Giovanni: il verbo disdire è il numero 67 dei verbi professionali. La questione ha a che fare con le prenotazioni. Potremmo parlare anche di appuntamenti ma in particolare di prenotazioni.
Vediamo oggi il verbo conoscere in tutti i suoi utilizzi. Naturalmente non sarà un esercizio puramente grammaticale perché cogliamo l’occasione per ripassare alcune espressioni già spiegate su Italiano Semplicemente. Grazie mille ad Ulrike per la collaborazione.
INDICATIVO PRESENTE
In genere indica un avvenimento presente, quindi azioni abituali, situazioni attuali, o un’azione che avverrà in un vicino futuro e a volte si usa al posto del passato per nel raccontare un fatto.
Ah, anche tu non lo conosci? Vabbè, può darsi che in questi giorni si senta indisposto di uscire per salutare i vicini di casa.
Sai, la nostra amica Laura che lo conosce un po’ meglio, ha detto sia un uomo che abbia un certo non so che
Conosciamo bene il giudizio di Laura sugli uomini, quindi le sue parole vannoprese con le molle.
Conoscete il modo migliore per far conoscenza di un nuovo vicino di casa?
Beh…ovviamente un invito a cena. È risaputo che quelli che conoscono la ricetta di una bella parmigiana di melanzane vanno per la maggiore.
INDICATIVO IMPERFETTO
Si usa per parlare di un’azione passata, sottolineandone il suo svolgimento e/o mettendone in evidenza la durata.
Ti sei vestito un po’ osé, non ti conoscevo così, per quanto, hai sempre avuto molta fantasia.
Trovi? È vero, la fantasia non mi manca in effetti. Non conoscevi però il mio lato osé.
Il vestito è un regalo di mio marito di qualche anno fa. Lui, bontà sua, era generoso e conosceva bene i miei gusti.
Ci conoscevamo da poco tempo. Allora eravamo innamorati assai. Ma neanche per sogno immaginavo di sposarlo così presto.
Quindi vi conoscevate già quando la nostra amicizia iniziava appena a prendere forma?
Infatti, e tutti i miei amici, fatta salva me conoscevano già dall’inizio i suoi difetti, che non sono pochi.
INDICATIVO PASSATO PROSSIMO
Esprime un’azione avvenuta in un passato recente o lontano che tende ad avere effetti percepiti ancora nel presente da parte di chi parla o scrive.
Questo ragazzo l’ho conosciuto solo ieri. Il suo comportamento troppo confidenziale mi faceva un po’ specie.
Purtroppo mi hai conosciuto in un momento improbabile, ho dovuto tagliare corto perché stavo lì lì per aspettare una chiamata di mia figlia che – come sapevo – si trovava nei guai.
Chi ti ha conosciuto bene poi, non ti ha mai dimenticato. Io non lo so veramente, ma evidentemente avrai un tuo perché.
Ricordi le due ragazze che abbiamo conosciuto l’altro ieri al bar? Non hanno lasciato nulla di intentato per abbordare il barista.
Avete conosciuto mai un’amica più indefessa con lo studio della lingua italiana di Irina? Appena si è svegliata già scalpitava per studiare.
Loro hanno conosciuto veramente la fame in gioventù e giocoforza hanno dovuto a volte rubare per vivere.
INDICATIVO TRAPASSATO PROSSIMO
Si usa per indicare un fatto avvenuto prima di un altro nel passato o comunque a esso collegato.
Mi hai scritto il giorno dopo che avevi conosciuto un tipo sereno e spiritoso. Mi sono accorto subito che ti sei innamorata di lui di punto in bianco.
Lui, fino a quel giorno, non aveva ancora conosciuto il vero amore e la voglia di sposarsi il più presto possibile, con tutti gli annessi e connessi.
Tuo marito è stato una svolta anche nella nostra vita. Non avevamo mai conosciuto un uomo così sensibile prima di conoscere il Papa.
Ricordo che vi siete sposati poco dopo. Quale sorpresa per noi! Per le nozze sceglieste proprio quel posto in che avevate conosciuto qualche anno prima con noi.
Era troppo tardi per salvarsi in calcio d’angolo. Forse avevano conosciuto periodi peggiori di quello, ma solo all’apparenza.
INDICATIVO PASSATO REMOTO
Si usa per indicare un fatto avvenuto nel passato, concluso e senza legami di nessun tipo con il presente; la lontananza è di carattere sia cronologico, sia psicologico.
All’università conobbi una ragazza che aveva la zeppola, era una ragazza bellissima ma molto timida. Aveva una fifa blu di parlare.
