363 Ha il suo perché

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Trascrizione

Giuseppina: quella che vi spiego oggi è un’espressione che si sente spessissimo pronunciare in contesti informali.

L’espressione è “ha il/un suo perché”, che si utilizza quando vogliamo evidenziare un aspetto positivo di una persona, di una situazione e in generale di qualsiasi cosa. Si può usare quando si cerca di dare una spiegazione, un senso logico ad un aspetto quando potrebbe sembrare non esserci una spiegazione logica, ma invece, secondo noi, c’è. Altre volte si usa semplicemente per evidenziare l’importanza di un aspetto, anche quando potrebbe non sembrare importante, o per sottolineare una caratteristica unica.

Questo aspetto positivo o questa importanza o caratteristica unica non è del tutto evidente.

Allora con questa espressione vogliamo quindi tirar fuori, esprimere questo aspetto positivo o questa importanza. Si usa la parola “perché” come a voler spiegare un motivo, una ragione non del tutto chiara.

Inoltre si usa “un suo perché” per esprimere il senso, il significato di questo aspetto positivo, che in qualche modo è del tutto peculiare, personale, particolare, come a dire che esiste un motivo particolare per dare una spiegazione, c’è “un suo” personale motivo, un suo perché.

Esempio:

Fare il bagno senza costume, quindi completamente nudo, ha il suo perchè, infatti nei paesi nordici dove fa molto freddo, sembra che col costume il freddo si avverta maggiormente.

Ecco dunque il motivo, il perché.

Infatti “perché” è anche sostantivo. Posso dire “il perché” per indicare il motivo, la ragione:

Mi dici il perché del tuo comportamento? C’è un perché?

Voglio sapere il perché non mi chiami più!

Non si capisce il perché tu non riesca a capire.

Un altro esempio:

Anche se gli stadi sono vuoti, per un calciatore, entrare nello stadio Olimpico di Roma per giocare la sua prima partita nel campionato di serie A italiano ha il suo perché.

In questo caso è come chiedersi: Perché ci si emoziona nel giocare nello stadio olimpico di Roma anche senza spettatori?

Risposta: c’è un perché, c’è un motivo. È comunque emozionante, quindi giocare anche senza spettatori ha un suo perchè.

Se voglio fare un complimento o evidenziare un qualcosa di unico, posso dire:

Il metodo di Italiano Semplicemente, che non è centrato sullo studio della grammatica, ha un suo perché.

È un modo abbastanza veloce di cercare di dare una spiegazione, senza peraltro spiegare nulla. Infatti in teoria bisognerebbe aggiungere qualcos’altro per dare un senso alla frase, ad ogni modo su parla sempre di giuste motivazioni o di caratteristiche positive.

Se stiamo parlando male di una persona di nome Giovanni , evidenziando le sue caratteristiche negative, qualcuno potrebbe dire che però Giovanni ha un suo perchè, sto facendo un complimento a Giovanni. Voglio dire che è un tipo particolare, unico, ha una sua personalità.

Non si usa “il mio perché” o “il tuo perché” o “il loro perché” e non chiedetemi il perché!!

Ripasso:

Carmen: Amici, cosa facciamo stasera? Nessuno fa proposte? Battiamo la fiacca?
Komi: Macché! Ci stavo giusto pensando. Vi porterò in un posto “in”, dove ci divertiremo di brutto, un posto che è appannaggio solamente dei personaggi più celebri, di solito. Mica pizza e ficchi!
Irina: ehi, neanche per sogno! Non fa per me! Quante arie si danno le persone celebri.
Emma: Non è che non ne abbia voglia, ma purtroppo la stanchezza spesso ha la meglio su di me.

21 – L’IVA – 2 minuti con Italiano semplicemente – LINGUAGGIO COMMERCIALE

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Descrizione

Lezione numero 21 di due minuti con Italiano Commerciale.

Oggi parliamo dell’IVA, vale a dire dell’imposta sul valore aggiunto.

362 Appannaggio

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Trascrizione

Giovanni: Oggi voglio spiegarvi il, termine “appannaggio”. Bene. Iniziamo.

Vi piace la panna? E vi è mai successo di avere la vostra automobile in panne? E vi si sono mai appannati gli occhiali? Ultima domanda: avete mai avuto un appannamento della vista?

Non sono impazzito, state tranquilli. Solo per dirvi che c’è un termine, e questo termine è appannaggio, che non c’entra nulla con la panna, quella che deriva dal latte, per intenderci. Appannaggio non c’entra nulla neanche con l’automobile in panne, che significa che l’automobile si è improvvisamente rotta, per un guasto qualsiasi.

