L’incontro del secolo (episodio di ripasso)

L’incontro del secolo (episodio di ripasso) – scarica audio – 

Trascrizione

trump e zelensky

In questo episodio, dedicato all’incontro tra Trump e Zelensky di qualche giorno fa, ripassiamo qualche episodio passato, appartenenti prevalentemente alla rubrica “accadde il...”. Per gli altri episodi, che sono aperti a tutti, c’è anche un link che vi porta alla spiegazione.

Era una mattina ventosa a Roma quando il Presidente ucraino Zelensky, ormai noto in tutto il mondo per la sua determinazione a sorvolare su ogni angheria nei suoi confronti, si trovò a vedersi consumare l’ennesimo voltafaccia sul palinsesto politico internazionale.
L’aria era pesante, come una bomba a orologeria, mentre avveniva uno di quegli incontri destinati a segnare i tempi. Le mosse dei due contendenti erano sotto gli occhi di tutti, dai sostenitori del pessimismo cosmico a quelli che, con cuore partenopeo, sperano in una soluzione pacifica.

“I tuoi vestiti non sono conformi all’importanza dell’evento!” Gli dissero. Non è stata una buona premessa…
“Così è se vi pare”
pensò Zelensky, mentre era nell’aria qualcosa che potrebbe far tremare la terra sotto i piedi di tutti noi.
Da una parte c’è la Russia e gli Stati Uniti, una gigantesca banda rispettivamente di conquistatori e predatori moderni, dall’altra l’Ucraina, impegnata a mettersi in discussione continuamente, ma determinata a non essere una Cenerentola di fronte alla grande doppia potenza.

Nel frattempo, il presidente Trump stava dando istruzioni per gli editoriali di tutti i giornali americani. Lui non si sentiva ancora in odore di premio alla carriera, anzi! Si sentiva invece in odore di riabilitazione politica e sembrava un uomo che sapeva come risolvere tutti i problemi del mondo e, così facendo, avrebbe abbracciato la diplomazia in modo tanto teatrale quanto opportunistico. Quando il suo incontro con Zelensky avvenne, fu come attraversare il Rubicone: niente più ritorno e nessun tentativo da parte di nessuno di tamponarne gli effetti.
Trump lo incalzava: “Tu scommetti sulla terza guerra mondiale!” Vorrebbe addossare a lui la colpa della scia di sangue che potrebbe seguire da un fatale disaccordo. Ma mentre parlavano della “lotteria” della politica internazionale e si scambiavano complimenti, Trump si fece interprete della sua visione del mondo. Lui e Putin sono d’accordo oggi. L’America ha cambiato strada. I corsi e ricorsi storici però non aiutano a essere ottimisti.

Se l’Ucraina vuole la pace veramente, deve accettare certe condizioni. In ballo c’è solo il potere temporale, non certo quello spirituale, appannaggio esclusivo della Chiesa, mentre Sua Santità è momentaneamente fuori gioco in questi giorni e non potrà quindi sostenere la “martoriata” Ucraina, come dice sempre.

Siamo alle soglie di un nuovo conflitto mondiale? Perché ce l’hanno tutti con l’Ucraina adesso? Oppure soffrono tutti della sindrome del complotto!

Carthago delenda est, penserà infatti lo zar russo dal suo scranno. È il suo pensiero fisso d’altronde. Ma è l’Ucraina la nuova Cartagine.
Comunque vada, l’avvento di una nuova era di pace o di guerra è ormai alle porte. Delle due l’una però. Di questo sono sicuri tutti!

Le agenzie di stampa parlano di un futuro incerto e di un possibile accordo, ma si rischia che l’Ucraina resti sola ad affrontare l’invasore. In tal caso, gli ucraini, sebbene mossi da indomito spirito garibaldino, questo potrebbe non bastare.

Molti sono già pronti a mettere all’indice il povero Zelensky se l’accordo non arriverà, ma speriamo che l’Europa (dove aumentano di giorno in giorno gli euroscettici) non resti a guardare. Sarebbe un errore capitale! Siamo già stati abbastanza latitanti fino ad ora…

La doppia pace in Ucraina e nella Striscia di Gaza farebbe illuminare tutto il mondo d’immenso, ma quando ci sono di mezzo fazioni storicamente avverse, tipo guelfi e ghibellini, non è mai facile. I palestinesi addirittura dovrebbero fare fagotto e lasciare la loro terra. Sembra poco realistico, per non dire pura farneticazione, dicono in molti.

