Il verbo combinare

Il verbo combinare – (ep. 1184) (scarica audio)

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Trascrizione

Cari amici di Italiano Semplicemente, oggi parliamo di un verbo che si usa moltissimo: il verbo combinare!

Già dal suono capiamo che c’entra qualcosa con l’unione, con il mettere insieme. E infatti, “combinare” significa proprio “mettere insieme”.

Ma attenti, perché questo verbo è come un attore: ha tanti ruoli diversi. Vediamoli uno per uno, con esempi, ovviamente.


1. Combinare = mettere insieme

Questo è l’uso più “innocente” del verbo.

  • Giovanni e Marcelo hanno dovuto combinare bene tutti gli appuntamenti, altrimenti rischiavano di accavallarli.

Qui “combinare” è usato nel suo senso organizzativo e armonizzante: mettere insieme le cose in modo ordinato, senza creare confusione o sovrapposizioni. Il verbo “accavallare” è perfetto come controparte: vuol dire mettere una cosa sopra un’altra, in questo caso appuntamenti sovrapposti, un classico da agenda impazzita! Esempio alternativo:

Se non avesse combinato bene gli orari, Giovanni si sarebbe trovato a parlare con due persone contemporaneamente… e magari in due lingue diverse!

Altro esempio:

La combinazione dei colori usata non è di mio gradimento.

Qui invece “combinazione” è un sostantivo e si riferisce all’accostamento, cioè come i colori sono stati messi insieme.
È un uso molto comune in ambito estetico, nel design, nella moda. E sì, anche quando ti fanno indossare quella camicia a fiori gialla su pantaloni verdi…

In questi casi si usa anche abbinare.

Possibile alternativa:

Chi ha scelto questa combinazione cromatica? Era bendato forse?

Insomma, quando unisci cose diverse in modo possibilmente armonico, stai combinando.

2. Combinare = organizzare

Quando gli italiani organizzano qualcosa, “combinano”

Hai combinato tu l’incontro tra Angela e Albéric? Che bel colpo!

Frase perfetta e molto naturale! Qui “combinare” è usato nel senso di organizzare un incontro (in modo quasi strategico), ed è anche leggermente ammiccante, come se tra Angela e Albéric potesse esserci qualcosa di più… magari un interesse comune… magari qualcosa di romantico?

Il finale “Che bel colpo!” rafforza l’idea che l’incontro sia stato ben riuscito o addirittura astuto, come se fosse stato un colpo da maestro.

Insomma, sembra quasi che tu abbia fatto da cupido diplomatico!

3. Combinare = fare un guaio
Combinare si usa anche per dire che hai fatto un pasticcio, un disastro, un errore!

Cosa hai combinato stavolta?

Frase classica da mamma, insegnante o collega esasperato.

Giovanni ha combinato un disastro con il muretto del giardino! Ora l’inferriata è legata con la corda…

Abbiamo combinato un bel casino con le foto del calendario di marzo. Abbiamo messo la bandiera sbagliata!

4. Combinare = ottenere un risultato (o no)

In questo senso, spesso in frasi negative:

Non ho combinato nulla oggi!

Giornata Improduttiva.

Alla fine, con quel progetto non si è combinato niente.

Un modo più elegante ma sempre informale per dire: tutto inutile, un buco nell’acqua!

Ci sono poi alcune espressioni tipiche. Es:

Ne ha combinata un’altra delle sue!

Cioè: l’ha fatta grossa di nuovo. Evidentemente questa persona è solita combinare guai.

Questa è un’altra frase tipica:

Non combinare guai!

Cioè: stai buono! Non fare pasticci.

C’è anche:

Combinare un matrimonio

Cioè organizzare un’unione, alla vecchia maniera!

Spessissimo si può usare anche il verbo fare. Non cambia il significato:

Combinare/fare guai

Combinarne/farne di tutti i colori

Combinarne/farne di cotte e di crude.

Hai combinato/fatto un casino.

Ho combinato/fatto un affare.

A volte il verbo si usa anche con l’ausiliare essere e ha un significato del tutto particolare, molto colloquiale e spesso ironico. In questo caso, “essere combinato” è uno stato, non un’azione, e funziona come un aggettivo, proprio come dire “sei messo male” o “sei conciato così così”.

Es:

Come sei combinato oggi! Hai i capelli da tutte le parti e due calzini spaiati!

Cioè: Sembri uscito da un uragano!

Dopo la festa eri proprio combinato male…

Avevi un aspetto distrutto, disordinato, magari anche un po’ ubriaco!

Sei combinato proprio bene: tutto elegante e profumato! Dove vai, a un matrimonio?