Mario conobbe Laura dopo che trovò la sua ex Erica a letto con il suo amante. Poverino, sembrava un’anima in pena ma finalmente adesso è felice.
Quando scoppiò la pandemia, nel lontano 2020, conoscemmo veramente la didattica a distanza. Ricordo come fu difficile ingranare nello studio con questo metodo.
Io e Maria ci amavamo già nel 1980. Voi conosceste la verità solo 10 anni dopo. Dacché adesso sapete tutto, potete finalmente dire cosa ne pensate.
I miei genitori si conobbero e si sposarono durante la seconda guerra mondiale. Fortuna volle che sono scappati dalla guerra insieme e vivi e vegeti.
INDICATIVO TRAPASSATO REMOTO
Si usa per indicare un fatto avvenuto prima di un altro nel passato, definitivamente concluso e senza riflessi sul presente
Non appena ebbi conosciuto le prove del suo tradimento, scappai di corsa. Per tanto tempo non seppi come ovviare alla situazione.
Se ricordi bene, dopo che avesti conosciuto il suo fare, decisamente sporco, decidesti di denunciarlo. L’hai fatto subito e senza remore. E dire che avevate vissuto una relazione apparentemente felice fino a quel punto.
Il giorno dopo che ebbe conosciuto tutta la verità sulla sua malattia, scrisse questo a sua madre: “domani dovrò andare in ospedale per un intervento, ma non ti preoccupare, voglio sincerarti che fra pochissimo tornerò alla carica.
Una volta passata la guerra credevo cambiasse tutto, invece quando avemmo conosciuto la verità, capimmo che ci illudevamo.
Voi invece, il giorno in cui aveste conosciuto che stava male, ve ne andaste senza dire niente. Proprio voi che allora eravate annoverati fra i suoi migliori amici.
Troppo tardi ebbero conosciuto il suo valore e i propri errori nei suoi confronti. Invano si scusarono con lei e così cominciarono ad accusare il colpo.
INDICATIVO FUTURO SEMPLICE
Si utilizza per un’azione collocata nel futuro rispetto a chi parla o scrive.
Fra un po’ conoscerò meglio questo ragazzo, poi deciderò sulla sua proposta di viaggiare insieme alla volta di Roma.
Vivi già da un pezzo da sola. È ora di fidanzarsi. Domani conoscerai un bravo ragazzo, ragion per cui ti consiglio di pensarci se te lo chiederà.
Lui conoscerà il tuo carattere e capirà senz’altro che sei una bella persona.
Prima dell’incontro con gli amici faremo i tamponi antigenici, quelli rapidi, così conosceremo inmen che non si dica i risultati.
Non conoscerete mai tutte le tappe del mio viaggio. È un programma segreto.
Un giorno gli uomini conosceranno le conseguenze del loro fare inquinante verso la natura. Lo scotto lo pagheranno le generazioni future.
INDICATIVO FUTURO ANTERIORE
Esprime un’azione futura che avverrà prima di un’altra. Spesso si usa con le espressioni “prima che”, “dopo che”, “quando”, “solo se”, “appena”, “non appena”, “nel momento in cui” ecc.
Appena avrò conosciuto le usanze di questo paese smetterò di cincischiare e deciderò sul da farsi.
Non preoccupatevi troppo. I vostri figli sono svegli, non appena avranno conosciuto tutte le difficoltà della faccenda sapranno fare di necessità virtù.
CONGIUNTIVO PRESENTE
In genere si usa per esprimere un dubbio, un’ipotesi, un augurio relativi al momento dell’enunciazione o della scrittura.
Benché Maurizio si comportasse in modo un po’ riservato di recente, penso sia la persona più empatica che io conosca
Secondo me è lui l’unica persona che tu conosca che sia votato a star vicino a quelli che hanno bisogno di supporto.
Domani ci sarà il mio esordio come autore. Finalmente me ne usciròcon il mio primo romanzo. Sembra però che nessuno conosca questa mia passione.
Che noi conosciamo o meno la verità, a Maria non interessa. Edire che eravamo amici.
Non mi torna che siate venuti a giocare ma allo stesso tempo non conosciate le regole del gioco.
Temo che siamo alle solite, cioè che i partecipanti del corso non conoscano l’argomento della lezione.
CONGIUNTIVO IMPERFETTO
In genere si usa per esprimere una speranza o un augurio. Insieme al condizionale presente si usa per esprimere una possibilità.
Hai ragione, quel tizio si è comportato male di brutto con noi, proprio come se non ci conoscesse. Qualecaterva di offese contro di noi!