E appannaggio non c’entra nulla neanche con gli occhiali appannati, cioè con gli occhiali quando diventano opachi, un appannamento provocato magari dal calore del vostro fiato, quando respirate.

Ah, l’appannamento… oltre a quello degli occhiali e di tutti i vetri, quando diventano opachi, c’è anche l’appannamento della vista. Si dice così quando non riuscite a vedere bene per qualche secondo, o perché magari state svenendo per un calo di energie.

Ma purtroppo né la panna del latte, né la macchina in panne, e tanto meno l’appannamento dei vetri e della vista hanno a che fare con l’appannaggio.

Questo termine invece ha a che fare con i privilegi e le qualità e le doti. A volte indica semplicemente una prerogativa, cioè qualcosa di riservato solamente a qualcuno.

Ad esempio se vuoi dire che le mercedes (le automobili Mercedes) possono acquistarle solamente le persone ricche, posso dire:

Solo i ricchi possono acquistare le Mercedes

Oppure:

Le mercedes sono appannaggio solamente dei ricchi.

Come dire: sono riservate solo a loro, i ricchi, solamente loro hanno questo privilegio.

Vediamo altri esempi:

La presunzione è appannaggio degli ignoranti

I questo caso non è un privilegio, perché essere presuntuosi è un tratto negativo del carattere.

Questa settimana il caldo sarà appannaggio solamente del sud-Italia.

Quindi solamente nel sud della penisola italiana si potrà godere del caldo.

Oggi i telefoni cellulari possono acquistarli più o meno tutti, mentre tanti anni fa erano appannaggio solamente di alcune persone.

Tutti gli audio-libri di Italiano Semplicemente e tutti i file audio della rubrica “2 minuti con Italiano Semplicemente” sono appannaggio esclusivo dei membri dell’associazione.

Adesso ripassiamo:

M1: che ti è successo ? Come sei pallido/a!
M2: Tieniti forte, è venuto in ufficio stamani un tale dicendo che l’azienda naviga in cattive acque.
M3: ma dai, non prendere per oro colato ciò che diceva questo tizio.
M4: Ma se è vero ed il nostro datore di lavoro non riuscirà a giostrare la situazione? Saremo spacciati! Facciamo qualcosa, hai visto mai!
M5: ma lui non lascerà nulla d’intentato per salvare l’azienda, e ci riuscirà, anche se solo in calcio d’angolo.

361 Bando alle ciance

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Trascrizione

Giovanni: cosa possiamo dire quando vogliamo arrivare subito al nocciolo della questione?

Spesso capita di parlare con una o più persone e si ha un po’ di fretta, non si vuole perdere tempo perché il tempo è denaro!

Si ha voglia di arrivare al dunque.

Non si vogliono chiacchiere inutili, si vogliono, possiamo dire, “bandire le ciance” , si vogliono mettere al bando le ciance.

Vi spiego meglio:

Una delle espressioni che si possono usare in questo caso è “bando alla ciance“, dove le ciance sono proprio le chiacchiere inutili, che non servono a nulla.

Esiste anche il verbo “cianciare“, ovviamente, un verbo un po’ “forte”, potremmo dire, nel senso che qualcuno si potrebbe offendere se venisse accusato di cianciare, ma vediamo qualche esempio con “bando alle ciance” :

Dai ragazzi, bando alle ciance, cerchiamo una soluzione al nostro problema.

Sono due ore che discutiamo inutilmente, adesso bando alle ciance, dobbiamo trovare un accordo.

Ma perché usiamo il termine bando?

Si sta parlando di un annuncio pubblico, che tutti possono vedere. Questo è il bando. Ma cosa c’entra?

Anche oggi esistono i bandi, infatti questo termine si usa quando ci sono dei concorsi o delle gare per costruire opere pubbliche, tanto per fare alcuni esempi, e questi bandi si pubblicano su internet cosicché tutti possano leggerli. Ma un tempo, molti anni fa, un bando era una sorta di manifesto cartaceo (ma non è molto diverso in fondo), e su questo bando si scriveva una condanna di una persona colpevole di qualche crimine.

Tutti dovevano sapere che questa persona era colpevole, per questo questa persona “si metteva al bando”, si dice, cioè si esponeva al pubblico giudizio.

A quei tempi si poteva urlare:

Bando ai criminali

Bando alle streghe

Bando ai ladri

Come a dire: tutti devono sapere chi sono e cosa hanno fatto!

Allora l’espressione di oggi, “bando alle ciance”, si usa per condannare non una persona ma le ciance, le chiacchiere. Si potrebbe dire, “mettiamo al bando le ciance” o “bandiamo le ciance”.

Infatti esiste anche il verbo bandire. Si può bandire un concorso, una gara pubblica, ma bandire si usa oggi anche nel senso di vietare, non solo per condannare, ed anche nel senso di cacciare via, allontanare, o anche eliminare, abolire, vietare.