Qui usato ironicamente al contrario, per sorprendersi di un aspetto curato.

Infine fate attenzione al genere nel participio passato!

  • Ne ho combinata una grossa!
  • Maria ne ha combinata una delle sue!

Si usa “combinata” perché si sottintende “una cosa” (femminile).

Qualche esempio per chiudere:

  • Il collega Paravati ha combinato un incontro con l’ambasciatrice. Poi ha dimenticato di andarci. Classico!
  • Angela ha combinato un guaio col foglio Excel: adesso i conti tornano… ma in lire, non in euro.
  • Ulrike ha combinato un bel casino per la cena dell’associazione: nessuno ha capito dove fosse il ristorante!
  • Giovanni voleva solo sistemare la casa, ma ha combinato un pasticcio che non vi dico.

Facciamo un piccolo quiz finale (per ripassare giocando!)
Completa le frasi con la forma giusta di “combinare”:

  1. Stamattina ho _______ un disastro in cucina: il caffè è finito nel cassetto delle posate!
  2. Che cosa hai _______ ieri con quei file audio?
  3. Speriamo di _______ qualcosa di buono per l’incontro di settembre.
  4. Ne abbiamo già _______ abbastanza, adesso stiamo buoni!

Soluzioni:

  1. ho combinato
  2. combinato
  3. combinare
  4. combinate

Adesso un bel ripasso di qualche episodio passato. Senza combinare casini, mi raccomando!

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

Hartmut: mi metto subito all’opera senza aspettare nessun altro associato, col timore di camminare su un crinale pericoloso se venissi criticato.

Marcelo: quando il capo chiama, nessuno può fare a meno di darsi da fare. C’è una rosa di amici che fa parte della nostra associazione pronta a dare il proprio contributo. Poi Gianni dovrà combinarli nel modo giusto.

Karin: a me sembra che qualcuno abbia oltrepassato il segno pensando di fare tutto il ripasso da solo. Alludo a Hartmut se non si fosse capito.

Christophe: io sono disposto a correre il rischio di combinare un guaio, ma non posso farne a meno di partecipare. Per me si tratta di un imperativo categorico.

Julien: anch’io devo dire la mia! Questo dei ripassi è un modo per spronarci a non dimenticare ciò che abbiamo imparato e a ricordare le sette regole d’oro che i più sicuramente ricordano.

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Accadde il 9 aprile: e quindi uscimmo a riveder le stelle

E quindi uscimmo a riveder le stelle (scarica audio)

Trascrizione

Buongiorno e benvenuti in questo nuovo episodio di Italiano Semplicemente della rubrica “accadde il”. Oggi però dovrei togliere una “d” perché l’episodio si riferisce alla giornata Odierna: 9 aprile 2025.

Oggi, 9 aprile 2025, Re Carlo d’Inghilterra entra nel parlamento italiano (è la prima volta per un re/regina d’Inghilterra). Ha fatto anche un bel discorso, in parte proprio in lingua italiana, e ha pronunciato, in chiusura, questa frase: E quindi uscimmo a riveder le stelle.

Com’è da interpretare? Perché l’ha pronunciata? Per fare bella figura? Per omaggiare l’Italia? Vediamo.

La frase “E quindi uscimmo a riveder le stelle” è uno dei versi più celebri della Divina Commedia di Dante Alighieri, esattamente l’ultimo verso dell’Inferno (Canto XXXIV, verso 139).

È un momento di grande potenza simbolica: dopo un lungo e oscuro viaggio attraverso l’inferno (ricordate la selva oscura?), Dante e Virgilio risalgono faticosamente fino a tornare alla luce del cielo stellato.

Quel “riveder le stelle” è il segno della speranza, della rinascita, della salvezza dopo le tenebre. L’aggettivo “oscuro“, è importante dirlo, viene spesso usato per descrivere un periodo storico negativo, ed oggi ne stiamo vivendo uno direi abbastanza oscuro.

Allora oggi, re Carlo III d’Inghilterra, durante il suo storico discorso al Parlamento italiano, quando ha citato questo verso, lo ha fatto anche per sottolineare la speranza e la forza del legame tra Regno Unito e Italia, e soprattutto direi per dare un messaggio di fiducia verso il futuro, evocando l’immagine di un’uscita comune dalle difficoltà, da questo periodo oscuro, verso una nuova luce.

È stato anche un richiamo colto e potente alla cultura italiana; anche un omaggio naturalmente, ma anche un modo elegante per connettere passato e presente, letteratura e politica, emozione e diplomazia.