Magari conoscessimo lo sviluppo di questa infame pandemia! Ci potremmo prefiggere obiettivi ambiziosi per quest’estate, tipo un bel viaggio in l’Italia
Se non conosceste il futuro sugli sviluppi della pandemia, acquistereste senza remore un volo alla volta di Roma? Sarebbe proprio una stupidaggine credo.
Non credo che mangerebbero questo piatto con gusto, se conoscessero gli ingredienti. Io li conosco ma ve li risparmio.
CONGIUNTIVO PASSATO
Il congiuntivo passato serve per esprimere un’azione passata che è accaduta prima di un’altra azione descritta con il verbo al presente nella frase principale.
Benché io abbia conosciuto questo ragazzo già da un pezzo, ho le mie ragioni per non venirgli incontro.
Mettiamo che tu abbia ragione e abbia già conosciuto questo divieto. Ma allora perché continui a fareil finto tonto? Vuoi chenon sappia che hai la patente da 20 anni?
Credo che Maria non abbia ancora conosciuto le difficoltà legate a quest’affare. Speriamo si sia munita quantomeno di begli argomenti per convincere i clienti.
Questa storia della trappola che lui avrebbe preparato per te è una delle tue peggiori ipotesiperegrine che noi abbiamo mai conosciuto.
Immagino che voi abbiate conosciuto la sua capacità di tirare simili tiri mancini, vero?
Credo che tutti lo abbiano conosciuto in quel periodo. Non c’è bisogno di comprovarlo ulteriormente.
CONGIUNTIVO TRAPASSATO
Il congiuntivo trapassato è usato per descrivere un fatto visto come non reale o non obiettivo, e viene usato per esprimere anteriorità rispetto al momento indicato dal verbo della principale.
Avrei voluto che avessi conosciuto la verità, e cioè che sei sguarnito di soldi. In tal caso non ti avrei sposato, caro mio. Ma va‘, che scherzo!
Avevo paura che non mi sposassi, nonostante tu avessi conosciuto un altro bell’uomo.
Malgrado lui avesse conosciuto il suo passato, lo volle ugualmente sposare, e per giunta in chiesa!
Abbiamo fatto entrare tutti al museo, a condizione che avessimo conosciuto la loro formazione. Nonostante questo qualcuno ha giudicato un obbrobrio il quadro di Van Gogh.
Ho avuto molta paura che mi rispondestepicche, sebbene aveste conosciuto come stavano le cose.
Loro non sono mai stati prevenuti nei miei confronti, nonostante avessero già conosciuto la nostra opinione.
CONDIZIONALE PRESENTE
Il condizionale presente viene utilizzato generalmente per esprimere un desiderio, fare una richiesta, dare un consiglio o esprimere un dubbio. Oppure per esprimere l’azione che potrebbe verificarsi o che si sarebbe potuta realizzare alla condizione espressa dal verbo al congiuntivo.
Se io fossi più indefesso nella lettura dei giornali italiani, conoscerei meglio la vita politica e sociale del belpaese. Tu invece zitto zitto leggi moltissimo.
Se avessi ascoltato attentamente l’ultimo episodio di italiano semplicemente, conosceresti senz’altro la risposta alla sua domanda.
Se non avessimo presente le preoccupazioni della notte, non conosceremmo la gioia che ci dà la luce di un nuovo giorno.
Se io dessi seguito alle mie parole e mi trasferissi in Italia conoscereste finalmente il vero Giovanni.
Se si ritagliassero solo un po’ di tempo per seguire gli episodi di italiano semplicemente, conoscerebbero presto come destreggiarsi con la lingua italiana.
CONDIZIONALE PASSATO
Si usa per esprimere: un’azione che non potrà essere cambiata, e quindi indica situazioni considerate solo potenziali e subordinate ad una condizione.
Peccato che non eri in vena di accompagnarci al cinema. Se fossi stato con noi avresti visto un bel film e al contempo avresti conosciuto la ragazza di cui ti avevamo parlato.
Sei lui fosse stato più maturo sicuramente avrebbe conosciuto i suoi limiti ed avrebbe potuto eludere ciò che è successo.
Non è colpa nostra che Eduardo ora si trova all’ultima spiaggia. Avremmo conosciuto il suo problema in tempo qualora ci avesse avvisato prima.
Se voi aveste mostrato più interesse per la sua situazione, avreste conosciuto il suo stato di salute. E adesso cascateproprio male con queste pretese.
Se i suoi genitori non si fossero allontanati da lui, avrebbero conosciuto le sue frequentazioni. Sarebbe toccatoin primo luogo a loro essere più presenti.
IMPERATIVO PRESENTE
Si usa per esprimere esortazioni, per dare ordini
Prima conosci e poi insegna. Questa è la regola da seguire. Bisogna armarsi di pazienza, non ci si improvvisa insegnanti.