Allora vedete che ha senso dire “bando alle ciance” perché si vogliono eliminare, vietare le chiacchiere, abolire, perché non sono gradite. Meglio essere concisi.

L’espressione è comunque colloquiale, non posso usarla nelle occasioni importanti. In quei casi meglio dire:

– andiamo al punto

– andiamo al nocciolo della questione

– evitiamo inutili preamboli

– cerchiamo di essere sintetici

– siamo/siate concisi

Ma tra amici e colleghi, o in famiglia potete usarla tranquillamente ogni volta che non vi va di perdere tempo inutilmente.

Ora ripassiamo un po’ con Irina dalla CALIFORNIA.

Le frasi di ripasso, lo ricordo, servono a non dimenticare le spiegazioni già fatte e sono appannaggio dei soli membri dell’associazione italiano semplicemente.

So cosa state pensando. Ma state tranquilli, perché il prossimo episodio lo dedichiamo alla spiegazione del termine “appannaggio“.

Irina: Non sono in vena ultimamente. Passi che tutto è chiuso dalle mie parti in California, passi pure che non possiamo viaggiare, però sono persino sguarnita di qualsiasi divertimento.
È vero, ho a portata di mano l’oceano e ci sono un paio di ristoranti all’aperto in spiaggia. Però è risaputo che l’oceano qui è freddissimo e di sera fa troppo freddo per mangiare fuori.
Una bistecca fredda non è il mio piatto preferito.
Dopo essermi scervellata su cosa fare, ho deciso di godere delle cose semplici a casa. Stasera quindi mangerò di nuovo un gelato serale ascoltando musica italiana e ballando un pò da sola. Almeno non faccio bisboccia, quindi non posso prendere una brutta piega.

360 Giostrare

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Trascrizione

Giovanni: chi di voi sa cos’è una giostra?

Molto amata dai bambini, la giostra serve per divertirsi, infatti non è che una struttura girevole attrezzata per il divertimento dei bambini. Ci sono cavalli di legno, imbarcazioni, vetture che girano e tanta musica.

Questo è ciò à cui si pensa subito quando si parla del termine giostra.

Esiste però anche il verbo giostrare, che poco ha a che fare con il divertimento e i bambini. Ha a che fare invece con le abilità. Si usa per esprimere un’abilità nell’agire in una situazione difficile. Molto simile a destreggiarsi, di cui ci siamo già occupati nell’episodio n. 29 che si usa di più per superare le difficoltà.

Si parla di riuscire a trarre vantaggio da una situazione complicata, come accade durante una competizione, in cui occorre mettere alla prova le proprie abilità per vincere.

Il verbo si usa in vari modi, e può diventare giostrarsi, o anche giostrarsela.

Vediamo qualche esempio di utilizzo.

Per vincere un campionato di calcio l’allenatore deve saper anche giostrare bene l’insieme dei giocatori disposizione.

Che significa? Significa che l’allenatore deve avere la capacità di saper gestire la rosa dei giocatori a disposizione.

Deve riuscire ad utilizzarli al meglio, alternadoli in modo ottimale, senza creare malcontenti e ottenendo il massimo da loro.

Un altro esempio:

Un dirigente deve riuscire a giostrare bene le varie situazioni che possono capitare al lavoro.

Vedete che il verbo è simile a “gestire“.

Si potrebbe anche dire che saper giostrare una situazione è come “muoversi bene nelle varie situazioni”.

I genitori, tra i figli, la scuola, il lavoro, fare la spesa eccetera, devono imparare a giostrarsi.

Si tratta sempre di abilità. Giostrarsi è giostrare sé stessi, quindi gestire sé stessi.

Giovanni ha saputo giostrarsela bene nella spiegazione del verbo a persone di diversa nazionalità.

Se ti lascio solo con 30 bambini riesci a giostrarsela?

Cioè: riesci a gestire la situazione? Riesci a cavartela?

Simile anche barcamenarsi, che tuttavia si usa soprattutto nel senso di sopravvivere, riuscire a limitare i danni, diciamo che per non affondare nelle difficoltà occorre saper barcamenarsi, cioè cavarsela in qualche modo in situazioni difficili. Per saper giostrare non c’è bisogno di problemi, è sufficiente una prova impegnativa.

E voi riuscite a giostrarvi in mezzo alle difficoltà?

Olga: Io sono una madre, e in quanto tale ci devo riuscire per forza.

Komi: io invece no, almeno fino a quando farò bisboccia tutte le sere con gli amici. Ma domani smetto.

Hartmut: E fu così che si ubriacò la sera stessa!