Quel “quindi” è molto adatto a dare una linea di separazione più netta tra passato e futuro, tra prima e dopo, tra l’oscurità e la luce. Molto di più rispetto alla sola “e” (e uscimmo a riveder le stelle) oppure a “e così uscimmo a riveder le stelle” (ci sarebbe il senso di qualcosa di ovvio, di normale) e anche rispetto a “e poi uscimmo a riveder le stelle”. In quest’ultimo caso si trasmette un senso di continuità, cioè l’esatto opposto rispetto a “quindi“, che porta con sé un senso di conclusione inevitabile di quanto è accaduto prima, e di passaggio quasi solenne alla fase successiva.

Il verbo “rivedere” è molto interessante, soprattutto in questo contesto poetico.
Non significa semplicemente “vedere di nuovo”, (es: quando ci rivediamo? Ci rivediamo domani), in senso meccanico, ma può avere, come in questo caso, una sfumatura più profonda: è il tornare a godere della vista di qualcosa che ci era mancato.

Nel caso di Dante, “riveder le stelle” non è solo un’azione visiva: è un’esperienza emotiva, un ritrovare la speranza dopo l’oscurità.

La scelta di non scrivere “vedere” ma “rivedere“, per Dante, è importantissima, perché sottolinea la separazione temporanea dalla luce e il gioioso ritorno.

Allo stesso modo, re Carlo III ha citato questa frase proprio per evocare questa idea: non solo vedere la luce, ma rivederla, tornare a vederla dopo un periodo difficile, di incertezze o di distanza, e farlo insieme (noi uscimmo).

È un invito alla speranza condivisa, a una nuova fase luminosa nelle relazioni fra i popoli.

Inoltre, vi faccio notare anche la costruzione “a riveder le stelle” — con la e finale mancante (tipico della poesia), che rende il ritmo più fluido e immediato. Anche questo contribuisce alla musicalità e alla forza evocativa del verso.

Poi Dante usa il passato remoto: uscimmo. “Uscimmo” è la forma del verbo “uscire” al passato remoto, coniugato alla prima persona plurale (noi). Significa, come detto, “noi uscimmo”, cioè “noi siamo usciti” o “noi fummo fuori”.

Il passato remoto, usato nella letteratura italiana classica, è spesso impiegato per eventi che si riferiscono a un passato che è remoto, appunto, cioè passato da molto tempo, o per dare un tono più solenne al racconto, come nel caso della “Divina Commedia”.

Infine, l’uso della preposizione “a” come lo vedete?

Dante avrebbe anche potuto usare “per” (per riveder le stelle) ma indubbiamente con “a” la frase suona meglio, e inoltre, potrei aggiungere che l’uso di “per” avrebbe enfatizzato troppo l’idea di scopo o finalità (ossia, l’uscita dall’Inferno sarebbe stata motivata dal desiderio di vedere di nuovo le stelle, con una connotazione di scopo un po’ troppo pratico e diretto). Allora meglio usare “a”, che in questo caso conferisce una dinamicità e un senso di movimento verso un luogo che è tanto fisico quanto metafisico, come se l’uscita dall’Inferno fosse anche un viaggio verso una rivelazione o una meta più alta.

Insomma, considerando la brutta situazione che il mondo sta vivendo in questo momento, speriamo che un giorno, parlando di questo periodo oscuro che stiamo vivendo, potremmo anche noi dire “e quindi uscimmo a riveder le stelle”.

I dazi – ripasso dei recenti episodi

I dazi (scarica audio)

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Buongiorno e benvenuti in questo nuovo episodio di Italiano Semplicemente all’interno della rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente”. Trattasi di un episodio di ripasso. Parliamo dei dazi, argomento talmente alla moda recentemente che anche noi, non possiamo non parlarne. Vediamo qualche frase in cui userò le ultime cose imparate insieme.

1. Avere il polso della situazione — Per imporre dazi efficaci, bisogna avere il polso della situazione e conoscere bene le dinamiche internazionali.

2. Ove mai— Ove mai l’Europa rispondesse con nuovi dazi, la tensione commerciale salirebbe alle stelle.

3. Andirivieni — L’andirivieni di accuse tra Stati Uniti e Cina sui dazi sembra non avere fine.

4. Bruscolini — Per Trump, i dazi miliardari non sono bruscolini, ma armi strategiche.

5. Rispondere per le rime — L’Unione Europea ha deciso di rispondere per le rime ai dazi statunitensi sul vino.

6. Non stare in piedi— La giustificazione dei dazi americani sull’acciaio europeo proprio non sta in piedi.

7. Dare in pasto— Trump ha dato in pasto ai suoi elettori la narrazione dei dazi come soluzione a tutti i mali.

8. Il viterbese — Anche il viterbese produttore di nocciole teme le ripercussioni dei dazi americani.

9. Il casertano esportatore di mozzarella è finito nel mirino dei dazi USA.

10. Prova e riprova— Prova e riprova, Trump ha convinto il Congresso a sostenere nuovi dazi sulla Cina.

11. Il siparietto— Il siparietto tra il presidente e il ministro del commercio ha lasciato intendere nuove tariffe in arrivo.