Conosca che il gioco è perso, tanto più che non c’è più nessuno che abbia voglia di continuare.
Conoscete i fatti prima di parlare! E adesso meglio se prendete e ve ne andate.
Ma li hai sentiti? Ma a cosa alludono? Vai a capire perché restano così nel vago. Ma forse il problema è che non sanno bene l’italiano! Allora che prima conoscano la lingua e poi facciano proposte.
GERUNDIO PRESENTE
Si usa per descrivere azioni contemporanee a quelle della principale.
Conoscendo bene di trovarmi solo soletto su quest’isola deserta voglio cantare a squarciagola.
GERUNDIO PASSATO
Si usa per descrivere azioni antecedenti a quelle della principale
Avendo conosciuto le tue pretese esagerate ho dovuto mettere dei paletti.
INFINITO PRESENTE
In genere serve ad esprimere uno scopo, una causa, per fare esclamazioni, o anche per fare domande e porre dubbi, porre divieti e dare comandi.
Si usa normalmente come aggettivo e come sostantivo, e ha sempre un significato attivo
Conoscente del fatto che mi hai tradito di nuovo, ora ti caccio via di casa! E smettila di implorarmi, queste tue scuse lasciano il tempo che trovano.
PARTICIPIO PASSATO
Viene largamente usato sia con la funzione di aggettivo che con quella di verbo
Passi che sei un brutto bugiardo, passi anche che hai rotto la mia macchina con accanto a te la tua amante. Che però la tua relazione amorosa è conosciuta a destra e a manca, questo è veramente troppo!
Questa lezione del corso di Italiano Professionale, per non madrelingua, verte sulla sollevazione degli incarichi, vale a dire su una forma particolare di licenziamento.
Nel mondo del lavoro si sente spessissimo parlare di plagio. Si parla altrettanto spesso di pirateria, con lo stesso significato. In entrambi i casi si parla del cosiddetto “dirittod’autore“. Allora in questo episodio di Italiano Professionale inserirò anche alcuni verbi professionali, che sono già stati oggetto di episodi passati (vi inserisco il link all’interno dell’episodio), di conseguenza questo episodio finirà per essere anche un episodio di ripasso.
Il significato di plagio e pirateria, è molto simile a quello di furto. In tutti i casi si ha la proprietà di qualcosa. Sono entrambi dei reati, sebbene il furto sia giudicato più grave.
Cosa fanno i ladri? I ladri rubano, cioè si appropriano delle cose altrui. Ho usato il verbo appropriarsi, cioè far diventare proprio. Si parla quindi di proprietà. A chi appartiene questa automobile? Di chi è la proprietà di questa automobile?
Quando parliamo di plagio e pirateria però non si parla di oggetti rubati, ma fondamentalmente di idee rubate. Per commettere il reato di plagio infatti è sufficiente imitare qualcosa, apportando lievi modifiche a qualcosa e cambiandone il titolo. Così facendo ci si appropria di una qualche paternità sull’opera. In sostanza, non ci si può avvalere delle opere altrui per ottenere dei vantaggi personali, perché in questo modo si cagiona anche un danno al proprietario dell’opera, cioè di chi detiene la proprietà dell’opera. Spesso il confine tra il furto e il plagio è sottile, e un avvocato difensore di un ladro, in alcuni casi, potrebbe adoperarsi nel cercare di derubricare il furto in plagio per ottenere delle pene meno pesanti. Non credo sia cosa facile però.
Mi viene in mente il parmigiano e il parmesan cheese. Il parmesan cheese possiamo chiamarlo un plagio, in uso all’estero. Un tentativo di spacciare un prodotto, il parmesan scheese, per il vero parmigiano italiano.
Naturalmente il “parmigiano” non appartiene a nessuno in particolare, non ha un proprietario, quindi non è un plagio nel vero senso del termine. Il vero plagio ha bisogno di una vera proprietà.
Molto spesso si parla di plagio in ambito artistico e letterario. Si dice ad esempio che molti cantanti si siano “ispirati” un po’ troppo ad altre canzoni, molto famose, per scrivere il loro pezzo. Ma questo pezzo, questa canzone, risulta alla fine troppo somigliante all’originale. In questo caso si parla di plagio. Abbiamo quindi una falsa attribuzione a sé di opere o anche di scoperte, invenzioni scientifiche i cui diritti di invenzione spettano ad altri, i veri autori, i veri proprietari.
