti sul vago.

Congiuntivo trapassato

– Io avessi saputo: Se avessi saputo che mi avrebbero colto sul vivo, sarei rimasta zitta.
– Tu avessi saputo: Se tu avessi saputo saperci fare coi bambini, il rapporto che adesso hai con loro sarebbe migliore.
– Lui avesse saputo: Se Gianni avesse saputo in anticipo che sua nonna gli sarebbe venuta incontro, probabilmente avrebbe comprato la casa di campagna.
– Noi avessimo saputo: Ha venduto la sua dimora perché non voleva che sapessimo che la casa fu ristrutturata in modo così obbrobrioso. Se lo avessimo saputo prima avremmo potuto impedirlo.
– Voi aveste saputo: se non aveste saputo prendere spunto da questa bella storia per farne un film, oggi non sareste qualcuno ad Hollywood.
– Loro avessero saputo: Se avessero saputo che di lì a poco il nemico sarebbe stato sul piede di guerra probabilmente sarebbero stati più attenti. E dire che li avevano avvisati.

Imperativo Presente

– Sappi: Il professore è sempre stato accondiscendente ma sappi che adesso anche per lui la misura è colma.
– Sappia: Mi scusi. Da dove parte il treno per Bologna?

Dovrebbe recarsi al binario tre ma sappia che di volta in volta i treni partono con un ritardo di qualche minuto.

– Sappiate: Okay, sono d’accordo per assumervi come camerieri ma sappiate che dovrete cimentarvi anche in cucina!
– Sappiano: Ma di che cosa si lamentano? Sappiano che ho preso atto di tutte le loro richieste e che ho fatto di tutto per andargli incontro.

Infinito Presente

– Sapere: Vorrei sapere chi crede ancora alle sue supercazzole! Lui non dice altro che frasi fatte di paroloni senza senso!

Infinito passato

– Aver saputo: Dopo aver saputo che alla festa mi sarei dovuta sorbire tutte le lamentele di mia suocera ho fatto finta di essere malata e sono rimasta a casa.

Participio presente

– Sapiente: Tu sola sei sapiente di quello che tutti gli altri ignorano. Te ne capaciti oppure no?

Participio passato

– Saputo: Ho saputo che tu e la tua nuova segretaria sareste diventati amanti ancora prima che lo sapessi tu! Ma stai tranquillo. Le tue tresche non mi tangono più.

Gerundio presente

– Sapendo: Sapendo che non sarà altro che l’ennesima tua infatuazione a breve termine me ne faccio una ragione.

Gerundio passato

– Avendo saputo: Avendo saputo delle tue numerose avventure mi prefissi di ignorarle per non soffrire.