12. Il teatrino — Il teatrino dei negoziati sui dazi sembra fatto apposta per confondere l’opinione pubblica.

13. Non ho capito io!— Ma non ho capito io! I dazi non dovevano proteggere i nostri prodotti?

14. L’impossibile — Stanno facendo l’impossibile per evitare una guerra commerciale totale.

15. La qualunque— Trump sarebbe disposto a mettere dazi su “la qualunque”, pur di dare un segnale forte.

16. Chiamarsi fuori — Alcuni Paesi europei cercano di chiamarsi fuori dalla battaglia dei dazi.

17. Dare forfait— La delegazione cinese ha dovuto dare forfait all’ultimo round di trattative.

18. Il discrimine — Il discrimine tra protezionismo e ritorsione è ormai sottilissimo.

19. La discriminante — La provenienza dei prodotti è diventata la discriminante per l’applicazione dei dazi.

20. Distinguersi per— Trump si è sempre distinto per la sua politica aggressiva sui dazi.

21. Essere in rotta di collisione— USA e UE sono ormai in rotta di collisione per la questione dei dazi tecnologici.

22. Uno spaccato— La disputa sui dazi offre uno spaccato delle tensioni geopolitiche attuali.

23. Coincidere — Gli interessi dei produttori americani coincidono con la politica dei dazi di Trump.

24. Combaciare — Le promesse elettorali di Trump combaciano perfettamente con l’aumento dei dazi.

25. Coincidenza — Che coincidenza: proprio prima delle elezioni sono stati annunciati nuovi dazi!

26. Scalo — Lo scalo portuale di Shanghai è congestionato dai container bloccati dai dazi.

27. Crinale — La politica dei dazi si muove su un crinale pericoloso tra protezionismo e isolamento.

28. Andazzo — Con l’andazzo attuale, i dazi rischiano di diventare la norma nel commercio globale.

29. Tenere botta— L’industria europea cerca di tenere botta nonostante i dazi americani.

30. Tenere duro— I produttori italiani decidono di tenere duro di fronte ai dazi USA.

31. Chi di dovere— Chi di dovere dovrebbe intervenire per evitare l’escalation dei dazi.

32. Chi so io— Se i dazi non verranno ritirati, chi so io non resterà a guardare.

33. L’imperativo categorico— Per Trump, l’imperativo categorico è difendere l’economia americana con i dazi.

34. Per il rotto della cuffia — L’accordo è stato raggiunto per il rotto della cuffia, evitando nuovi dazi.

35. La rosa — La rosa dei Paesi colpiti dai dazi si allarga ogni giorno di più.

36. I più— I più non avrebbero creduto, prima delle elezioni, che Trump si sarebbe spinto fino al punto di farsi baciare il sedere..

37. Temporale — Sembra un temporale passeggero, ma i dazi potrebbero lasciare danni permanenti.

38. Temporaneo — L’esenzione dai dazi concessa all’Europa è solo temporanea.

39. Metti che… — Metti che la Cina alzi i dazi sulle auto americane: sarebbe il caos.

40. Il motivo del contendere— Il motivo del contendere sono i dazi sul settore tecnologico.

41. Il pomo della discordia — I dazi sul vino francese sono diventati il pomo della discordia nelle relazioni transatlantiche.

42. Il connubio — Il connubio tra protezionismo e retorica patriottica alimenta la politica dei dazi.

43. Destare — L’annuncio di nuovi dazi ha destato preoccupazione tra gli esportatori.

44. Metterci il carico da 11 Dopo le prime tariffe, Trump ci ha messo il carico da 11 con dazi aggiuntivi.

45. Il coacervo — La questione dei dazi è solo un tassello del coacervo di tensioni internazionali.

46. Specificamente — I dazi colpiscono specificamente i settori dove gli USA vogliono rafforzarsi.

47. Specificatamente — Le tariffe sono state pensate specificatamente per penalizzare le importazioni cinesi.

48. Pensare bene di… — Trump ha pensato bene di rilanciare la guerra dei dazi a ridosso delle elezioni.

Bene, spero che il messaggio sia arrivato a destinazione. Il messaggio è che ogni espressione o verbo o locuzione o parola particolare che trovate su italiano semplicemente potete usarla parlando di qualsivoglia argomento. Basta un po’ di fantasia.

Alla prossima!