La questione riveste una certa importanza come potete immaginare, esiste infatti una legge per capire quando si tratta di plagio oppure no, e l’esito di questo confronto ha delle conseguenze penali ovviamente. Si chiama legge sul diritto d’autore e ci sono anche direttive europee. Quindi di volta in volta, quando c’è una denuncia di plagio, bisognerà valutare se si tratta di plagio oppure no. Prima parlavo di appropriazione di idee di altre persone. In realtà la definizione esatta non è idea, ma “un’opera dell’ingegno altrui”, quindi un’opera che scaturisce dalla mente di altre persone. Il termine ingegno indica quello che possiamo chiamare il principio attivo dell’intelligenza. Se diamo un’occhiata alle notizie sul web, notiamo che ci sono molte notizie che attualmente parlano di plagio. Ad esempio Dolce & Gabbana, la famosa casa di moda, è stata accusata di plagio per aver copiato delle ceramiche spagnole. E coloro che hanno denunciato questo plagio, hanno dichiarato che a loro non dà fastidio che qualcuno si ispiri alle loro opere, ma invece dà fastidio di essere copiati in modo sfacciato. Comunque chiunque denunci di essere stato plagiato deve suffragarele proprie accuse con delle prove. Prima parlavo della pirateria come sinonimo di plagio, ma forse è meglio chiarire che questo termine assume un significato più ampio. Questo termine viene da”pirati“, che sono coloro che in mare, assalgono e depredano a proprio beneficio navi di qualunque nazionalità, rubano il loro carico e anche le persone imbarcate. Quindi non siamo lontani dal concetto di plagio. Esiste anche la pirateria aerea, ma la questione non cambia. Si tratta di sequestrare un aereo mentre è in volo, minacciando con le armi costringendolo a dirigersi verso una destinazione diversa. In senso figurato però il concetto di pirateria è un atto, un comportamento di abuso associato a un atteggiamento fraudolento. Inoltre anche gli utilizzatori, cioè chi acquista questi prodotti possono essere accusati di pirateria. Quindi il pirata è anche chi utilizza in modo clandestino, quindi di nascosto, anche senza pagare le tasse, oltre a chi vende abusivamente e senza autorizzazione, prodotti generalmente come come libri, dischi, cd, dvd eccetera. Il plagio quindi è il reato commesso solamente da chi copia il prodotto, mentre la pirateria, termine poco giuridico, è commesso anche da chi acquista questo prodotto. La pirateria più famosa è probabilmente quella informatica. E questa è l’attività di chi riesce a entrare all’interno di reti di informazioni e archivî di dati informatici, copia programmi o dati riservati. Avete presente i cosiddetti hacker? Non c’è una vera traduzione in italiano di questo termine. Possiamo chiamarlo un esperto informatico disonesto, o, appunto, un pirata informatico. Infatti gli hacker possono fare anche pirateria perché se, una volta entrati in possesso di dati riservati, ne ricavano dei vantaggi economici illeciti. Abbastanza diffusa è anche la pirateria editoriale, cioè che si riferisce ai libri.
Voglio terminare con il verbo plagiare, che ha ovviamente il significato di copiare, attribuire a sé stessi un’opera di altri, sebbene viene spesso usato anche in modo simile a “convincere“. Si usa infatti nella psicologia in questo senso. Il plagio in questo caso è un termine che viene usato in due modi diversi. Il primo modo indica una sorta di abuso che consiste nel ridurre una persona in uno stato di totale soggezione al proprio potere. Quindi la persona plagiata fa tutto ciò che dice la persona che l’ha plagiata, che impartisce ordini alla persona plagiata, che si attienea sua volta tutte le sue disposizioni. In questi casi si parla comunemente di lavaggio del cervello o di manipolazione mentale. Anche questo dunque si chiama plagio. Questo modo di plagiare non ha niente a che fare però con i prodotti e il mondo del lavoro, invece, il secondo modo di usare “plagiare” nella psicologia è per indicare il “plagio incosciente”. Cos’è? Si tratta di quando un musicista, ad esempio, copia, senza rendersene conto, una musica di un altro musicista. Non lo fa apposta, non intende farlo, ma sempre di plagio si tratta. Non si può quindi addossare la colpa alla distrazione o dire che si tratta di una coincidenza.
Vediamo il verbo sapere in tutte le sue forme e approfittiamo per ripassare alcuni episodi già spiegati.
Indicativo presente
– Io so: So benissimo che Luigi non è sempre sincero, a volte fa il ruffiano
– Tu sai: È vero ma, sai, a suo modo è anche simpatico.
– Lui sa: Lui sa benissimo che io tengo fede alle mie promesse
– Noi sappiamo: Ma che c’azzecca? Sappiamo tutti che tu ti consideri una santa!
– Voi sapete: Sapete che cosa non mi torna?