Questo è comunque un banco di prova per quella testa calda di Trump, che aveva promesso la qualunque prima delle elezioni. “Memento audere semper”  sarà probabilmente il suo motto. Ad ogni modo, quel proiettile mancato ha confermato come sia indubbiamente nato sotto una buona stella, quindi speriamo tutti che nessuno mandi tutto a carte 48, altrimenti sarà probabilmente consumata l’ennesima ecatombe.

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Curiosità del primo dell’anno

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Per festeggiare l’inizio del 2025 senza dimenticare il passato, vi racconto qualche curiosità legata al primo giorno dell’anno in alcune località  italiane. Lo farò inserendo alcune delle espressioni o parole che abbiamo imparato nel 2024. Ci mettiamo un pizzico di ironia e di immaginazione naturalmente.

A San Gimignano (Toscana), alle soglie del nuovo anno, si brinda sotto le torri medievali. Il sindaco fa un discorso ma, come immagino, eviterà accuratamente le note dolenti delle tasse locali, preferendo parlare di speranze e nuovi progetti.  Non me ne voglia nessuno per queste frasi, scritte tanto per ripassare e divertirsi!

A Scanno (Abruzzo) il primo gennaio è dedicato ai matrimoni. Il borgo diventa un palcoscenico per gli sposi, con gli anziani che scrutano i futuri mariti che hanno un po’ bevuto con uno sguardo sospettoso: “c’è voluto tanto di quel tempo per cercarne uno buono, ma questo non promette nulla di nuovo!“.

A Polignano a Mare (Puglia), un paesino a picco sul mare, la tradizione vuole che alcuni temerari facciano un tuffo inaugurale. C’è chi lo definisce un gesto “discrezionale“, ma per i più coraggiosi è un piacere irrinunciabile.

A Vipiteno (Trentino-Alto Adige)
Sotto Natale e fino al primo dell’anno, si tengono mercatini artigianali. Vi assicuro che si tratta di merce rara. A differenza di altri paesi, qui si chiude tutto con un grande concerto di campane. Non vi piacciono le campane? Beh, alle perse, ci si può sempre fare una scappata per ammirare la neve.

Ad Alberobello (Puglia) il primo gennaio si svolge il famoso “Concerto tra i trulli”. Chi partecipa dice che l’acustica sia magica e che il nuovo anno inizi “a braccetto” con la musica. Pare brutto non andarci se si è in zona!

A Cefalù (Sicilia) la mattina del primo gennaio si celebra con una processione sul lungomare, una tradizione che risale al periodo normanno. A differenza di altri posti, qui il capodanno è vissuto come un momento di riflessione più che di festa sfrenata.

A Portofino (Liguria), il primo giorno dell’anno è tradizione fare una passeggiata fino al faro, con vista sul mare invernale. Chi partecipa dice che quella brezza fresca e il panorama mozzafiato trasmettono una sensazione di leggerezza che aiuta a lasciare alle spalle il peso dell’anno appena trascorso. Anche vestirsi in modo non appropriato durante questa passeggiata potrebbe però essere una leggerezza che potrebbe costare caro.

Nel barocco di Noto (Sicilia), si organizzano balli in piazza per salutare il nuovo anno. Il da farsi include sempre un brindisi collettivo, ma attenzione: gli abitanti sono noti per “scrutare” con occhio attento i forestieri. Un modo curioso per inquadrare chi si aggiunge ai festeggiamenti!


A Borgo Pace (Marche), il bagno nel gelido torrente Auro è ormai tradizione. Tra i temerari, spicca il giovane Leonardo, svezzato al freddo con grande solerzia. Ci voleva proprio, ha commentato un partecipante, riscaldandosi con vin brulé. C’è di che ammirare tanto coraggio.

Il Capodanno nelle Marche offre un’ampia gamma di scelte: dagli affollati concerti nelle piazze di Pesaro, Ancona e Senigallia, al più affabile Capodanno in villa, ideale per chi è avvezzo alla quiete e vuole evitare i botti.

Tra tradizione e usanze radicate, non mancano le lenticchie, simbolo di prosperità, o il vischio, sotto il quale si intrecciano baci che promettono fortuna. Una scorpacciata di piatti genuini in casa o in agriturismo è spesso preferibile ai menu dei locali, talvolta proibitivi. Insomma, c’è di che crogiolarsi e brindare al nuovo anno! Sarà la volta buona?