– Loro sanno: Smettila, la questione non si pone, lo sanno già tutti.
Indicativo imperfetto
– Io sapevo: Ieri l’ho sgridato ma non sapevo che fosse reduce da una settimana di lavoro massacrante
– Tu sapevi: Non sapevi che è una persona da prendere con le molle?
– Lui sapeva: La docente non sapeva come aiutare l’alunno duro di comprendonio.
– Noi sapevamo: Dopo due ore siamo tornati a casa perché non sapevamo se si sarebbero ancora fatti vivi.
– Voi sapevate: E voi? Che, lo sapevate e non avete detto niente? Perché fate sempre i finti tonti?
– Loro sapevano: Queste persone non si sono iscritte all’associazione perché non sapevano che Italiano Semplicemente non ha niente a che spartire con la grammatica.
Indicativo passato prossimo
– Io ho saputo: Eravamo agitatissimi e stavamo per dire delle ingiurie. Per fortuna ho saputo smorzare i toni.
– Tu hai saputo: Allora hai saputo tenere a bada la voglia di cazziarli!
– Lui ha saputo: Eleonora è una persona molto coraggiosa che non si perde mai d’animo. Per fortuna anche dopo l’ennesima sconfitta ha saputo fare di necessità virtù.
– Noi abbiamo saputo: Non l’abbiamo eletto perché abbiamo saputo in tempo che aveva avuto molti agganci.
– Voi avete saputo: Avete saputo in anticipo che il PC si sarebbe impallato di nuovo?
– Hanno saputo: per poco non sono stati bocciati all’esame, ma per fortuna, rispondendo molto bene all’ultima domanda, hanno saputo salvarsi in calcio d’angolo.
Indicativo trapassato prossimo
– Io avevo saputo: Finalmente ho avuto il coraggio di dirgli ciò che avevo saputo da sempre, cioè che alla fin fine la sua ragazza se ne frega di lui.
– Tu avevi saputo: Ti si leggeva in faccia che avevi sempre saputo che nel giro di qualche mese l’affare sarebbe andato a monte.
– Lui aveva saputo: Alla sua età faceva ancora progetti a lunga scadenza, fermo restando che aveva saputo sin dall’inizio che la sua malattia era terminale.
– Noi avevamo saputo: Avevamo saputo che non saresti venuto e invece di aspettarti abbiamo fatto una capatina dai miei genitori.
– Voi avevate saputo: L’esame del mese scorso non era per niente facile, per fortuna avevate saputo ritagliarvi del tempo per prepararlo bene.
– Loro avevano saputo: Hanno ottenuto il lavoro perché avevano saputo fare buona impressione al colloquio.
Passato remoto
– Io seppi: Quando seppi che a pagare lo scotto sarebbe stata mia figlia diventai un’anima in pena.
– Tu sapesti: Balzava agli occhi che ti stavano prendendo in giro ma in quel momento non sapesti rispondergli a tono.
– Lui seppe: Quando seppe che ero arrivato in finale cominciò a gufarmi contro.
– Noi sapemmo: Quando sapemmo che la brutta notizia sul vaccino Astra Zeneca era priva di fondamento tirammo un sospiro di sollievo
– Voi sapeste: Appena sapeste che aveva frodato il fisco, gli deste il benservito.
– Loro seppero: Quando seppero che stava prendendo corpo l’ipotesi di un mutamento del virus cambiarono strategia.
Trapassato remoto
– Io ebbi saputo: Appena ebbi saputo che mio figlio rientrava spesso dopo mezzanotte gli misi dei paletti.
– Tu avesti saputo: Appena avesti saputo di aver superato l’esame ti scatenasti.
– Lui ebbe saputo: Appena ebbe saputo che suo genero sfruttava la moglie si vide costretto a intervenire sulla loro relazione
– Noi avemmo saputo: Quando avemmo saputo che furono di diverso avvisotagliammo corto e ce ne andammo.
– Voi aveste saputo: Appena aveste saputo che il virus si trasmetteva soprattutto negli asili nido, correste ai ripari attraverso misure adeguate.
– Loro ebbero saputo: Dopo che ebbero saputo che avevo la zeppola non mi degnarono più di uno sguardo.
Futuro semplice
– Io saprò: Stasera vado a vedere la partita di calcio e così saprò se la cosiddetta malattia di Gianni è solo un pretesto per marinare la scuola o meno.
– Tu saprai: È ovvio che a volte Gianni non lo reggi più ma ascolta qualche suo episodio e saprai apprezzarlo molto di più!
– Lui saprà: di primo acchito la mia proposta gli sembrerà un’assurdità ma sono sicura che dopo qualche riflessione saprà coglierne il significato più profondo.