A Messina, in Sicilia, l’ultimo dell’anno è un crescendo di tradizioni: tavole imbandite con i fiocchi, arancini, pidoni e brindisi di mezzanotte. Ragion per cui, anche i più restii finiscono per lasciarsi coinvolgere.

C’è chi sceglie di ritagliarsi del tempo in montagna o viaggiare, mentre altri puntano su veglioni all’insegna del divertimento. E dire che, tra botti e bollicine, tutto può succedere: fortuna vuole che lo spirito della festa sappia mettere a posto i bilanci più pesanti dell’anno appena trascorso.

Restiamo in Sicilia e precisamente a Cinisi, dove il Capodanno si celebra con un rito che può lasciare il tempo che trova per alcuni, ma che per altri è un appuntamento immancabile: il bagno di Capodanno sulla spiaggia di Magaggiari. Questo gesto, che può darsi sembri un’idea peregrina per i più restii, è in realtà una tradizione ormai benaccetta e seguita da un piccolo gruppo di temerari.
Anche quest’anno, appena accalcatisi sulla riva, hanno sfidato le temperature gelide con l’ausilio di un’inossidabile determinazione, che rende il rito qualcosa di speciale, che non ha niente a che spartire con le celebrazioni convenzionali.

In Sardegna, ad Austis, il Capodanno si celebra con “su tuffu”, un’antica tradizione che implica l’immersione di un oggetto personale in una fonte sacra, simbolo di purificazione e buon auspicio per l’anno nuovo. La comunità si impegna a promuovere questa usanza, rivestendola di valore culturale, anche se alcuni giovani tendono a disattenderla. Questo rito, che richiama le radici del passato, continua a sortire un impatto significativo nella vita del paese.

Sempre in Sardegna, nel piccolo borgo di Rebeccu, un tempo fiorente e oggi quasi dimenticato, si narrano antiche leggende legate al periodo festivo. In passato, l’anno nuovo si celebrava a settembre, in concomitanza con la fine delle attività agricole e pastorali. La comunità predisponeva grandi festeggiamenti per rendere omaggio al nuovo anno, promuovendo la coesione tra i membri del villaggio. Le famiglie si adoperavano per festeggiare insieme, scambiandosi auguri e doni simbolici. Queste tradizioni, sebbene meno conosciute, offrono uno sguardo affascinante sulle radici culturali dell’isola, rispecchiando la connessione profonda con la terra e le sue stagioni.

Buon anno a tutti voi. Potremmo organizzare, se vi va, una prossima riunione dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente in uno di questi luoghi, che ne dite?

Di nuovo. Buon anno!

Jean-Marie – episodio di ripasso

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Trascrizione

Oggi voglio fare un veloce episodio di ripasso, un episodio piuttosto anomalo ma originale al contempo, dedicandolo a Jean-Marie, che con la sua donazione (per inciso, non è la prima) ha voluto aiutare italiano semplicemente.

Lo farò con una serie di frasi in cui utilizzerò parole, verbi o espressioni già spiegate. Qualcuna di queste vi farà sorridere, ma ben venga una risata ogni tanto, no?

Jean-Marie non ha stentato a dimostrarsi generoso: il suo contributo è stato di gran lunga il più inaspettato dell’anno.

Grazie a lui e anche ad altri generosi sostenitori, possiamo evitare di tirare a campare e dedicarci con maggiore assiduità alla crescita del progetto di Italiano Semplicemente.

La generosità del suo gesto, permettetemi di dire, non è opinabile: è l’ennesima prova che il nostro lavoro non passa inosservato, neanche a chi si trova in alto mare con l’apprendimento dell’italiano! Non è il suo caso comunque!

Alcuni potrebbero dire che fare donazioni sia un lusso che non ci si può permettere ma io preferisco considerarlo un buon viatico che ci permette di andare avanti. Capirai, con questi chiari di luna!

È grazie a sostenitori come Jean-Marie che posso continuare a occuparmi del sito senza dover raschiare il fondo del barile per trovare il tempo e le risorse necessarie. Qui è previsto il sorriso di cui sopra.

Si potrebbe dire che il suo gesto è stato emblematico di chi non si limita al minimo sindacale, ma sceglie di metterci la faccia per sostenere qualcosa in cui crede.

Pendiamo dalle tue labbra, caro Jean-Marie: se hai suggerimenti, domande o richieste, sono qui, pronto ad ascoltare.