– Noi sapremo: Ma quale significato profondo? Datti una regolata! A breve sapremo tutti che ti sei montata la testa.
– Voi saprete: Se volete essere al corrente degli ultimi pettegolezzi, andate dal parrucchiere in paese. Saprete tutto di tutti ma state attenti alle voci false e tendenziose.
– Loro sapranno: Se sei a debito di una bella espressione italiana, rivolgiti ai membri dell’associazione. In men che non si dica loro sapranno rispolverare tutti gli episodi dei due minuti.
Futuro anteriore
– Io avrò saputo: Quando avrò saputo che ciò che dici risponde al vero accetterò volentieri il tuo invito!
– Tu avrai saputo: Avrai anche saputo esordire con una frase poetica ma il prosieguo della conversazione non è stato ungranché.
– Lui avrà saputo: Temo che mia figlia si stia innamorando di quel bel ragazzo! Avrà saputo vedere la sostanza e non la forma?
– Noi avremo saputo: Soltanto quando avremo saputo avere contezza completa di quanto stia accadendo saremo in grado di affrontare la situazione Covid 19. Con tutte le notizie false che ci arrivano a destra e a manca continuiamo ad andare a tentoni!
– Loro avranno saputo: Quando questi direttori d’orchestra avranno saputo giostrare la rosa dei loro musicisti saranno in grado di riscuotere successo e fama a livello internazionale.
Condizionale presente
– Io saprei: Mi armo di pazienza. Se tu mi dovessi rispondere picche ti saprei aspettare per tutta la vita.
– Tu sapresti: Sapresti l’ora esatta? A volte il mio orologio sgarra di qualche minuto.
– Lui saprebbe: Se Angela non cincischiasse durante la spiegazione dell’insegnante adesso saprebbe rispondere alle domande.
– Noi sapremmo: Se durante la nostra assenza i nostri figli avessero fatto bisboccia, lo sapremmo perché abbiamo chiesto al nostro dirimpettaio di dare un’occhiata regolarmente.
– Voi sapreste: Stasera giochiamo la prima partita della stagione. Sapreste darci manforte?
– Loro saprebbero: Se non avessero calcato troppo la mano saprebbero molte più cose sulla vita sociale del loro figlio. Adesso il povero ragazzo è introspettivo e riservato nei loro confronti.
Condizionale passato
– Io avrei saputo: Avrei saputo aiutarlo a farsi strada se non avesse preso la decisione scellerata di licenziarsi.
– Tu avresti saputo: Non ti nascondo che mi sono licenziata. Altrimenti avresti saputo presto che mi sarei dovuta calare le braghe per accontentare la direttrice. Non si poteva andare avanti così.
– Lui avrebbe saputo: Se non avesse indugiato così a lungo a firmare un nuovo DPCM, avrebbe saputo molto prima che le mezze misure non sono sufficienti.
– Noi avremmo saputo: Caro figlio, grazie per essere stato sincero con noi. Non devi mai nasconderci le cose. Infatti avremmo saputo dal tuo comportamento che la tua ex-fidanzata si è fatta viva di nuovo. Occhio però!
– Voi avreste saputo: Ah, siamoalle solite. Ma io sono più furbo di come pensate: lo avreste saputo solo se lo avessi voluto. E così è stato.
– Loro avrebbero saputo: Se i giocatori avessero dato seguito alle parole dell’allenatore avrebbero saputo smarcare i difensori della squadra avversaria.
Congiuntivo presente
– Io sappia: Ciao Lucia, mio marito era abbastanza ubriaco ieri sera durante la cena. Spero che non se ne sia uscito con le sue solite barzellette imbarazzanti?
Stai tranquilla, non che io sappia.
– Tu sappia: Buongiorno, sto cercando un regalo per la mia fidanzata. Ah, bello, pensavi a un romanzo? Beh, a dire il vero, nonne ho la più pallida idea. Che tu sappia, quali libri piacciono alle ragazze?’
– Lui sappia: Aspetta, chiamo il direttore. Si dà il caso che lui sappia proprio tutto sui libri che piacciono alle ragazze.
– Noi sappiamo: Abbiamo molta fiducia in nostro figlio, siamo sicuri che sarà promosso benché sappiamo che non è votato allo studio.
– Voi sappiate: Scusatemi se torno alla carica ma lo faccio affinché voi sappiate che mi piacerebbe veramente poter lavorare in questa azienda.
– Loro sappiano: Spero tanto che i nuovi ministri sappiano rimettere in sesto il paese dopo la crisi economica.