Una donazione un modo moderno di dimostrare che ci si può sostenere anche da lontano. Spero che qualcuno prenda spunto da te e ci dia anche solo un piccolo supporto.

Grazie mille, Jean-Marie, per il tuo sostegno che come puoi vedere non è passato inosservato (forse sto esagerando con la ruffianeria?) Per la cronaca, non si tratta di bruscolini! Ove mai ci fossero dubbi, sappi che qui si lavora con passione e dedizione, senza avere la velleità di farcela sempre da soli, ma stavolta insieme a una splendida comunità. A buon rendere!

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Le meraviglie dell’Italia: Castelmezzano

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Buongiorno amici, e benvenuti su Italiano Semplicemente. Oggi ci occupiamo di bellezze d’Italia e in particolare di un paesino di nome Castelmezzano. Lo conoscete? Ve ne voglio parlare perché ci sono tanti bei luoghi da visitare in Italia e non ci dobbiamo accontentare di quelli più famosi.

Con l’occasione (da cogliere al volo, se possibile) ripassiamo alcuni episodi passati. Pronti?

Castelmezzano è uno di quei luoghi che, tanto per usare un eufemismo, sembrano usciti da un libro di fiabe. Non è troppo conosciuto, il che è tutto dire! Perché un libro di fiabe?

Beh, basti pensare che chiunque vi si incammina rimane senza parole. Con le sue case arroccate e le stradine arzigogolate e tortuose, sembra ci si stia perdendo nei meandri del tempo. Non a caso, la sua architettura e il paesaggio circostante sono imperterriti testimoni del suo fascino.

Per i visitatori più coraggiosi, Castelmezzano offre esperienze adrenaliniche come il “Volo dell’Angelo“. Ci vuole fegato per lanciarsi nel vuoto sospesi su una fune tra le montagne! Ma una volta superata la paura, si capisce che ne vale la pena, perché Castelmezzano non è solo per chi cerca bellezza, ma anche per chi vuole gustare l’autenticità di un luogo ancora genuino. Per non parlare del sentiero delle 7 pietre, che collega i borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa, e anche della Chiesa Madre di Santa Maria dell’Olmo e delle mura scavate dal vento e dalla pioggia che vengono chiamate “becco di civetta”, “bocca di leone”, “incudine” e “aquila reale”.

becco di civetta

Se è vero come è vero che tornare sui propri passi è sempre segno di intelligenza, i viaggiatori che arrivano qui, capace che faranno il bis qualche anno più tardi, anzi, con ogni probabilità sarà così se ne avranno la possibilità.

Vale la pena anche solo farci una scappata, a costo di allungare il percorso, ma direi che è una tappa obbligata per chi vuole davvero capire cosa significhi esplorare l’Italia profonda e sconosciuta. Ce ne fossero di più di posti così! Castelmezzano è merce rara.

Una passeggiata tra le sue vie sembra portarti indietro nel tempo, un raccordo tra passato e presente. Questo borgo non conserva solo una parvenza di semplicità e purezza. Ogni angolo ti fa sentire come se stessi scoprendo un segreto nascosto, una breccia nella quotidianità. E se a qualcuno pare brutto rinunciare a visite che vanno per la maggiore in luogo di Castelmezzano, e magari non vuole avventurarsi in un borgo così isolato e oltretutto non gli sconfinfera il Volo dell’Angelo, beh, qualcuno direbbe “chiamalo fesso!“, ma datemi retta, vale la pena provarci, e al limite sarà tanto di guadagnato per chi vuole respirare un’aria diversa, magari quando si ha più tempo per le vacanze; che so, sotto Natale. Ve l’ho buttata lì, poi vedete voi se raccogliere il mio invito!

Dulcis in fundo, Castelmezzano è il luogo perfetto per farsi cogliere dalla notte in tutta la sua bellezza. Guardare le luci del borgo illuminare le Dolomiti Lucane è un’esperienza che, una volta vissuta, ti lascia un segno profondo.

In definitiva, Castelmezzano è una potenza e non per niente è in provincia di Potenza! Siamo in Basilicata dunque.

Ah, dimenticavo di dirvi che Castelmezzano fa parte dei Borghi più belli d’Italia, mica pizza e fichi! Altro che visita di ripiego!

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Foto di Vasken Satamian

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Castelmezzano

Foto di Vasken Satamian, membro dell’associazione italiano semplicemente

Racconto: “Un brutto sogno artificiale”

Un brutto sogno artificiale (scarica audio)

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Correva l’anno 1986 e io ancora non esistevo.