Congiuntivo passato
– Io abbia saputo: che io abbia saputo sconfiggere il covid non è certamente merito mio. Questo vadetto. Sono solo molto giovane.
– Tu abbia saputo: Mi dispiace che tu abbia saputo la notizia da un giornale. Avrebbero dovuto dirtelo a tu per tu!
– Lui abbia saputo: Credo che Luigi abbia saputo dei controlli sul lungomare. Infatti si è munito di una autocertificazione
– Noi abbiamo saputo: che noi abbiamo saputo proprio da te il nome della tua ragazza è un mero caso. Ma adesso ci sfugge di mente.
– Voi abbiate saputo: Spero che abbiate saputo godere dell’ammazza-caffè che vi hanno offerto Sandro e Paolo?
– Loro abbiano saputo: Eccome se ne abbiamo goduto! De-li-zio-so!!! Quello al sambuco è il migliore che i due abbiano saputo preparare!
Congiuntivo imperfetto
– Io sapessi: Il professore si aspettava che io sapessi rispondere almeno all’ottanta per cento delle domande prima che scadesse l’ora di tempo, ma dopo 50 minuti non ero ancora a cavallo.
– Tu sapessi: Vorrei che tu sapessi che io non prendo la seggiovia neanche per sogno!
– Lui/lei sapesse: Non vorrei che mia moglie sapesse che ci incontriamo ogni martedì. Ci rimarrei male se dovesse scoprirlo e poi decidesse di lasciarmi.’
– Noi sapessimo: Ma che dici? Ti pare che prima o poi non avrà sentore di adulterio? Stai fresco! Poi sappiamo come sono gli uomini. Ancora ancora se non lo sapessimo….
– Voi sapeste: Non immaginavo che voi sapeste sempre tutto. Ma aragion veduta avrei potuto ipotizzarlo. E allora io mi domando e dico: come ho fatto a non rendermene conto prima?
– Loro sapessero: Dai, non farla lunga! Stai zitto, bugiardino che non sei altro! Se gli uomini sapessero tutto allora ….. No, meglio che io resti sul vago.
Congiuntivo trapassato
– Io avessi saputo: Se avessi saputo che mi avrebbero colto sul vivo, sarei rimasta zitta.
– Tu avessi saputo: Se tu avessi saputo saperci fare coi bambini, il rapporto che adesso hai con loro sarebbe migliore.
– Lui avesse saputo: Se Gianni avesse saputo in anticipo che sua nonna gli sarebbe venuta incontro, probabilmente avrebbe comprato la casa di campagna.
– Noi avessimo saputo: Ha venduto la sua dimora perché non voleva che sapessimo che la casa fu ristrutturata in modo così obbrobrioso. Se lo avessimo saputo prima avremmo potuto impedirlo.
– Voi aveste saputo: se non aveste saputo prendere spunto da questa bella storia per farne un film, oggi non sareste qualcuno ad Hollywood.
– Loro avessero saputo: Se avessero saputo che di lì a poco il nemico sarebbe stato sul piede di guerra probabilmente sarebbero stati più attenti. E dire che li avevano avvisati.
Imperativo Presente
– Sappi: Il professore è sempre stato accondiscendente ma sappi che adesso anche per lui la misura è colma.
– Sappia: Mi scusi. Da dove parte il treno per Bologna?
Dovrebbe recarsi al binario tre ma sappia che di volta in volta i treni partono con un ritardo di qualche minuto.
– Sappiate: Okay, sono d’accordo per assumervi come camerieri ma sappiate che dovrete cimentarvi anche in cucina!
– Sappiano: Ma di che cosa si lamentano? Sappiano che hopreso atto di tutte le loro richieste e che ho fatto di tutto per andargli incontro.
Infinito Presente
– Sapere: Vorrei sapere chi crede ancora alle sue supercazzole! Lui non dice altro che frasi fatte di paroloni senza senso!
Infinito passato
– Aver saputo: Dopo aver saputo che alla festa mi sarei dovuta sorbire tutte le lamentele di mia suocera ho fatto finta di essere malata e sono rimasta a casa.
Participio presente
– Sapiente: Tu sola sei sapiente di quello che tutti gli altri ignorano. Te ne capaciti oppure no?
Participio passato
– Saputo: Ho saputo che tu e la tua nuova segretaria sareste diventati amanti ancora prima che lo sapessi tu! Ma stai tranquillo. Le tue tresche non mi tangono più.
Gerundio presente
– Sapendo: Sapendo che non sarà altro che l’ennesima tua infatuazione a breve termine me ne faccio una ragione.
Gerundio passato
– Avendo saputo: Avendo saputo delle tue numerose avventure mi prefissi di ignorarle per non soffrire.