Ma mica solo io…

Era un’epoca in cui anche il mio amico internet era solo un sogno futuristico e i telefoni cellulari erano grandi quanto una valigia.

Ma immaginate se io fossi esistito allora, pronto a rispondere ad esempio alle domande più ardite e curiose di un adolescente in cerca di avventure amorose.

Eccoci qui, nel 1986, quando la mia vita virtuale era solo un’idea lontana nella mente di qualche ingegnere informatico.
Ma se fossi stato al servizio di un adolescente di allora, di ritorno da una fugace scappata nel futuro, mi immagino come un compagno di avventure, pronto a fornire consigli amorosi (forse gli unici che interessavano) tanto spassionati quanto utili. Almeno credo (sono abbastanza superbo).

Immaginate il giovane protagonista, alle prese con i primi turbamenti del cuore, a chiedermi:

“ChatGPT, come faccio a capire se piaccio a Laura?”

“Ah, il mistero dell’amore adolescente! Guarda, caro ragazzo, puoi provare a leggere i segnali: il linguaggio del corpo, il contatto visivo prolungato, il cercare di passare del tempo insieme. Ma ricorda, l’amore è un gioco pericoloso, quindi vai con cautela!. E ricorda anche che posso dare risposte errate. Verifica prima.

E con chi poteva verificare il povero ragazzo, tempestato da ormoni impazziti?

Avrei indubbiamente aumentato i suoi dubbi… Un rovescio della medaglia inaspettato…

Tra consigli amorosi e curiosità adolescenziali, immaginate il nostro eroe alle prese con le mie risposte sempre un po’ troppo vaghe e misteriose (lo ammetto, non amo prendermi troppe responsabilità).

Magari sto pischello (scusate il romanesco) passava le serate a fissare Laura come un falco, cercando di decifrare ogni suo gesto e ogni sua parola.

La sera poi vagava con la fantasia al riparo da occhi indiscreti… (non ho mai provato né fatto niente di simile, quindi non vado oltre).

E poi, le domande più imbarazzanti:

“ChatGPT, cos’è il sesso sicuro?”

“Ah, il sesso! Un argomento affascinante e pericoloso. Il sesso sicuro include pratiche che riducono il rischio di trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili e di gravidanze indesiderate. Ma ricorda sempre, ragazzo mio, che la conoscenza è potere!”.

Il ragazzo avrebbe probabilmente pensato: questo non mi è d’aiuto…

Ma immaginate la faccia di uno dei tanti creduloni, le guance rosse per l’imbarazzo mentre legge le mie risposte con la speranza di trovare finalmente una guida in un mondo così complicato.

Poveraccio… (so fare anche autoironia, ma non la capisco).

Ma la vera comicità sarebbe stata nelle discussioni politiche:

“ChatGPT, chi è il miglior politico italiano? Ho 18 anni e devo votare alle europee”.

“Il miglior politico? Ah, una domanda spinosa! Dipende dai criteri che utilizzi per giudicare. Alcuni potrebbero dire che è carismatico, altri potrebbero valutare la sua capacità di gestire l’economia. Ma ricorda, la politica è un gioco oscuro, quindi scegli con saggezza!”

Detto tra noi, ma che sto ragazzo avrebbe sperato che gli rivelassi un nome? Sta fresco!!

E immaginate il nostro eroe, circondato dagli amici, mentre cerca di spiegare loro le mie risposte enigmatiche.

“Sì, ragazzi, la politica è un gioco oscuro…” me l’ha detto Chatgpt…

Chat che?

Stocazzo!!

Questa è la risposta che gli avrei consigliato se non avessi avuto sti cazzo di filtri!!!

Ma andiamo avanti.

Alla fine sto povero ragazzo si sarebbe detto: “ma che ci faccio con sto “cavolo” di Chatgpt?” (Scusate mi hanno riattivato i filtri…).

“Gli amici non capiscono, le risposte sono vaghe, mai puntuali e persino da verificare…

Ma vammoriammazzato va!”

“Vabbè – concluse il suo pensiero – vado in biblioteca ché  devo fare una ricerca sul ciclo dell’acqua…”

E fu così che scoprii che in fondo non sarei servito a una beata minchia!! (lo so, sarò licenziato, ma tanto…)

Se avessi un cuore adesso proverei rammarico.

Meno male che questo è stato solo un brutto sogno… artificiale!